arte

Maternità, mostra personale di Eleonora Albanese

Dal 22 al 25 aprile 2017, Museo di San Domenico, via G. Sacchi 4, Imola

22 aprile, ore 15: inaugurazione
Ore 16: laboratorio di pittura Genitore-Bambino condotto da Eleonora Albanese.

Intervista di Mammeonline a Eleonora Albanese

Quanto è importante per te, Eleonora, esprimerti con l'arte?

“Da sempre l'importante per me è stato esprimermi per cui, a parte il canale preferenziale della pittura, trovo che comunicare sia l'unica via possibile per ritrovarsi in relazione con il resto degli umani. E per me è fondamentale.

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Giotto o non Giotto

 

Giotto o non Giotto

Carissimi, lunedì prossimo, 13 aprile, Dario Fo su Rai 5 presenta una straordinaria lezione su Giotto.
Chi ha affrescato la Basilica Superiore di Assisi? Per svelare questo enigma il premio Nobel per la letteratura ha indagato l'opera del geniale artista, portando alla luce sorprendenti intuizioni. È così nato anche il volume "Giotto o non Giotto", curato da Franca Rame e pubblicato da Franco Cosimo Panini Editore che trovate qui

GIOTTO O NON GIOTTO

Punto di partenza del libro e dello spettacolo è l'enigma che da oltre sette secoli divide la critica d'arte: fu Giotto ad affrescare le celeberrime Storie di San Francesco nella Basilica Superiore di Assisi?
Per rispondere all'affascinante quesito, nella sua opera Dario Fo intraprende un'esplorazione che parte da Assisi, tocca Padova con l'analisi della Cappella degli Scrovegni e arriva fino agli ultimi capolavori di Santa Croce a Firenze. Un'indagine che riserverà al lettore numerose sorprese, e farà luce su aspetti della vita e dell'arte di Giotto poco esplorati dalla critica d'arte ufficiale: dall'attività di usuraio del pittore alle segrete influenze dei Vangeli apocrifi sulla sua opera. Un viaggio reso ancor più suggestivo dai racconti, dai dialoghi in volgare e dalle "giullarate" che impreziosiscono il testo, a corredo del quale sono presenti oltre duecento illustrazioni tra riproduzioni a colori delle opere di Giotto e personali creazioni del premio Nobel.
Lo spettacolo inizialmente avrebbe dovuto essere registrato davanti alla Basilica Superiore di Assisi ma poi il vescovo di Assisi, Domenico Sorrentino, si rifiutò di farlo rappresentare nella città di San Francesco, e il tutto si è spostato a Perugia. L'"incidente" non toglie nulla all'assoluto fascino di questa rappresentazione che cerca di rivalutare un pittore sconosciuto: Pietro Cavallini. Dice Dario: "Voglio ridare a un grande artista, un grande innovatore, ciò che gli spetta. Gran parte dei ventotto riquadri della Basilica Superiore di Assisi sono di sua mano. E in questa operazione di giustizia non sono solo. Anche Bruno Zanardi, insigne restauratore e storico dell'Arte, la pensa come me. Anche lui ritiene che, a parte la giovinezza di Giotto, all'epoca causa di impedimenti per l'affidamento di una commessa così importante, è lo stile a far pensare alla mano dell'artista romano".

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Anamorfismo a Orosei

Arte anamorfismo Michele CorrigaQualche mattina fa un operaio comunale di Orosei, Nuoro, ha cancellato con una bomboletta spray un'opera artistica anamorfistica di Michele Corriga. Per chi non lo sapesse, l'anamorfismo non è una malattia ma un'illusione ottica per cui un'immagine viene proiettata sul piano in modo distorto. E infatti Corriga aveva appeso un cartello di senso unico scritto al contrario.
“Fuorviante” secondo l'addetto comunale che ha “censurato” l'opera. E forse non aveva nemmeno torto...
(Fonte: LaNuovaSardegna)

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L'artista dei lunotti sporchi

Opere d'arte Scott Wade

Si chiama Scott Wade, è americano e dipinge con la tecnica della “polvere fuoristradale su cristallo posteriore d’automobile”. Ha iniziato qualche anno fa nel parcheggio di un supermercato, oggi realizza opere su commissione. E lo pagano.
http://www.dirtycarart.com/

 

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Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare!

