13 ottobre 2017 - Torino: Omaggio a Dario Fo e Franca Rame

La storia di Inanna – Seconda parte

(vedi la prima parte qui)

La cosa divertente di questa storia è che esiste un pezzo della Bibbia che non è così esplicito ma che è altrettanto scioccante ed è un brano che inizialmente, inserito quando fu redatta, non venne inserito perché i rabbini dissero che non era il caso di mettere un brano del genere in un libro sacro. Ci fu una rissa e 150 anni dopo ci fu un’insurrezione femminile perché quel pezzo veniva cantato nei matrimoni. La sacralità del matrimonio per il popolo veniva celebrata con questo canto d’amore delicatissimo per cui le donne volevano che fosse inserito nella Bibbia e costrinsero i rabbini a fare l’unica modifica che sia mai stata fatta sul Vecchio testamento.
Questa canzone è bellissima e c’è una stranezza per quanto riguarda il colore della pelle, infatti inizia con la fanciulla che parla e dice:
“Bruna sono ma bella,
o figlie di Gerusalemme,
come le tende di Kedar, (che erano nere, NdR)
come i padiglioni di Salma.
Non state a guardare che sono bruna,
poiché mi ha abbronzato il sole”.
E’ un inizio stranissimo, sembra che sia di colore, non semplicemente abbronzata. Però il ritmo di questa poesia nella struttura è molto simile al precedente.
In un altro brano lei dice: tu sei dolce come lattuga cresciuta sul bordo del fiume, c’è questo gusto per i paragoni che è meraviglioso.
Tornando a Inanna, la cosa curiosa è che nel Gilgamesh, scritto 500 anni dopo, Inanna non è più una dea, non è più la donna meravigliosa che ha dato ricchezza e conoscenza all’umanità. E’ una poco di buono.
Che cosa è successo nel frattempo? La prima ondata di guerrieri allevatori si è civilizzata ma la società matriarcale si è diluita perché i conquistatori hanno portato la loro cultura, poi è arrivata un’altra ondata e un’altra ancora… il Gilgamesh viene scritto quando la cultura è completamente cambiata.
I meccanismi della storia si vedono in trasparenza negli scritti. Gilgamesh è questo grande eroe, un semidio, compie grandi imprese. Inanna lo vede e se ne innamora perché è bellissimo e fortissimo e gli chiede di stare con lui, colma di desiderio. Gilgamesh le risponde che non ci pensa nemmeno, qualunque cosa facesse per lei, da portarle il miele la mattina e i datteri la sera, lei lo avrebbe distrutto, come aveva fatto con tutti gli altri uomini che aveva avuto.
E la accusa addirittura di aver ucciso l’amante Dumuzi, quando invece lei era scesa nel mondo dei morti per andare a liberarlo.
Insomma, viene riletta la storia, Gilgamesh la accusa di essere una prostituta perché ha sedotto il povero dio delle acque rubandogli i suoi segreti, omette di dire che poi li ha regalati all’umanità.
Un chiaro esempio di fake news, di mistificazione, di distruzione dell’identità della dea perché non è più importante, ora c’è un dio, la società matriarcale è stata abbattuta. Ora abbiamo la società patriarcale che deve affermare che la dea, la Grande Madre, non conta niente. Quindi viene riscritta la storia e tutte le grandi imprese di Inanna i suoi sacrifici, i doni meravigliosi in favore dell’umanità le vengono rovesciate addosso.

Quante balle ci hanno raccontato su tutto.
Credo sia importante capire che i giudizi che diamo sulla realtà spesso sono viziati dal fatto che partono da affermazioni tecnicamente sbagliate.
Ma ne parliamo nella prossima puntata.
(continua)