13 ottobre 2017 - Torino: Omaggio a Dario Fo e Franca Rame

Dario Fo

Quasi per caso una donna: Cristina di Svezia

Carissimi,
oggi vi presentiamo l’ultimo libro di Dario Fo, un libro su una spettacolare figura femminile: Cristina di Svezia.
Colta e ribelle, ammirata e avversata, imprevedibile e coraggiosa. L’ultima eroina narrata da Dario è una “regina impossibile”.
Nata e cresciuta in un’Europa travolta dalla Guerra dei Trent’anni, Cristina si troverà più volte al crocevia di questioni religiose e di potere, di politica e di sesso, dando prova di essere una spericolata protagonista del suo tempo. Educata dal padre per sostenere il peso e le responsabilità di un ruolo tipicamente maschile, Cristina sceglierà di assumere atteggiamenti e abiti da uomo e amerà soprattutto le donne. Si circonderà di filosofi e artisti, da Cartesio a Pascal a Molière.
Lasciato il trono di Svezia si convertirà al cattolicesimo per trasferirsi a Roma, dove darà vita al movimento artistico che, alla sua morte, nel 1689, porterà alla fondazione dell’Accademia dell’Arcadia.
Un personaggio incredibile, quindi, proprio di quelli che piacevano un sacco a Dario.
Come al solito, vi proponiamo alcune pagine del libro che trovate in vendita qui
Buona Lettura!

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Alla riscoperta del mondo

Carissimi,
ci siamo proprio affezionati a questo Darwin qui, come lo racconta Dario nel suo ultimo lavoro e quindi dedichiamo ancora allo scienziato inglese questo numero di Cacao.  
Se siete dalle parti di Biella potete ammirare la mostra bellissima a lui dedicata  a Palazzo Ferrero e Palazzo Gromo Losa con dipinti, pupazzi, sagome, sculture.
Oggi vi proponiamo le prime pagine del libro: Darwin. Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre? Edito da Chiarelettere.
Grazie a Dario Fo per questo splendido lavoro.

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Alla riscoperta del mondo
Un giovane curioso e assetato di conoscenza

Charles Darwin, nato in Inghilterra all’inizio dell’Ottocento, crescendo si dimostrò nel suo evolversi culturale uno dei geni assoluti della scienza degli ultimi secoli.
Comincio col dirvi che Darwin proveniva da una famiglia di personaggi fuori dal comune. Nonni e padre erano di professione medici: tutti presi da una voglia irresistibile di scoprire attraverso la nuova scienza una verità del sapere del tutto sconosciuta. Soprattutto facevano parte di quella umanità che oggi chiamiamo progressista.
Tanto per cominciare, le lotte a cui partecipavano con slancio straordinario erano quelle contro la tratta degli schiavi e tutti i conflitti sullo sfruttamento coatto dei lavoratori.
Il giovane Darwin fu a sua volta coinvolto fortemente dal desiderio di conoscenza: «Quando mi trovo davanti a ogni realtà conclamata – ripeteva – mi sorge sempre il dubbio che la verità sia un’altra». E ancora ragazzino divenne un accanito ricercatore, si interessò agli insetti per arrivare agli esseri viventi più complessi. Ma, come succede a tutti i ragazzini o quasi della sua età, guardava con molta attenzione ed emozione anche le ragazzine, in particolare una più giovane di lui di qualche anno. Si chiamava Fanny. (...)

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Dario Fo e Il bacio della sordomuta

