cacao della domenica

È il caso che tu decida con chi stare: merda o berretta rossa?

di Jacopo Fo

Merda o berretta rossa era un grido insurrezionale. Voleva dire: ti arrendi al sistema o combatti?
Probabilmente farà ridere molti il fatto che io tiri fuori dal cassetto un vecchio slogan in un momento nel quale il Popolo Progressista sta con il morale sotto le scarpe.
Affronto il ridicolo perché credo che quei pochi che hanno ancora l’uggia di battersi per un mondo migliore (antico vizio) hanno di fronte una sfida irrinunciabile: guarire il Popolo Progressista dall’ondata di pessimismo che lo ammorba.
La maggioranza dei progressisti oggi è sfiancata soprattutto dal fatto che la crisi e le sofferenze atroci che ha portato, han convinto tutti che la situazione è peggiorata (vero!) e che QUINDI il mondo sta andando verso il peggio.
E questo è un dramma epocale, perché se pensi che TUTTO stia peggiorando ti crolla la voglia di lottare. Vedi tutti gli accadimenti come segni di sconfitta, decadenza, perdita di senso e il morale ti scivola sotto i calzini.
Io sono convinto che oggi la situazione italiana sia notevolmente peggiorata. Sono aumentati i poveri, sono diminuiti i servizi essenziali per le persone in difficoltà, c’è in giro molta alienazione, sono aumentate le persone che si rimpinzano di ansiolitici e simili, alcool, droghe, gioco d’azzardo, pornografia, assenza di rapporti umani.
Se si inizia a parlare dell’Italia possiamo dirne male per ore.
E poi ci sono le guerre con i loro orrori indicibili, milioni di profughi, dittature…  
Che schifo!
Cavolo scrivendo queste righe già mi è sceso l’umore.
Merda.
Merda. Merda.
L’unica cosa che ogni giorno mi funziona per tirarmi su dopo aver visto il telegiornale è che comunque 40 anni fa era peggio.
Ma non è un pensiero facile da concepire, ti devi concentrare, devi sforzarti a fare delle misurazioni comparate. Ed è difficile.
Ma è indispensabile.
E se tu hai capito questo la cosa più utile che puoi fare per un mondo migliore è impegnarti a parlare con quelli che sono progressisti, hanno visto i danni tremendi che questo sistema di sfruttamento e violenza produce, ma sono paralizzati dalla convinzione che “va sempre peggio”.
Parrebbe facile riuscirci, perché se mettiamo insieme un po’ di dati indiscutibili si vede proprio che il mondo è migliorato.
La popolazione mondiale dagli anni 60 è cresciuta di quasi 5 volte. Negli anni '60 morivano di fame ogni anno 40 milioni di persone. Oggi ne muoiono meno di 10 milioni. Il numero dei morti per le guerre è più che dimezzato (vedi scheda sotto). Oggi le donne hanno ovunque diritto di voto. Si è dimezzato il numero delle dittature. La vita umana, le possibilità di comunicare, fare impresa, incontrare persone sono aumentate di mille volte. La vita si è allungata dandoci più tempo per capire come funziona il mondo e costruire qualche cosa di buono. E cresce costantemente il numero di nazioni che rispettano i diritti delle donne, degli omosessuali, dei disabili.
Non è mai esistito un altro momento nella storia durante il quale gli esseri umani avessero altrettanto potere, diritti, accesso alla cultura e possibilità di cooperare.
Ma quando mi metto a discutere su questi temi vedo facce che comunicano diffidenza e noia.
Perché siccome anche Obama e Renzi dicono che tutto migliora (grazie al fatto che loro sono al potere) allora se lo dici anche tu diventi subito un filogovernativo amico delle lobbies.
Difficile far capire che si può vedere un miglioramento nel mondo e continuare a essere oppositori radicali.
Difficile far capire che vedere il miglioramento NON vuol dire essere ciechi di fronte alle terribili ingiustizie.
Ma non c’è oggi discussione che sia più importante: se la maggioranza dei progressisti non riacquista speranza, l’Italia resta in questa cavolo di situazione di paralisi.
È fondamentale comprendere che le lotte di milioni di persone hanno dato e continuano a dare risultati straordinari. Stiamo assistendo a un salto di qualità epocale: l’assistenza sanitaria per 100 milioni di statunitensi, l’assistenza sanitaria autogestita dai contadini indiani, il microcredito, il movimento solidale, le cooperative...
E lasciatemi fare un grammo di retorica: centinaia di migliaia di persone hanno dato la loro vita per ottenere questi “piccoli” passi in avanti. Non si può sputare sul loro sangue.
La domanda epocale, dalla quale dipende il futuro di tutti noi è: siamo stati capaci di migliorare il mondo e saremo ancora in grado di farlo?
Il grande movimento del 1968 è partito in tutto il mondo, contemporaneamente, da New York a Milano a Pechino, una bella mattina nella quale un milione di persone sparse per il pianeta si sono alzate dal letto e contemporaneamente hanno detto: se pò fa!
Si può fare.
Ma succederà solo se prendi il tuo vicino di casa, tua moglie o il tuo collega di lavoro, li metti seduti davanti a una tisana di camomilla e gli dici: adesso voglio capire insieme a te dove stiamo andando: merda o berretta rossa?

