umbria

One Goose Revolution


Un nome nuovo per una pratica antica: mettere insieme piante e animali. Sotto le vigne oche, anatre e polli.
Il progetto è stato sperimentato in Umbria dall’Università di Perugia e si è visto che le oche e le anatre preferiscono le vigne mentre i polli e i tacchini razzolano sotto gli olivi che crescono in terreni più aridi.
"La quantità di oche che può essere allevata in un ettaro senza che ci siano troppi danni è di circa 100 individui – spiega Roberto Di Filippo della cantina omonima – Per otto mesi all’anno gli animali passano in media otto ore in vigna per poi ritornare, quasi sempre da soli, nei recinti".
Gli animali mangiano gli insetti, dannosi per le piante, inoltre concimano il terreno e le loro carni sono più gustose rispetto a quelle da allevamento.
Razzolate e moltiplicatevi,
(Fonte: Repubblica)

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Il fico permaloso e altre specie

Isabella Dalla Regione è la vincitrice del Premio Nonino sezione “Risit d’aur” dedicato alla civiltà contadina. Lei è un’archeologa arborea, cerca le specie dimenticate e le fa rivivere in un archeo-frutteto a Città di Castello, in Umbria.
“Prendiamo le pere” racconta Isabella, “per l'80%, sono Williams, Conference, Abate: trasportabilissime, resistenti, conservabili. Le altre infinite varietà sono finite del dimenticatoio. Eppure… con il legno del pero si facevano le madie, il mobile più importante della casa: liscio, senza tannini, non poroso, perfetto per conservare i cibi e impastarci il pane… In generale, sono scomparse le varietà che non si mangiano crude, visto che cuocerle richiede tempo. Eppure la cottura della frutta è stata a lungo una modalità funzionale, a volte indispensabile al consumo. La frutta cotta era venduta in strada dai più poveri, che non avevano altro da offrire. Dare del peracottaio non era un complimento".
(Fonte: Repubblica)

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