cacao della domenica

Oriana Fallaci ha ragione? L'islam può conquistarci?

Oriana Fallaci era una famosa giornalista toscana.
Sconvolta dall’attacco alle Twin Tower dell’11 settembre 2001 ha dedicato gli ultimi anni della sua vita scrivendo vari articoli e libri dove attaccava ferocemente l’Islam e così scatenando un acceso dibattito. Famosa fu la risposta di Tiziano Terzani al suo libro La rabbia e l’orgoglio.
Jacopo Fo all’epoca scrisse un istant book cercando di capire le motivazioni della “rabbia” di Oriana Fallaci e raccontando il suo punto di vista.
Ve lo riportiamo qui oggi e nelle prossime settimane perché è ancora di strettissima attualità.
Buona lettura

Oriana Fallaci ha ragione? L'islam può conquistarci?
di Jacopo Fo

Oriana Fallaci ha ragione?
L'islam può conquistarci?
Si può fermare il terrorismo?
Possiamo esportare la democrazia?

Gli ultimi libri della Fallaci hanno venduto molto e hanno diffuso paura. Gli intellettuali di sinistra li hanno liquidati come l'ennesima opera razzista e guerrafondaia della giornalista. Si è cercato di demolire il lavoro della Fallaci con quattro frasi fatte senza capire perché centinaia di migliaia di persone leggono i suoi libri e le diano ragione.
Ho letto il libro La rabbia e l'orgoglio e mi sono accorto che questa scrittrice ha una qualità che non trovo in moti giornalisti omologati presso gli uffici reclutamento della sinistra: è viva. È incazzata, è emozionata, è combattiva. Tutte qualità che cozzano con l'autoreplicarsi del pensiero unico. Lei non sta con Matrix, sta con i ribelli. Poi dice anche cose che non condivido assolutamente ma le afferma in un'ondata di vita, urlando contro tutti (destra, sinistra, intellettuali e popolo).