Non c’è azione rivoluzionaria più potente e urgente.
E prima di provarci preparati!
Ecco un po’ di dati e statistiche:
Non e' vero che tutto va peggio estratto dal libro di Michele Dotti e Jacopo Fo disponibile su www.commercioetico.it

L’Umanità migliora costantemente perché le idee fanno sesso!

E, fondamentale guardati il film Don’t Panic
(Puoi inserire i sottotitoli in italiano)
 

Guerre negli anni ‘60
1896 - Guerra di indipendenza del Kenia contro la Gran Bretagn
1954-62 - Guerra di indipendenza in Algeria contro la Francia
1954 - Intervento USA in Guatemale
1956 - Guerra del Canale di Suez (Inghilterra, Francia e Israele alleati contro l'Egitto-seconda guerra arabo-israeliana)
1956 - Invasione sovietica dell'Ungheria e della Polonia per soffocare le insurrezioni popolari
1957-60 - Guerra fra Honduras e Nicaragua
1959-75 - Guerra del Viet Nam contro le truppe americane
1960 - Guerra fra Paraguay e Argentina
1961-75 - Guerra nel Laos contro le truppe americane
1962 - Guerra fra India e Cina per i territori di confine
1963-1991 - Guerra di liberazione dell'Eritrea contro l'Etiopia
1962-63 - Guerra fra Haiti e la Repubblica Dominicana
1963-74 - Guerra di indipendenza della Guinea dal Portogallo
1963-67 - Guerra di indipendenza dello Yemen del Sud dalla Gran Bretagna.
1964 - Intervento USA a S.Domingo
1962-74 -Guerra di liberazione del Mozambico e dell'Angola contro il Portogallo
1965 - Guerra fra India e Pakistan
1965-93 - Guerra civile nel Ciad
1966-90 - Guerra di indipendenza della Namibia contro il Sud Africa
1967 - Guerra "dei 6 giorni" (terza guerra arabo-israeliana)
1968 - Invasione sovietica della Cecoslovacchia
1969 - Scontri fra Cina e URSS sul fiume Ussuri
1969 - Guerra fra Honduras e Salvador
1969 - Guerra fra Uruguay e Argentina.

Di queste la guerra d’Algeria, quella del Biafra e quella del Vietnam hanno causato, da sole, più di 5 milioni di morti. Il doppio dei morti di tutte le guerre combattute tra il 2000 e il 2010.
Nel 2014 i morti nel mondo per guerre e terrorismo sono stati 180mila. Per i dati sulle guerre dopo il 1945 clicca qui

La condizione della donna migliora. Ma molte donne amano negarlo. Alla faccia di secoli di lotte femministe