Vuoi scatenare la tua arte?
Vuoi collaborare con Alcatraz alla costruzione di una Grande Campagna Rivoluzionaria Comicoterapeutica?
Vuoi passare dalle parole ai fatti e dai ravioli agli involtini?
Vieni a fare l’Artista Ribelle a Alcatraz
Un happening lungo una settimana
Dal 4 al 10 luglio per i 30 anni di Alcatraz grande festa con concerti, spettacoli teatrali, laboratorio video, web e di arte zen (a prezzi per giunta super scontati, vedi sotto…).

Carissime, carissimi,
il berlusconismo di questi 16 anni ci ha limato il morale. Ora che sta finendo abbiamo bisogno di una sferzata di sghignazzi per ritirarci su di morale. Abbiamo bisogno di FESTE!
Abbiamo bisogno di incontrarci e sapere che ci siamo. Abbiamo bisogno di scambiare idee e motivi per essere ottimisti. Vogliamo una settimana di creatività sfrenata, vogliamo realizzare opere d’arte imperiture con le quali impestare il mondo fisico e quello virtuale. Siamo pieni di idee e progetti e vogliamo festeggiare anche progettando insieme una colossale azione mediatici collettiva. Hai voglia di passare 7 giorni di manicaretti, balli, delizie olfattive, bagni in piscina, pennelli, massaggi e complotti per un futuro migliore? Spero proprio di sì. Io credo che ne abbiamo tutti un grande bisogno.
Dopo i disastri nucleari
Dopo le rivolte arabe
Dopo l’esplosione delle ecotecnologie
Dopo Napoli, Milano e i referendum…
Vorrei costruire una grande scultura dipinta con colori infuocati. Vorrei passeggiare sul torrente cantando. Vorrei girare un film epico. Vorrei trovare una ventina di persone dotate di senso dell’umorismo con le quali costruire un grande portale comico: www.ridere.it (che è già nostro! Ma è ancora vuoto). Se mai hai avuto voglia di collaborare con Alcatraz questo è il momento per portare la tua voglia di fare e divertirti, le tue idee, la tua sensibilità, praticamente questo è come se fosse un congresso… Solo che non ci saranno discussioni barbose, passeremo direttamente alla realizzazione dei sogni.
Possiamo farlo! Te gusta el Tango?
Prenota subito! 50 euro al giorno in tenda (compresa pensione completa e attività) 68 euro al giorno in camera (prezzo unico per tutte le sistemazioni: chi prima prenota meglio alloggia. Il prezzo si intende sempre per la pensione completa, bevande escluse, comprensivo di tutte le attività).
E se porti una sedia in buone condizioni ti facciamo un ulteriore sconto di 25 euro (dobbiamo cambiare le sedie del ristorante e le vogliamo tutte diverse, poi le dipingiamo e le rendiamo scioccanti).

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Abbiamo fisicamente bisogno di un’ONDA CREATIVA!

In questo momento drammatico per il nostro Paese l’unica cosa che ha veramente importanza strategica e' la sfida dell’ARTE. Perche' di fronte alla sfida dell’arte tutte le altre difficolta' non hanno piu' importanza.

Tony Esposito ad AlcatrazCarissime persone meravigliose che trovate il tempo per leggermi, oggi ho una grande notizia da darvi: ad Alcatraz, la Libera Repubblica che ben resiste, c’e' stata un’esplosione di musica e rivoluzione. Una cosa veramente scioccante. Mentre vi scrivo il fenomeno e' ancora in corso. Ma non si tratta solo di musica, c’e' stato un incontro di esseri umani che negli anni hanno seguito strade parallele. Si e' parlato, raccontato storie, sogni e sensazioni. Lo so che qualcuno stara' pensando che sto pompando un articolo pubblicitario. Invece vi voglio parlare di un evento umano e politico.
In effetti non abbiamo mai, neanche per sbaglio, nominato il deludente momento politico che stiamo attraversando. Avevamo altri grilli per la testa.
Cerco di spiegarmi con un minimo di ordine senno' rischio di fare un discorso emotivo che non si capisce.

