fatto quotidiano

Se Rutelli era giapponese faceva harakiri

Il mio sospetto è che, disgraziatamente per lui, sia innocente.

Molti sospettano che Rutelli non potesse non saper nulla su quello che stava succedendo alle casse della Margherita. Tanto più che, nell’estate 2011, promise solennemente trasparenza sui fondi del partito. Ma il mio sospetto è che veramente non si sia accorto dei 13 milioni di euro scippati da Lusi. Rutelli è completamente sprovvisto di senso pratico. È vanesio come un fiordaliso.

Ricordo la puntata di Annozero di Santoro, nella quale ebbi la grande soddisfazione di ribattere a Rutelli, allora vicepresidente del Consiglio, dimostrando che non sapeva un cavolo della legge approvata dal suo governo che finanziava al 100% gli impianti fotovoltaici. All’inizio ironizzò dandomi del disinformato. Poi si rese conto che stava nuotando nel vuoto e abbozzò in modo patetico. Nella stessa puntata ammise, candido come un giglio, di non aver mai sentito parlare della strage di operai causata dall’amianto a Monfalcone. Semplicemente Rutelli non vive in Italia in questo millennio.
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Ecco chi salva l’Italia

C’è un bla bla di sinistra che non raggiunge nessun risultato. Sono solo chiacchiere. Ma c’è chi lavora… Di fronte al tracollo economico i partiti di sinistra e molte organizzazioni progressiste sembrano ipnotizzati.

Sarebbe invece il momento di scatenare una campagna di iniziative capaci di offrire opportunità di cambiamento alle persone in difficoltà. Ci sono per fortuna i mille gruppi di base che non si arrendono all’idea che la politica si faccia con i discorsi in Parlamento e che basti fare qualche corteo o qualche blocco stradale, per sentirsi a posto con la propria coscienza progressista. La cosiddetta Società Civile si sta muovendo un po’ dovunque e dimostra con i fatti di essere l’unica alternativa alla vecchia politica e alla cultura marcia che ci ha portato al tracollo. Sono questi volontari i soli capaci di costruire una via d’uscita dallo sfascio di questa Italia che assomiglia sempre più a una nave da crociera spiaggiata. Sono invisibili per i partiti e per i media. Non fanno notizia, non vengono citati nei comizi, non vengono presi ad esempio dai ministri, non ispirano i programmi elettorali.

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Soffrire è di sinistra?

Per creare arte, imparare una professione, migliorare il mondo, bisogna affrontare dolore e sacrifici? L’essere umano cresce solo patendo e tribolando?

Nel mio ultimo post dicevo che la scuola italiana è estremamente noiosa e astratta dalla realtà, incapace di insegnare la passione.
In molti mi hanno risposto: “Allora sei contro la cultura!”
Il fatto che io scrivessi che la cultura è essenziale per la crescita umana e professionale non è stato recepito.
Non si tratta di sola distrazione. Discutendo di questo argomento con alcuni compagni mi sono reso conto di quanto sia diffusa l’idea che le grandi conquiste umane richiedano comunque sofferenza.
Quindi, sostenere come ho fatto che bisogna insegnare la passione per la conoscenza in modo divertente e affascinante è stato giudicato talmente assurdo da non essere preso neppure in considerazione.
Molti, dopo l’ubriacatura sessantottina del rifiuto del lavoro, ora credono che solo una via di sacrifici possa portare all’eccellenza.
Ma vi chiedo di considerare l’ipotesi che vi sia un altro punto di vista.
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La scuola uccide di noia!

Il figlio di un mio amico non vuole più andare a scuola. Cosa gli puoi dire? Bel problema. Il figlio di questo mio amico dice: “So leggere e scrivere, non voglio fare né il medico né l’ingegnere, voglio fare il webmaster. Mi spiegate cosa mi serve andare a scuola?” Questo ragazzo non è contro la conoscenza in sé. Ma le cose che gli serve di sapere per gestire il suo blog nessuna scuola gliele insegna. Lui sa già come manipolare i motori di ricerca e scalare le pagine di Google…

Ora chiedo: serve sapere il teorema di Pitagora o cosa pensava Platone per realizzare una applicazione per gli smartphone? Io so che serve. So che la cosiddetta cultura generale è essenziale perché è ripensando a quello che è successo negli ultimi 10mila anni che posso trarre spunti e indicazioni per capire che cosa potrebbe succedere domani.
Ma io questo l’ho imparato quando ho abbandonato la scuola a 18 anni, ho iniziato a lavorare e mi sono accorto che la cultura serviva. D’altra parte nella mia vita ho fatto solo professioni nelle quali nessuno ti chiede il titolo di studio, nel teatro come nell’editoria vale quel che sai fare. Allora cosa posso dire a un ragazzo che vuole abbandonare la scuola per fare una nuova professione?

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Non cedere al terrorismo economico!

Dove siete compagni? Cosa state facendo?
Ditemelo perché mi sento solo.