di Jacopo Fo

La signora elegante, bionda tinta, dice in tv: "Non c'e' più educazione ai sentimenti, la violenza contro le donne dilaga".
E nessuno le risponde: "Signora lei e' disinformata". Anzi, tutti i partecipanti al talk show annuiscono solidali.
Non c'e' niente da fare, la maggioranza dei giornalisti, degli opinion maker e degli spettatori, sono abbonati alla lamentela sul bel passato che non c'e' più e sulle barbarie che avanzano.
Solo una piccola minoranza, neanche tanto combattiva, si oppone a questa visione pessimistica. E appena apri bocca ti subissano: "Ma non vedi quanto orrore c'e' in giro oggi?" E subito passi per un cretino insensibile e intimamente sostenitore del maschilismo capitalista governativo.
Sarebbe importante che le persone capissero che l'impegno civile di milioni di persone e in particolare delle donne ha ottenuto dei risultati! Milioni di persone hanno lottato e sofferto e sovente pagato con la vita per ottenere questo lento miglioramento. Negarlo vuol dire dar ragione alla maggioranza scoreggiona dei benpensanti sempre pronti a dirti: "Lascia stare! Non ti impicciare. Cercare di cambiare le cose non serve a niente".
Ahimé, sopratutto tra i progressisti, si fa a gara a dipingere il momento attuale come il peggiore della storia. Si pensa che spargendo pessimismo e terrore si riuscirà a svegliare la gente. Si ottiene invece l'effetto contrario: si distrugge la speranza, la coscienza della possibilità di migliorare la condizione umana.
Il mondo e' pieno di fatti terribili, orrendi, inumani. Ingiustizie di proporzioni assolute. Siamo d'accordo. La questione e' che non si capisce che non si tratta di novità figlie dell'era moderna, di internet, del consumismo o di qualunque altro accidente recente.
La violenza sulle donne non è una novità moderna.
Il numero degli stupri e degli assassini è diminuito costantemente negli ultimi decenni quanto negli ultimi secoli.
Basti pensare che in Italia solo nel 1996 lo stupro è diventato un reato contro la persona. Prima era (assurdo!) un reato contro la morale. E fino al 1954 la Cassazione ribadiva il diritto del marito a picchiare MODERATAMENTE la moglie!
E se guardiamo qual era il livello di violenza nei secoli scorsi, ci accorgiamo che la situazione era totalmente agghiacciante: l'idea stessa che lo stupro fosse un atto terribile era sconosciuta ai più. Erodoto e Ovidio, considerato un vate dell'amore, affermavano che le giovani donne amano subire violenza.
Il motivo per cui molti sono convinti che la violenza contro le donne sia in aumento sta nel fatto che finalmente le donne hanno il coraggio di denunciare gli stupri. E molti studi documentano che ancora persiste la reticenza  a rivolgersi alla giustizia. Ancora, anche in Italia, molte donne preferiscono tacere.
Quindi il numero degli stupri censiti dalle statistiche, sulla base delle denunce, va  letto al contrario.
La situazione balza agli occhi se si osserva che nelle aree dove la condizione della donna è peggiore, il numero delle denunce è bassissimo. L'Egitto ad esempio ha più di 80 milioni di abitanti ma ogni anno vengono denunciati circa 100 stupri.

Incazzarsi, non incazzarsi o lasciarsi travolgere dall’amnesia selettiva?

 

di Jacopo Fo

Credo che una delle maggiori fonti di sofferenza sia cercare di essere quel che non si è.
Suppongo che vivi meglio se accetti che sei quel che sei.
Soffri enormemente se cerchi di comportarti in un modo che non ti corrisponde. Il che ovviamente non vuol dire rinunciare a crescere e a migliorarsi. Ma se lo fai imponendoti i comportamenti, violentando la tua indole, allora non ti fa bene.
Cristiani e buddisti predicano il perdono. Quando ci riescono li ammiro.
Quando ci riescono veramente li ammiro. Ma vedo a volte persone che parlano di perdono ma si vede benissimo che fanno una fatica boia. Sotto il sorrisino pacifico sono furenti. Non credo che sforzarsi così sia positivo per la salute.
Penso che se ti fanno male sia umano che t'incazzi.
Credo che sia importante riconoscere la tua rabbia, sopratutto se hai tutte le ragioni per essere negativamente alterato. L'odio è comunque una forza vitale, anche se negativa. Tra averla e non averla è meglio non averla. Ma se ce l'hai fingere di non sentirla, fare finta di essere superiori è nocivo, perché quell'energia se non la guardi, se non l'accetti, ristagna e imputridisce e poi ti puzzano i piedi.

Altro discorso è la coltivazione della rabbia.
Se subisci un torto e ti arrabbi è ok. Ma poi devi fartene una ragione e guardare avanti. Se continui a rimuginare sulle ingiustizie del mondo, se non accetti il fatto che per ragioni misteriose e incomprensibili esistono gli stronzi, se non riesci a mettere al centro dei tuoi pensieri quel che di bello e gradevole vuoi realizzare e vivere, allora il male che hai subito continuerà a danneggiarti perché gli dai energia.

