Vacanze estive alla Libera Università di Alcatraz

Colpaccio leghista a Repubblica

Oggi, 11 luglio, La Repubblica contiene un capolavoro di disinformazione forcaiola.
Titolo: “E la gip che assolse gli estremisti difende l’immigrato senza biglietto” occhiello “Milano, la Farleo ha visto gli agenti circondare uno straniero ed è intervenuta. Protesta la Lega”.
Cosa vuol dire questo? Che c’è una giudice che difende un extracomunitario che pretende di non pagare il biglietto del metrò come qualunque altro cittadino onesto. E questa giudice Forleo è già famosa per aver assolto dei terroristi.
Peccato che leggendo l’articolo si scopra che le cose stanno in ben altra maniera.
Un extracomunitario che non aveva pagato il biglietto fugge dal metrò e in strada non viene “circondato” dagli agenti ma sbattuto al suolo e gli “veniva riservato un trattamento intollerabile”.
Quindi la giudice Forleo, passando di lì e vedendo questo comportamento illegale ha protestato. Lei NON discuteva sulla colpa dell’uomo, che per altro non conosceva (il tutto non si è svolto nel metrò ma in una strada del centro) ma sulla modalità violenta dell’arresto. A questo punto gli autori dell’articolo, Luca Fazzo e Oriana Liso, (che in un quotidiano NON scrivono i titoli), dovrebbero protestare con la direzione di Repubblica e chiedere la testa del titolista.
La questione è molto grave: infatti i titoli sono letti dal 90% dei lettori, gli articoli dal 10% (do’ dei numeri solo per rendere l’idea). Quindi sono i titoli a fare un giornale non gli articoli. Posso ottenere un quotidiano di destra con contenuti di centro sinistra. C’è una quinta colonna della Lega che controlla La Repubblica?
Protestate con la redazione, chiedete l’intervento del sindacato giornalisti, della commissione di vigilanza, dell’aviazione. Fate qualche cosa!


Antiterroristi dei miei coglioni.

Scusate il titolo ma schiumo di rabbia quando sento i servizi e leggo gli articoli sul terrorismo.
Davanti ai morti la decenza suggerirebbe di non mentire così spudoratamente.
Ma questi sono sprovvisti di anima, figuriamoci il resto.
Il terrorismo esiste, è un fatto, le bombe di Londra NON sono propaganda ecologista. Sono vere. Ma nessuno sembra prendere in considerazione la necessità di difendersi.
A meno che non consideriate “misure di sicurezza” quel che si stà facendo!!!
Se volete sapere come funziona un sistema di sicurezza minimo, fatevi un giro in Israele. In aereoporto si arriva 3 ore prima, tutto viene controllato minuziosamente, i passeggeri perquisiti (tocca spogliarsi) e interrogati da personale specializzato a cogliere i segnali corporei dello stress.
Così si può pensare di ridurre i rischi in modo efficente. Tant’è che da anni nessuno riesce a dirottare un aereo in Israele.
Non siamo stati i soli a dimostrare che i controlli italiani sono ridicoli, io andai in aereo in Finlandia con un’aggeggio che assomigliava a bomba ananas nel bagaglio a mano (ne parlammo su Cacao).
Ma anche in Israele che i controlli israeliani veri si fanno solo negli aereoporti, tant’è che anche lì i camikaze fanno saltare auto e discoteche.
Allora se volete la sicurezza tocca estendere il sistema israeliano a tutti i luoghi pubblici. Impossibile? No, ma richiederebbe una modificazione totale degli stili di vita.
E la regina d’Inghilterra, insieme a migliaia di altri tromboni, ci hanno ripetuto a morte che “il terrorismo non cambierà il nostro stile di vita”. In italiano questo si può tradurre con “il terrorismo miete annualmente meno vittime dell’inquinamento, della criminalità o degli incidenti d’auto: quindi non ce ne frega niente.
La storia dei livelli di allarme (rosso, giallo, blù e color vomito), la storia dei cani poliziotto (qualche centinaio al massimo, ne servirebbero 500 mila), dei controlli eccetera è solo una presa per il culo, un tranquillante. Danno per scontato che qualche centinaio di pendolari verrà massacrato e pensano di essere al sicuro nelle loro auto blindate, nelle loro ville corrazzate e nei loro locali esclusivi dove un arabo può entrare solo se è una fotomodella da 10 mila dollari a sfilata.
Cinismo.
Riprova di questo discorso: all’indomani dell’11 settembre molti dirigenti dell’antiterrorismo e dei servizi segreti di tutto il mondo dissero che il primo passo per colpire il terrorismo era l’abolizione del segreto bancario e dei paradisi fiscali. Cioè dei due mezzi che avevano permesso alla finanza criminale di guadagnare miliardi di dollari speculando sugli attentati ancor prima che venissero realizzati. Vi ricordate il misterioso crollo delle assicurazioni e delle linee aeree colpite dal massacro due giorni prima dell’11 settembre?
Attenzione: a chiedere l’abolizione del segreto bancario e dei paradisi fiscali non erano poveri estremisti drogati come me ma eminenti uomini della destra repubblicana Usa.
L’hai vista tu l’abolizione dei paradisi fiscali?
Allora NON parlatemi di misure di sicurezza. NON state realizzando neppure gli interventi possibili in modo immediato.
Preferite che migliaia di persone crepino piuttosto che rinunciare alla comodità delle Isole Cayman. Vergognatevi!
E si vergognino i giornalisti che riportano il varo delle patetiche finzioni sul controllo del territorio come se avessero un benchè minimo senso.
Stiamo offrendo al terrorismo il ventre scoperto dell’occidente mentre gli speculatori e i furbi ci tengono bloccate le mani.


