cacao della domenica

Carlo Petrini e Jacopo Fo per Dario

Prima di tutto vogliamo ringraziarvi, molto, per le migliaia di messaggi che ci avete inviato, grazie!
Riportiamo dalla nota ufficiale che stiamo inviando a chi ci ha scritto: “Siamo certi che la vostra vicinanza avrebbe fatto immenso piacere a Dario, che nella sua vita ha sempre amato essere circondato dagli amici e dalle persone che avevano affetto e stima per lui e per ciò che in questi anni ha rappresentato. Ogni volta che un amico veniva a trovarlo, lo faceva sedere e gli mostrava quello a cui stava lavorando. Un libro, un quadro, un articolo. Lo rendeva partecipe del proprio lavoro, lo accoglieva.
Ciascuno di noi, ora, per portare avanti la storia di Dario e Franca, può mettere in pratica la più grande lezione che ci hanno lasciato, quello che è stato il motore di tutta loro vita: porsi in prima fila a difesa dei più deboli e di chi non ha modo di farsi ascoltare, raccontando e condividendo con gli altri storie di difficoltà e vittorie.”
Di seguito la trascrizione delle parole di Carlo Petrini e Jacopo Fo durante il funerale di Dario Fo davanti al Duomo di Milano, il 15 ottobre.

Carlo Petrini

Dario ha voluto curare questa ultima regia e io per amicizia e per affetto mi trovo a fare questa difficile parte.
Con tutto il rispetto del luogo, sono vittima di un bello “scherzo da prete”!
E chiedo a voi benevolenza e comprensione se mi limiterò a ricordare a tutti due episodi tra i più significativi e importanti della mia lunga amicizia con Dario: uno pubblico e uno privato. (...)

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Chi vuol fare sesso con le danesi?

di Jacopo Fo

Grande parte degli italiani non farà mai sesso con le danesi.
Questo perché la maggioranza degli italiani fa una cosa che alle danesi le fa imbufalire. Lo ha fatto Scajola in modo gravissimo, Rutelli in modo grave ma anche Di Maio, anche se in forma veniale.
Le danesi non sopportano le scuse.
In Italia un uomo politico può dichiarare che gli hanno comprato una casa a sua insaputa, che non ne sapeva niente dei conti del partito o che ha letto male una mail.
In Danimarca se rubi sei un criminale ma forse ti puoi redimere. Invece per un essere umano che accampa scuse non c'è possibilità: sei finito.
Non prendersi appieno le proprie responsabilità (sono arrivato tardi perché la nonna è morta, mi si è rotta l'auto e c'era lo tsunami) non è tollerabile.
La questione è addirittura religiosa! Sta al fondamento del modo calvinista di intendere la fede. Dio ti dà una certa quantità di talenti, e tu devi avere fede che ti ha dato anche la possibilità di far rendere i tuoi talenti (le tue qualità).
Non puoi dare la colpa al demonio o a qualunque accidente; che c'è il demonio lo sai in partenza, e pure che ti si può rompere l'auto. Se hai fede devi operare per prevenire e superare gli ostacoli. Se non ci riesci è perché la tua fede in Dio non è abbastanza robusta e il tuo impegno nel sfruttare le occasioni che Dio ti regala risibile. Non puoi dare la colpa al diavolo o a qualunque altra cosa; se fallisci devi dire: solo sono stato debole e ho fallito. E tutta la colpa è mia e solo mia.
I giapponesi sono della stessa opinione ma siccome sono scintoisti se fai una stronzata non è sufficiente ammetterla e chiede umilmente scusa devi suicidarti in modo doloroso e sanguinolento con un apposito spadino da passeggio.
Questo orrendo vizio italiano delle scuse ha una ricaduta collaterale tremenda: l'Italiano coltiva insieme alla confessione dei peccati anche una particolare forma di tolleranza per le debolezze altrui. Il che nelle relazioni umane va anche bene ma applicato alla gestione della Cosa Pubblica è un disastro.
Infatti, succede che gli italiani guardano gli scempi causati dall'incapacità, quando non dalla corruzione, e fanno finta di niente.
I cittadini si sentono troppo poco in dovere di essere controllori di quel che lo Stato realizza.
Da anni denuncio il fatto che le poltrone dei treni sono scomode.
E mi chiedo se sono stato io l'unico ad accorgersi che la stazione dell'alta velocità di Bologna è grande il doppio di quel che serve, ed è scomoda il doppio di quel che potrebbe essere proprio perché inutilmente immensa.
Sono l'unico ad aver notato che a causa di un inspiegabile sadismo al livello dei binari di codesta stazione non c'è nessuna panca o poltroncina sulla quale sedersi?
E perché le rotonde di Cesena sono grandi il doppio del necessario? E il doppio rispetto al resto d'Italia? Milioni di chilometri di allungamenti di strada per milioni di automobilisti.
I cittadini per lo più guardano, mugugnano ma stanno zitti. E quelli che s'incazzano son considerati rompipalle tignosi.
Forse sperano che gli ingegneri poi abbiano chiesto perdono nel confessionale e che il prete abbia prescritto loro 20 frustate.