Il telegiornale mi martella nel cervello i numeri tragici di questo tracollo artificiale.
Un fenomeno talmente enorme che ti senti impotente.
I mercati internazionali, più misteriosi degli extraterrestri, stanno banchettando con la ricchezza del mondo. Questa crisi è artificiale: un trucco speculativo.
Un gioco assassino in un mondo straricco, che produce il doppio del cibo necessario e fa morir di fame 10 milioni di persone.
Non ha senso!
E ora la speculazione azionaria pretende milioni di ettolitri di sangue per ungere gli ingranaggi dei mercati.
Distinti signori scommettono sui disastri perchè così si guadagna più velocemente.
E di fronte a tutto questo la reazione è tenue.
Ma è proprio l’ora di darsi una mossa.
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Monti mi ha telefonato

Credevo fosse uno scherzo. E l’ho mandato al diavolo.
Invece era proprio lui.

“Buon giorno, sono Mario Monti.” Ho risposto con il classico: “E io sono Napoleone.” Poi ovviamente mi ha preso un colpo quando mi ha passato Gad Lerner che mi ha detto: “Guarda che è proprio lui…”
In due parole è successo che Monti ha capito che se non modificava la manovra scoppiava la guerra civile. Cioè, non puoi togliere la rivalutazione della pensione a uno che vive con meno di 1500 euro al mese e poi aumentargli l’Iva e la benzina… Succede che s’incazza. E anche i pensionati sono capaci di fare i black bloc se gli gira…
Così ho preso il treno a Foligno e sono andato a Roma.

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La crisi non esiste!

E’ solo terrorismo dei media. Nessuno si vuol comprare il debito italiano? E a noi che ce ne frega?

Devo fare autocritica. Sono caduto anch’io nella rete dei mass media.
Mi ha aperto gli occhi una lunga discussione con Vincino.
La storia della crisi è una favola inventata dagli speculatori dell’alta finanza e tutta quella roba lì!
Non rischiamo di precipitare in un nuovo medioevo con città incendiate, bambini affamati e bande mercenarie che controllano il territorio.
E’ la solita favola che serve per spaventare la gente, far fare le montagne russe agli indici azionari e lucrare vergognosamente sui future sugli spread dei Btp.
Tutta roba sporca che se fossimo in un paese civile se la tocchi ti danno 10 anni di lavori forzati. E poi ti picchiano.
Le prove dell’imbroglio erano sotto i miei occhi e non le vedevo.
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Gli Indignati vogliono vincere?

Mi ha un po’ preoccupato l’intervento a Servizio Pubblico di alcuni giovani. Spero rappresentino una piccola minoranza sennò son dolori…
Durante la trasmissione di Santoro alcuni Indignados italiani si sono presentati con la maschera dell’eroe del film V per Vendetta. Questo eroe è un terrorista giustiziere che in un mondo dittatoriale del futuro uccide una serie di potenti malvagi e alla fine organizza un mega attentato con un treno imbottito di esplosivo scagliato contro il Parlamento dittatoriale.
Tra un assassinio e l’altro salva una fanciulla di incomparabile bellezza, che diventa sua complice. Ma siccome non è sicuro dell’affidabilità di lei, la sequestra e la porta in una finta prigione della polizia, la tortura per un lungo periodo di tempo e poi le fa credere di essere stata condannata a morte. La ragazza nonostante tutto non cede alle torture, non rivela i segreti che conosce e viene quindi accettata nel club terrorista.
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La priorità è la burocrazia?

Caro Tito Boeri,
Perché nelle proposte  de Lavoce.info si dà così poco spazio a inefficienza e delirio burocratico?
Ho letto il primo capitolo del tuo libro, visitato il vostro sito, ascoltato il tuo video e trovo ottime le vostre proposte di grandi riforme a costo zero, che dimostrano che la mancanza di fondi è solo una scusa per la Casta per non fare nulla. Molto si potrebbe fare per far ripartire il sistema Italia che costerebbe solo un po’ di intelligenza.
Trovo però che si potrebbe dedicare più spazio a quelle che secondo me sono le priorità assolute. Secondo l’ultimo sondaggio di Ballarò il 40% degli italiani è convinto che basterebbe tagliare le spese della politica per salvare l’economia italiana. E leggendo i risultati delle votazioni sulle riforme economiche, sul sito di Beppe Grillo, si ha conferma della diffusione di questa idea. Il giusto odio verso la Casta si è trasformato nell’idea che basti tagliare i soldi ai politici per risolvere tutti i problemi. E questa è un’illusione ottica che si dovrebbe sanare.
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Alluvioni criminali, non fatalità!

Nel 1966, quando ci fu l’alluvione a Firenze, io frequentavo la seconda media, e ci spiegarono che la tremenda inondazione aveva cause ben precise.
I grandi boschi italiani, con alberi centenari, enormi, erano stati abbattuti, lasciando il posto ad alberelli. Così si era ridotta in gran parte la copertura di foglie. La pioggia non veniva rallentata dall’impatto con le chiome frondute e dallo strato di foglie morte che ricopriva il suolo per diversi centimetri. Alberi più piccoli e meno foglie per terra facevano sì che la pioggia scendesse a valle più velocemente.
Inoltre la pioggia, colpendo direttamente il terreno, trascinava a valle una maggior quantità di terriccio che andava a saturare il letto dei fiumi. In questo modo diminuiva progressivamente la quantità di acqua che essi potevano contenere. Dimezzando la copertura arborea delle montagne e dimezzando la portata dei fiumi si era ottenuto che bastassero pioggie poco potenti per provocare lo straripamento dei fiumi.
E questo non lo dicevano solo a scuola.
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