Il nemico da battere è il pensiero lineare

Va beh, come titolo non è un gran che.
Faccio un esempio: chi impedisce alle nuove tecnologie ecologiche di imporsi sul mercato.
La prima risposta è: le multinazionali del dolore e le loro lobby petrolifere.
Indiscutibile ma solo parzialmente vero.
L’ultimo numero di Quattroruote pubblica una foto di auto ecologiche nuove impilate una sull’altra e destinate alla demolizione. Si tratta della EV1 della General Motors, ricaricabile in 4 ore, da zero a 100 kmh in 8 secondi, 136 cavalli. Quattroruote la definisce la miglior auto elettrica mai prodotta in serie.
Ne sono stati prodotti 1100 esemplari in gran parte restati invenduti. Questo tentativo è costato alla General Motors 400 milioni di dollari di perdite secche.
Storia analoga per la Audi A2, super ecologica, extralusso, in alluminio, 100 km con 3 litri di gasolio, costo 22 mila euro, viene ora ritirata dal mercato.
La questione è che anche quando le multinazionali decisono di produrre l’auto dei nostri sogni poi pochissimi la comprano.
Ed ecco che torniamo al discorso dell’articolo precedente: la situazione attuale del mondo è sostenuta da grandi interessi ma a loro volta questi grandi interessi hanno radici nella cultura della gente.
Non sono vincenti perché sono potenti, sono vincenti perché sono “l’espressione” delle scelte di milioni di singoli e di cio che vogliono consumare.
Bush ha vinto le elezioni nonostante tutto.
La maggioranza degli statunitensi che votano vogliono Bush.
Ma anche chi ha votato democratico, anche chi non ha votato e anche la maggioranza dei pacifisti scelgono quotidianamente di comprare i prodotti che sostengono l’inquinamento e la guerra.
La maggioranza dei pacifisti vuole un’auto che sgondi il muro del suono e che sia rivestita di pelle di bambino, possibilmente nero.
Allora la nostra il centro della nostra battaglia è il nostro modo di vivere.
E non ha senso neanche condurre una battaglia politica criticando la filosofia esistenziale delle masse dei consumatori.
Sarebbero parole al vento.
L’unica azione vincente è riuscire a inventare pezzetti di vita migliore e viverseli. La gente si interessa alle idee nuove solo quando vede che messe in pratica funzionano più delle vecchie.

E’ una grande questione che si può riassumere così in poche righe.
Se ti interessa approfondire il discorso riporto qui un testo pubblicato su questo blog (tanto la carta sul web è gratis).