Detto questo vorrei iniziare ad analizzare le tesi della signora Fallaci.
Innanzi tutto devo dire che condivido con lei molte cose, e capisco perché persone oneste e intelligenti concordino con quello che lei dice. Questo non vuol dire che condivida tutto. Ma quando leggo un libro non voglio che abbia le mie idee, voglio che contenga delle idee.
Tanto per iniziare la Fallaci dice una cosa di importanza assoluta per i destini dell'umanità: dice che viviamo un momento di crisi spaventosa dell'Occidente che tutti fanno finta di non vedere. Quello che sostiene la giornalista è che a furia di patteggiamenti e inciuci, la classe politica e l'autorità religiosa hanno annacquato la nostra morale, hanno lasciato che la nostra società fosse corrotta a livelli che quasi eguagliano quelli dei tempi del crollo dell'Impero Romano, almeno per quanto concerne l'alienazione dal senso della vita.
Un altro punto delle tesi della Fallaci che condivido riguarda l'origine della corruzione politica e morale. Questo obbrobrio nasce da una cultura della violenza e della prevaricazione. Da sempre destra e sinistra si sono alleate quando c'era da mazziare i ribelli, i non conformisti, quelli che volevano cercare altre vie. Nel nostro sistema puoi essere di sinistra, di destra, apolitico ma non puoi cercare altre strade, uscire dalla dicotomia destra-sinistra.
E, attenzione, destra e sinistra, da sempre hanno usato mezzi simili: massacrava Stalin, massacrava Hitler.
Ognuno ha sempre visto i peccati degli avversari e ha sempre nascosto le porcherie che facevano i suoi alleati. La destra difendeva i torturatori greci e spagnoli o argentini, la sinistra difendeva i torturatori russi, cinesi o cubani.
Disonestà culturale. Questo è il primo nemico della Fallaci. E le va dato atto che ha avuto il coraggio di dirlo, di chiamarsi fuori dal grande sistema delle due parrocchie.
Oriana Fallaci racconta di essere stata "linciata moralmente" da entrambi gli schieramenti. Non ho difficoltà a crederle. Che cosa orribile. Si insulta una donna per le sue idee. E sappiamo benissimo di che razza di volgarità sono capaci tanti "compagni".
Mi ricordo quando sul giornale Cuore, settimanale di resistenza umana, al primo posto tra i sogni del popolo della sinistra, si classificò "violentare Irene Pivetti" e la cosa sembrava spiritosa. Un po' di persone, tra cui il sottoscritto, si incazzarono e fecero notare che l'ideologia della punizione sessuale di una donna per le sue idee non era una cosa molto civile e progressista. Tolsero la Pivetti dalla classifica. Ma non tolsero certo il fascismo dalle loro teste. È gente che ama il linguaggio violento, l'insulto...
Persone che non amano capire e discutere.
La Fallaci è stata attaccata in modo ingiurioso e becero, in modo incivile. Quindi, la prima cosa che mi sento di fare è di prendere le sue difese.
Secondariamente noto che il primo motivo per cui è stata massacrata è che se la prende con il potere, con la logica ottusa dei potenti. Ora è chiaro che questa gente "di potere" sta portando il mondo alla rovina e che se le persone di buona volontà non fanno nulla per fermarli ci troveremo veramente molto male in un futuro estremamente prossimo.
Il secondo bersaglio della Fallaci, dopo l'ottusità dei potenti, è l'islamizzazione del mondo. E anche su questo punto sono d'accordo: non voglio l'islamizzazione del mondo.
Vivere in uno stato teocratico non è tra i miei obiettivi esistenziali. Non mi interessa se la teocrazia poi sia cattolica, buddista o islamica.
Ha ragione la Fallaci quando resta inorridita da un certo atteggiamento di sostegno a gruppi musulmani da parte della sinistra. Non capisco proprio come si sia potuto difendere Arafat, notoriamente violento, a capo di un regime corrotto e autoritario che non rispetta i diritti umani di nessuno e che fa di tutto per mantenere in vita tradizioni millenarie di segregazione delle donne, eccetera. Con questo non voglio dar ragione a Israele che sta conducendo una politica muscolare e violenta contro il popolo palestinese, incapace di riconoscere i torti che questi hanno subito e di riconoscerne i diritti.
Ma dovrebbe essere chiaro a tutti che se un popolo vuole liberarsi dal giogo di un dominatore deve per prima cosa liberare le proprie donne. Proprio la resistenza di molti atteggiamenti maschilisti è un'enorme palla al piede del popolo palestinese. Il non voler liberare le energie culturali e lavorative delle donne contribuisce all'incapacità di creare uno sviluppo economico e culturale abbastanza forte da divenire uno strumento di liberazione nazionale. Io credo, come la Fallaci, che sia stato orribile tollerare tanto a lungo (in Italia!) che alcune etnie musulmane potessero amputare la clitoride alle figlie femmine senza incappare in nessuna punizione e, per giunta, potendo disporre di medici della Asl che, gratuitamente, compivano questo abominio. E dobbiamo ringraziare Berlusconi se ha trasformato l’amputazione della clitoride in un reato e ha così vietato che le Asl infliggano a nostre spese questa mostruosità. La sinistra ha per anni promesso che sarebbe intervenuta contro questo orrore ma non lo ha mai fato. Berlusconi lo ha fatto. Il che non vuol dire che io sia un seguace di Berlusconi. Sono stato uno dei pochi scrittori italiani che ha scelto di abbandonare la Mondadori per non aver a che fare con i berluscones. Ed è stata una scelta pagata a caro prezzo. Quando fai un dispetto a uno come Berlusconi scopri quanto può essere potente l’ostracismo da tv, giornali, librerie e teatri, inflitto a chi rifiuta l’inciucio. Ho visto crollare in poche settimane gli inviti televisivi, gli ingaggi per gli spettacoli, le segnalazioni dei giornali, le vendite in libreria. Quindi ho cocenti motivi anche pecuniari per trovare Silvio profondamente antipatico. Ma questo non può convincermi a non dire che ha compiuto un gesto di civiltà mettendo fuori legge la clitoridectomia L’inciviltà e la tracotanza degli avversari politici non possono essere giustificazione per l’abbandono dell’etica civile. Ed è etico congratularsi con gli avversari quando compiono azioni giuste. Sennò decidiamo che la politica è una sottospecie della tifoseria da stadio e che l’arbitro è sempre cornuto se fischia un rigore alla tua squadra.
E trovo assurdo che l'Italia non sia riuscita per anni ad arrestare o espellere definitivamente migliaia di extracomunitari che si erano macchiati di crimini nel nostro Paese. Trovo assurda la pretesa di alcune associazioni islamiche di dover rispettare in Europa non le leggi europee ma i costumi islamici.
Come laico, come libertario, come pacifista aborro alcuni precetti islamici che riguardano la possibilità di picchiare la moglie, di ripudiarla, di tenerla soggiogata. Aborro la guerra santa e la conversione degli infedeli. Aborro i regimi dittatoriali che dominano quasi tutti i popoli dell'Islam. Aborro la brutalità delle pene fisiche inflitte per legge, e l'uso generalizzato della tortura, la tolleranza verso lo stupro e ogni forma di violenza sulle donne...
Fino a qui tutto quello che dice la Fallaci è Vangelo per me. E il fatto che così poche persone abbiano avuto il coraggio e la forza di far sentire queste opinioni credo che spieghi (in parte) la sua rabbia e il suo successo.

