Ribellione spirituale

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Viviamo in un'allucinazione collettiva.
La gente non vive veramente

Giovanni voleva baciare Gaia. Ora si e' suicidato!

Una storia veramente triste. La sua vicina di casa, una pupa stratosferica, aveva risposto alla sua corte insistente con una sfida che sapeva di presa in giro: “Ti bacio solo se me lo chiedono in 50 mila”. Ma lui, occhialuto, calvo, il prototipo dello sfigato totale, aveva pensato di avere una possibilita'. Aveva lanciato un appello in rete: “Per favore, chiedete a Gaia di darmi un bacio!”
E in 50 mila si erano commossi di fronte alla forza dell’amore, immensa e vivificante, che ti fa tentare l’impossibile, avevano scritto a Gaia. Miracolo della generosita' del popolo italiano, prono di fronte a tutte le angherie e le mazzette, ma ancora capace di svegliarsi di fronte al piu' sacro dei sentimenti.
La richiesta di Giovanni, che rimbalzava su YouTube, aveva commosso perfino una grande multinazionale come la Nestle' che aveva deciso di sostenere Giovanni, per via che anche i Baci Perugina sono Nestle' e quando si parla di baciare si sentono parte in causa. Cosi' l’appello di Giovanni era rimbalzato su enormi cartelloni pubblicitaria nelle piazze italiane: “Aiuta Giovanni a baciare Gaia!”
Alla fine lei lo aveva baciato. Un bacio rapido, insignificante, senza passione, ma comunque un bacio.
Il problema di Giovanni era che lui si era veramente innamorato di Gaia. Ma tutta la storia era un’invenzione pubblicitaria. Un esperimento di pubblicita' virale escogitato dai cervelli malsani della multinazionale. Giovanni era stato scelto durante un provino che aveva riunito centinaia di possessori di facce da sfigato. Giovanni era risultato, agli occhi dei selezionatori della Perugina, il prototipo del super sfigato. Lo avevano pagato bene ma come ti senti quando scopri che incarni perfettamente la sfigataggine cosmica?
E come accade nella favole noir questo era solo l’inizio del calvario di Giovanni. Quando poi, sul set ha incontrato Gaia ha sentito le ginocchia tremare, il respiro spegnersi, la luce vacillare.
Gaia e' veramente una ragazza di una bellezza straordinaria. E non e' solo bellissima, e' anche una persona dolce, sensibile, intelligente. E Giovanni, l’attore, perde il controllo, si innamora perdutamente di lei. E sa che in nessun caso, la donna piu' bella tra mille che hanno partecipato al casting, si mettera' con lo sfigato assoluto scelto dagli uomini della produzione. E’ timbrato. E’ un giovane che ha un marchio addosso. Un marchio che non ti mette nella miglior condizione di partenza per dire a una donna che la ami.
E che cosa fai se sei tanto pazzo da tentare di corteggiarla comunque? Quale eroica azione puoi compiere, per davvero, che superi l’idea finta di chiedere a 50 mila persone di implorarla di baciarti?
Come fai a stupirla con un’idea di corteggiamento che superi le trovate dei piu' efficienti (e piu' spietati) pubblicitari d’Europa?
E poi c’era una questione che gli bruciava sulle labbra. Per tutto il tempo che era durata la campagna lui aveva aspettato, sempre piu' eccitato, il momento nel quale si sarebbero raggiunte le 50 mila mail e veramente lui avrebbe potuto baciare Gaia.
Quando era arrivato quel momento Giovanni non riusciva quasi a far arrivare l’aria ai polmoni.
L’avrebbe baciata! Un’unica volta. Un unico bacio. Un’unica possibilita' che la chimica dei loro corpi (che va al di la' delle etichette da sfigato) potesse innescare un’emozione amorosa nell’algida femmina riccioluta. Un sogno. O forse il delirio di un ragazzo che aveva la faccia impastata con la sfiga.
E oltretutto, verita' inconfessabile, quello sarebbe stato il primo bacio della sua vita. 31 anni, mai baciato. Giovanni aveva vissuto nella parte del mondo dove quelle cose non ti riguardano, le vedi solo alla tv.
E poi era arrivato il momento. Lui e' dietro alla porta che si apre su una parete finta in uno studio televisivo. Gaia e' dietro la porta che sta aspettando il ciak per suonare al campanello. Giovanni aprira' la porta e Gaia lo bacera'. LO BACERA’. Ma il regista si avvicina e dice: “Gaia, voglio un bacio veloce, non devi aprire la bocca, niente strusciamenti di lingua per favore, una cosa casta, un contatto di labbra e via!”
E Gaia aveva annuito. E a Giovanni il mondo gli era cascato addosso come un autotreno col rimorchio impazzito sopra un’autostrada cosparsa di olio di dolore e notti senza sonno. Non avrebbe avuto neppure quell’unico, sognato, bacio.
Che merda di mondo!
Alla fine Giovanni non ha retto alla depressione e si e' tolto la vita buttandosi sotto un camion di Baci Perugina. Ultima possibilita' di vendetta. Postuma. Ahime'.  
(Le multinazionali del latte in polvere gassificano l’amore. Non comprate i loro prodotti, hanno un sapore triste)

PS

Questa storia e' falsa solo in un punto: Giovanni non si e' suicidato. Sta bene e ha fondato l’associazione “Uomini con la faccia da sfigati che voglio cambiare il mondo.”
E per inciso Gaia, poi, e' anche andata a letto con lui. E lo ha trovato estremamente profumato.
Avranno un bambino a gennaio.

PPSS
Non so se abbiano fatto sesso assieme. Teoricamente sarebbe auspicabile, soprattutto per Gaia, gli uomini di valore con la faccia da sfigati sono decisamente meglio dei produttori di spot con il Ferrari.
Il tutto ipotizzando che Giovanni sia un tipo di valore. Ma niente e' mai certo. A volte anche quelli con la faccia da sfigato possono essere degli sfigati. La vita non e' un film.

Su questa storia e la campagna mediatica che abbiamo lanciato contro lo sfruttamento pubblicitario del romanticismo del popolo vedi: http://www.jacopofo.com/aiuta_giovanni_baciare_gaia_truffa_mediatica