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Greenpeace rompe le scatole sul tonno e vince

A tre mesi dal lancio della campagna “Rompiscatole” sulla sostenibilita' ambientale del tonno in scatoletta (http://www.jacopofo.com/classifica-greenpeace-su-tonno-in-scatola), le aziende produttrici cominciano a migliorarsi.
Esselunga avrebbe deciso di non comprare piu' tonno trasbordato in mare, una pratica che favorisce molto spesso attivita' illegali.
Callipo, non utilizzera' piu' del 25% di tonno pescato con sistemi di aggregazione per pesci, che spesso aggregano anche tartarughe, squali, delfini.
Bolton, gruppo Riomare, si e' invece impegnato formalmente a predisporre una politica di sostenibilita' entro la fine dell'anno.
Balza primo in classifica il tonno Asdomar, una delle poche aziende che utilizza tonnetti striati, una specie non in pericolo e pescata con ami e lenze.
(Fonte: Greenpeace.org)
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Rompiscatole (di tonno)

Presentato da Greenpeace il rapporto “Tonno in trappola” sulla responsabilita' ambientale e la trasparenza dei produttori di tonno in scatola.
Analizzati 14 diversi marchi in commercio. Primi posti della classifica per il tonno Coop, Asdomar e Mareblu con votazioni tra il 4,7 e il 4,4 su una scala fino a 10.
Nella parte bassa della classifica, categoria “Non ci siamo!” compaiono: tonno RioMare, tonno Conad, Callipo, Nostromo, tonno Mare Aperto Star e tonno Consorcio.
In generale, segnala Greenpeace, non c'e' una particolare attenzione da parte dei produttori: “La mancanza di una politica scritta per la sostenibilita' della pesca e' quasi totale, cosi' come la scarsa trasparenza nelle etichette”.
Per vedere l'intera classifica http://www.greenpeace.it/tonnointrappola

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