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Caro Saviano: vuoi parlare di sogni mentre l’Italia muore?

C’è chi preferisce parlare di morte per cambiare il mondo.
“La possibilità di tornare a sognare diventa fondante…
Non solo tagli alle auto blu, riduzione delle tasse , tutto questo è necessario, ovviamente, ma che tutto questo faccia parte di un sogno…
Le mafie … organizzano la loro vita sull’infelicità… Sono organizzazioni che moltiplicano l’addestramento all’infelicità…  La realtà non si cambia. Se tu inizi a blaterare o sei un miliardario che se lo può permettere di giocare  o sei un disperato che non è riuscito a ottenere quel che voleva e se ne sta lì a frignare…”
Grazie Saviano! Veramente.
Per la prima volta, di fronte al grande pubblico televisivo, è stato raccontato il sogno come strumento fondante del cambiamento.
Oggi abbondano i visi incazzati di chi giustamente non sopporta l’infausto pasto della belva violenta che prevarica, umilia, affama, avvelena, uccide.
Come si può biasimare chi nutre questa rabbia tremenda contro l’ingiustizia? Cos’altro è possibile se non odio verso chi violenta i bambini, le donne, la terra?

Questi compagni hanno tutte le ragioni del mondo, tranne una: la rabbia è sterile, inutile.
La rabbia cementa l’ingiustizia perché è fatta della stessa materia: paura e odio.
La vendetta è inutile.
L’unica vendetta possibile è il cambiamento.

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