Capitolo ottavo
L'uomo che i rapinatori adoravano
 
E' chiaro che capire come disinnescare questi meccanismi distruttivi sarebbe una notevole scoperta, capace di migliorare la vita di chiunque, visto che tutti più o meno tendiamo a mettere in scena certi drammi più e più volte nella nostra vita. E in quest'arte del ripetere le esperienze negative siamo dei veri maestri disposti, per riuscirci, a qualunque sacrificio. 
Waslawich, grande precursore di questo tipo di ricerca comportamentale, si imbatté in un uomo che aveva subito più di 70 rapine. Un numero effettivamente enorme: alla maggioranza delle persone non capita mai di subire una rapina. Alcuni molto sfortunati vengono rapinati 3, 4 o 5 volte. Subire dieci rapine è un fatto eccezionale... Ma 70 rapine è un numero esagerato.
Sembra addirittura impossibile incontrare 70 rapinatori, in una sola vita, e tutti in luoghi dove sia pensabile eseguire una rapina...
La domanda che si è posto Waslawich osservando questo super depredato è stata: come fa a farsi rapinare così tanto?
Quali gesti compie? Che modo di camminare usa per indurre in ogni rapinatore che gli passa nel raggio di 100 metri l'irresistibile impulso a rapinarlo? 
E se quest'uomo cambia il modo di vedere se stesso, smette di essere rapinato costantemente? Esiste qualche cosa di impalpabile che emana da ognuno e determina le reazioni altrui?
Kate Miner, una miliardaria americana, ha risposto in parte a questa domanda con un esperimento sociale di grandi proporzioni che ha coinvolto migliaia di donne che vivevano per strada dormendo sui marciapiedi riparate da cenci e cartoni. Questa donna aveva guadagnato miliardi gestendo una catena di boutique d'alta moda ed era convinta che un abito firmato può fare miracoli.
Comprò un mega camper con rimorchio a due piani, lo attrezzò come un beauty center e iniziò a girare gli Usa. Con l'aiuto di un gruppo di femministe e di psicologhe avvicina le barbone, le porta nel super camper, offre loro un rapido restyling: pedicure, manicure, coiffeur, massaggio, trucco. Fa loro indossare abiti lussuosi, corredati da accessori di gran classe. Le mette di fronte a uno specchio e si complimenta con loro per la metamorfosi che hanno compiuto, da cumulo di croste e stracci a donna elegante. A questo punto le ex barbone vanno a un colloquio per trovare lavoro e a un incontro per affittare un appartamento. 
E riescono a ottenere entrambe le cose: una casa e un lavoro. Miracolo? No: potere delle apparenze.
Il grande cambiamento si compie in 24 ore grazie a un vestito nuovo e a un po' di attenzioni e incoraggiamenti.
Per una persona che non si considera nulla, assaporare la soddisfazione provocata da una serie di piccole gratificazioni è un'esperienza sconvolgente in grado di ribaltare il punto di vista sulle proprie capacità e quindi moltiplicarle per 100.
In questo modo sono uscite dalla miseria più disperata 5.000 donne.
E la cosa straordinaria è che solo 3 donne su 100 scappano con addosso i vestiti e i gioielli che ricevono in prestito. 
Cambiare il loro aspetto è sufficiente per modificare l'idea che esse hanno di sé e la loro scala di valori, rendendole improvvisamente capaci di affrontare nuovamente con successo le difficoltà di una vita normale.
Ovviamente poi è necessario che queste donne vengano seguite, che venga offerta loro la possibilità di condividere le nuove esperienze con altre donne che stanno percorrendo lo stesso difficile percorso. Ma il salto quantico essenziale avviene in modo fulmineo cambiando la loro immagine interiore.
Questo approccio è stato sperimentato nei contesti più diversi e ha mostrato la capacità di creare cambiamenti enormi e istantanei anche rispetto a problemi sociali drammaticamente complessi come il livello di criminalità in una grande città.
C'è una storia che può chiarire quello che cerco di dire meglio di molti discorsi. Pare inventata ma è assolutamente vera.
(da Napoli nel sangue)
Come far crollare il numero dei crimini in 7 giorni
 
