cacao della domenica

Ho bisogno di te e non so come dirtelo!

Questo non è un titolo a effetto, è la pura verità.
Quando giro per l’Italia incontro spesso persone che leggono Cacao, che sono state ad Alcatraz, che in tanti modi seguono la nostra attività. Queste persone hanno per me parole di stima che mi lusingano e mi emozionano e mi fanno sapere che il nostro lavoro è apprezzato.
Una situazione magnifica!
Però poi mi trovo come la settimana scorsa a scrivere un articolo su quanto avremmo bisogno di aiuto per progetti che giudichiamo di grande valore. E mi trovo di fronte al fatto che nessuno, nessuno, risponde in qualche maniera alla mia proposta di collaborazione.
Non riesco a capire come succeda, quale errore di comunicazione io compia. E che ci deve essere un errore lo verifico col fatto che quando mi trovo a parlare faccia a faccia con una persona riesco invece spesso ad arrivare a capire come possiamo connettere i nostri interessi e trovare un terreno di collaborazione. E mai come in questo periodo poi succede che realmente arriviamo a collaborare in modo proficuo. Certo, quando si parla guardandosi in faccia è più facile capirsi ed entrare in sintonia empatica. Ma non può essere che la differenza tra un messaggio web e la comunicazione diretta sia 20 a zero… È chiaro che sbaglio qualche cosa nel racconto della mia proposta.
Quindi ho pensato di provare con questo articolo a non parlare dei singoli progetti ma esprimere l’idea generale della possibilità di collaborazione.
E spero mi perdonerai la presunzione ma io vedo anche la necessità che un certo tipo di persone collabori con noi. (...)

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Alcatraz: fare arte e cultura nel 2016

(tutto quello che stiamo facendo minuto per minuto…)

Finalmente, dopo anni che se ne discuteva, stiamo vedendo un gran fermento cooperativo. In Italia esistono migliaia di realtà culturali che finora erano per lo più chine a lavorare per dare forma ai loro progetti. Quello che vedo dall’osservatorio di Alcatraz è che ora molti stanno iniziando a dedicare energie al lavoro di connettersi perché sempre più si verifica che solo cooperando si riesce a dare concretezza ai sogni più smodati.

Sicuramente la rete spinge in questa direzione rendendo agili i contatti. Ma iniziamo anche a sperimentare l’Internet del futuro… Ad esempio YouTube sta diventando uno spazio importante, con decine di milioni di utenti italiani e nessuna censura. Oggi non puoi più dire: “Ho grandi idee ma le tv non mi danno spazio”. Se hai idee e professionalità puoi realizzare grandi risultati… Basti pensare che un ragazzino, con video fatti in casa, con lui che gioca ai videogames, ha incassato oltre un milione di euro nel 2014…
Ma se non sei un mandrake smanettone e vuoi incassare le royalties sui video pubblicati ti conviene unirti con altri, per affrontare il carico di lavoro necessario per farsi riconoscere da You Tube, il che non è automatico (e quindi avere diritto ad incassare quote della pubblicità). È quello che stiamo cercando di fare con Alcatraz Channel, concepito come contenitore che unisca diversi produttori di contenuti (hai video da proporci?).
Abbiamo già pubblicato una cinquantina di clip e ora abbiamo l’obiettivo di aumentare il numero degli iscritti al canale (e sarebbe cosa buona se tu volessi iscriverti, è gratis).