La settimana scorsa ho scritto a proposito del perché chi pratica la violenza e l'ingiustizia poi fa una vita di merda e sul perché la vendetta è inutile quanto dannosa per chi la pratica...
Meglio l'amnesia.
Subire fa male, dover subire in silenzio fa peggio, meglio incazzarsi fortemente e poi dimenticare rapidamente.
Riuscire a continuare a coltivare il senso del piacere e della costruzione, la capacità di curare la propria vita e di far crescere il rapporto con gli altri è la miglior vendetta e la miglior medicina.
Come dicono alcuni saggi indiani non devi cercare di negare il dolore, ma neppure è sensato coltivarlo. Guarda altrove, lasciati attrarre da ciò che non è dolore. Anestesia tramite la distrazione. Funziona.
Un trucco è fare finta che quel che hai subito sia accaduto 50 anni fa e che chi ti ha colpito sia morto 45 anni fa spiaccicato sotto un treno. Ma non è deceduto subito. Ha sofferto a lungo in un ospedale gestito da primari corrotti che non volevano somministrargli antidolorifici.

Io non sono buono. Sono solo pigro.

Usare la coscienza della propria stupidità come arma da guerra

di Jacopo Fo

C’è un modo di dire molto romano: “Ci sei o ci fai?”
Si riferisce a una delle più raffinate armi: far finta di essere stupidi per non pagare dazio.
C’è una scuola di kung fu, sottocategoria del Wun Chung che si chiama: “La tecnica dell’ubriaco”.
Corollario: perché far credere all’avversario che sei intelligente?
Ma io sono convinto che questa tecnica non ha solo un valore tattico.
Io credo che scoprire veramente il peso planetario della stupidità, compresa la mia, sia essenziale per portare il cambiamento nel mondo.
È un’idea poco nota che è stata celebrata dal film “The Beautiful mind”. Più che un film un trattato di filosofia in azione. Ma è importante notare che se iniziamo ad ammettere la stupidità come categoria fondante del reale ci si trova a un passo da una rivoluzione epocale del pensiero.