Il professor Antanas Mockus, di origine lituana, insegnante di matematica e filosofia, stava tenendo una lezione nell'aula magna dell'Università di Bogotà a un pubblico distratto di studenti, figli di una città dove agli incroci ci si sparava addosso per stabilire chi avesse la precedenza.
Il professore decise che voleva assolutamente farsi ascoltare.
Era convinto di avere cose importanti da dire.
Quindi salì in piedi sulla cattedra, si calò i calzoni e le mutande e mostrò il sedere agli studenti che ammutolirono.
Il professore concluse la sua lezione e lasciò l'aula magna. Gli studenti erano ancora paralizzati a bocca aperta. Il professore venne espulso dall'università per comportamento disdicevole.
E lui disse: Ma allora non vi interessa veramente insegnare a tutti i costi, volete farlo solo se potete contemporaneamente conservare la ritualità inutile che vi dà autorità...
Poi si arrabbiò e decise di presentarsi alle elezioni con un partito dal nome assurdo: Partito visionario.
Vinse le elezioni.
Il suo programma di governo mirò innanzitutto a dare ai cittadini la sensazione che qualche cosa stesse cambiando. Bisognava far diminuire la criminalità che aveva proporzioni spaventose: nel corso del 1997 a Bogotá si registrano 4.500 omicidi, più di 12 morti al giorno, a fronte di una popolazione di poco più di 5 milioni di persone. È fra le città più pericolose del mondo. 
Ma come fare? 
Antanas Mockus iniziò da un problema secondario, contiguo a quello della criminalità, di grande visibilità e relativamente semplice da affrontare con una terapia d'urto. La questione del traffico. E di questa questione secondaria affrontò la parte più semplice e visibile: i semafori.
Nessuno si fermava ai semafori. L'idea fu che il rispetto delle segnalazioni semaforiche sarebbe stato un micro shock positivo per la città. Si decise per un'azione molto comunicativa.
Il sindaco agì in modo inaspettato e stupefacente.
Vennero ingaggiati mille clown e una bella mattina gli automobilisti di Bogotà trovarono i semafori presidiati da gruppi di clown che piangevano a spruzzo se non ci si fermava col rosso e invece danzavano e offrivano fiori se si rispettavano le precedenze.
Contemporaneamente vennero distribuiti centinaia di migliaia di cartoncini con disegnato sopra il pugno con il pollice in alto nel gesto di OK!
Lo stesso cartoncino rovesciato, pollice verso, significa ovviamente disapprovazione.
Ai semafori si vedevano i clown utilizzare questi cartoncini per approvare o disapprovare il comportamento degli automobilisti. 
E molti iniziarono a imitarli. E ben presto si scoprì che i bogotesi temevano più le prese in giro dei clown e degli altri automobilisti delle multe dei vigili.
Il traffico iniziò a regolarizzarsi e nel giro di una settimana crollò il numero degli omicidi. 
Intanto vennero prese misure strutturali, si raddoppiò il numero dei mezzi pubblici e vennero escogitati sistemi efficienti di sostegno alle famiglie povere, dando loro la possibilità di costruirsi case decenti sui terreni pubblici e trasformando la raccolta dell'immondizia in una risorsa per i più poveri: cibo, medicine e libri in cambio di rifiuti suddivisi. Così la macchina inefficiente di raccolta dell'immondizia, grazie a sistemi di riciclo e di valorizzazione, fornì lavoro per migliaia di persone attraverso una micro-organizzazione del servizio. E la città iniziò a essere pulita. E via di questo passo, semplificando la burocrazia e razionalizzando il sistema.