PS
Per ovvie ragioni di parità di genere il discorso vale anche per le italiane con i danesi. E pure per i rapporti omosessuali e transessuali con partner danesi.


Dario Fo e Camilleri: è meglio mangiare bio e non fumare o fare arte?

di Jacopo Fo
Ho iniziato a mangiare bio nel 1974. Che onestamente era dura riuscirci. Per 10 anni quasi non ho toccato carne (alla carbonara non resisto)... E certamente mangiare sano, poco e con poca carne, mi ha fatto bene.
Però poi guardo Camilleri che fuma un treno di sigarette al giorno e mangia come un puma estremista e mio padre, che fino ai 60 si sparava minimo 40 sigarette al dì e per un suo principio religioso non aerava mai le stanze... A Milano, che già di base c'era lo smog da carbone... Che se poi ti fumi l'ultima sigaretta a letto e non arieggi te la rifumi 20 volte durante la notte.... Che mio padre inoltre è pure famoso nel teatro italiano per essere riuscito a mangiarsi un piatto spaventoso di cassoeûla giusto prima di andare in scena. Una roba che, fisiologicamente. non si può fare... Tutti gli attori prima di uno spettacolo si fanno un cappuccino, una brioscina, un'insalatina al massimo... Perché se mangi di piu' poi rutti da bestia e il piloro ti impazzisce. Mio papà una cassoeûla!!! Che è lì che poi ha inventato il Gramelot...
Li guardo e mi chiedo: ma com'è che sono ancora vivi e vegeti e in più sono i due autori italiani più prolifici in assoluto?
Mio padre lavora 9 ore al giorno minimo, dorme 11 ore e ha una vitalità enorme.
E per 70 anni ha cambiato città ogni giorno per 4 mesi all'anno e mangiato nei ristoranti (a volte assassini nati) per almeno 180 giorni...
La questione credo sia semplice. Senza voler togliere nulla alla dieta sana e al fatto che non fumare fa bene, bisognerebbe riscrivere la scala delle priorità.
Cibo sano e non fumare valgono 100 punti. Ma avere la passione per l'arte e una vita sociale intensa vale almeno 500 punti.
Bisognerebbe che i medici iniziassero a prescrivere sulla ricetta medica, a fianco delle medicine: tutti i giorni dopo i pasti svolgere attività appassionanti, chiacchierare con gli amici, giocare e fare arte.
Le statistiche dell'OMS peraltro confermano questa elementare verità: chi campa di più non sono i miliardari ma gli artisti e gli scienziati.
E sarebbe bene ricordare anche che regalare qualche cosa agli altri è molto più salubre di una settimana di dieta macrobiotica.
Che se lo sapessero gli avari e gli egoisti...


Ditelo: “Ma chissenefrega dei bambini morti!”

Questo pensate!


