fatto quotidiano

Il taxista è innamorato?

Ci sono sensazioni e emozioni che a volte non vengono percepite. Una sordità percettiva devastante. Un giorno ero in un taxi e mi telefona mia moglie. Dopo aver parlato ci salutiamo e io le dico: “Ti amo”. Spengo il cellulare e il taxista, un uomo sulla sessantina, emette una specie di grugnito. Quando noi maschi siamo da soli senza donne a volte facciamo conversazioni senza parole: solo una serie di grugniti. Quel gorgoglio gutturale del taxista voleva significare: “Che palle le donne devi digli un sacco di sciocchezze per tenerle buone”.

La consuetudine avrebbe voluto che io rispondessi con un grugnito appropriato che significa: “È proprio vero fratello maschio, ce ne tocca di sopportare se vogliamo fare sesso.” Invece decisi di mettermi a discutere. E gli dissi che amo proprio mia moglie. Non sono obbligato a dirle frasi gentili. Lui allora mi ha raccontato che era sposato da 43 anni, certo sua moglie era una bravissima donna, gli aveva cresciuto 3 figli che avevano studiato all’università, e ora gli avevano dato dei nipoti, e lei lo aveva sempre rispettato, e aveva tenuto la casa pulita e cucinava pure bene…Insomma un sacco di apprezzamenti positivi. Però lui sua moglie non l’amava. La stimava. Ma non la amava.

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Taranto: la diossina e la disoccupazione uccidono

Credo che non ci sia situazione più tragica di quella di dover scegliere tra la salute e il lavoro. Tra dar da mangiare oggi ai figli e il rischio di vederli ammalati domani.
Terribile.
Indegno di una società civile che migliaia di famiglie siano sottoposte col ricatto a questa scelta mostruosa: lavoro in cambio di anni di vita.
Segno dell’inciviltà dei tempi.
L’azione della magistratura, che ha incriminato alcuni dirigenti e ex dirigenti dell’Ilva e ha sequestrato le acciaierie, dimostra che quel che ripetiamo da anni non era un’invenzione di ecologisti isterici.
I dati sui tumori e le morti causate della diossina emessa dagli impianti non lasciano dubbi sul disastro ambientale in corso.
Angelo Bonelli ex segretario dei Verdi Civici, a Taranto ha condotto una battaglia lunga e difficilissima contro il muro di gomma delle connivenze e ci dà la misura della devastazione: “A Taranto è caduta una quantità di diossina tre volte superiore a quella di Seveso… non si possono coltivare i terreni entro un raggio di 20 chilometri dall’area industriale. La diossina è entrata nel latte materno”.
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Amare una donna per tutta la vita?

Oppure cambiare modello ogni 5 anni?
Il mito del maschio patriarcale è quello del latin lover. Cambiare donna ogni notte. Ma è una sciocchezza perché la prima volta che fai l’amore con una donna non c’è conoscenza, intimità, complicità e non puoi certo raggiungere il massimo dell’orgasmo.
Se cambi donna ogni notte insegui il piacere mentale della conquista, hai vinto, hai fatto un altro punto, un’altra tacca sulla tua pistola.
Ma se vuoi veramente l’estasi dei sensi ti conviene cercare qualche cosa di diverso dalle avventure.
Non esiste nella nostra cultura la celebrazione dell’estasi della millesima notte d’amore. Quando conosci tutto di lei e lei di te.
Inoltre non esiste la coscienza del fatto che l’amore cresce.
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L’amore è rivoluzionario!

La cultura dominante ha paura dell’amore e lo censura.
L’amore è l’esperienza più importante della vita? Secondo la cultura mafiosa no: megghiu cumannari ca’ futtiri (meglio comandare che fottere).
In realtà l’amore è il grande censurato della nostra cultura.
Ci sono milioni di libri e film che dicono tutto sulla seduzione, dal primo sguardo al primo bacio. Milioni di libri e film che raccontano tutto dalla prima rissa al divorzio con dolore, ma su cosa fare per amarsi tra il primo bacio e la prima litigata non si dice una parola. Un buco pazzesco nella cultura umana.
Ti dicono: e vissero felici e contenti… Ma cavolo! Ma è proprio dopo il primo bacio che inizia la grande sfida!!! È lì che devi dirmi come fare perché l’amore non si esaurisca.