Tra i provvedimenti presi per cambiare l'immagine della città nella mente dei cittadini c'è l'invenzione della Notte delle donne. È la notte del venerdì, ogni settimana: agli uomini è addirittura vietato farsi vedere per strada (salvo specifiche ovvie deroghe), la città, in quella sera, appartiene solo alle donne. Non basta: viene istituita anche la Notte dell'aranciata, una sera alla settimana in cui è vietato bere alcolici. Radicali sono poi state le riforme sul territorio: grazie al POT (Plan de Ordenamiento Territorial), un progetto di riqualificazione delle zone degradate della città, vengono costruiti nuovi parchi verdi - al punto che la superficie di verde pubblico della città si è moltiplicata di ben 4,5 volte in soli cinque anni, dal 1997 al 2002 - viene inoltre sistemata la rete idrica e sono recuperati alcuni fiumi e canali della zona, abbandonati a se stessi. Un occhio alla cultura: si costruiscono 4 grandi biblioteche e 16 più piccole, e nei quartieri periferici della città trovano spazio
52 nuove scuole. Grazie al Plan Maestro de CicloRuta nel giro di una decina d'anni viene realizzato un sistema di piste ciclabili e pedonali di 297 km che attraversa la maggior parte del tessuto urbano. È la rete ciclabile più grande dell'America Latina e nei prossimi dieci anni ne è previsto un ampliamento per ulteriori 300 km. 
Campagne pubblicitarie promuovono ovviamente l'uso della bicicletta e ogni giorno aumentano le persone che la utilizzano per gli spostamenti. Dal 2000 al 2003 si è passati dall'1 al 4% della popolazione. 
Sempre a proposito di spostamenti all'interno del tessuto cittadino va menzionato anche il Sistema Integrato di Trasporto di Massa TransMilenio. Si tratta di un sistema che integra due diverse tipologie di autobus: uno ad alta capacità, che collega le
zone centrali della città e viaggia su corsie preferenziali e uno a bassa capacità che collega i quartieri periferici. Entro il 2015 la rete TransMilenio avrà una lunghezza di 388 km e coprirà l'80% della superficie della città. A 5 anni dall'inaugurazione del servizio, e con soli 60 km in funzione, i primi risultati sono sorprendenti. Già ora il risparmio in termini di tempo impiegato dai cittadini negli spostamenti raggiunge il 25% e il processo innesca tutta una serie di reazioni a catena: aumentano gli spostamenti, l'economia della città, il benessere degli abitanti. Fino a qualche anno fa molti residenti al nord non si sognavano nemmeno di recarsi nella zona sud della loro città. Oggi si tratta di un tragitto che si può fare in breve tempo, spendendo poco e in tutta sicurezza. 
L'aver cambiato volto alla città ha infatti avuto un effetto fondamentale: la diminuzione della criminalità. Il bilancio del governo di Mockus, anche sul fronte della lotta al crimine è strabiliante: tra il '97 e il 2002 da gli omicidi passano da 4.500 a 2.000.
Molto resta ancora da fare a Bogotà, ad esempio il 50% della popolazione resta sotto il limite di povertà, ma indiscutibilmente la qualità della vita e le opportunità offerte ai cittadini hanno fatto balzi strepitosi.
Riassumendo: nelle situazioni nelle quali il risultato di un'azione è chiaro, è sensato occuparsi solo di agire: quando un uomo sta annegando, se non lo tiri fuori dall'acqua muore.
Ma quando ci troviamo di fronte a problemi che non sottintendono un modo semplice e obbligato di reagire allora è il caso di chiederci: qui è meglio affrontare il cuore del problema o agire sul contesto?
E chiaramente chi non si pone mai questa domanda incontrerà sicuramente una dose extra di grossi problemi esistenziali.
Se vuoi vivere a lungo puoi prendere molte medicine oppure smetterla di incazzarti. 
Puoi anche smettere di incazzarti e prendere molte medicine. In nessun caso ti conviene continuare a dare giù di testa odiando il mondo.
E' un atteggiamento conflittuale.
Ti buca lo stomaco con la stessa efficienza di un colpo di pistola.
L'unica differenza è che l'atteggiamento conflittuale ti fa un foro nella pancia in modo più lento e doloroso.
Per approfondire ulteriormente
Vedi
http://www.jacopofo.com/rivoluzione-pigra