Chi di mestiere fa arte sa bene che lo spirito creativo ha bisogno di energia. Lavorare con gli altri da' energia.
Quando sei giovane l’inizio del lavoro e' legato a situazioni collettive. Quando avevo 22 anni e lavoravo al Male, settimanale sublime di satira, il mio grande piacere erano le riunioni di redazione. Trovarsi in una grande stanza, intorno a un tavolone da disegno di 4 metri per 8, insieme a Pino Zac, Angese, Vincino, Scozzari, Perini, Liberatore, Pazienza, Cinzia Leone (la disegnatrice e scrittrice, non l’attrice), Cagni (Carlo Zaccagnini) Mattioli, Pasquini, Sferra, Tamburini e altri notevoli ingegni, era un piacere, un fuoco d’artificio di idee che venivano buttate via tra gli schiamazzi e gli insulti. Un gioco che improvvisamente diventava metodico, istericamente dedito alla cura dei particolari, ordinato e disciplinato come e' a tratti il gioco dei bambini. Era come se dovessimo scavare una montagna, tirando fuori tutte le idee stupide fino a quando emergevano i diamanti delle idee geniali.
Questa era la cosa che mi piaceva di piu', molto piu' del successo.
C’era la magnificenza di uno stato di grazia collettivo, la sacralita' di questo fondersi mentalmente fino a creare una macchina capace di portarci laddove nessuno di noi sarebbe riuscito ad arrivare da solo.
E le idee che nascevano cosi' avevano una forza comica talmente forte che furono capaci di paralizzare gli eserciti della noia malvagia.
E non lo dico per dire. I fatti sono la prova.
Penso che tu possa immaginare che esistano decine di leggi che mi impediscono di stampare centocinquantamila copie del Corriere della Sera e venderle in edicola guadagnandoci sopra spudoratamente. C’e' furto, truffa, appropriazione indebita, violazione di tutti i diritti d’autore, violenza privata, millantato credito, raggiro, circonvenzione di incapace e chissa' cos’altro. Non so se hai idea di che belve siano gli avvocati del Corriere… Fanno paura.
Se poi sul falso Corriere della Sera ci scrivi oscenita' tipo: “La finalissima dei Mondiali, persa dall’Italia, e' stata annullata perche' i brasiliani si sono masturbati negli spogliatoi prima di scendere in campo”, ai reati sopraddetti si aggiunge il turpiloquio, l’oscenita' in luogo pubblico o comunque aperto al pubblico compiuta da una o piu' persone contemporaneamente allo scopo di sovvertire l’ordine pubblico, l’associazione criminale e forse pure la banda armata.
Aggiungiamo che era il ’78, avevano ammazzato Moro, Prima Linea sparava per le strade, la Digos abbatteva i terroristi senza processo con una raffica di mitra, e si puo' capire che non era il periodo adatto per fare i cretini.
Noi decidiamo di uscire in edicola con una serie di falsi osceni del Corriere della Sera, La Repubblica, Il Corriere dello Sport, La Stampa. E ci scriviamo sopra delle cose pazzesche:
Annullati i Mondiali
Lo Stato si e' estinto
Sbarcati gli extraterrestri in Brianza
E’ Tognazzi il capo delle Brigate Rosse (Vianello commenta: “Lo sospettavo!”)