Il pericolo islamico è la più grande minaccia?
Chiariti i punti sui quali sono d'accordo con Oriana Fallaci vorrei cercare di capire qual è il centro del suo modo di vedere il mondo e quindi del suo messaggio.
Non è complicato perché lo dice chiaramente: l'Occidente è minacciato da una subdola invasione islamica basata sul numero incredibile di figli che questi esagerati sfornano. L'arma islamica per eccellenza è quella demografica. Attraverso questa vogliono arrivare a creare l'Eurislam, colonizzarci, imporci la loro legge e il velo obbligatorio, anche alle svedesi. Perché, dice Oriana, l'Islam tende a imporre le sue leggi, nel momento in cui diventa egemone non tollera ragazze con l'ombelico scoperto, non tollera critica, non tollera diversità. Non è democratico. Noi tolleriamo che loro girino con il fazzoletto in testa... Prova ad andare a Teheran in minigonna... L'Islam non tollera comportamenti diversi nei non islamici, li considerano comunque crimini anche se non lo sono per chi li compie.
E in effetti non è equo che un islamico voglia venire qui e vestirsi col velo e quando io vado a casa sua non posso mettermi la minigonna perché sennò si offende... Non è un atteggiamento di parità reciproca...
La Fallaci cita addirittura dichiarazioni di intellettuali islamici che teorizzano questa colonizzazione... Oriana sostiene che il pericolo islamico e la disgregazione etica dell'Occidente possano portarci alla completa rovina economica e all'annientamento dei grandi valori di libertà e democrazia faticosamente conseguiti dopo secoli di sofferenze e traversie.
Lei vede l'Occidente come una sorta di Impero Romano all'inizio del suo crollo. Si è esaurita la spinta propulsiva, culturale e spirituale, che ci ha fatti primeggiare nel mondo e ora stiamo cedendo il passo alle orde barbariche. E conclude il suo discorso scrivendo che solo uno scatto di dignità e volontà può salvare la nostra società.
Sono d'accordo che l'Occidente sia in gravissimo pericolo e che questo sia dovuto al crollo etico...
Non sono invece d'accordo quando dice che il primo pericolo per l'Occidente è l'Islam. Sinceramente credo che anche se esistesse una possibilità di colonizzazione culturale ed economica, quella islamica avrebbe bisogno di una ventina d'anni per acquisire una forza tale da incidere profondamente sulla nostra cultura e sulle nostre istituzioni democratiche.
Trovo miope mettere la minaccia islamica al primo posto: corriamo rischi ben più gravi e immediati.
Se entro venti anni l'Occidente non troverà una dimensione culturale diversa saremo colpiti in modo drammatico da criminalità, inquinamento, malattie mentali, droghe legali e illegali, disastri climatici, guerre e terrorismo. Un tale disastro che l'Occidente opulento sarà solo un ricordo. Se non sapremo cambiare la musica tra 20 anni non ci sarà nessuna Europa da conquistare... 
Nè peraltro esisterà un Islam che possa conquistare qualche cosa...
Negli ultimi 15 anni abbiamo assistito a una serie di disastri finanziari in un crescendo esponenziale.
Molte persone non si rendono conto del fatto che grazie alla crisi tutti siamo stati derubati dalla più grande rapina della storia: le banche di tutto il mondo si sono coalizzate con una casta di politici infami, i grandi media, e schiere di influenti economisti e analisti sono riuscite a realizzare qualche cosa che è talmente grande che stentiamo a farcene un’idea.
Reagan fu eletto negli anni ’80 con i soldi dei banchieri e iniziò un’opera di smantellamento dei sistemi di controllo sui prestiti bancari. Erano leggi varate dopo la crisi del 1929 per evitare nuovi disastri. I Bush e Clinton hanno continuato la sua opera. L’esempio Usa è stato seguito dalla maggioranza degli stati industrializzati. In Italia, grazie a Silvio, siamo arrivati a depenalizzare il reato di falso in bilancio. Immagina come ci hanno sguazzato le banche! Aggiungi che da noi la manipolazione del mercato finanziario (insider trading) è un reato tipo divieto di sosta e fatti un quadro di quel che è successo…