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Le nonne non muoiono a Natale

Quando i nuovi potenti computer hanno permesso di incrociare milioni di dati si sono scoperte alcune cose pazzesche.
Innanzi tutto le nonne muoiono pochissimo prima di Natale. Non tutte le nonne, solo quelle molto religiose e attaccate alle tradizioni. Non muoiono prima di Natale se sono cristiane. Quelle di altre religioni non muoiono prima della loro festa più importante. Succede perché in quelle occasioni le famiglie si riuniscono e loro rivedono i nipotini. Il desiderio abbassa notevolmente le probabilità di spirare. Dopo le feste poi c’è un’ecatombe che rimette a posto le statistiche.

Un’altra ricerca ha individuato circa 3000 guarigioni scientificamente strane. Decorsi del malanno anomali. Poi i ricercatori sono andati ad intervistare i miracolati e hanno scoperto che erano guariti in 1500 modi diversi.
Alcuni dicevano di aver trovato un guru, altri di essere stati guariti da un medico eccezionale.
Altri avevano inventato sistemi di cura folli come buttarsi nell’acqua di fiume alle 5 di mattino (in inverno).
Un signore di Trieste era così guarito dalla leucemia.
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Giovani senza speranze? È falso!

E anche un po’ vergognoso.
Un ragazzo grande e grosso, alto almeno uno e novanta, intervistato da Rai News 24, dice: “La mia è una generazione senza speranze. Non potrò mai comprarmi una casa, avere una famiglia, avrò solo lavori precari e malpagati!”
La sinistra applaude a questi discorsi, venera le depressione che colpisce i giovani perché è la prova del malgoverno della destra e della necessità del cambiamento.
Ma io penso che sia demagogia disastrosa. Non voglio certo negare la gravità della condizione dei giovani o le colpe della destra.
Ma io credo che coltivare la speranza sia essenziale se si vuole migliorare la situazione. E anche se è vero che i giovani italiani stanno soffrendo gravemente uno Stato ingiusto è vero anche che nei Paesi del Terzo Mondo milioni di giovani, poveri in modo estremo, stanno lottando tenacemente per costruirsi un futuro migliore e hanno speranza. L’Europa è vecchia e abbrutita dal consumismo, e i nostri mass media non ci raccontano di 100 milioni di giovani donne che nel Sud del mondo stanno costruendosi un avvenire grazie al microcredito. Non ci raccontano delle migliaia di cooperative che stanno cambiando il volto del lavoro (anche grazie al commercio equo). Non fa notizia che solo in Bangladesh si siano costruiti 140 mila micro impianti di produzione di biogas, che hanno liberato mezzo milione di persone dall’onere di raccogliere legna per cucinare. I media hanno la missione di coltivare al contrario pessimismo e frustrazione: tutto va male, non ci sono speranze.
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Per Caino fu facile uccidere Abele?

L’omicidio, la schiavitù e la guerra in natura non esistono. Sono una dolorosa invenzione umana.
Il modello della natura dominante fino a qualche decennio fa vedeva l’uomo al centro, così come qualche secolo prima si immaginava che il Sole girasse intorno alla Terra.
Nel comportamento degli animali si cercava di vedere le stesse strutture che dominano la società umana: strutture di potere. I soggetti alfa vengono spulciati dai soggetti beta e quindi gli alfa hanno il potere.
Si è poi scoperto che mangiando i parassiti degli alfa i beta hanno accesso a una farmacia di anticorpi prodotti dagli elementi più forti del gruppo. Sono quindi i beta a trarre vantaggio maggiore dallo spulciare. E questa è anche la ragione per cui gli alfa mangiano di più. Avere una farmacia ben nutrita è un vantaggio anche per i beta.
E, comunque, l’Universo controbilancia astutamente il predominio degli alfa. È vero che il maschio alfa essendo più forte ha la precedenza nell’accoppiamento. Ma ha solo quella.
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Gli egoisti muoiono come mosche

Se ami, ridi e fai regali la tua vita sarà più lunga e piacevole.