Nei prossimi mesi continueremo anche a produrre video in collaborazione con altri gruppi, come è successo con Il Mammut, realizzato con Bandabardò.
Stesso discorso per la visibilità sul Web, anche in questo settore abbiamo creato un sistema di scambio banner (Stradaalternativa.it) gratuito che è già utilizzato da più di 500 siti.
Un altro risultato lo abbiamo ottenuto con il gruppo di lavoro sui Seminole che ha finalmente visto il frutto di tre anni di lavoro. La nostra ricerca è servita da base per la stesura del romanzo di Dario “Storia proibita dell’America”, che ha in copertina i nomi dei partecipanti al gruppo di ricerca. La prima tiratura di questo libro è andato esaurito in un mese… A breve uscirà poi, edito da Guanda, l’e-book con tutta la documentazione raccolta. E a Bologna a fine ottobre ha debuttato lo spettacolo di Dario sullo stesso tema (a giugno andrà in scena a Roma).
Contemporaneamente stiamo portando a termine una seconda ricerca, sulle vittoriose rivolte degli schiavi neri in Brasile.
Nei prossimi mesi prenderà corpo un nuovo gruppo di lavoro sulla storia della resistenza al colonialismo e allo schiavismo in Mozambico che è connessa con l’esperienza di teatro di informazione sanitaria realizzata quest’estate con 7 attori mozambicani che hanno lavorato con noi ad Alcatraz, per 25 giorni (guarda il video). Se ti interessa collaborare con questo progetto di ricerca scrivi a simone@alcatraz.it, riceverai informazioni sugli sviluppi dell’impresa.
Un altro progetto in avanzato stato di realizzazione è quello del Bosco Fantastico di Eleonora Albanese, uno mondo a sé dove alberi, prati e altri fenomeni naturali si mischiano con il gioco dell’arte… Sta venendo fuori qualche cosa di veramente stupefacente… L’idea è quella di un Museo Parco. È possibile partecipare con opere proprie oppure seguire i laboratori di arte zen che si svolgono periodicamente.
Un altro progetto che ci sta molto a cuore è quello nato dalla collaborazione con il Gruppo Toponomastica Femminile con il quale stiamo studiando la possibilità di realizzare ad Alcatraz un Viale delle Giuste. A marzo inizierà, con la partecipazione di alcune scuole, una consultazione per decidere a quali donne intitolare una statua in questo percorso della memoria.
E in collegamento con questa iniziativa stiamo anche progettando la realizzazione di uno spettacolo teatrale, titolo provvisorio “Storie di donne straordinarie” sul quale lavoreremo durante il corso di teatro ad Alcatraz, dall’1 al 9 maggio. L’idea è di mettere in scena uno spettacolo che verrà poi portato in giro da diversi gruppi di attori più o meno numerosi e professionali a seconda delle situazioni…
Infine, ma non per importanza, quest’estate il Festival Ecofuturo si sdoppierà con un’edizione magnum a Rimini, a fine luglio, in una struttura eccellente: Ecoarea, con conferenze, spettacoli e esposizione di tecnologie. Ad Alcatraz si terrà invece all’inizio di settembre un’edizione più mirata al Web e alla produzione di materiali video di informazione.
Vogliamo sviluppare in questo modo la visibilità delle aziende ecotecno. Abbiamo anche iniziato a raccontare storie di imprenditori innovativi, iniziando con Fabio Brescacin fondatore di Ecor-Naturasì.
Un’altra iniziativa alla quale teniamo molto è Arte Irregolare, gestita dal Nuovo Comitato un Nobel per i disabili, una galleria d’arte on line e molte altre iniziative parallele nel mondo reale per promuovere artisti più o meno diversamente normali.
Ovviamente continuiamo con le iniziative storiche di Alcatraz: il festival della musica, Estasi Musicando, di Imad Zebala, le vacanze per genitori e figli, il festival dell'immaginazione, i corsi di Yoga demenziale.
Per adesso sono queste le nostre proposte… Hai voglia di partecipare? Lo spazio c’è, la prospettive di realizzare qualche cosa e non fare solo chiacchiere pure…
Attivizzati!


Un nuovo punto di vista per il Movimento Progressista: passiamo all’azione diretta