Il risultato di questa deregolamentazione selvaggia e bastarda è stato il fatto che le banche hanno prestato sempre più denaro agli amici degli amici e hanno alimentato bolle speculative prestando denaro anche a persone che non avevano possibilità di restituirlo. E anche su questi prestiti facili hanno lucrato girando il rischio su risparmiatori ignari.
Sarebbe interessante riuscire a fare la somma di tutto il denaro che è stato rubato scientemente. Dovremmo sommare una serie infinita di fallimenti astuti, dalla Enron alla Parmalat, e aggiungere i miliardi che la maggioranza degli Stati ha dovuto sborsare per evitare che il crollo di tutte le banche facesse saltare il sistema economico mondiale riportandoci al medioevo.
Parliamo di parecchie MIGLIAIA DI MILIARDI!!!
Questa grande rapina ha impoverito violentemente il mondo.
In Italia i lavoratori hanno visto allontanarsi paurosamente l’età per andare in pensione, migliaia di aziende sane sono fallite perché le banche non hanno rinnovato i prestiti perché i soldi se li erano ciucciati tutti. Aziende solvibili si sono trovate a fallire perché le banche da un giorno all’altro hanno chiesto la restituzione di fidi o perché si sono rifiutate di finanziare operazioni di cassa elementari e con rischi minimi. Quante persone hanno perso il lavoro grazie a questa macelleria finanziaria?
E che dire del fatto che in Italia e in Grecia, è addirittura diminuita l’aspettativa di vita?
Ma anche l’aumento della povertà, la rinuncia a cure mediche, l’abbandono scolastico sono eventi connessi al fatto che se la lobby dei prestiti facili inizia a rubare sistematicamente i soldi, poi l’economia delle famiglie soffre.
Questa semplice osservazione dovrebbe provocare un piccolo dubbio tra i sostenitori della signora Fallaci.
La crisi finanziaria scoppiata nel 2007 non ha nessun rapporto con l’Islam. Non c’entra nulla di nulla con la shaaria, con il velo e con i musulmani che fanno troppi figli. E per inciso proprio a causa della crisi economica abbiamo visto diminuire sensibilmente il numero di figli in Europa… Quindi, per favore, non diciamo che è l’Islam il nostro primo nemico.
È assolutamente urgente e inderogabile una riforma dell’economia mondiale che renda impossibile alle lobby criminali di fregare i soldi della gente e degli Stati.
Allo stato attuale poco è stato fatto. Ma una cosa importante la si è realizzata e mi dà speranza: si è dato un colpo mortale al segreto bancario internazionale. Ancora oggi questa battaglia contro i paradisi fiscali non si è conclusa. Ne sopravvivono ancora 34, erano 102. Oggi per i ladri finanziari, per la criminalità e per il terrorismo è più difficile, molto più difficile, nascondere i soldi.
Potrebbe essere sufficiente questo per declassare al secondo posto il pericolo islamico. Ma anche il secondo posto è occupato da fenomeno ben più grave che miete decine di migliaia di morti ogni anno.
Ormai da tempo perfino gli studi del Pentagono hanno certificato che se entro dieci anni non cambia radicalmente il nostro modello economico avverrà il disastro. L'inquinamento oltrepasserà la soglia del non ritorno e la catastrofe ecologica non sarà più un'eventualità, sarà un fatto certificato da milioni di morti. Solo in Italia l’inquinamento urbano fa almeno 60mila morti all’anno. E cito le statistiche più prudenti. I morti da inquinamento urbano sono in tutto il mondo più di 3 milioni. E questi dati non provengono dagli studi di quegli estremisti verdi del Wwf ma dall’organizzazione Mondiale della Sanità.
Basterebbe questa osservazione, che nessuno confuta più ormai, a farci capire che l'Islam, anche se fosse un vero pericolo non sarebbe neppure al secondo posto. Abbiamo un problema da affrontare immediatamente. Stiamo precipitando dentro un aereo in fiamme. La questione se poi domani il vicino di casa cercherà di rubarci le finestre è, momentaneamente, secondaria. Prima devo trovare il modo di non morire subito: l'aereo in fiamme non aspetta. Continua a precipitare con la caparbietà di un ferro da stiro.
