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Fare l'amore fa bene al cuore

Si dice da anni e non si tratta solo di una questione di sentimenti: una regolare e appassionata vita sessuale riduce il rischio cardiovascolare (infarti del miocardio e ictus).
La conferma arriva oggi da una recente ricerca scientifica pubblicata sulla rivista American Journal of Cardiology e condotta dal Massachusetts Male Aging Study.
Per 16 anni sono stati monitorati 1.100 uomini di eta' compresa fra i 40 e i 70 anni.
Se e' ormai palese che esiste una relazione tra salute e sesso, non e' ancora chiaro come essa avvenga. Secondo gli autori dello studio ci sono due possibili spiegazioni: la prima e' che l'attivita' sessuale sia solo indice di uno stile di vita piu' sano e in generale di condizioni di salute migliori mentre la seconda propende invece per il sesso come vera e propria “ginnastica terapeutica”.
La ricerca e' open source: chiunque puo' sperimentare la tesi.

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Le ragazze del Lorenteggio sono facili

Pietro Guerra incontro' Debora Bellagamba all’uscita della discoteca Incendio dell’Anima di Abbiategrasso.
Lei aveva un vestito a righe rosse e gialle con catarifrangenti borchiati in ottone sulle natiche e due finestrelle con vetro rosa sul seno che facevano un effetto vedo non vedo ai capezzoli.
A Pietro Guerra il vedo non vedo fece un effetto paralizzante. Lui stava tornando dal suo duro lavoro di cacciatore di ratti, topi, pantegane e altri animali senza nome che vivono nelle fogne e mutano a causa degli shampoo al fosforo. Ad esempio, i ragni coniglio che saltano fanno sesso e mangiano le mosche contemporaneamente e hanno il pelo grigio e duro come una moquette di spilli.
Forse lui non aveva un buon odore di pulito. Lei emanava fragranze orientali dosate con gusto. Odori che quando arrivarono al naso di Pietro gli provocarono allucinazioni auditive (angeli e altre creature superiori che ansimavano sull’orlo del delirio tantrico cantando romanze medioevali).
Le probabilita' che la squinzia in minigonna inguinale e calze a rete in tessuto organico desse anche una sola occhiata al Pietro Guerra erano nell’ordine dei micron. Piu' probabile che il Papa si convertisse al Cristianesimo.
Ma il caso buffone mise di mezzo Lanfranco Crivelli, figlio di QUEL Crivelli che costrui' l’inceneritore di San Gerolamo Superiore, area ormai disabitata e interdetta perfino alle rotte aeree per via che li' l’inquinamento e' talmente aggressivo che usa razzi terra-aria.
Lanfranco Crivelli, geneticamente convinto di essere il miglior partito sulla piazza allungo' la mano e la passo' con intenzione insinuante sopra le natiche fluorescenti di Debora Bellagamba. E quando lei si giro' dicendogli: “Stronzo!” Lui le rispose con una sfilza di parole tanto irriguardose per quella Dea pagana che Pietro Guerra si senti' autorizzato a prendergli un polso e torcerglielo fino a che Crivelli si trovo' in ginocchio a chiedere pieta'. Dopodiche' il damerino fu costretto a scusarsi con la ragazza che come ringraziamento scocco' a Pietro Guerra un tale sorriso che lui senti' che gli si scioglieva dentro l’inverno siberiano che abitava il suo cuore comunista.
Poi Guerra chiese: “Posso accompagnarti a casa?”
Lei rispose: “Non vado mica a casa, e' solo mezzanotte.”
Lui disse: “Va bene ti accompagno dovunque tu vada e stermino tutti quelli che ti danno fastidio.”
Lei lo trovo' romantico, era convinta che lui scherzasse. Lui non scherzava.
Inizio' cosi' un amore travolgente. Lui la porto' a vedere come brillava di notte la discarica abusiva di rifiuti ospedalieri. Si baciarono nella 500 di lui, parcheggiata tra i cumuli di auto accatastate nel deposito di uno sfasciacarrozze. Passeggiarono mano nella mano lungo il Lambro che quel giorno era viola amaranto. Lei pensava che lui fosse dark. Lui pensava che aveva avuto troppo culo a incontrarla.
Lui si lavava talmente tanto per togliersi di dosso la puzza di fogna che gli amici iniziarono a chiamarlo Lisoform.