In viaggio verso Roma, a bordo di un’utilitaria noleggiata, abbiamo discusso a lungo con Bruno su che cosa facciamo che fa così incazzare il potere.
Il mio sospetto è che sia intollerabile, più di ogni altra cosa, che siamo talmente altezzosi da arrivare ad ammettere la nostra stupidità.
Più vedo come vanno le cose più mi rendo conto che niente fa incazzare di più i potenti, e soprattutto i lacché dei potenti, del non partecipare al grande gioco per stabilire chi ce l’ha più lungo.
Ovviamente il potere prende a mazzate chiunque si opponga alla sua follia.
Ma c’è modo e modo.
Se comunque ammetti che la partita c’è, e che i potenti sono bravi a giocare li fai arrabbiare di meno.
Esempio: posso dire che gli Usa in Iraq hanno compiuto crimini atroci, degni del tribunale per i crimini di guerra, e posso documentare torture e abominii, stragi e assassinii di oppositori democratici e sostenere che tutto ciò è frutto di una criminale macchinazione delle lobby multinazionali Usa e della perversa cultura militarista, esseri orrendi che per arricchirsi e aumentare il loro potere sono disposti a qualunque orrore…
Oppure posso dire che un’epidemia di delirio paranoico ha provocato devastanti azioni criminali.
Nel primo caso riconosco che il nemico ha la capacità di pensare e di impegnarsi in uno scopo perverso ma capace di offrire reali vantaggi quantomeno materiali. Nel secondo caso riconosco l’infermità mentale dei congiurati e nego che, in quanto pazzi siano capaci di trarre alcun che dal loro deliro di onnipotenza: fanno una vita di merda perché privi di raziocinio, empatia e senso della solidarietà; sono condannati all’eterna alienazione relazionale perché incapaci di pietà e quindi privi del senso dell’amore, la capacità che ci permette di amare e contemporaneamente gustare il piacere di essere amati.
Il che vuol dire anche abbandonare la possibilità di vendetta. Non puoi colpire un essere demente che non ha senso di sé. Puoi ucciderlo liberandolo dal suo corpo. La vendetta contro l’emotivamente insensibile non può esiste. Chi compie l’abominio incenerisce la propria sensibilità verso la vita stessa. Non esiste nulla di altrettanto terribile da sperimentare del continuare a vivere sordi alla vita, all’emozione, all’amore. Ma se sei disposto a proteggere i torturatori, a tollerare e speculare sulla violenza vuol dire che non sei capace di sentire il dolore che provochi.
Quindi cosa ti posso fare di peggio di quel che tu hai già fatto a te?
Sulla frigidità totale emotiva empatica a orgasmica di questa gente ho scritto parecchio.
Arrivare a questa convinzione è stato per me laborioso. Soprattutto la parte relativa al rinunciare alla vendetta.
Quando sono venuti fuori i nomi degli esseri che hanno torturato mia madre diciamo che li ho passati un paio di giorni a pensare se era il caso di prenderli e affettarli con una roncola arruginita.
E giuro che il problema di farmi l’ergastolo non era nel mio orizzonte mentale. Se mandarli all’altro mondo avesse potuto alleviare di un grammo il dolore mio e quello di mia madre non avrei esitato un attimo. Ma da qualunque punto di vista valutassi la questione non vedevo come avrei potuto fare veramente male a persone che avevano perso la sensibilità alla vita. Sarebbe stata un’azione  stupida, come prendere a martellate un computer per vendicarsi del fatto che ha cancellato quel che avevi scritto. Questi criminali sono macchine biologiche, gli manca quel che differenzia un essere umano da un ferro da stiro rotto: le emozioni.
Ora vorrei che notassi che quanto detto fin qui è un discorso in perfetta linea di collisione con il Sistema Filosofico della Lobby degli Stronzi.
Berlusconi non si incazza se milioni di persone lo accusano di aver goduto del corpo innocente di minorenni. È vincente, cattivo  ma vincente.
Ma se dici che Berlusconi è frigido e non prova emozioni né con le donne adulte né con le minorenni dici che è un perdente.
E per una serie di effetti collaterali questo fa incazzare i suoi lacché: che senso ha continuare a servire il Re sperando di godere delle briciole del suo potere se scopro che neppure lui, che ha tutto, riesce a percepire l’ebrezza di vivere? È la vecchia storia dell’essere o dell’avere; l’africano che dice: i bianchi hanno l’orologio noi abbiamo il tempo.
E anche all’oppositore (l’oppositore di carta) lo fai incazzare. Perché lui crede di essere persona intelligente e vuol convincersi che sta combattendo contro il più grande e potente dei malvagi; svelargli il fatto che sta facendo a pugni con uno scemo totale e che non lo stende subito solo perché è un disorganizzato psichico gli fa crollare l’autostima… E guarda che l’autostima serve, ma oltre una certa dose è una malattia dell’anima. Si chiama presunzione egocentrica schizoide.
Allora, capisci perché è tanto importante ammettere la propria stupidità?
Lasci la barca del nemico senz’acqua.
Io non mi alzo la mattina per recitare la parte di quello che fa l’opposizione.
Io voglio risultati, e li voglio persistenti.
E questo non perché io sia un grande saggio con il senso pratico.
È che c’ho una particolare disfunzione mentale che riesco a calmare solo se ogni tanto arrivo veramente a curare un millimetro di questo stranissimo mondo.
Magari arrivo perfino ad aiutare a tirarne fuori uno dall’acqua.
C’ho la fissazione ossessiva compulsiva per la solidarietà con la vita. Mi sembra che ogni poco di vita in più che riusciamo a vivere sia uno schiaffo simbolico verso chi ha rinunciato alla vita per riempirsi le mani del dolore degli altri.
Una forma sublimata di vendetta.
Chi conosce certe cose forse mi può capire, chi per sua fortuna non le conosce non so. Forse ci vuole un po’ di fantasia.
Il crimine è una malattia. Io sono la cura.
Lo diceva Rambo ma lui intendeva un’altra cosa. Povero Rambo. Non ha mai capito un cazzo.