Questo dovreste dire!!!!
Invece ve ne state lì, in televisione, a esprimere il vostro cordoglio!
Giornalisti ipocriti e politici guerrafondai, pregate che non esista nessun Dio, perché se c’è per voi si mette male.
Io non ho potere su di voi né ho intenzione di nuocervi fisicamente, ma vi posso offrire tutto il mio disprezzo.
Quando siete in televisione, dietro di voi scorrono le immagini di corpi straziati, da bombe, proiettili e camion usati come armi da guerra, e voi non avete la decenza di tacere neppure per un secondo.
Orde di commentatori, specialisti e brave persone, molto bene informate, sciamano dentro lo schermo e solo raramente senti qualcuno che vi dice che dovreste vergognarvi.
Le perle che pronunciate con la bocca piena di sterco del Diavolo formano una torre alta più del Monte Bianco. E voi sorridete, complimentandovi reciprocamente: “Ho apprezzato l’interessante intervento del mio collega…”
Allevate spettatori senza memoria.
Ma io ve lo devo dire, mi brucia.
Io mi ricordo tutto.
Mi ricordo quando vi dicevamo che appoggiare un tiranno come Saddam era allucinante.
Quando decideste di tacere sulle decine di migliaia di democratici torturati e uccisi.
Quando tenevate il bordone all’uso che fece dei gas contro la popolazione civile.
Era vostro amico! Andava protetto! (...)

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Guarire il collo cascante, la pappagorgia, senza fare culturismo

 

(E altri miracoli della ginnastica non autoritaria, altrimenti detta Movimento Spontaneo)
di Jacopo Fo
 

Nell’articolo precedente ho proposto di sperimentare movimenti che non partono da metodologie (fitness, yoga eccetera) ma dall’ascolto delle sensazioni piacevoli che il movimento è capace di generare.

Tutti sappiamo che grattarsi, stiracchiarsi e sbadigliare è piacevole.
Meno diffusa è la convinzione che faccia anche bene alla salute e tonifichi la muscolatura dandoci pure effetti estetici positivi non indifferenti.

Il principio fondamentale di questa forma di ginnastica è quello di ascoltare le sensazioni del movimento e lasciarsi guidare da quelle gradevoli.
Compiere i movimenti che il corpo ti incoraggia a compiere dandoti sensazioni piacevoli ha un effetto benefico sul tono muscolare ma non solo.
Ci permette di scoprire un mondo interiore fatto di sensazioni, sviluppa la nostra capacità di ascolto. Unire insieme movimento e ascolto del movimento potenzia infine i risultati dal punto di vista della forza e della tonicità muscolare.

Ma per riuscirci pienamente dobbiamo anche connetterci con il nostro spirito di esploratori curiosi e individuare e compiere tutti quei movimenti che abbiamo dimenticato. La maggioranza delle persone esegue sempre gli stessi movimenti che sono veramente pochi. Un corpo che non sperimenta tutta la gamma dei gesti possibili, censurandone la maggior parte, non è un corpo sano.
Il movimento è elemento essenziale del nostro essere vivi. Sperimentare tutti i movimenti e realizzarli alle diverse velocità e nei diversi livelli di intensità di sforzo è un toccasana per parecchi acciacchi.
E fa bene pure alle nostre capacità mentali perché alle origini il cervello si è evoluto essenzialmente per controllare il movimento e quindi tutti i movimenti cono connessi con aree cerebrali. Non siamo oggi in grado di monitorare il danno che l’atrofia di un muscolo provoca sul cervello ma io credo che non sia indifferente.
Muoversi in tutti i modi sollecita il cervello, ti permette di massaggiare i neuroni e rendere elastico il tuo modo di ragionare.

Riuscire a muovere in tutti i modi, tutti i muscoli, richiede un aiuto da parte della mente razionale che può mappare le possibilità di movimento non utilizzate. Ovviamente questo non avverrà in modo ordinato perché vorrebbe dire imporre nuovamente al corpo una scaletta preordinata di movimenti. Però è importante nel corso del tempo (settimane) provare a muovere tutte le parti del corpo in tutti i modi possibili. Il solo ascolto non basta perché alcune aree del nostro corpo sono abbandonate e quindi insensibili ed essendo insensibili non sono più in grado di esprimere, di percepire, il desiderio di muoversi.