di Jacopo Fo

Lo scandalo di Affittopoli a Roma mostra che questa città è stata amministrata pessimamente dando agio alla corruzione e allo spreco di ingrassare, e Roma non è la sola in questo stato pietoso.
Ma Affittopoli mostra anche il grande limite di quell’insieme di persone che si impegnano per costruire un’Italia migliore e che io chiamo Movimento Progressista, (senza stare a fare tante distinzioni tra questa e quella bandiera).
I fatti ci dicono che il Movimento è sempre restato al carro della magistratura, manifestando sempre dopo che rari servitori dello Stato onesti erano riusciti a far scoppiare lo scandalo. Il Movimento Progressista italiano solo in poche occasioni ha saputo scoprire il mal governo e far scoppiare scandali.
Eppure le cose si sapevano. Quella che è mancata è stata la capacità di condurre inchieste, raccogliere prove e poi presentarsi di fronte ai giudici con accuse inoppugnabili.
Secondo me questo è un compito essenziale del far politica.
Lo stesso avviene su molte altre questioni oltre la corruzione, ad esempio l’inquinamento. Legaambiente è riuscita a fare scandalo dandosi strumenti formidabili come l’iniziativa dei lenzuoli bianchi ai balconi per monitorare lo smog. Ma queste iniziative non hanno mai provocato terremoti perché non sono mai state costruite in modo da ottenere l’intervento della magistratura.
Se oggi, ad esempio, nelle grandi metropoli, il Movimento si dotasse di pulmini per la misurazione dell’inquinamento che prelevassero l’aria non a tre metri d’altezza ma ad altezza passeggino e si realizzassero i prelievi sulle circonvallazioni, invece che sulle strade minori, il tasso di inquinamento dell’aria risulterebbe superiore ai limiti di legge quasi tutti i giorni dell’anno. E si potrebbero denunciare i sindaci per omissione di atti di ufficio, visto che sono loro i responsabili locali della salute dei cittadini.
Una simile iniziativa creerebbe ricadute enormi perché costringerebbe sindaci e prefetti a intervenire con azioni efficaci oppure a bloccare in modo permanente il traffico urbano, le emissioni industriali e quelle dei riscaldamenti domestici…

Uguale carenza di azione diretta il Movimento l’ha dimostrata nel settore della solidarietà sociale. Da questo punto di vista solo la componente cattolica ha messo in campo capacità di grande iniziativa ed efficacia. La sinistra laica ha agito invece in modo disordinato e locale, senza capacità di regìa. In altri paesi i progressisti sono stati capaci di ben altra efficacia, basti pensare al movimento greco che ha saputo costruire una potente rete di assistenza sanitaria, alimentare e psicologica ai cittadini gravemente colpiti dalla crisi. Una rete di solidarietà potente, che ha fatto la differenza e ha portato Siryza a vincere le ultime due elezioni.

Nella filosofia del Movimento manca la coscienza della centralità e della necessità di adottare la filosofia che oggi sta cambiando il mondo, dimostrando nei modi più svariati che per cambiare la situazione è necessario innanzi tutto cambiare il modo di pensare.
I media non ne parlano ma c’è un nuovo spettro che si aggira per il pianeta e che sta terrorizzando i conservatori: uno spettro senza nome… Una nuova prassi politica, sociale e umana che potremmo definire come la pratica dell’azione che cerca il risultato immediato e usa lo strumento della spinta gentile (link articolo Spinta gentile)

Molti si affannano in attività “di propaganda” senza rendersi conto che solo se si riesce a immaginare e mettere in pratica percorsi concreti, minutamente organizzati, funzionanti e capaci di offrire risultati tangibili e immediati si può pensare di cambiare il modo di pensare delle “larghe masse”.
Gli esempi sono innumerevoli, dalla Banca dei Poveri di Yunus, alle mutue autogestite dei contadini indiani, al mega gruppo d’acquisto globale dei lavoratori Volkswagen che permette risparmi enormi.

Ancora vedo troppi compagni e amici che si dannano a organizzare eventi ai quali parteciperà chi è già convinto e che non avranno nessun peso reale sulla realtà.
Questo modo di fare che illude di essere attivi mentre si resta ininfluenti va riconosciuto come inutile e abbandonato.
Se vogliamo il cambiamento dobbiamo innanzi tutto cambiare radicalmente il nostro modo di concepire l’azione sociale e culturale.
Abbiamo bisogno di rifondare il Movimento Progressista su basi completamente diverse. Gli italiani hanno bisogno di una massiccia dose di strategia del fare.