La piaga degli economisti televisivi

di Jacopo Fo

Nel 2007 eravamo proprio pochi a ululare che l’economia italiana stava per collassare.
Gli economisti in tv ci dicevano che tutto andava bene.
Oggi, gli stessi professori “discettono” sul modo di uscire dalla crisi.
Al di là delle sfumature ci dicono quasi tutti la stessa cosa: bisogna rilanciare gli investimenti di Stato per far ripartire i cantieri e bisogna abbassare le tasse e per farlo bisogna allentare i vincoli europei sulla spesa.
E nessuno li piglia a ceffoni dialettici.
Questi geni non parlano quasi mai dei grandi mali dell’Italia.
Saremmo un paese prospero, e potremmo abbassare di molto le tasse e ridurre il debito pubblico, se innanzi tutto, si demolisse la follia burocratica e si facesse funzionare la giustizia. Eppure questo era scritto in modo chiaro e limpido nel famoso memorandum che l’Unione Europea mandò a Berlusconi…  Riducendo la burocrazia e facendo funzionare la giustizia  ridurremmo anche la corruzione, che della burocrazia si alimenta e potremo anche, finalmente, razionalizzare i costi dello Stato, riducendo lo spreco. Burocrazia, corruzione e spreco sono la Santissima Trinità che ci attanaglia e che impedisce di migliorare l’efficienza del sistema Italia. La corruzione infatti ingrassa l’inefficienza perché non premia i più bravi ma i più furbi.
La più volte promessa rivoluzione digitale e la rivoluzione delle ecotecnologie non decollano perché grazie alla corruzione e alla conseguente inefficienza le innovazioni sono al palo. I corrotti odiano le innovazioni.
E l’oliata macchina della connivenza fa sì che se racconti questa semplice verità non vai in tv. Così sentiamo dire soltanto che tutto si risolverebbe se l’Europa ci consentisse di indebitarci un po’ di più. Come al solito è pioggia di balle in tv!

Ho bisogno di te e non so come dirtelo!

Questo non è un titolo a effetto, è la pura verità.
Quando giro per l’Italia incontro spesso persone che leggono Cacao, che sono state ad Alcatraz, che in tanti modi seguono la nostra attività. Queste persone hanno per me parole di stima che mi lusingano e mi emozionano e mi fanno sapere che il nostro lavoro è apprezzato.
Una situazione magnifica!
Però poi mi trovo come la settimana scorsa a scrivere un articolo su quanto avremmo bisogno di aiuto per progetti che giudichiamo di grande valore. E mi trovo di fronte al fatto che nessuno, nessuno, risponde in qualche maniera alla mia proposta di collaborazione.
Non riesco a capire come succeda, quale errore di comunicazione io compia. E che ci deve essere un errore lo verifico col fatto che quando mi trovo a parlare faccia a faccia con una persona riesco invece spesso ad arrivare a capire come possiamo connettere i nostri interessi e trovare un terreno di collaborazione. E mai come in questo periodo poi succede che realmente arriviamo a collaborare in modo proficuo. Certo, quando si parla guardandosi in faccia è più facile capirsi ed entrare in sintonia empatica. Ma non può essere che la differenza tra un messaggio web e la comunicazione diretta sia 20 a zero… È chiaro che sbaglio qualche cosa nel racconto della mia proposta.
Quindi ho pensato di provare con questo articolo a non parlare dei singoli progetti ma esprimere l’idea generale della possibilità di collaborazione.
E spero mi perdonerai la presunzione ma io vedo anche la necessità che un certo tipo di persone collabori con noi. (...)

CONTINUA A LEGGERE

Alcatraz: fare arte e cultura nel 2016

(tutto quello che stiamo facendo minuto per minuto…)

Finalmente, dopo anni che se ne discuteva, stiamo vedendo un gran fermento cooperativo. In Italia esistono migliaia di realtà culturali che finora erano per lo più chine a lavorare per dare forma ai loro progetti. Quello che vedo dall’osservatorio di Alcatraz è che ora molti stanno iniziando a dedicare energie al lavoro di connettersi perché sempre più si verifica che solo cooperando si riesce a dare concretezza ai sogni più smodati.

Sicuramente la rete spinge in questa direzione rendendo agili i contatti. Ma iniziamo anche a sperimentare l’Internet del futuro… Ad esempio YouTube sta diventando uno spazio importante, con decine di milioni di utenti italiani e nessuna censura. Oggi non puoi più dire: “Ho grandi idee ma le tv non mi danno spazio”. Se hai idee e professionalità puoi realizzare grandi risultati… Basti pensare che un ragazzino, con video fatti in casa, con lui che gioca ai videogames, ha incassato oltre un milione di euro nel 2014…
Ma se non sei un mandrake smanettone e vuoi incassare le royalties sui video pubblicati ti conviene unirti con altri, per affrontare il carico di lavoro necessario per farsi riconoscere da You Tube, il che non è automatico (e quindi avere diritto ad incassare quote della pubblicità). È quello che stiamo cercando di fare con Alcatraz Channel, concepito come contenitore che unisca diversi produttori di contenuti (hai video da proporci?).
Abbiamo già pubblicato una cinquantina di clip e ora abbiamo l’obiettivo di aumentare il numero degli iscritti al canale (e sarebbe cosa buona se tu volessi iscriverti, è gratis).

