Vicenza, Afghanistan, qui scoppia il casino!
Inviato da Jacopo Fo il Dom, 02/04/2007 - 13:15
Il governo Prodi rischia di cadere.
E io mi chiedo se la cosiddetta Sinistra Radicale sta realizzando un’iniziativa politica sensata.
Certo la battaglia contro la base di Vicenza è sacrosanta e pure la richiesta di andarsene dall’Afghanistan…
Però dobbiamo anche chiederci se le azioni politiche danno i risultati che vogliamo. E riguardo all’Afghanistan cosa dovremmo fare veramente se avessimo a cuore la pace?
Oggi l’occupazione militare di quel povero paese è un atto di barbarie.
Per anni i nostri soldati hanno tenuto il moccolo a torturatori, arresti illegali, strapotere dei signori della guerra (spesso ex Talibani) traffici di oppio…
Ora in Italia abbiamo un governo progressista (a giorni), quale migliore occasione avremmo per sviluppare un’azione di documentazione degli abusi e delle illegalità in Afghanistan e usare le prove così raccolte per denunciare il comportamento delle truppe Usa e inglesi?
Potremmo sputtanare la politica di Bush e dare una carta in più ai democratici americani… Un’inchiesta ufficiale italiana, dall’interno della missione avrebbe possibilità e peso enormi!
Certo è un’azione ben più difficile del semplice restare lì a far da complici o andarsene. Prevede idee, capacità di progettazione, dinamismo.
Ma io credo che potremmo veramente difendere le popolazioni e la legalità internazionale se la nostra missione cambiasse scopo e diventasse una vera missione di pace. Certo dovremmo rivedere le decisioni del governo Prodi. 300 milioni di euro per i soldati e 30 milioni di euro per gli aiuti alle popolazione sono una scelta nella logica di Barbablù. Ma capite bene che su questo terreno si potrebbe trovare una vera mediazione all’interno del governo, ottenendo qualche cosa di utile veramente per le popolazioni e evitando di far ritornare al governo Silvio (che se si rivota adesso son dolori).
Ugualmente si dovrebbe ragionare su Vicenza. Per la prima volta circa 100 parlamentari si sono trovati a Roma, sull’onda emotiva delle proteste popolari.
Ora questi 100 parlamentari stanno poi cercando, ognuno per i fatti suoi, di far arrivare al dibattito in aula disegni di legge contro lo spreco e per la razionalizzazione del sistema Italia. Queste proposte di buon senso, non interessano molto i vertici dei partiti al governo, che non stanno dando vita a un vero lavoro di progettazione di un nuovo rapporto tra entrate e uscite e tra burocrati e cittadini.
I vertici di tutti i partiti di governo stanno avvinghiati a una lotta per il potere e la visibilità. Pensano: devo diventare il più forte, poi potrò far approvare le mie leggi giuste.
I peones della politica, i parlamentari lontani dai vertici dei partiti, sono tanti e molti hanno ancora il tempo di ragionare e studiare i termini concreti di un cambiamento. Ma i vertici non li ascoltano, li chiamano solo a votare in aula. Per il resto nel dibattito politico vero (la stanza dove si decidono le leggi) non contano niente.
Ora mi sapete dire perché questi 100 parlamentari che si sono trovati per Vicenza non riescono a mettersi insieme, unire i loro disegni di legge individuali e trasformarli in un unico disegno di legge articolato, contro lo spreco e il delirio burocratico?
Sarebbe oltretutto una rivoluzione nei metodi della politica, fuori dalla follia del perdere tempo nelle commissioni, vere macchine per rincitrullire i parlamentari. (E su queste commissioni bisogna ripetere che sono un casino mostruoso, nessuno ascolta, il dibattito perciò è finto. Abbiamo un Parlamento che usa ancora modalità di lavoro ottocentesche (e le sedie sono scomode come quelle dell’800!). Oggi c’è la possibilità di lavorare con modalità analoghe a Wikipedia… Mettete le proposte su internet, sottoponetele al dibattito interno (tra parlamentari) e apritevi ai contributi della società civile, e ottenete tre volte più discussione e 10 volte meno perdita di tempo)
Ma come mai i nostri parlamentari NON riescono a trovarsi su un’iniziativa così importante come quella di unire i loro sforzi individuali?