Emorroidi solidali: una malattia infamante discriminata

di Jacopo Fo

Tra le demenzialità della cultura occidentale c’è la discriminazione per chi soffre di emorroidi. Si stima che circa 3 milioni di italiani soffrano di emorroidi, ma il disturbo colpisce episodicamente la metà dei nostri connazionali.
Quindi parliamo di un malanno molto diffuso.
Io ho iniziato a soffrirne nove anni fa in modo abbastanza grave, tipo con crisi di una settimana intera che passavo a letto a piangere. Ho quindi scritto l’articolo Emorroidi Solidali, chiedendo consigli. Il mio medico mi consigliava di operarmi ma io avevo paura per via che la percentuale degli insuccessi non è indifferente (sottolineo però che l’operazione ha risolto il problema in modo definitivo a moltissime persone ma io sono un fifone… E comunque affiancare alla terapia convenzionale anche altri accorgimenti è comunque utile)...
Ho ricevuto un numero incredibile di consigli, alcuni molto utili, e soprattutto mi sono fatto un’idea più esaustiva del problema. E ho continuato a raccontare l’evoluzione del mio malanno in cinque articoli che hanno superato i 600mila lettori, a riprova del fatto che si tratta di un problema molto sentito e diffuso.
In questo articolo riassumo i metodi che ho seguito, ma prima vorrei parlare dell’aspetto sociale di questa malattia e della strana esperienza “pubblica” che ho vissuto.

Emorroidi, ciambelle gonfiabili e vergogna
Il problema delle emorroidi, diciamolo, è che assurdamente nell’immaginario collettivo il disturbo resta legato a riprovevoli pratiche sessuali contronatura. E anche in un periodo storico che vede la riscossa gay e l’avanzata della libertà sessuale questo preconcetto resta. Oggi socialmente essere gay non comporta grandi censure, ci sono gay dichiarati che parlano in tv… Lo stesso non vale per gli emorroidici. E lo dimostra quel che è successo a me. Incredibile ma vero!
Forse il rimedio più efficace che ho sperimentato per ridurre la sofferenza emorroidale è quello di eliminare la sofferenza nello star seduti, che ti avvelena le giornate. Ho comprato quindi una ciambella di gomma, gonfiabile (15/25 euro a seconda dell’esosità del commerciante). La tengo non completamente gonfia perché il risultato migliore si ottiene riducendo il peso dell’appoggio dell’area anale senza però che l’ano sia “sospeso” perché sennò si rischia l’effetto contrario in quanto se l’area non è appoggiata la forza di gravità tende a “spingere fuori” quindi NO BUONO. Ma se il contatto con la sedia c’è senza che ci sia troppa pressione si  ottiene il meglio e sedersi non  è più una tortura (per inciso questo fa benissimo anche per problemi di cistite! In quanto la pressione nell’area pubica aumenta la congestione della vescica e la cattiva circolazione del sangue… Vedi “Le mie cistiti”). La ciambella è pure utilissima per chi soffre di mal di schiena, perché ti porta a compiere continuamente micro movimenti della spina dorsale, grazie all’elasticità della superficie sulla quale si sta seduti. Ci sono sedie “elastiche” che ottengono lo  stesso risultato, ma costano parecchio e non te le puoi portare in giro…
Entusiasta per la ciambella gonfiabile ho iniziato a usarla dovunque, in auto, in treno, alle riunioni di lavoro e al ristorante. Queste ciambelle sono di un meraviglioso arancione vivace e ci ho messo poco a rendermi conto che la gente mi guardava strano. Quindi mi sono procurato una bella fodera nera, munita di due strisce di cotone che fungono da manico, tipo borsa, così dà meno nell’occhio (“Che strano quel tipo che si siede sulla sua borsa!”).
Ma essendo molto entusiasta dei benefici ottenuti e a causa del mio istinto socializzante ho deciso di condividere con più persone possibile questa scoperta e quindi mi sono presentato in una nota trasmissione televisiva, chiedendo agli autori di poter mostrare la mia meravigliosa ciambella arancione al grande pubblico. Gli autori mi hanno autorizzato con grandi sorrisi e io al momento opportuno mi sono alzato mostrando il meraviglioso oggetto e spiegando che era eccellente per chi soffre di emorroidi, cistite e mal di schiena.
Nei 12 mesi precedenti a questa esposizione del miracolo della ciambella arancione avevo partecipato ad almeno 5 trasmissioni al mese, più di 60 in un anno. Nei 12 mesi successivi nessuna tv mi ha più invitato.
Ne discende che evidentemente essere opinion maker è incompatibile con il fatto di fare pubblica dichiarazione di essere emorroidico. Ho anche verificato che la pena per questa colpa è giusto di un anno, visto che trascorso questo tempo ho ricominciato a ricevere inviti in tv. Per fortuna i mass media hanno l’amnesia veloce.
Grazie a questa esperienza mi sono anche convinto che questa censura sociale sia alla base di molte questioni psicologiche legate alle emorroidi e alla difficoltà di curarsi. Non a caso non si vede molta gente girare con delle belle ciambelle gonfiabili. E mi pare incredibile visto che è veramente tremendo stare seduti in treno o in ufficio con quel fastidio che non può che peggiorare a causa della pressione sedia/deretano…
E mi chiedo se un passo verso il miglioramento del malanno non sia anche quello di iniziare a fregarsene della stupidità sociale. Per me è stata una liberazione psicologica con ricadute positive in campo emorroidale, quando ho deciso di presentarmi a una importantissima trattativa di lavoro con la mia ciambella arancione, senza neanche la fodera. È vero che ho rischiato di non concludere il contratto perché avere le emorroidi è vergognoso; ma è anche vero che se mostri di non piegarti alle assurde consuetudini comportamentali mostri grande determinazione e coraggio e questo può essere un punto a tua favore. E nel mio caso alla fine ho concluso molto positivamente… Quindi, emorridici, prendete il coraggio a due mani e ciambellatevi! (Organizziamo un Emorroidi Pride?)

