Tutti chef ma non sentono i sapori

Le tv sono piene di gare tra cuochi. Riflessione di Jacopo Fo.

La cucina è diventata passione nazionale come mai prima. Ma sembra che sia molto diffuso un grave danno al senso del gusto: troppe persone sono deliziate dall’impiattamento e non fanno caso a quel che mangiano.

Così ti capita, aiméh spesso, di assaggiare dei gamberi che hanno un retrogusto di ammoniaca e acido fenico. L’altro giorno me ne hanno serviti decorati da gocce di aceto balsamico, marmellata di lamponi, mousse di zenzero e carote, lacrime di crema di vaniglia e insalatina in germoglio. Ma c’era un po’ di ammoniaca di tropo! Rimando indietro il piatto e mi guardo intorno. Nel tavolo vicino al mio un signore stà divorando gamberi e esclama: “Sono fantastici!” Beato lui. E magari insieme ai gamberi mal congelati sta bevendo del vino da 50 euro a bottiglia… Se prendeva del vino da 2 euro era uguale, tanto il sapore non sa cos’è…

Ho conosciuto un ristoratore che si vantava di mettere uno spumante da poco nelle bottiglie di champagne… Diceva che non se n’era mai accorto nessuno. E mi viene in mente quell’avventurista di Veronelli… Si racconta che durante una degustazione blasonata servì a 5 grandi someliér un calice di vino da tetrapak insieme a calici di vini pregiati. Nessuno si accorse dell’inganno
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