Nei prossimi mesi continueremo anche a produrre video in collaborazione con altri gruppi, come è successo con Il Mammut, realizzato con Bandabardò.
Stesso discorso per la visibilità sul Web, anche in questo settore abbiamo creato un sistema di scambio banner (Stradaalternativa.it) gratuito che è già utilizzato da più di 500 siti.
Un altro risultato lo abbiamo ottenuto con il gruppo di lavoro sui Seminole che ha finalmente visto il frutto di tre anni di lavoro. La nostra ricerca è servita da base per la stesura del romanzo di Dario “Storia proibita dell’America”, che ha in copertina i nomi dei partecipanti al gruppo di ricerca. La prima tiratura di questo libro è andato esaurito in un mese… A breve uscirà poi, edito da Guanda, l’e-book con tutta la documentazione raccolta. E a Bologna a fine ottobre ha debuttato lo spettacolo di Dario sullo stesso tema (a giugno andrà in scena a Roma).
Contemporaneamente stiamo portando a termine una seconda ricerca, sulle vittoriose rivolte degli schiavi neri in Brasile.
Nei prossimi mesi prenderà corpo un nuovo gruppo di lavoro sulla storia della resistenza al colonialismo e allo schiavismo in Mozambico che è connessa con l’esperienza di teatro di informazione sanitaria realizzata quest’estate con 7 attori mozambicani che hanno lavorato con noi ad Alcatraz, per 25 giorni (guarda il video). Se ti interessa collaborare con questo progetto di ricerca scrivi a simone@alcatraz.it, riceverai informazioni sugli sviluppi dell’impresa.
Un altro progetto in avanzato stato di realizzazione è quello del Bosco Fantastico di Eleonora Albanese, uno mondo a sé dove alberi, prati e altri fenomeni naturali si mischiano con il gioco dell’arte… Sta venendo fuori qualche cosa di veramente stupefacente… L’idea è quella di un Museo Parco. È possibile partecipare con opere proprie oppure seguire i laboratori di arte zen che si svolgono periodicamente.
Un altro progetto che ci sta molto a cuore è quello nato dalla collaborazione con il Gruppo Toponomastica Femminile con il quale stiamo studiando la possibilità di realizzare ad Alcatraz un Viale delle Giuste. A marzo inizierà, con la partecipazione di alcune scuole, una consultazione per decidere a quali donne intitolare una statua in questo percorso della memoria.
E in collegamento con questa iniziativa stiamo anche progettando la realizzazione di uno spettacolo teatrale, titolo provvisorio “Storie di donne straordinarie” sul quale lavoreremo durante il corso di teatro ad Alcatraz, dall’1 al 9 maggio. L’idea è di mettere in scena uno spettacolo che verrà poi portato in giro da diversi gruppi di attori più o meno numerosi e professionali a seconda delle situazioni…
Infine, ma non per importanza, quest’estate il Festival Ecofuturo si sdoppierà con un’edizione magnum a Rimini, a fine luglio, in una struttura eccellente: Ecoarea, con conferenze, spettacoli e esposizione di tecnologie. Ad Alcatraz si terrà invece all’inizio di settembre un’edizione più mirata al Web e alla produzione di materiali video di informazione.
Vogliamo sviluppare in questo modo la visibilità delle aziende ecotecno. Abbiamo anche iniziato a raccontare storie di imprenditori innovativi, iniziando con Fabio Brescacin fondatore di Ecor-Naturasì.
Un’altra iniziativa alla quale teniamo molto è Arte Irregolare, gestita dal Nuovo Comitato un Nobel per i disabili, una galleria d’arte on line e molte altre iniziative parallele nel mondo reale per promuovere artisti più o meno diversamente normali.
Ovviamente continuiamo con le iniziative storiche di Alcatraz: il festival della musica, Estasi Musicando, di Imad Zebala, le vacanze per genitori e figli, il festival dell'immaginazione, i corsi di Yoga demenziale.
Per adesso sono queste le nostre proposte… Hai voglia di partecipare? Lo spazio c’è, la prospettive di realizzare qualche cosa e non fare solo chiacchiere pure…
Attivizzati!