Come vanno le mie emorroidi
La diagnosi di uno specialista rinomato e amico è che ho delle emorroidi di 3° grado con fistola anale. Assolutamente da operare. Alcuni mi hanno criticato perché secondo loro propongo soluzioni palliative mentre l’unica è l’operazione. Io sinceramente non propongo niente. Ognuno faccia quel che crede. Ho solo scritto che io ho paura, visto che sono un fifone e che temo il rischio, che è basso ma esiste, dell’insuccesso dell’intervento...
Chiarito questo ecco il bilancio di nove anni di esperimenti.
Innanzi tutto ho ancora problemi. Più che altro fastidi ma persistono. Non ho più crisi di dolore acuto da almeno sette anni, non ho più sanguinamenti quotidiani, ma non sono guarito, ho ridotto però di molto il problema anche se ogni tanto perdo una goccia di sangue e ogni due o tre mesi il fastidio si acuisce, senza diventare però dolore.
Quali sono le terapie che sono state più efficienti?
Nella fase acuta sicuramente mi hanno aiutato alcune creme, in particolare quella di Aboca, Fitoroid.
Utilissimo è stato consumare un cucchiaino di Psilium, ma ATTENZIONE va prima tenuto a bagno in acqua per almeno tre ore sennò più creare gravi inconvenienti perché si può attaccare alle pareti dell’apparato digerente. E consiglio vivamente di interpellare prima il proprio medico per essere sicuri che non ci siano controindicazioni. La positività di questa mucillagine è che rende morbide e scivolose, quindi non irritanti, le feci.
Poi c’è la già citata ciambella.
Movimento e dieta equilibrata ricca di verdure sono altrettanto essenziali ma sulla dieta ora mi sono ammorbidito, amo il peperoncino e ho scoperto che (su di me!) non ha effetti negativi (ma neanche positivi come alcuni sostengono), idem per un caffè al giorno e la frutta secca.
Fa bene anche respirare in modo naturale, col naso, lasciando che il movimento dei polmoni si espanda verso l’alto e verso il ventre, cioè espandendo la cassa toracica e spingendo in basso gli organi interni del ventre, lasciando poi che l’aria esca senza spingerla fuori, come si fa col sospiro di sollievo.
Utile anche muovere molto lentamente i muscoli della nuca, del collo, della mandibola e dell’area bocca/naso. Molto lentamente…
Ho anche notato che rilassarsi e non incazzarsi è utile, così come lasciar correre le ansie inutili.
Se vuoi saperne di più eccoti i link a tutto quello che ho scritto, dove spiego nel dettaglio anche la respirazione e i movimenti al rallentatore. Ovviamente, lo ripeto, il far da sé senza consultare un medico e fare indagini che escludano altri più gravi malanni è un pessimo errore.