Padova taglia UN MILIONE E MEZZO DI EURO DI COSTI ENERGETICI

Negli ultimi otto mesi abbiamo lavorato sottotraccia (dopo le batoste degli anni passati impariamo a seguire la linea di condotta dello stare zitti e scavare).
Per otto mesi, insieme al sindaco Zanonato, all'assessore all'ambiente Francesco Bicciato, ai tecnici del comune e agli ingegneri capitanati dal professor Fauri, abbiamo lavorato per realizzare un piano di taglio dello spreco energetico a Padova. Un piano dettagliato, lampadina per lampadina, che porter


Il comune di Padova taglia i costi energetici

Il comune di Padova taglia i costi energetici e riduce l'impatto ecologico dell'amministrazione pubblica. Nel quadro della trasformazione normativa del settore dell'energia elettrica, cogliendo le opportunità offerte dagli incentivi nel campo del risparmio energetico e coerentemente agli obiettivi del Protocollo di Kyoto per la riduzione delle emissioni inquinanti e climateranti, il Comune di Padova ha avviato l'elaborazione di nuovi strumenti di gestione dell'energia sul territorio di propria competenza. Il lavoro promosso dall'Amministrazione consiste nell'individuazione degli interventi di incremento dell'efficienza energetica del Comune e nella definizione dei potenziali risparmi ottenibili con i singoli interventi. Gli ambiti d'azione riguardano quattro macrosettori di proprietà comunale: - impianti di illuminazione pubblica; - impianti semaforici; - patrimonio edilizio; - parco automezzi. Tutte le azioni intraprese fanno capo a tre grandi "direzioni" di intervento, dalla cui opportuna combinazione deriva il conseguimento degli obiettivi prefissati: il miglioramento del contratto di fornitura dell'energia elettrica, il miglioramento della qualità degli impianti e del sistema della loro gestione. Il processo di liberalizzazione del mercato dell'energia offre, infatti, una prima importante opportunità per il raggiungimento di sensibili benefici economici e gestionali nell'approvvigionamento delle risorse energetiche. Per questo il passo iniziale, già in fase di ultimazione, è consistito in un'analisi economica avente lo scopo di verificare l'efficacia dell'attuale contratto per la fornitura dell'energia elettrica e di identificare il bacino di utenti idonei alla contrattazione per l'acquisto di energia elettrica sul mercato libero. Questa fase del lavoro prevede la scelta del nuovo fornitore, attraverso la raccolta e l'analisi delle offerte di vendita dell'energia. E' evidente, inoltre, come il miglioramento dell'efficienza di un qualsiasi impianto dipenda sia dalla sua qualità sia dalle modalità di utilizzo da parte degli utenti. Per questo la metodologia di approccio alla seconda fase del lavoro si può così sintetizzare: - analisi dello stato di fatto, allo scopo di acquisire tutti i dati inerenti gli attuali consumi e i relativi costi energetici annuali del Comune di Padova; - elaborazione di opportuni indicatori di consumo, al fine di evidenziare eventuali situazioni di inefficienza, riguardanti sia gli aspetti tecnici sia quelli gestionali degli impianti; - definizione degli interventi di massima per fornire all'Amministrazione Comunale le indicazioni operative per la riduzione dei consumi; - stima dei costi e dei risparmi economici derivanti dalla realizzazione degli interventi stessi, allo scopo di valutarne i tempi di ritorno e verificarne la redditività; - individuazione dei benefici ambientali, espressi in termini di emissioni inquinanti evitate in atmosfera. Il Comune di Padova ha compreso l'importanza fondamentale del ruolo che ciascuna Amministrazione Pubblica svolge nella promozione degli interventi di risparmio energetico: le azioni che il Comune realizza sul proprio patrimonio hanno naturalmente effetti diretti sulla riduzione dei consumi, ma agiscono anche come stimolo per il privato. A tal proposito il Comune di Padova è avviato verso l'adeguamento del proprio regolamento edilizio alle esigenze di maggior efficienza degli edifici e degli impianti, attraverso precise indicazioni progettuali per l'uso razionale dell'energia e la valorizzazione delle fonti energetiche rinnovabili. Il Comune, infine, si propone la realizzazione di progetti pilota, aventi lo scopo di individuare in uno o più edifici campione tutti i possibili interventi di risparmio energetico, sperimentare nuove soluzioni tecnologiche e monitorarne nel tempo i vantaggi derivanti. Schema riassuntivo degli interventi Il presente schema costituisce