Una persona attenta alle cose del mondo potrebbe poi rendersi conto che non solo il sistema ecologico è al collasso, ma pure il sistema dei valori (e la Fallaci lo scrive).
Quando la quantità di psicofarmaci consumati dalla popolazione occidentale aumenta del 500% in pochi anni, forse bisogna chiedersi se non ci sia qualche grave problema. In Occidente la metà della popolazione soffre di disturbi psichici, stati ansiosi e depressivi, schizofrenia, crisi di panico... L’Occidente patisce una spaventosa, mortale crisi di amore per la vita, le scuole non riescono a insegnare la passione, le strutture sanitarie e sociali non riescono a curare i malati di mente e i depressi.
Questa situazione è causa di fallimenti matrimoniali ed economici, suicidi, malattie, incapacità di lavorare e una quantità spaventosa di dolore che alimenta il pessimismo.
Abbiamo di fronte la necessità impellente di una grande rivoluzione culturale.
Ma sono in pochi a vedere l’urgenza di questa questione. Pochi si rendono conto che è assurdo che gli insegnanti siano così mal pagati! Educare i nostri figli è un compito centrale, prioritario per il benessere delle famiglie e la floridità della nazione. Come possiamo ottenere la migliore educazione possibile per i nostri figli e contemporaneamente pagare gli insegnanti una miseria? Ma i sindacati degli insegnanti dovrebbero chiedere oltre a stipendi più dignitosi anche il cambiamento dei regolamenti che disciplinano il rapporto tra insegnanti e Stato.
Come è possibile che mi sia trovato di fronte uno che era un pedofilo conclamato, con 5 denunce a carico, un’altra era una cocainomane che iniziava i discorsi da metà perché l’altra metà se l’era già detta in testa mentre arrivava a scuola.. Giuro! Ai colloqui non si capiva proprio cosa volesse dire. Un altro era un alcolizzato. E poi abbiamo avuto un genio di insegnante di inglese che oltre a non sapere l’inglese dava insufficiente a mia figlia perché pronunciava correttamente le parole. Parliamo di una piccola percentuale di insegnanti. Le mie figlie nel loro percorso scolastico hanno avuto almeno 30 insegnanti, per la maggioranza persone splendide, preparate e professionali, dotate di grande umanità. Alcuni professori erano addirittura eccezionali e sono riusciti veramente a trasmettere passione e cultura.
Che su 30 insegnanti ci siano 4 teste di cavolo non vuol dire che il corpo insegnante non meriti. Vuol dire che loro per primi devono battersi per buttar fuori questi cialtroni e questi malati psichici che non dovrebbero avere nessun contatto con i nostri figli. Invece la classe insegnante non mette questo tra i propri obiettivi principali.
Io e altri genitori abbiamo cercato di ottenere l’allontanamento di questi poveretti dall’insegnamento ma non c’è stato niente da fare. Di fronte alla critica che l’insegnante di inglese non sapeva l’inglese, la preside mi ha risposto che non ci poteva fare niente. Ma come? Ma questo ha preso un’abilitazione truccando le carte! Deve rifare l’esame, cazzo!
Probabilmente le mie figlie non sono state fortunatissime e e altri studenti incontrano meno insegnanti bacati. Ma comunque è una possibilità che non dovrebbe esistere e quando si verifica dovrebbero esserci strumenti certi e rapidi per far fuori chi non è all’altezza di insegnare.
Questo è solo un esempio di quel che dovremmo fare e non viene fatto per fare crescere la nostra cultura e per diffondere la passione per il lavoro, l’arte, la solidarietà.
Un lavoro immenso, urgentissimo, vitale. Persino insigni economisti sono arrivati a capire che la cultura, intesa come acquisizione di senso della vita, è fondamentale anche dal punto di vista economico ed è centrale anche nella lotta contro il crimine e la corruzione.