Ecco i link:
Emorroidi solidali

Il segreto delle emorroidi scomparse. Un sunto dei rimedi che mi hanno dato beneficio


Emorroidi solidali (ultimo atto)


Emorroidi solidali: guarire giocando con i videogames!

“Jacopo lascia andare la rabbia”. Ma come faccio? (Gastrite, cistite, emorroidi solidali)


Una modesta proposta per rifondare il Movimento Progressista

Di Jacopo Fo

Secondo i miei calcoli circa 800mila persone si troveranno a guardare il titolo di questo articolo senza leggerlo.
Circa 10mila persone inizieranno a leggerlo. 3mila  andranno oltre le prime 4 righe.
200 persone arriveranno a leggere fino in fondo. 100 persone lo leggeranno solo per la soddisfazione di pensare che sono stupido; 200 saranno d’accordo.
Delle 200 persone che saranno d’accordo 150 non faranno nulla per sostenere e diffondere questa proposta. 30 faranno qualche cosa di ininfluente tipo mettere un “mi piace”. 20 persone decideranno di fare qualche cosa per sostenere in modo efficiente questa proposta. Se sei una di queste 20 persone hai una grossa responsabilità. Potresti cambiare il corso delle cose. 20 persone sono più che sufficienti.

So di non essere una persona simpatica. Da fastidio a molti sentirsi dire certe cose. Per questo negli ultimi mesi ho girato intorno a questo articolo senza avere il coraggio di scriverlo fino in fondo. Speravo che qualcun altro dicesse quel che volevo dire. Ma visto che non lo fa nessuno...

Dal 2007, quando mia madre era al Senato abbiamo iniziato a lavorare su una proposta politica nuova e molto semplice: una strategia per il Movimento basata su due azioni.
Abbiamo portato questa proposta a Di Pietro che sul suo blog si è dichiarato entusiasta, il suo articolo è stato pubblicato sulle pagine del Fatto Quotidiano on Line. Poi non ha fatto niente (vedi sotto lettera a Di Pietro e sua risposta).
Abbiamo provato con Vendola. Anche lui si è dichiarato entusiasta sul suo blog, anche la sua risposta è stata pubblicata sulle pagine del Fatto Quotidiano on line. Poi non ha fatto niente (vedi sotto lettera a Vendola e sua risposta).

I due punti del programma:
1) Dare vita a un’azione di Obbedienza Civile. In Italia ci sono tante buone leggi che lo Stato non ha la forza di far rispettare. C’è una legge che vieta alle banche di praticare tassi di usura, altre leggi stabiliscono standard di qualità per i prodotti (ad esempio per i caschi dei motociclisti), leggi che vietano il lavoro nero, leggi che puniscono chi gestisce vendite televisive truffaldine… Tutte leggi che non vengono rispettate. Si potrebbe mettere insieme un gruppo di avvocati, di tecnici e di militanti armati di telecamere per far rispettare la legge. L’associazione Altroconsumo ha documentato centinaia di casi di non rispetto dei regolamenti sulla qualità dei prodotti, basterebbe partire da lì per dare un duro colpo alla disonestà nazionale. Di Pietro, con la sua esperienza giudiziaria convenne che un’azione simile sarebbe possibile e fruttuosa: una grande campagna per appoggiare lo Stato nella repressione dell’illegalità basata su azioni che la magistratura e le forze dell’ordine non hanno la capacità o la volontà di realizzare.
Il problema è che un’azione simile richiede grandi mezzi. Ai tempi della mia proposta Idv aveva milioni di euro provenienti dal finanziamento pubblico dei partiti. Oggi li ha Sel e preferisce tenerseli e li ha il M5S, e (in modo meritorio) preferisce restituirli allo Stato.