Io ero convinto che saremmo finiti tutti in prigione per questa follia iconoclasta. E mi andava bene cosi'. Ci si giocava il tutto per tutto. Il processo sarebbe stato veramente divertente. Gli anni di carcere forse no ma ne valeva la pena. Invece la gente inizio' a ridere, a ridere tanto forte che divenne un fenomeno di massa. Era pieno di buontemponi che usavano i nostri quotidiani falsi per fare scherzi ad altre persone, che poi correvano all’edicola a comprare una copia del Male per fare pure loro uno scherzo. Un virus. E incredibilmente neanche Agnelli, che era il re d’Italia ed era veramente cattivo, ci denuncio' per il falso della Stampa.
Ora io vorrei osservare che questa nostra impunita' era proprio un fatto incredibile. Avevamo colto nel segno comico e avevamo cosi' dimostrato che perfino le leggi piu' sacre, quelle sulla proprieta', si vaporizzano se sei capace di produrre un sufficiente livello di shock comico, se tocchi vertici della qualita'. Perche' i nostri falsi erano tecnicamente perfetti.
Se avessimo lavorato solo un briciolo al di sotto di quel livello ci avrebbero fucilati tutti.
Intendiamoci, erano furenti. Incazzati come iene alle quali hanno schiacciato i coglioni. Ci venivano anche addosso, ma senza convinzione.
Tutta la redazione si fece mezza nottata in cella perche' avevamo fatto un discorso del Papa, imitando Wojtyla che parlava per la prima volta come pontefice, dal balcone di via Lorenzo Valla, dove una palazzina a 3 piani era la sede del giornale. Perini, in costume, faceva il Papa. Ci serviva per un servizio fotografico. Stava in mezzo a due suore che erano uno schianto, Sferra era il chierichetto.
Io, avevo avuto l’idea e, colpo di culo, esco dalla redazione un minuto prima che arrivino le volanti della polizia che si portano via tutti. Da quel giorno Perini mi ha odiato. E comunque la polizia impiego' otto ore a capire che non esiste reato se ti affacci alla finestra di casa tua vestito da Papa e parli alle masse. Per giunta alle 5 del pomeriggio, in via Lorenzo Valla che non ci passa nessuno. Che reato e'?
Non lo sapevano.
Un’altra volta pubblicammo la mappa dell’isola dell’Asinara, dove c’era un carcere di massima sicurezza pieno di brigatisti rossi.
Arrivo' al giornale la Digos in assetto di guerra, erano convinti di dare l’assalto a un covo terrorista. Urlavano che avevamo pubblicato una mappa coperta da segreto militare e che dovevamo assolutamente dire come ne eravamo entrati in possesso. L’idea di pubblicare la mappa dell’Asinara con un piano di fuga idiota, non l’avevo avuta io. Comunque, colpo di culo, ero andato al bar a farmi un cappuccino con 3 cornetti alla marmellata, per cui al momento non ero presente, me l’hanno raccontata. Perini prese a odiarmi di piu'.
Il nostro avvocato impiego' due ore a spiegare alla Digos che la pubblicazione della mappa dell’Asinara non rappresentava nessun episodio di spionaggio, violazione del segreto militare, terrorismo, banda armata, attentato alla costituzione repubblicana o altro, per via che la mappa l’avevamo semplicemente presa dall’atlante De Agostini, che non rompessero le palle. Vendevamo mediamente 80 mila copie la settimana ed eravamo talmente simpatici che per noi lavoravano gratis degli avvocati che avevano il codice penale al posto del cuore e sapevano tirare di karate'.
Ogni tanto ripenso alle vignette che facevo. Certo mi sono fatto la fama del pazzo, e la pago ancora, ma era veramente incredibile che ce lo lasciassero fare. Andavamo contro tutti i tabu', disegni osceni, battute indecorose sui morti e sui feriti, eravamo iconoclasti, distruttori della pace mentale, provocatori ironici, spietati, irriverenti, maleducati, volgari, sporchi. Il titolo della rivista, Il Male, era la promessa di uno schiaffo alle idee perbeniste che nascondevano gli orrori di un’Italia nella quale la tortura era all’ordine del giorno nelle carceri e negli ospedali psichiatrici. Un’Italia dove i potenti avevano il diritto di ammazzare centinaia di operai nei reparti verniciatura e non riuscivi neanche a far iniziare un processo.
Il giornale fu sequestrato per un centinaio di volte. Ma era una cosa ridicola. Noi sapevamo che a denunciarci era un gruppo di esaltati dell’Aquila. Appena il giornale andava in edicola lo compravano e andavano a denunciarci in tribunale per oscenita', vilipendio della religione di Stato, vilipendio di capo di stato straniero, vilipendio del Presidente della Repubblica Italiana, vilipendio della Magistratura, vilipendio delle Forze dell’Ordine, turpiloquio, pornografia, ateismo, paganesimo, istigazione a delinquere, coprofilia e uso evidente di sostanze stupefacenti.
Allora noi a L’Aquila il giornale lo mandavamo con un giorno di ritardo, cosi' quando arrivavano a sequestrarlo i carabinieri, era gia' bello che distribuito ovunque. A quel punto entravano in gioco gli edicolanti, che ci adoravano, e nascondevano le copie e dicevano agli agenti che le avevano gia' vendute tutte. Poi le spacciavano clandestinamente a clienti con i quali avevano patti corsi di fedelta' e silenzio.
Ci sequestravano tutte le settimane e vendevamo 80 mila copie lo stesso. Impossibile anche questo.
Io, modestamente, mi beccai 87 denunce, piazzandomi al primo posto della Hit Parade, ma siccome mi firmavo Giovanni Karen, quando arrivava la notifica dicevamo che non mi conoscevano.