una sintesi della prima parte dello studio progettuale, che ha impegnato un gruppo di lavoro per 8 mesi e che apre la fase di attuazione degli interventi previsti. Lo studio ha coinvolto gli uffici tecnici del Comune di Padova e la società Polo Tecnologico per l'Energia srl di Trento. Una prima stima valuta in quasi 1,5 milioni di euro il risparmio che il Comune di Padova otterrà annualmente grazie alla realizzazione di una serie di interventi riguardanti gli impianti di illuminazione pubblica (risparmio di 870.000 euro), gli impianti semaforici (risparmio pari a 135.000 euro), la sostituzione di 65 caldaie a gasolio con altrettante a gas metano (risparmio di 400.000 euro), il parco automezzi (risparmio di 20.000 euro) e il rinnovo dei contratti di fornitura dell'energia elettrica sul libero mercato (con un risparmio di 40.000 euro). E già i primi interventi sono stati attuati come la revisione dei contratti di fornitura elettrica e la sostituzione dell'impianto di riscaldamento a gasolio del Palazzo Comunale Moroni con una caldaia a maggior resa e alimentata a gas metano. Si è trattato di tracciare un quadro delle tipologie di consumo e delle entità dei costi individuando, caso per caso, quale forma di risparmio attuare. Per fare un esempio attualmente i semafori della città montano lampadine a incandescenza che vengono sostituite mediamente ogni 6 mesi (4000 ore). Sostituiremo queste lampadine a incandescenza con lampade a LED che durano (80.000÷100000) ore (10 anni) e che consumano 80% in meno di corrente elettrica. In questo modo si ridurrà drasticamente il lavoro delle squadre di manutenzione ottenendo un risparmio annuo di 97.000 euro e si ridurrà dell'80% il consumo elettrico ottenendo un ulteriore risparmio di 32.000 euro e un taglio complessivo delle spese. Inoltre grazie al sistema della ratealizzazione dei costi per gli interventi e dei crediti energetici previsti dalle nuove normative europee questi interventi non peseranno sul bilancio corrente dell'amministrazione che otterrà subito un risparmio che aumenterà negli anni successivi via via che l'investimento sarà stato ammortizzato. Parallelamente all'attuazione di queste prime azioni, verrà sviluppata la progettazione di un intervento che interesserà il miglioramento della coibentazione degli edifici. La realizzazione di questo intervento garantirà un'ulteriore riduzione dei costi energetici legati al riscaldamento invernale del 25% (risparmio annuo di 815.000 euro) e un abbattimento delle emissioni di CO2 di 10.400 ton l'anno. Basti pensare che il consumo termico annuo di una casa in Germania è di 70 kWh/m2, mentre attualmente in Italia tale consumo va dai 150 ai 210 kWh/m2. Il Comune di Padova è inoltre avviato verso la razionalizzazione del sistema di utilizzo dell'acqua, al fine di conseguire sensibili risparmi nei consumi idrici, attraverso l'uso dei riduttori di flusso dell'acqua dei rubinetti e delle docce e dei limitatori degli scarichi dei WC; ulteriori interventi saranno rivolti alla salvaguardia della risorsa idrica dall'inquinamento. Un altro settore di intervento riguarderà lo sviluppo dell'uso di fonti di energia rinnovabili. In Austria sono attualmente funzionanti più di 200 metri quadrati di pannelli solari per la produzione di acqua calda per ogni mille abitanti; in Italia ne sono installati solo 6 (sei!) ogni mille abitanti. Chiaramente anche in questo campo si può fare molto e ottenere risparmi consistenti. Inoltre con l'Università di Padova si sta avviando la sperimentazione del biodiesel allo scopo di valutarne l'impiego per alimentare i mezzi pubblici. Infine è intenzione dell'amministrazione usare i risultati che si stanno ottenendo fin d'ora e che si otterranno in futuro per raccontare passo passo ai cittadini quello che si sta realizzando (come si è fatto per l'intervento sul sistema di riscaldamento della sede del Comune attraverso manifesti, televisioni e giornali locali). Lo scopo è quello di informare aziende, associazioni e singoli cittadini delle potenzialità che si possono cogliere risparmiando energia. Insomma l'amministrazione comunale vorrebbe essere traino per lo sviluppo di una concezione che faccia del risparmio energetico e della difesa dell'ambiente uno strumento per migliorare la qualità della vita dei cittadini, dare impulso all'economia e valorizzare la bellezza della città. E crediamo che il miglior modo di convincere i cittadini sia dimostrare praticamente quanto è possibile risparmiare.