2) A parole il governo Renzi vuole la rivoluzione verde. Nei fatti si muove su questo terreno a passo di lumaca.
Ci sono molte tecnologie ecologiche che oggi non arrivano sul mercato o ci arrivano debolmente perché ci sono i mezzi per produrre su larga scala e pubblicizzare i  prodotti. Si potrebbe organizzare (con i soldi del finanziamento pubblico dei partiti) un sistema di sostegno alle aziende, certificando i prodotti, aiutandole ad ottenere i finanziamenti europei, informando i cittadini. Questo gruppo potrebbe anche aiutare i Comuni che vogliono tagliare lo spreco energetico informandoli sulle esperienze di successo e fornendo supporto tecnico per la scelta delle tecnologie e le procedure d’appalto. Grazie al Festival Ecofuturo abbiamo realizzato un Libro bianco sulle ecotecnologie dimostrando che l’inefficienza energetica costa all’italia 200 miliardi di euro (scaricalo qui gratis).

Per meglio spiegare queste proposte ripubblico una sintesi delle lettere che scrissi a Di Pietro e a Vendola (e le loro risposte) e i video del mio intervento all’assemblea sull’ecologia del Sel e all’assemblea delle liste civiche di Beppe Grillo a Firenze del 2009 nel quale parlai tra l’altro di come selezionare e formare attraverso l’azione diretta i dirigenti di un movimento progressista.

Lettera a Di Pietro
Caro Di Pietro,
Perché non fai il difensore dei cittadini?
 Sarebbe ora di iniziare una battaglia per l’obbedienza civile, all’americana. Hai voglia di farlo tu?...