Superman si è schiantato

Carissimi,
questa settimana continuano le lezioni di Jacopo Fo con un brano del suo ultimo libro: Superman si è schiantato che potete ricevere per Natale senza spese di spedizione

Se gli americani avessero conosciuto la storia non avrebbero mai invaso il Vietnam
Un giorno di molti secoli fa i vietnamiti decisero che i conquistatori cinesi erano diventati intollerabili e si misero in testa di distruggere la flotta imperiale forte di centinaia di navi. Un progetto folle, le navi cinesi erano enormi, munite di ogni sorta di armamento, dai razzi ai lanciafiamme, a gas tossici, catapulte e balestre a ripetizione.
Così i vietnamiti costruirono una trappola alla foce del fiume Bach Dang nel Nord del Paese. Misurarono con precisione la profondità dell’acqua con l’alta e la bassa marea e nel marzo del 938 iniziarono a piantare migliaia di pali di bambù , muniti di punte di ferro, sul fondo del mare. Un lavoro colossale.
Poi, con le loro misere giunche, provocarono la flotta cinese facendosi inseguire fino alla foce del fiume. Calcolarono i tempi con estrema esattezza.
Le navi cinesi dovevano arrivare nel tratto di mare dove i pali piantati le attendevano all’inizio della bassa marea. I vietnamiti riuscirono a muoversi in perfetto orario e quando il livello del mare si abbassò le navi cinesi rimasero bloccate. A quel punto i vietnamiti sfruttarono la corrente per mandare contro i cinesi zattere coperte di fascine di rami incendiate.
Quindi attaccarono con le loro piccole imbarcazioni con poco pescaggio, distruggendo la flotta degli invasori.
Incredibilmente i vietnamiti usarono lo stesso stratagemma nel 1288, contro la flotta cinese cappeggiata dai generali mongoli. Evidentemente i mongoli non avevano studiato la storia dell’Impero Cinese. I vietnamiti scommisero sulla loro ignoranza e prepararono per la seconda volta la trappola con i pali piantati sul fondo del mare. E per la seconda volta distrussero la flotta degli invasori.
Anche gli americani avrebbero dovuto studiare la storia del Vietnam.