Tutto sto racconto rievocativo per dire che la magia dell’arte e' proprio magica. E dirlo non e' banale, e' esperienza, e' una roba che viverla da' tanto. Ma proprio tanto. Cose che te le porti nella tomba, mica come le Rolls Royce, che tocca che le lasci qui.

Quello che e' successo in questi giorni e' stato vedere assieme musicisti e cantanti straordinari, danzatori, web master, fonici, pittori, scrittori, musicoterapisti, massaggiatori, poeti, fotografi, videoteppisti, tutti a ballare, a chiacchierare mangiando i cibi cucinati da Angela Labellarte e Beatrice Faccini, ridere e scherzare in amicizia.
Le idee hanno iniziato a venir fuori a raffica e io ho risentito quel feeling potente.
E credo con ancor piu' forza che questa sia la via che dobbiamo perseguire.
Ad Alcatraz organizzeremo altri incontri con l’obiettivo di mettere insieme grandi appassionati professionisti di diverse scuole, dall’ingegnere al claun, e goderci lo spettacolo della creativita' che inizia a girare.
Sospetto che se seguiremo questa strada avremo molte sorprese oltre a divertirci e assaporare il gusto del pensiero di gruppo.
Abbiamo bisogno di idee virali, di giochi assurdi che coinvolgano le persone emotivamente per stare meglio noi e anche per far saltare il punto di vista grigio che sta asfissiando l’Italia. Abbiamo bisogno di radunare un pugno di eroi per creare un vortice comico.
Noi combattiamo sul fronte del gioco.

Per inciso la frase di apertura di questo pezzo, sulla sfida dell’arte che toglie valore a ogni altra difficolta' e' stata scritta da Friedl Dikers-Brandeis, grande pittrice, mentre era detenuta nel campo di sterminio di Therensiestadt. E la scrisse dopo che era riuscita, incredibile, a farsi dare dall’assassino che dirigeva il campo, una stanza, colori, pennelli e carta per tenere un corso di pittura per i bambini che quei mostri stavano uccidendo. Impossibile. Lei mori' in quel campo, i suoi allievi morirono. Tutti eccetto due bambine che poi divennero pittrici.

Sud Sound System ad AlcatrazPS
Ringrazio con tutto il cuore Imad Zelala e Nando Citarella che hanno organizzato e gestito il festival (http://www.alcatraz.it/ut_festival.html) e Tony Esposito, Carlo Faiello, Sergio Laccone e i Sud Sound System con i quali in questi due primi giorni di festival ho trascorso momenti impagabili.

PPSS
Le ultime due settimane di luglio ci sara' un laboratorio creativo a Alcatraz, due seminari di una settimana con Eleonora Albanese e Claudia Rordorf e me medesimo. Spero che potra' essere un assaggio di questo spirito.
Su questo argomento dell’arte rivoluzionaria vedi anche
http://www.jacopofo.com/node/7888