Cosa intendo per muscoli abbandonati?
Ad esempio, smettiamo di cercare di muovere le dita dei piedi, singolarmente. Se ci provi scopri subito che le quattro dita più piccole sono diventate un unico insieme, hai difficoltà a sentire i muscoli del dito medio del piede singolarmente e ti è impossibile muoverli senza che si muovano le altre tre dita.
Lo stesso vale per i muscoli del tronco: sei capace di muovere i muscoli nella zona dei reni? Sei capace di muovere solo i muscoli intorno all’ombelico? E le orecchie le muovi? E i muscoli della nuca?

Dedicarsi a provare a muovere questi muscoli libera e potenzia il desiderio del movimento.
Attenzione: difficilmente riuscirai subito a muovere il dito medio del piede ma anche solo provandoci senza riuscirci, provochi una serie di modificazioni molto utili. Innanzi tutto tonifichi un’area muscolare, migliori la circolazione del sangue e quindi la salute delle cellule. Inoltre riconnetti un’area del cervello a un’area del tuo corpo. Quindi aumenti la capacità del tuo essere biologico di sentire le esigenze di quella parte e di inviare le sostanze che sono utili a mantenerla in stato di benessere.

In questo modo migliori anche la mappatura che il cervello ha delle dita del tuo piede. Questo cambierà in modo minimo ma concreto il modo nel quale appoggerai il piede per terra.

Un altro aspetto riguarda la natura stessa del movimento.
Quando ascolto una parte del mio corpo e la muovo in tutte le direzioni e a tutte le velocità possibili, dalla super lentissima alla velocissima, cambia la memoria che ho di quel muscolo.
La maggioranza delle persone mentre parla muove solo una parte dei muscoli facciali. Alcune persone scoprono raramente i denti superiori o inferiori perché hanno smesso di muovere le labbra in modo naturale.
Posso camminare coinvolgendo pochi muscoli oppure lasciare che il movimento si espanda ai fianchi, alle spalle e alle braccia.
Basta guardare come cammina il tipico europeo bianco culostretto rispetto ad un nero dell’Africa.
Le persone appaiono spesso più vecchie di quel che sono perché non muovono in modo naturale i muscoli del viso, del collo e della testa. Poco movimento, poca circolazione del sangue, cellule asfittiche, muscoli contratti o collassati…
La pelle del collo e del viso crolla quando avvizziscono i muscoli che la sostengono. E se tengo sempre contratto un altro muscolo si formano degli ispessimenti.
Prova a compiere tutti i movimenti del collo e del viso al rallentatore. Sentirai dopo poco che la zona si scalda e ti dà una piacevole sensazione di tonicità. Se dopo una decina di minuti di questa ginnastica ti guardi allo specchio noterai che la circolazione del sangue aumentata ha provocato un arrotondamento dei lineamenti. Da questa osservazione è nata l’idea che sia possibile un Biolifting.
Ma l’aspetto particolarmente interessante di questa ginnastica lenta, spontanea e unita all’ascolto è che quel muscolo che hai mosso poi continuerà a muoversi spontaneamente mentre parli, mastichi o cambi espressione. Una volta che un muscolo ricomincia a muoversi non la smette più e si mobilita in ogni occasione. Ed ecco che dopo qualche giorno che ti eserciti a muovere in tutti i modi i muscoli del collo, al rallentatore, la pappagorgia orribile, si riassorbe! Miracolo!!!

Qualcuno chiederà: “Ma se funziona così bene come mai questo metodo non è usato da tutti?”
La risposta, ahimé, è semplice e spietata. La maggioranza delle persone non si vuole un gran che bene e non sopporta l’idea di stare lì ad ascoltarsi e tantomeno di seguire movimenti spontanei, perché diffida del proprio istinto goloso e ipersessuato…
Non crede che l’essere primitivo dentro di noi possieda grande saggezza e conoscenza. Non crede che la via del piacere sia buona e giusta. Solo attraverso la fatica, il sacrificio e il dolore si possono ottenere buoni risultati!
E poi cosa vuoi che possano farti dei movimenti di un centimetro, oppure metterti lì a shakerare il culo. La ginnastica è una roba seria! Ci devono essere posizioni difficili da imparare e insegnanti capaci di insegnartele!

