privatizzazione acqua

Il sindaco e il rabdomante

Geniale iniziativa del sindaco di Azzate, in provincia di Varese. Per rimettere in funzione il vecchio lavatoio ha chiamato un rabdomante che cerchera' una falda acquifera.
Il sistema e' molto piu' economico e a basso impatto ambientale rispetto alle tradizionali trivellazioni esplorative.
E funziona! Lo dichiara lo stesso sindaco Gianni Dell'Acqua, un nome un destino. Trent'anni fa, utilizzando un rabdomante, trovo' una falda con cui ancora oggi innaffia il giardino della sua casa.
“Da quel momento non ho piu' dubitato del fatto che questa pratica potesse essere utilizzata anche per questioni di pubblica utilita'.”
Il rabdomante sara' il noto Giuseppe Secca.

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Da non perdere

Il Wwf ha organizzato per domenica 2 maggio la giornata del censimento nazionale dei corsi d'acqua.
Se avete fiumi abusivi potete condonarli.
Sta riscuotendo un interesse insperato la raccolta firme per il referendum contro la privatizzazione dell'acqua.
In 5 giorni il Comitato Acqua pubblica ha raccolto 200mila firme, piu' di un terzo di quelle necessarie per ottenere il referendum abrogativo.

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L'acqua non si vende, firma qui!

http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/
Partirà sabato 24 aprile la raccolta firme del Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua per indire tre referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici.
Il primo quesito referendario chiedera' l'abrogazione della legge Ronchi, il secondo l'abrogazione dell'articolo 150 del decreto ambientale 152 del 3 aprile 2006 che stabilisce che i servizi idrici possono essere gestiti solo da societa' per azioni.
Interessante il terzo quesito che chiede la cancellazione del profitto garantito per chi investe nell'acqua (articolo 154 del decreto ambientale 152/2006).
Spiega Marco Bersani a Peacereporter: “Pochi cittadini sanno che nella tariffa dell'acqua che pagano periodicamente e' compreso un 7 percento che, come previsto dalla legge, va a remunerare il capitale investito. Cosa vuole dire? Che vengono cosi' garantiti i profitti per chi investe sull'acqua. Una volta abrogata quella norma, non ci saranno piu' profitti e, a quel punto, siamo curiosi di vedere quanti saranno i privati che faranno la coda per poter gestire un servizio idrico una volta che il profitto non viene piu' garantito per legge”.

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Acqua pubblica ad Aprilia

Quattro anni fa 7000 famiglie di Aprilia, nel Lazio, fondarono il comitato Acqua Pubblica ad Aprilia e smisero di pagare le bollette all'ente privato Acqualatina s.p.a. versando invece i soldi sul conto corrente del Comune. Si parla di un vero e proprio tesoretto da un milione di euro, tolto dalle mani della multinazionale francese Veolia (Acqualatina e' sua)
Una straordinaria forma di protesta pacifica che ora e' arrivata alla vittoria finale grazie a una sentenza del Consiglio di Stato: la settimana prossima l'amministrazione comunale, composta da liste civiche elette un anno fa dopo un lungo governo del centrodestra, iniziera' l'iter per riappropriarsi della gestione del servizio idrico.
(Fonte: dirittiglobali.it)

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Un referendum (e una manifestazione) per l'acqua pubblica

Cari amici,
questa settimana lasciamo la parola a Alex Zanotelli che, insieme al Forum italiano dei Movimenti per l'acqua pubblica, si sta facendo promotore di un referendum per abrogare la legge Ronchi sulla privatizzazione dei servizi idrici in Italia.
Di seguito pubblichiamo l'appello di Zanotelli.
Per maggiori informazioni sulla campagna http://www.acquabenecomune.org/

