Vacanze estive alla Libera Università di Alcatraz

fatto quotidiano

Geotermico, anche gli ecologisti litigano: proviamo a fare pace?

È da tempo che mi affanno a ripetere che il movimento progressista ha bisogno di praticare al suo interno l’efficienza energetica. Da anni parliamo di efficienza energetica di abitazioni e sistemi produttivi ma poi continuiamo a sprecare le nostre energie perché abbiamo difficoltà a fare rete. Non esiste neppure un indice collettivo dei siti ambientalisti. Siamo divisi in bande e spesso invece di collaborare si litiga.
Da tempo, ad esempio, è in atto uno scontro sul geotermico e devi stare attento alle virgole di quello che dici perché sennò vieni iscritto d’autorità a questa o quella fazione.
Sono stato coinvolto in una di queste animose discussioni a causa di un’intervista e mi sono quindi messo a parlare con alcune persone schierate apertamente sugli opposti versanti per chiarire la mia opinione e capire qual è la loro; e ho scoperto una cosa piacevole: se ci si mette a sviscerare serenamente gli argomenti si scopre che siamo tutti sostanzialmente d’accordo. Ci sono delle differenti valutazioni ma si tratta di questioni secondarie.
Tutti sono d’accordo che il geotermico a bassa profondità è innocuo e bellissimo.

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Terrorismo: a chi mettiamo in conto i prossimi morti italiani?

Terrorismo: a chi mettiamo in conto i prossimi morti italiani?

Indiscutibilmente il Califfato dell’Isis è un pericolo. Sono completamente pazzi e sadici.
Sicuramente bisogna fare qualche cosa per fermarli.
Sicuramente cercheranno di colpire l’Italia.
Sicuramente dobbiamo difenderci.
Però questa volta pregherei in ginocchio i signori che muovono il nostro esercito di usare un po’ anche il cervello.
Nell’amnesia collettiva che ha colpito tutte le tv i commentatori sono (per il 95%) accecati dal panico o dall’ira e rifanno esattamente i discorsi che abbiamo sentito in occasione delle missioni in Somalia, Afghanistan, Iraq e Libia.
Mi piacerebbe poter parlare con queste persone e chiedere loro: avete sostenuto quattro interventi militari che hanno portato a disastri di proporzioni galattiche e dopo anni di morti ci ritroviamo che in questi Paesi la forza dei terroristi è centuplicata, non volete fermarvi un attimo a riflettere? Non vi sfiora il dubbio che ci sia qualche cosa di profondamente sbagliato nel modo nel quale queste guerre sono state condotte?

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Internet, un milione di posti di lavoro da Google-sapiens, rieducatore motorio, appista…

Il tasso di disoccupazione rallenta ma nei settori innovativi mancano professionisti. Lavori che sono appassionanti, ben retribuiti e richiedono impegno. D’altra parte se fai un mestiere che ti piace in maniera pazzesca impegnarsi è più facile.
Nel 2015 ad Alcatraz abbiamo organizzato una serie di percorsi formativi. Forse puoi trovare qui un mestiere che ti sta a pennello.

Nota bene: in collaborazione con gli amici che animano il Comitato Nobel per i Disabili abbiamo privilegiato attività che non richiedono particolari abilità fisiche. Ad esempio, un mestiere molto ricercato e ottimamente pagato che abbiamo scartato quasi subito è il lottatore con i coccodrilli a mani nude. Sinceramente avevamo anche dei problemi con la dieta dei coccodrilli umbri.

Partecipa alla rivoluzione del web diventando Guru comunicativo.

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Tsipras vince perché non fa come la sinistra italiana!

Tsipras vince perché non fa come la sinistra italiana!

I militanti greci hanno scelto la strada dell’azione solidale diretta. Syriza non si è limitata a criticare l’operato del governo.
Vincono perché hanno mostrato cosa sono capaci di fare per migliorare le condizioni di vita dei greci prima di aver vinto le elezioni, quando ancora in parlamento non contavano niente.
Syriza è l’anima di un vasto movimento, Solidarity4all, che si occupa direttamente di economia alternativa.
Angelo Mastrandrea, sul Manifesto, in un articolo molto documentato, Mense e cliniche la trincea di Syriza, intervista Christo Giovannopoulos uno dei responsabili della struttura solidale: «Abbiamo tre linee principali di azione: il cibo con le mense sociali e  la distribuzione di viveri, la sanità con le cliniche e  farmacie, e  le cooperative. Solidarity4all aiuta i  lavoratori a  recuperare le aziende che chiudono: un fenomeno che è cominciato qualche anno fa (…) e  attorno al quale si sta strutturando un vero e  proprio movimento”.
Tanto per rendere l’idea dell’impegno colossale che questi compagni si sono assunti basti pensare che in una nazione di 11 milioni di abitanti (quanto Lazio e Campania) hanno sviluppato 2.500 iniziative.

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Attentati a Parigi: i 12 incredibili errori dei terroristi

La confusione è il pane del Diavolo. Capire la natura del pericolo che abbiamo di fronte è essenziale.
Gli assalti di Parigi non sono frutto di un complotto internazionale dei servizi segreti, e non sono neppure il segno di uno scontro tra civiltà, né questi terroristi sono l’avanguardia di milioni di islamici pronti a attaccare l’Europa come sostiene Salvini.
A Parigi ha agito un piccolissimo gruppo di sbandati e come vedremo questo è ampiamente dimostrato dagli errori grossolani che hanno compiuto.
 Il fatto che non siano guerriglieri super addestrati e organizzati è un punto essenziale da capire perché questo li rende molto più pericolosi e ci mette nella necessità di utilizzare sistemi di difesa diversi da quelli fin qui impiegati.
 Inoltre, la dinamica degli omicidi di Parigi contiene una serie di casualità incredibili che ci danno la possibilità di ritorcere la violenza contro chi l’ha gestita e di svelare i vizi profondi sia del pensiero dell’ala violenta dell’Islam sia delle componenti razziste di casa nostra.
 È come se colpendo la satira i terroristi siano stati contagiati e costretti a entrare dentro un fumetto satirico. Hanno vinto sul piano delle pallottole ma su quello della comunicazione hanno fatto un disastro. 
Ma andiamo per ordine…

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Vignette Jacopo Fo Attentati a Parigi: i 12 incredibili errori dei terroristi


Parigi: e mo’ sono tutti Charlie

Disegno di Jacopo Fo

Ma Charlie era il nemico pubblico numero 1!
Ho sentito valanghe di stronzate in tv. Uno tsunami. Charlie è stato censurato un’altra volta. Che vergogna. Anzi, alcuni si affannano a utilizzare questa strage per giustificare gli assalti alle moschee e le aggressioni a musulmani pacifici e indifesi. E si discute di nuovi mirabolanti dispiegamenti di forze armate tecnologiche che ci dovrebbero salvare dal terrorismo.
I ragazzi di Parigi hanno disegnato migliaia di vignette per dire al mondo che i potenti raccontano balle sulla sicurezza e l’unico modo per fermare il terrorismo è smetterla di andare a rubare con le armi in mano le ricchezze dei popoli “in via di sviluppo”.
Certo aumentiamo le difese e facciamo diventare reato anche la partecipazione al terrorismo ovunque si verifichi (deve essere reato andare a combattere con il califfato dell’Isis). Ma queste azioni, per quanto necessarie, sono pecette: se non si va alla radice del problema dovremo continuare a sperimentare la violenza di pazzi islamici o cristiani (come in Norvegia…).
Solo un cambiamento del modello di sviluppo può cambiare le cose.

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