Poi un giorno lei non venne a un appuntamento, lui la aspetto' fino a quando le violette di plastica gli si appassirono in mano. Lei non rispondeva al cellulare.
Lui si apposto' sotto casa di lei con addosso uno spigato grigio con il quale era convinto di mischiarsi tra la folla e un dolore sordo nel cuore.
La vide salire su un’auto nera, lunghissima, di quelle che se non hai un Rolex al polso non ti dicono neanche quanto costano.
Indossava un vestitino nero scollato.
L’auto scomparve nella nebbia. Lui si incollo' dietro con il suo lambrettone anni settanta truccato.
L’auto arrivo' fino a una villa in Brianza, supero' un grande cancello e spari' nel viale alberato. Pietro Guerra posteggio' il suo mezzo biruotato, scavalco' il muro di cinta e si avvicino' alla villa strisciando sulla pancia come un vietcong. Un grosso mastino napoletano gli si fece incontro con fare minaccioso. Il mattino dopo lo trovarono annodato e a lungo si chiesero chi avesse potuto trattare un cane in modo tanto orribile.
Arrivo' a una finestra e guardo' oltre il vetro. Una grande sala illuminata, un tavolo di legno massiccio coperto da una tovaglia color panna, candelabri accesi, un uomo anzianotto, con capelli nerissimi che puzzavano di falso da un miglio di distanza, stava cantando una canzone napoletana. Intorno al tavolo una decina di ragazze, tutte vestite con abitini neri scollati, ascoltavano l’uomo mentre assaporavano il gelato servito in coppette di cristallo. Guerra non era un intenditore ma non gli fu difficile capire che dovevano costare ognuna quanto un’automobile di media cilindrata.
Poi il vecchio si avvicino' a Debora, disse qualche cosa, lei si alzo', lui la prese tra le braccia e iniziarono a ballare un lento.
Proprio in quel momento Pietro si senti' puntare una pistola alla nuca. Un giovanotto che sembrava un armadio con addosso una giacca tagliata su misura (e non gli stava bene) lo guardava con un sorriso che riluceva nella notte. Pietro penso': “I dentifrici che sbiancano i denti fanno anche dei buchi nel fegato. Non vivra' a lungo.” Dopodiche' sorrise anche lui. Infilo' il suo dito nella canna della pistola e poi disse: “Se spari ti scoppia il mio dito in faccia e ti sporchi la camicia bianca.” Poi approfittando dello sconcerto della guardia del corpo gli mollo' uno schiaffone che a Niguarda qualcuno disse: “Un tuono... verra' a piovere!”
Poi entro' dalla finestra, ma siccome era blindata entro' portandosi dietro tutto l’infisso.
“Ma era un infisso che mi hanno garantito a prova di bazooka!” Disse il vecchio con i capelli strani.
“Non fanno piu' i bazooka di una volta.” Rispose Pietro Guerra. Poi lo guardo' meglio e gli disse: “Che tacchi alti che hai!” L’uomo con i capelli strani avvampo’ per l’umiliazione. Pietro guardo' Debora e le disse: “Andiamo via. Tutti i soldi del mondo non valgono un amore puro!” Lei rispose: “Ma tu sei scemo, mi ha promesso che faro' la letterina e forse anche il viceministro!”
“Ma io ti amo!” dichiaro' Pietro.
“Chissenefrega!” Rispose Debora.
Allora Pietro Guerra fu preso da una rabbia indicibile. Una rabbia di secoli pieni di vecchi babbioni che si rapiscono le ragazze piu' appetitose circuendole con promesse di vite facili asfaltate di diamanti e sottraendole cosi' ai baci onesti di giovani lavoratori comunisti, poveri di denaro ma ricchi di sentimenti.
Pietro Guerra inizio' a tremare.
Debora grido': “Oh mamma sta andando in sovraccarico!” E inizio' a scappare seguita da tutta la banda di ragazze con vecchio satiro al seguito.
Erano gia' a bordo delle lunghe auto nere lanciate sulla tangenziale quando il cielo si illumino' a oriente e la sopraelevata sobbalzo'.
Della villa, il giorno dopo, trovarono solo il comignolo.
Nessuno vide mai piu' Pietro Guerra. Ma ogni tanto, nelle notti di nebbia e gelo, qualcuno dice di avere sentito una specie di rombo profondo, una voce che viene direttamente dai confini del mondo e che dice: “Maledetti capitalisti calvi!”