E perché non c’è nessuna mobilitazione forte intorno alla necessità di tagliare sprechi e far funzionare lo Stato a favore e non contro i cittadini? Perché non facciamo una pressione mirata su questi parlamentari peones per incoraggiarli a unire i disegni di legge che hanno proposto e farli approvare?
Non ci si riesce a muovere su queste questioni centrali e invece vediamo una certa mobilitazione su Vicenza.
Che poi lo strano è che Vicenza non è “ragione di vita o di morte”.
Siamo riusciti (onore anche a Prodi) a chiudere la Maddalena dove c’era un inquinamento radioattivo mostruoso… Quella sì era una storia prioritaria. Vicenza è una battaglia giusta ma di principio. Abbiamo comunque più di 100 installazioni militari Usa in Italia. E non stiamo discutendo di toglierne neppure una, ma solo di impedirne un allargamento… E tra l’altro la popolazione è in gran parte favorevole per via dei posti di lavoro, dei piccoli traffici che fioriscono sulla presenza dei marines…
Insomma riusciamo a dare il massimo su battaglie difficili da vincere e invece siamo inconsistenti sulle battaglie veramente importanti che potremmo vincere.
Perché?
Sono i drammi del Pensiero Lineare, di cui ho scritto a lungo su questo blog (vedi nella colonnina di destra il libro gratuito “La Rivoluzione Pigra”). Prendersela con una Base Militare è più facile, perché è un simbolo fisico. Coinvolgere le vaste masse su un progetto complesso per rendere sensate le spese dello Stato e la burocrazia o per cambiare la natura della missione in Afghanistan, fa fatica.
Berlusconi diceva che il suo elettore aveva la testa di un ragazzino di 13 anni che a scuola sta nei banchi in fondo.
L’elettore di sinistra ha mediamente 16 anni, la cotta per Che’ Guevara e un’esplosione ormonale mostruosa.
Adora il Che’ però è pacifista, il fatto che il Che’ fosse notoriamente un guerrigliero non gli crea contraddizioni.
E visto che sei arrivato fin qui, e quindi fai parte di quel centinaio di pazzi che ogni tanto leggono fino in fondo i miei articoli politici, vorrei dire che sono pure stupito per la difficoltà di trovare persone che abbiano voglia di fare. Tutta la sinistra è una bolgia di bla bla.
E non è un problema di questo blog. Anzi qui si brilla per la presenza di una trentina di persone che fanno, hanno il gusto di collaborare in modo cretivo (grande piacere della vita).
Per questo dalla fine del 2006 ho deciso di lanciarmi ancora di più nella direzione dell’arte e di spostare l’asse di questo blog sul gioco. Qui non siamo di fronte a un vuoto politico ma emotivo. La gente è sfranta di fatica di vivere e dolore, impazzita di ingorghi e mutui. Con la sindrome del parcheggio…
La battaglia, la Grande Battaglia contro l’entropia, passa dalla riscoperta del tempo.
Avremo un vero movimento antagonista alla Società del Dolore quando ci sarà una ribellione contro la rapina del tempo. Quando un certo numero di persone si sveglierà una mattina dicendo:”Il tempo è la cosa più preziosa che ho. Voglio impiegarlo per giocare!”
Lo spirito del gioco.
Questo ci manca. Ma senza il gioco non c’è amore, non c’è interesse, non c’è qualità, arte, rispetto, collaborazione.
Cooperazione.
Mi scrivono persone disperate che campano con 800 euro al mese e devono pagare 400 euro di affitto.
Cazzo che ingiustizia!
E come la risolviamo?
E quando?
Parliamoci seriamente.
E allora, mi dirai, che cosa gli proponi? Di giocare invece di andare a lavorare, così non guadagnano neanche quelle?
Non ho una risposta.
Ma certamente non è vita.
E certamente conosco centinaia di persone che sono uscite dal tunnel della perdita del proprio tempo inventandosi una vita diversa, e questa invenzione è nata dallo spirito del gioco. Tutto inizia quando ti metti in gioco.
Quando ti prendi il tuo tempo.
Oggi intorno a Alcatraz vivono un centinaio di “immigrati dalle città”.
Tra questi i figli di papà come me sono ben pochi. Gli altri facevano i postini, gli operai, gli impiegati. Vivono facendo i mercati, le fiere del baratto, gli artigiani, i massaggiatori, i contadini. Si sono inventati professioni come il Consulente Internet/Pc a domicilio per famiglie. Oppure vendono e comprano qualcosa in rete.