In certi momenti ti viene da credere che la magia esiste
Me lo sono sempre chiesto: come mai nessuno ha sparato al primo matto che si è arrampicato sul Muro di Berlino?
Un alto papavero del regime della Germania Est aveva risposto in modo confuso alla domanda di un giornalista televisivo e dalle sue parole era sembrato che i cittadini potessero andare a Berlino Ovest. Così migliaia di persone si erano recate ai varchi di frontiera del Muro per vedere se era vero che si poteva passare liberamente. La frontiera era chiusa.
Però in città continuava a girare la voce che in realtà era aperta ed arrivava altra gente.
A un certo punto lungo il Muro si era radunata una folla imponente: erano decine di migliaia.
Un ragazzo si arrampica sul Muro. La polizia di frontiera non reagisce. Com’è che non gli hanno sparato?
I soldati erano lì armati, con i mitragliatori spianati. Per quarant’anni tutti quelli che si erano anche solo avvicinati al Muro li avevano crivellati di proiettili senza problemi. Ma quella sera c’era tanta folla, e voci sulle dichiarazioni del ministro...
E quel pazzo si è arrampicato e si è messo a gridare. E il soldato più vicino non gli ha sparato, e l’altro soldato ha detto tra sé : «Se non gli spara lui non gli sparo nemmeno io.» E l’ufficiale che doveva tirare in testa al soldato insubordinato ha pensato: «Io non gli sparo.»
E allora tutti i duemila soldati appostati sulle torrette hanno pensato «Io non sparo». E il colonnello è uscito dalla guardiola, ha visto dieci ragazzi sul Muro e ha pensato: «Faccio finta di niente ». E quando sono arrivati con i picconi e hanno iniziato a tirare giù il Muro del dolore quelli dell’aviazione hanno detto: «Dobbiamo andare a bombardare la folla e le caserme dei soldati che non hanno sparato sulla folla». Ma nessun aereo si è alzato in volo.
E della gente a Praga, a Bucarest, a Leningrado ha detto: «E` crollato il Muro di Berlino: l’hanno abbattuto a mani nude e nessuno ha avuto il coraggio di sparargli addosso! Andiamo a tirar giù le statue di Stalin e di Lenin e facciamola finita con questa dittatura di merda!».
E il giorno dopo l’impero sovietico non c’era più : milioni di soldati armati di bombe atomiche sono stati sconfitti da un ragazzo che è salito su un muro. E magari quello lì era pure un pirla ciclopico che non aveva neanche capito cosa stava facendo per via che era ubriaco fradicio di birra di pessima qualità. Ma non importa.
La magia non va tanto per il sottile. La situazione era matura e allora è stato sufficiente un gesto perfetto per rovesciare il mondo e buttare via mille miliardi di tonnellate di immondizia morale in un solo secondo.
Dio è così. Esagerato. E a volte i miracoli succedono veramente.

Gli egoisti muoiono come mosche
Se la cultura dominante che deifica la ricchezza e il potere avesse senso, i più ricchi e potenti dovrebbero vivere più a lungo. Ma non è così.
Certo è assodato che i ricchi vivono più dei poveri. Se abiti in uno sperduto villaggio africano
dello Swaziland puoi aspettarti di vivere mediamente 32 anni, se stai in Italia 81 anni. Una spaventosa differenza! Ma al di sopra della soglia del benessere la differenza tra una persona economicamente florida e un multimiliardario è minima. Ce lo dicono i dati dell’Oms, che attestano che scienziati e artisti hanno un’aspettativa di vita addirittura maggiore dei super ricchi. Perché non smettono di avere una vita sociale e un’attività creativa appassionante anche in tarda età e mediamente sono più socievoli dei miliardari. Questo dimostra, una volta di più , il potere delle relazioni umane e della passione.
Noi siamo esseri sociali.
Numerose ricerche hanno dimostrato che essere socievoli allunga la vita. Alcuni ricercatori
dell’Università di Sendai (Giappone) hanno analizzato l’atteggiamento verso la vita di migliaia di settantenni dividendoli in due gruppi a seconda del loro livello di ottimismo-socievolezza.
Dopo dieci anni sono tornati a vedere chi era ancora vivo. Tra i pessimisti incazzosi solitari c’era stato uno sterminio.
Ovviamente ci sono le eccezioni. Andreotti, ad esempio. Ma si può dire che Andreotti prima di morire fosse ancora vivo? Al massimo era diversamente morto.
Decine di ricerche attestano che fa bene alla salute ridere, sorridere, suonare uno strumento, amare un cucciolo.