Vorrei proporti di far saltare il banco cambiando strategia.
Non è un’idea mia. Viene dai neri americani. Nel 1955, nella città di Montgomery, una sarta nera quarantenne si sedette su un sedile libero nella parte di un bus riservato ai bianchi, e poi si rifiutò di cedere il posto a una persona di razza caucasica. Per questo fu arrestata. Martin Luther King fu tra gli organizzatori di una protesta colossale e incredibile. Per 381 giorni, la quasi totalità dei neri di Montgomery smise di prendere i mezzi pubblici. Migliaia di operai, cameriere, inservienti, impiegati, iniziarono ad andare al lavoro a piedi. Si organizzarono servizi di auto con la collaborazione anche di centinaia di democratici bianchi, per trasportare vecchi, invalidi e malati. Uno sforzo chiaramente colossale che alla fine portò al quasi fallimento dell’azienda dei trasporti pubblici e alla cancellazione dell’apartheid sui bus.
Fu questo il primo passo del movimento della Disobbedienza Civile, non violenta.
In 13 anni di lotte riuscirono a far cancellare una dopo l’altra, dal Congresso, le leggi sull’apartheid.
Ma via via che le vittorie avanzavano si dovette affiancare alla Disobbedienza Civile un’altra tecnica di lotta non meno essenziale: l’OBBEDIENZA Civile.
Quando i neri poterono finalmente entrare nelle università bianche la battaglia era vinta solo a metà. Era necessario che gli studenti esercitassero quei loro diritti, che entrassero in una università, frequentandola e uscendone laureati. Fu anche questa una battaglia durissima, con gli studenti neri che per entrare negli atenei dovevano passare in mezzo a due ali di razzisti bianchi che li insultavano. Ma tennero duro e si laurearono. E solo allora la battaglia fu vinta veramente.
La situazione italiana presenta un’analogia con quella americana.
In questo momento la corruzione e l’illegalità generalizzata che domina il paese sono teoricamente vietati dalla legge ma in pratica lo Stato non ha la forza di imporre questa legalità.
Ci sono le leggi ma i giudici e gli agenti da soli non possono farle rispettare.
Questo avviene a livello generalizzato su mille questioni grandi e piccole. E questa condizione di impunità generalizzata è il substrato della cultura del berlusconismo e dell’inciucio.
Che cosa succederebbe se un partito con la forza dell’Italia dei Valori decidesse di cambiare la situazione?
In realtà sarebbe relativamente facile proprio perché si tratta di dare un semplice “aiutino” allo Stato.
Faccio un esempio. Nel 1996 con Angese lanciammo una rivista di satira: l’Eco della Carogna. Nel primo numero denunciammo una situazione allucinante: avevamo scoperto che la vernicetta argentata dei biglietti del Gratta e Vinci, conteneva ftalati e fenoli ed era quindi cancerogena. Ogni mattina milioni di italiani grattavano la polverina tossica sul bancone del bar e poi con le dita impolverate inzuppavano il cornetto nel cappuccino.
Dopo la pubblicazione dell’inchiesta, documentata con analisi chimiche e pareri di specialisti, non successe nulla.
Restammo stupiti, avevamo denunciato un’aperta violazione della legge e del buon senso e nessuno interveniva!
Allora il 17 agosto presentammo un esposto documentato alla magistratura, denunciando il danno alla salute pubblica che si stava producendo per semplice idiozia, da parte di un ente statale per giunta.
 Il 19 agosto i Gratta e Vinci tossici furono ritirati su tutto il territorio italiano. Fu uno shock nazionale, ci furono crisi di astinenza da grattazione ma dopo un paio di settimane i Gratta e Vinci tornarono in commercio, meno luccicanti e argentati di prima e senza cancerogeni. Modestamente abbiamo evitato un tumore a migliaia di connazionali e ci siamo guadagnati un posto nel paradiso degli impenitenti, che è addirittura meglio di quello dei credenti.
L’attuale stato delle cose in Italia è che ci sono migliaia di casi analoghi. Migliaia di situazioni che danneggiano gravemente i cittadini, in plateale, aperto, conclamato, disprezzo della legge, sulle quali nessun partito interviene in modo costante e organizzato.
E sono battaglie che i singoli cittadini e i piccoli gruppi non hanno la forza di condurre, servono energie notevoli e serve la forza di resistere poi alle ritorsioni (l’Eco della Carogna chiuse nonostante il grandioso successo di pubblico, forse fra 20 anni potrò raccontare come accadde).
Scovare queste illegalità è facile. Ho in mano il numero 235 di Altroconsumo, una rivista collegata a un’associazione straordinaria che da 37 anni informa i cittadini sulla qualità dei prodotti e sui loro diritti, fornendo convenzioni, supporto legale e consulenza tecnica in casi di contenzioso.
Leggo che su 15 modelli di casco per motociclisti sottoposti a un test di qualità e resistenza da Altroconsumo, addirittura 8 risultano essere fuori legge perché non rispettano i parametri minimi di efficienza.
Non stiamo parlando di un problema da poco. Vuol dire che in Italia su due morti in motocicletta grossomodo uno indossa un casco tecnicamente illegale.
 Altroconsumo fa il suo lavoro impagabile informando sulla situazione. E credo che siano quotidianamente stupiti del fatto che la cosiddetta Società Civile non faccia tesoro del loro lavoro.
Perché non c’è nessun partito che incarica un avvocato di presentare un esposto alla magistratura e far ritirare questi caschi fuori norma? 
Io credo che questo dovrebbe essere uno dei compiti fondamentali dei partiti politici. Non basta fare le leggi nelle aule parlamentari. Bisogna poi praticare l’Obbedienza Civile e agire perché la legge diventi operativa...
Caro Di Pietro, secondo me otterreste una rivoluzione copernicana se l’Italia dei Valori mettesse in agenda questa battaglia. I cittadini italiani, abituati a partiti che poco si occupano della gente, resterebbero favorevolmente impressionati se vedessero farsi avanti un’organizzazione che prende a cuore il loro benessere.
Parliamo di prodotti scadenti che causano indirettamente o direttamente morti, feriti, contusi, malanni, sofferenze, perdite di tempo e di denaro. Parliamo di testi di contratti per servizi, palesemente fuori legge, con clausole vessatorie che non resisterebbero