 


Oh cazzo, si e' sospeso Marrazzo!

L’Italia e' piena di storie di cazzi pazzi che si rizzano e sprizzano a razzo.
Lassu' a palazzo si fanno il mazzo, ma poi vogliono il sollazzo.
Per fortuna le difficolta' della crisi sono alleviate da tante storie piccanti. Sembra di essere tornati ai tempi della peste del Boccaccio. E in effetti a leggere le cronache sembra il Decamerone.
Il panorama e' un mare di seni prosperosi e cosce frementi, labbra di fuoco e decolte'. E natiche. Tante natiche.
Ci sono le prostitute del Presidente (tu chiamale se vuoi escort). Ragazze sempre in abito nero, scollate e disponibili. Il Presidente le condivideva con uomini della giunta di Bari di centro sinistra ma loro ne pigliavano solo qualcuna per volta, LUI le frequentava a dozzine (i due PD da una escort per volta si mormora fossero Sandro Frisullo, ex vicepresidente della giunta regionale della Regione Puglia e Alessandro Colella, capo gestione del patrimonio della Regione pugliese).
E ti ricordi la storia di Mastella sullo yacht con fanciulle e trans? Mastella…. Che poi si seppe che in realta' non era Mastella ma un altro famoso centrista. Per ora non e' dato di sapere chi fosse, l’uccello misterioso, ma tanto in questa Italia chiacchierona alla lunga viene fuori tutto. Sapremo anche questo. Non ci risparmieranno neanche i particolari igienici.
E ci sono le orge di Tarantini a Montecarlo sopra un altro yacht, sempre a disposizione di persone potenti con la verga sull’orlo di una crisi di nervi.
Poi c’era il portavoce di Prodi, Sircana, si vide la foto di lui che era in auto e si era fermato a parlare con un trans sul marciapiede. Per non parlare dell’ormai dimenticato Lapo con cocaina, collasso e trans, che e' li' giusto per confermarci che non solo i politici han le caldane, anche quelli che poggiano il culo nel salotto buono dell’imprenditoria italica hanno la libido deflagrante.
Poi c’era quell’Alessandro Martello, protagonista della coca-story che, si disse, girava ai ministeri e c’era di mezzo, qualcuno affermo' dubbioso, perfino il viceministro dell'Economia Gianfranco Micciche'. E non dimentichiamoci vari servizi delle Iene che fecero il tampone ai parlamentari scoprendo un battaglione di cocainomani. Ma d’altra parte, si sa, la quota di cocaina che scorre nel Tevere e' spaventosa. La bianca polvere passa prima su per il naso dei capitolini e poi giu' per altre diramazioni dell’impianto di scarico umano, quindi nelle fogne, nei depuratori e infine arriva nel sacro fiume in quantita' tale che se non fosse per la leptospirosi dei ratti potresti sniffartela che ti sballa che e' un piacere. Almeno se ti piacciono le emozioni forti.