Carissimi,
in questi giorni mi sto occupando di un lavoro veramente piacevole. Per un progetto molto interessante di cui spero di parlarvi prestissimo sto rivedendo tutti i corsi di teatro tenuti da Dario Fo in questi anni ad Alcatraz.
Chi li ha frequentati ricorderà che Dario creava con i ragazzi una sorta di bottega artigianale: insieme agli allievi discuteva, raccontava il progetto a cui stava lavorando al momento. Ecco quindi che ogni seminario era diverso dal precedente perché lo era l’argomento principale.
In particolare ieri pomeriggio mi sono riascoltata un corso del 2010 e quell’anno si parlava di Gesù e le donne. (http://www.commercioetico.it/libri/69/Dario-Fo-Franca-Rame/Gesu-e-le-don...)
Il libro è la riedizione di un altro testo scritto da Jacopo Fo e Laura Malucelli ( http://www.commercioetico.it/libri/833/Jacopo-Fo-Laura-Malucelli/Gesu-am...).  
Qui Dario ha aggiunto le sue straordinarie tavole e altre storie che dimostrano l’incredibile rapporto tra il Cristo e le donne del suo tempo.
Come dice Dario stesso: “Sono convinto che Gesù sia esistito davvero e possedesse straordinarie doti di fabulatore.  Come avrebbe potuto altrimenti catturare l’attenzione appassionata di migliaia di uomini e donne, per non parlare dei bambini?  Le folle non lo seguivano solo per i suoi miracoli, ma per la commozione e la gioia che sapeva comunicare con le sue storie.
 Di San Francesco si diceva che “di tutto il suo cuorpo facea parola”.  Questo valeva anche per Gesù. Egli portò ai disperati l’agape, Ovvero l’amore, e di questo amore gran parte ne regalò alle donne. (...)

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Il Deus ridens di Dario Fo

Carissimi,
questa settimana parliamo di un libro di Dario Fo, scritto con Giuseppina Manin e uscito a marzo di quest’anno: si tratta di Dario e Dio, a cui Micromega dedica un bellissimo articolo di Michele Martelli. Ne pubblichiamo una parte e di seguito un brano del libro stesso.
Buona lettura!

Il Deus ridens di Dario Fo
di Michele Martelli

Dario Fo era ateo, l’aveva dichiarato ripetutamente, nato e cresciuto in una famiglia di tradizioni laiche e socialiste, mai stato credente: un ateo anarchico pronto a sbeffeggiare ogni forma e tipo di potere, come recita la motivazione del Premio Nobel attribuitogli nel 1997: «Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo dignità agli oppressi». Non era stato cacciato, insieme a Franca Rame, dalla tv di Stato democristiana nel 1962, colpito da anatema nel 1977 dal cardinal Poletti e dal Vaticano, esecrato da preti e deputati dc come un guitto nemico dei valori cattolici e religiosi? Mistero buffo, il suo capolavoro? Un’opera da Indice dei libri proibiti, un autore eretico da mandare, in altri tempi, al rogo. (...)

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Carlo Petrini e Jacopo Fo per Dario

Prima di tutto vogliamo ringraziarvi, molto, per le migliaia di messaggi che ci avete inviato, grazie!
Riportiamo dalla nota ufficiale che stiamo inviando a chi ci ha scritto: “Siamo certi che la vostra vicinanza avrebbe fatto immenso piacere a Dario, che nella sua vita ha sempre amato essere circondato dagli amici e dalle persone che avevano affetto e stima per lui e per ciò che in questi anni ha rappresentato. Ogni volta che un amico veniva a trovarlo, lo faceva sedere e gli mostrava quello a cui stava lavorando. Un libro, un quadro, un articolo. Lo rendeva partecipe del proprio lavoro, lo accoglieva.
Ciascuno di noi, ora, per portare avanti la storia di Dario e Franca, può mettere in pratica la più grande lezione che ci hanno lasciato, quello che è stato il motore di tutta loro vita: porsi in prima fila a difesa dei più deboli e di chi non ha modo di farsi ascoltare, raccontando e condividendo con gli altri storie di difficoltà e vittorie.”
Di seguito la trascrizione delle parole di Carlo Petrini e Jacopo Fo durante il funerale di Dario Fo davanti al Duomo di Milano, il 15 ottobre.

Carlo Petrini

Dario ha voluto curare questa ultima regia e io per amicizia e per affetto mi trovo a fare questa difficile parte.
Con tutto il rispetto del luogo, sono vittima di un bello “scherzo da prete”!
E chiedo a voi benevolenza e comprensione se mi limiterò a ricordare a tutti due episodi tra i più significativi e importanti della mia lunga amicizia con Dario: uno pubblico e uno privato. (...)

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