Continuo nel mio tentativo di dimostrare che l’ideologia che fa della competitività e del potere sugli altri il centro della vita è una bufala spaventosa. Se la cultura dominante, che deifica la ricchezza e il potere, avesse senso logico i più ricchi e potenti dovrebbero vivere più a lungo. Ma non è così. E sarebbe una notizia da sparare in prima pagina.

Certo è assodato che i ricchi vivono più dei poveri.
Se abiti in uno sperduto villaggio africano dello Swaziland puoi aspettarti di vivere mediamente 32 anni, se stai in Italia 81 anni. Una spaventosa differenza! Ma al di sopra della soglia del benessere la differenza tra una persona economicamente florida e il multimiliardario è minima. Ce lo dicono i dati dell’Oms che attestano che uno scienziato o un artista hanno un’aspettativa di vita maggiore dei super ricchi. Perché non smettono di avere una vita sociale e un’attività creativa anche in tarda età.

Numerose ricerche hanno poi dimostrato che anche essere socievoli e ottimisti allunga la vita . Alcuni ricercatori dell’Università di Sendai (Giappone) hanno analizzato l’atteggiamento verso la vita di migliaia di settantenni dividendoli in due gruppi a seconda del loro livello di ottimismo-socievolezza. Dopo 10 anni sono tornati a vedere chi era ancora vivo. Tra i pessimisti incazzosi solitari c’era stato uno sterminio. Ovviamente ci sono le eccezioni. Andreotti ad esempio. Ma si può dire che Andreotti sia ancora vivo?
Al massimo è diversamente morto.
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Le mosche salveranno l’Africa dalla fame!

E i banchieri buttano via i soldi.
Bilancio delle idee uscite dall’ultima edizione di Ecoshow.

Tre giorni di interviste e incontri, disponibili ora anche on demand (www.ecoshow.it), hanno raccontato idee ed esperienze alla ricerca di un nuovo modello di sviluppo che ci permetta di superare questa crisi. Servono nuove idee sociali ed economiche visto che quelle vecchie ci hanno portato sull’orlo della bancarotta.
Cristina Leonelli e Rosa Taurino hanno proposto un nuovo sistema per utilizzare anche la parte del vetro scartata dal processo di riciclaggio. La si trasforma in una polvere minuta che si può modellare come l’argilla e che si vetrifica nuovamente a 800 gradi. Marco Gatti, direttore di Espansione ha presentato un nuovo tipo di dossi di rallentamento per le automobili che producono energia.
Elinor Ostrom, Premio Nobel ha parlato di nuove linee di sviluppo per l’economia.
E poi è arrivato Gunter Pauli che ha palato di un progetto incredibile: sviluppare l’industria della mosca. Innanzi tutto chiarisco che Pauli non è l’ultimo degli stupidi.
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Il capitalismo è bugiardo!

Parla male di te.
Vedo tanti segnali del fatto che molti hanno capito che questo sistema è una truffa.
Ma nonostante questa consapevolezza non riusciamo a rialzarci.
Che cosa ci manca?
Non lo so.
Ma ho pensato che potrebbe essere utile discutere sul fatto che siamo suggestionati da una serie incredibile di falsità.
Inizio quindi una caccia spietata a censure e bugie, sperando di fornire deliziose pietanze alla tua voglia di idee nuove.
Anche questo è un servizio pubblico…
La cultura dominante è oggi basata sul dominio e sullo scontro.
E se un ricercatore fa una scoperta che fa sospettare che l’ideologia predatoria sia una perversione, questa scoperta è confinata all’interno della cerchia accademica.
Viviamo in una società nella quale esistono due verità scientifiche: una per il popolino e un’altra per gli specialisti.
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