Fin dove arrivano i confini del Movimento Spontaneo Totale?
La scarsità dell’ascolto (di sé e del piacere del movimento spontaneo) riduce sensibilmente la sensibilità verso se stessi.
Quando invece riporto al movimento e ascolto un muscolo abbandonato, lo riconnetto al sistema globale del movimento quindi lo coinvolgerò non solo nei suoi movimenti specifici.
Cioè, quando sollevo una valigia utilizzerò maggiormente i muscoli non coinvolti direttamente nello sforzo.
Questa realtà fisiologica ha anche un risvolto mentale e percettivo: ascoltando questi cambiamenti posso identificarli sempre più precisamente e trovarmi quindi in possesso di una nuova sensibilità verso il mio corpo e quindi verso me stesso e le sensazioni che le emozioni mi fanno sentire.
Sto parlando di una ricomposizione dell’interezza di sé attraverso la pratica del semplice ascolto. Mica bubbole!
Questo fatto può aiutarmi a potenziare la mia sensibilità per tutto: amore, arte, gioco, relazioni. E ovviamente sarò anche più sensibile ai rovesci della vita (e questo spaventa molti ma avrai a disposizione miliardi di anni durante i quali non percepirai nessun dolore… Quando avrai abbandonato le tue spoglie mortali. Essere vivi espone ad alcuni rischi emotivi… È più facile che abbia successo chi propone un metodo codificato che metta in salvo dal dolore emotivo…).

Questa maggiore sensibilità porta con sé però anche un altro vantaggio. Praticando il Movimento Spontaneo scoprirai rapidamente è che esiste una sensazione tonicità che emerge e che, continuando ad ascoltare, piano piano pervade aree sempre maggiori del tuo corpo.
In particolare c’è un pacchetto di sensazioni che riguardano qualcosa che potremmo forse indicare come una tensione quasi elettrica, una vivacità energetica, quasi luminosa. Se la ascolti ti rendi conto che con movimenti lenti e minimi, piccole tensioni o distensioni muscolari, puoi liberare questa sensazione di tonicità in tutto il corpo. È quello che gli indiani chiamano “apertura dei chakra” ma per sperimentarla non hai bisogno né di un corso, né di un’iniziazione, solo di curiosità.
Un giorno venne ad Alcatraz un olandese che si definiva “il più grande mago di Amsterdam”. Viaggiava con due donne e un indiano dell’India, piccolo e minuto, che si presentava come cuoco.
Questo grande mago olandese si mise a insistere sul fatto che avevo bisogno di aprire i miei chakra. Dopo un paio di giorni di insistenze, mentre eravamo a tavola a mangiare, mi ripeté la proposta e io alla fine, più per cortesia che per altro, gli dissi: “Va bene, aprimi i chakra!”
Allora lui si rivolse al cuoco indiano rivelando così che era quello il grande guru e gli disse: “Maestro, lui è disposto ad aprire i suoi chakra!”
Il Maestro, impegnato a divorare una pasta al pesto miracolosa, mi guardò e mi chiese: “Sei capace di immaginare una grande luce dentro di te?”
E io: “Maestro, sono 30 anni che faccio yoga, a visualizzare una luce ci sono arrivato!”
E lui: “Ecco, bravo, apriti i chakra!”
E detto  questo si infilò un’altra forchettata di pasta al pesto in bocca.

Si tratta semplicemente di accorgersi che è piacevole e ti dà un benessere duraturo, ascoltare questa vibrazione che viaggia libera per il tuo corpo. È sufficiente ascoltare piuttosto che opporsi alle sensazioni.
Fa bene. Molto bene.
È la Forza dentro di te. Senza sforzo.