Acqua: Hasta la victoria!
Questo e' l’anno dell’acqua, l’anno in cui noi italiani dobbiamo decidere se l’acqua sara' merce o diritto fondamentale umano.
Il 19 novembre 2009, il governo Berlusconi ha votato la legge Ronchi, che privatizza i rubinetti d’Italia. E’ la sconfitta della politica, e' la vittoria dei potentati economico-finanziari. E’ la vittoria del mercato, la mercificazione della ‘creatura’ piu' sacra che abbiamo: 'sorella acqua'.
Questo decreto sara' pagato a caro prezzo dalle classi deboli di questo Paese, che, per l’aumento delle tariffe, troveranno sempre piu' difficile pagare le bollette dell’acqua (avremo cosi' cittadini di serie A e di serie B!). Ma soprattutto, la privatizzazione dell’acqua, sara' pagata dai poveri del Sud del mondo con milioni di morti di sete.
Per me e' criminale affidare alle multinazionali il bene piu' prezioso dell’umanita' (‘l’oro blu’), bene che andra' sempre piu' scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici (scioglimento dei ghiacciai e dei nevai) sia per l’incremento demografico.
L’acqua e' un diritto fondamentale umano, che deve essere gestito dai Comuni a totale capitale pubblico, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo piu' basso possibile.
Purtroppo, il nostro governo, con la legge Ronchi, ha scelto un’altra strada, quella della mercificazione dell’acqua.
Ma sono convinto che la vittoria dei potentati economico-finanziari si trasformera' in un boomerang.
E’ gia' oggi notevole la reazione popolare contro questa decisione immorale. Questi anni di impegno e di sensibilizzazione sull’acqua, mi inducono ad affermare che abbiamo ottenuto in Italia una vittoria culturale ,che ora deve diventare politica.
Ecco perche' il Forum italiano dei Movimenti per l’acqua pubblica, lancia ora il Referendum abrogativo della Legge Ronchi, che dovra' raccogliere, fra aprile e luglio 2010, circa seicentomila firme. Non sara' un referendum solo abrogativo, ma una vera e propria consultazione popolare su un tema molto chiaro: o la privatizzazione dell’acqua o il suo affidamento ad un soggetto di diritto pubblico.
Le date del referendum verranno annunciate in una grande manifestazione nazionale a Roma il 20 marzo, alla vigilia della Giornata Mondiale dell’acqua (22 marzo).
Nel frattempo chiediamo a tutti di costituirsi in gruppi e comitati in difesa dell’acqua, che siano poi capaci di coordinarsi a livello provinciale e regionale.
E’ la difesa del bene piu' prezioso che abbiamo (aria e acqua sono i due elementi essenziali per la vita!).
Chiediamo a tutti i gruppi e comitati di fare pressione prima di tutto sui propri Comuni affinche' convochino consigli monotematici per dichiarare che l’acqua e' un bene di non rilevanza economica.
Questo apre la possibilita' di affidare la gestione dell’acqua ad un soggetto di diritto pubblico.
Abbiamo bisogno che migliaia di Comuni si esprimano. Potrebbe essere questo un altro referendum popolare propositivo.
Solo un grande movimento popolare trasversale potra' regalarci una grande vittoria per il bene comune.
Sull’acqua ci giochiamo tutto, anche la nostra democrazia.
Dobbiamo e possiamo vincere. Ce l’ha fatta Parigi (la patria delle grandi multinazionali dell’acqua, Veolia, Ondeo, Saur che stanno mettendo le mani sull’acqua italiana) a ritornare alla gestione pubblica.
Ce la possiamo fare anche noi.
Mobilitiamoci! E’ l’anno dell’acqua!

Napoli, 7 febbraio 2010

Alex Zanotelli

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Torino vuole l'acqua pubblica

Con 29 voti a favore, nessuno contrario e due astenuti, il Consiglio comunale di Torino ha approvato una delibera di iniziativa popolare contro la privatizzazione del servizio idrico.
Grazie alle 12mila firme raccolte, il Comitato Acqua Pubblica Torino e' riuscito a far modificare lo Statuto della Citta', che ora riporta testualmente: “La proprieta' delle infrastrutture e delle reti del servizio idrico integrato e' pubblica e inalienabile”.
Fino ad oggi hanno annunciato il ricorso con il decreto Ronchi 4 Regioni: Puglia, Marche, Piemonte, Liguria. Molte altre stanno valutando l'ipotesi di procedere.

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Il Piemonte contro la privatizzazione dell'acqua

La Regione non se ne lava le mani e impugna davanti alla Corte Costituzionale l’articolo 15 della legge 166/2009 recante disposizioni in materia di servizi pubblici.
Il provvedimento e' stato adottato il 14 dicembre dalla Giunta regionale su proposta della presidente Mercedes Bresso e degli assessori all’Ambiente Nicola De Ruggiero.
In pratica si ritiene che l'art. 15 della legge 166 rappresenti una “riduzione dei diritti fondamentali dei cittadini”, in violazione all'articolo 3 della Costituzione.
(Fonte: Regione.piemonte.it)

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