In Italia sono alcune decine di migliaia le persone che oggi si sono costruite una vita diversa sulle colline. Ci sono comunità, ecovillaggi, cooperative, gruppi di amici. Esiste un’economia diversa. Non più ricca ma che ti permette una qualità cento volte superiore. Niente ingorghi, flessibilità degli orari e la possibilità di restare a letto se proprio non hai voglia di alzarti.
E aria pura e le more biologiche che ti raccogli da solo e che sono ovunque.
Difficile, certo molto difficile.
Ma non perché sia difficile in sé, mancano i pre-pre-requisiti.
Vorrei portare il mio esempio: da 15 anni cerco persone che collaborino a fare libri.
E sono uno che i libri li fa veramente e a volte vendono pure uno sfracello. Credo di essere un professionista e se non altro lavorare tre mesi con me vale come esperienza. Inoltre, ora che è possibile, propongo di lavorare via internet. E non chiedo di lavorare gratis: i soldi che escono si dividono. Ho portato questa proposta a tutti i corsi che ho fatto per 15 anni. Su questo forum ho proposto la cosa più volte con diversi laboratori come quello sui miglioramenti dagli anni ’50 in poi. Quanti hanno preso questa possibilità?
5 persone. In tutti e 5 i casi posso dire che siamo arrivati a grandi successi. In 4 casi siamo arrivati nelle classifiche dei libri più venduti e in due casi siamo arrivati a pubblicare anche in Spagna.
Ma, Dio Santo, solo 5 persone sono saltate fuori in 15 anni.
Lo stesso dicasi per la proposta di collaborare alla Città Segreta o alla costruzione (fisica) del Giardino Incantato di Alcatraz. Due occasioni che reputo notevoli per un giovane che voglia iniziare a lavorare come creativo.
E con Atlantide tv?
Mi aspettavo la nascita di redazioni locali, gruppi che si mettessero a produrre qualche cosa. Niente. Ci arrivavano solo fondi di cassetti. Pur di collaborare proponemmo una cosa semplicissima: riprendi l’alba. Son arriviti 5 video. Di questi 2 riprendevano l’alba senza inquadrare il sole.
Allora credo che qui la questione sia basica: qui non si tratta di creare il movimento ma la cultura che sta dietro all’idea di un cambiamento e lo spirito adatto.
Sarà un lavoro lungo e duro. Almeno cerchiamo di divertirci facendolo.
Questo è il senso di questo mio nuovo modo di gestire questo blog.
Sto, finalmente, veramente giocando.
E mi piace. Godolo mi piace. Me lo giro da solo. E pure la Città Segreta. Mi sembra come quando giocavo a soldatini: la soddisfazione di averli messi tutti in posizione per poi ammirarli.
Poi certo, mi piacerebbe giocare con tantissimi. Ma sicuramente ci divertiremo anche restando in pochi come siamo ora.
Non lo dico come consolazione.
A un dibattito, recentemente, un compagno si lamentava perché dopo tante lotte e tanti anni, ci troviamo ancora in una società di merda. Vero. Ma abbiamo fatto il miglior affare che si potesse immaginare: abbiamo conosciuto persone meravigliose, abbiamo intessuto avventure, abbiamo vissuto.
La nostra lotta l’abbiamo vinta nella nostra vita. Abbiamo prodotto una vita migliore per noi.
La verità è che gli altri non hanno voluto giocare con noi, fare sesso con noi, lavorare con noi. E ci hanno perso.
Siamo la gente più interessante in questa parte della galassia. E ci bastiamo.
Questa è la grande novità storica: noi stiamo sperimentando l’essere marziani sopra un pianeta di pazzi. Ancora non siamo arrivati a dirlo chiaro.
Noi viviamo in un’altra dimensione della realtà. La nostra. Con regole e patti e anche sistemi economici. C’è chi si compra due macchine perché una sola si può rompere e resti a piedi. E c’è chi invita molte persone a mangiare a casa sua, così vive meglio. Inoltre se gli si rompe la macchina ha dieci amici disposti a prestargliela.
C’è una frase che mi gira in testa da un po’… “Voi europei avete gli orologi, noi africani abbiamo il tempo”.
Vale anche per i Ribelli Spirituali.
Sì, siamo i Ribelli Spirituali. Ma non ce lo siamo ancora detto.