Poi c’era quell’altro, come si chiamava? Che stava alla Rai, Sottile, con la Gregoraci. Lui e lei.. Un’immagine raccapricciante che mi ha perseguitato per mesi. Ma forse lei si e' fatta solo toccare le tette e magari, al massimo, gli ha fatto qualche carezza. Ma poi si e' subito sposata con Briatore, che anche lui in gioventu' ebbe un processo per certe partite a poker truccate, con delle escort da paura che distraevano i giocatori, poveri industriali brianzoli con il pipo in fiamme… E poi c’e' Fede che minaccia Fini di tirar fuori notizie a luci rosse risalenti al 2002. E il direttore dell’avvenire Boffo costretto a dimettersi per una storia di molestie alla moglie di un amante gay (ma, si difende, le telefonate non le fece lui ma un tossicomane disintossicato, gay e attualmente morto). E per inciso lo scenario di questo scandalo e' la comunita' di Don Gelmini, vicino a Terni, e anche li' ci sono accuse, memoriali su giovani toccati da preti assatanati. Forse balle anche queste. Ma tant’e', siamo di fronte a una verticalizzazione dell’uso dell’erezione, vera o presunta, come strumento di lotta politica.
L’Italia e' preda di un’orda di signori della guerra con il pistolino sempre fuori, che si massacrano a colpi di passere, culi e scoop. Si usa il sesso per fare carriera, per inserirsi a corte, per fare affari, il sesso tuo o quello degli altri non importa. E lo puoi usare anche per distruggere gli avversari, intorpidire le acque o distrarre l’opinione pubblica dall’assalto alla diligenza dello stato da parte di una casta di pervertiti morali. Ma consoliamoci.
Questo gioco al massacro sta esplodendo. Non faranno sconti a nessuno. Scopriremo finalmente se Andreotti da bambino si masturbava sulle pubblicita' delle scarpe ortopediche e tutte le volte che un assessore ha toccato il culo a una vigilessa.
Ormai in Italia ci sono decine di migliaia di ragazze avvenenti con un video cellulare in borsetta, che sanno benissimo che la differenza tra una vita di marchette anonime e la notorieta' delle Grandi Puttane acclamate in tutto il mondo, e' schiacciare il tasto REGISTRA al momento giusto. Tutto il resto sono chiacchiere.
E pensare che credevano di essersi salvati dagli orecchi indiscreti tagliando i fondi per le intercettazioni telefoniche… (vedi: http://www.jacopofo.com/node/529)
E visto che i nostri vip di sicuro il cardellino non riescono a tenerlo nella gabbietta possiamo stare sicuri che il gioco al massacro continuera' fino alla loro estinzione. Amen. Bene. Godiamoci lo spettacolo!
Una Cazzopoli li seppellira'.
(se vuoi approfondire vedi qui http://www.jacopofo.com/nazione-salvata-dai-pompini-berlusconi-carfagna)

(Ripubblico qui una nota di ieri sull’argomento)

…Si passa dalle prime dichiarazioni di Marrazzo: "Quel filmato, se davvero esiste, e' un falso. E' stato sventato un tentativo di estorsione basato su una bufala." a quelle di oggi: "Quanto accaduto riguarda la mia sfera privata. Ai magistrati ho detto la verita'. Io sono la vittima."
Che Marrazzo sia la vittima di un ricatto organizzato da quattro mele marce dei carabinieri non c'e' dubbio. E dobbiamo applaudire i carabinieri che hanno beccato questi 4 delinquenti.
Ma tra la prima e la seconda dichiarazione ci passa la distanza che corre tra prima e dopo il crollo del Muro di Berlino!
Ma, santo Pistolino, e' mai possibile che questa gente non abbia capito come si fa? Ma chi sono i loro strateghi dell’immagine? Negano tutto per principio. Guardate invece Silvio com'e' spavaldo: "Si' e' vero, mi piacciono le donne e allora?" Lui la passera l’ammette serenamente, e' su altre storie che e' un po’ reticente…
A questo proposito vorrei ricordare la storia di Sant’Ambrogio che, per sbaglio, scopri' che le folle adorano i politici che ammettono le loro colpe.
http://www.jacopofo.com/storia-sant-ambrogio-religione-sesso-prostituzione