Un nuovo punto di vista per il Movimento Progressista: passiamo all’azione diretta

di Jacopo Fo

Lo scandalo di Affittopoli a Roma mostra che questa città è stata amministrata pessimamente dando agio alla corruzione e allo spreco di ingrassare, e Roma non è la sola in questo stato pietoso.
Ma Affittopoli mostra anche il grande limite di quell’insieme di persone che si impegnano per costruire un’Italia migliore e che io chiamo Movimento Progressista, (senza stare a fare tante distinzioni tra questa e quella bandiera).
I fatti ci dicono che il Movimento è sempre restato al carro della magistratura, manifestando sempre dopo che rari servitori dello Stato onesti erano riusciti a far scoppiare lo scandalo. Il Movimento Progressista italiano solo in poche occasioni ha saputo scoprire il mal governo e far scoppiare scandali.
Eppure le cose si sapevano. Quella che è mancata è stata la capacità di condurre inchieste, raccogliere prove e poi presentarsi di fronte ai giudici con accuse inoppugnabili.
Secondo me questo è un compito essenziale del far politica.
Lo stesso avviene su molte altre questioni oltre la corruzione, ad esempio l’inquinamento. Legaambiente è riuscita a fare scandalo dandosi strumenti formidabili come l’iniziativa dei lenzuoli bianchi ai balconi per monitorare lo smog. Ma queste iniziative non hanno mai provocato terremoti perché non sono mai state costruite in modo da ottenere l’intervento della magistratura.
Se oggi, ad esempio, nelle grandi metropoli, il Movimento si dotasse di pulmini per la misurazione dell’inquinamento che prelevassero l’aria non a tre metri d’altezza ma ad altezza passeggino e si realizzassero i prelievi sulle circonvallazioni, invece che sulle strade minori, il tasso di inquinamento dell’aria risulterebbe superiore ai limiti di legge quasi tutti i giorni dell’anno. E si potrebbero denunciare i sindaci per omissione di atti di ufficio, visto che sono loro i responsabili locali della salute dei cittadini.
Una simile iniziativa creerebbe ricadute enormi perché costringerebbe sindaci e prefetti a intervenire con azioni efficaci oppure a bloccare in modo permanente il traffico urbano, le emissioni industriali e quelle dei riscaldamenti domestici…

Uguale carenza di azione diretta il Movimento l’ha dimostrata nel settore della solidarietà sociale. Da questo punto di vista solo la componente cattolica ha messo in campo capacità di grande iniziativa ed efficacia. La sinistra laica ha agito invece in modo disordinato e locale, senza capacità di regìa. In altri paesi i progressisti sono stati capaci di ben altra efficacia, basti pensare al movimento greco che ha saputo costruire una potente rete di assistenza sanitaria, alimentare e psicologica ai cittadini gravemente colpiti dalla crisi. Una rete di solidarietà potente, che ha fatto la differenza e ha portato Siryza a vincere le ultime due elezioni.

Nella filosofia del Movimento manca la coscienza della centralità e della necessità di adottare la filosofia che oggi sta cambiando il mondo, dimostrando nei modi più svariati che per cambiare la situazione è necessario innanzi tutto cambiare il modo di pensare.
I media non ne parlano ma c’è un nuovo spettro che si aggira per il pianeta e che sta terrorizzando i conservatori: uno spettro senza nome… Una nuova prassi politica, sociale e umana che potremmo definire come la pratica dell’azione che cerca il risultato immediato e usa lo strumento della spinta gentile (link articolo Spinta gentile)

Molti si affannano in attività “di propaganda” senza rendersi conto che solo se si riesce a immaginare e mettere in pratica percorsi concreti, minutamente organizzati, funzionanti e capaci di offrire risultati tangibili e immediati si può pensare di cambiare il modo di pensare delle “larghe masse”.
Gli esempi sono innumerevoli, dalla Banca dei Poveri di Yunus, alle mutue autogestite dei contadini indiani, al mega gruppo d’acquisto globale dei lavoratori Volkswagen che permette risparmi enormi.

Ancora vedo troppi compagni e amici che si dannano a organizzare eventi ai quali parteciperà chi è già convinto e che non avranno nessun peso reale sulla realtà.
Questo modo di fare che illude di essere attivi mentre si resta ininfluenti va riconosciuto come inutile e abbandonato.
Se vogliamo il cambiamento dobbiamo innanzi tutto cambiare radicalmente il nostro modo di concepire l’azione sociale e culturale.
Abbiamo bisogno di rifondare il Movimento Progressista su basi completamente diverse. Gli italiani hanno bisogno di una massiccia dose di strategia del fare.