Ha effetti eccezionali, poi, dare un bacio d’amore: il sistema immunitario si galvanizza!
Ed è miracoloso per la salute fare un regalo: il beneficio è anche per chi lo riceve, ma regalare ha una potenza terapeutica maggiore del ricevere.
Pare proprio che la fisiologia umana premi i generosi, i socievoli e gli allegri, che sono tendenzialmente più sani e più longevi.
E iniziano a circolare anche ricerche sul quadro clinico di criminali e mafiosi, che soffrirebbero di una sorta di Sindrome del Cattivo. Esistono poi molti studi che dimostrano che i primati vivono una vera e propria sofferenza per le ingiustizie.
Sarah Brosnan e Frans de Waal, dello Yerkes National Primate Research Center dell’Emory University, hanno dimostrato che le scimmie cappuccine possiedono un innato senso della giustizia. Se alle scimmie si dà un biscotto per un lavoro svolto, non ci sono problemi e le scimmie collaborano volentieri. Ma se a una scimmia viene dato un chicco d’uva e all’altra il solito biscotto, allora la scimmia che ha ottenuto il premio inferiore si arrabbia e smette di collaborare. Il che significa che non viene solo percepita la mancanza di imparzialità , ma viene messa in atto una vera e propria azione di protesta. E` stato anche osservato che una femmina bonobo rifiuta le migliori leccornie se le vengono offerte alla presenza di altri bonobo ai quali non viene dato cibo. E i Bonobo sono i nostri più vicini parenti, non gli scimpanzé, anche su questo ci hanno mentito!
James Surowiecki, nel libro La saggezza della folla, cita esperimenti, compiuti presso varie popolazioni, che mostrano la predisposizione diffusa a rifiutare un piccolo guadagno quando non si giudica equo il comportamento di chi offre questo guadagno.
Essere egoisti è contronatura, fa male alla salute, danneggia le relazioni sociali e rende la vita un’esperienza stressante e sostanzialmente sgradevole.

(...)

Le allucinazioni aiutano a vivere meglio

di Jacopo Fo

Faccio parte di una razza in via di estinzione, che diventa anche difficile da definire perché le parole sono state consumate e mal utilizzate: io sono comunista.
E alla mia veneranda età sono arrivato alla conclusione che le persone di destra sono fondamentali, non è possibile vivere in una società senza quelli di destra perché quando hai un problema in alcuni casi ti serve uno di destra.
In tutte le famiglie c’è uno di destra a cui ti rivolgi quando hai un problema e non sai come fare: l’assicurazione, ti si è rotto il trapano… quello di destra te lo aggiusta, perché è fatto in un’altra maniera.
Negli Usa hanno fatto un esperimento - da loro è facile perché sono democratici e repubblicani – e hanno scoperto che davanti a un problema pratico tipo: come fare a svitare il rubinetto di un lavandino, quello di destra usa un altro sistema, abbiamo proprio un meccanismo per cui l’associazione mentale che segue una persona progressista e vuole avere un presidente nero è diversa dal meccanismo che usa uno di destra.
Schindler era nazista, non era buono, poi possiamo discutere sul fatto che i nazisti buoni erano davvero pochi ma c’erano. E sono quelli che hanno salvato più ebrei perché erano più efficienti. Quando un nazista si metteva in testa di fare una cosa è duro come il marmo, è una sicurezza.
Dobbiamo avere gente di destra con noi sennò è un disastro! Poi continueremo a dire che non capiscono un cavolo ma questo è un altro paio di maniche, servono!
Ecco che se si comincia a ragionare in questa maniera il rapporto con le cose scivola. Alcatraz esiste grazie a un fascista. Dovete sapere che io faccio parte di una famiglia di rompiscatole che non hanno mai smesso di parlare. Se la sono presa con tutti: con la sinistra, con la destra, coi cristiani, coi buddisti, con tutti e a un certo punto si è formata una coalizione di persone che volevano chiuderci. All’interno di questo gruppo c’erano i Verdi, i comunisti, i socialisti, gli anarchici… e tutti erano d’accordo nel farci chiudere e per farlo avevano escogitato un sistemino truccato, sapete come funziona il potere locale.
A questo punto sono andato da uno che era fascista e che sapevo che era onesto e gli ho detto: “Questi sono i documenti, se mi deve chiudere qualcuno voglio almeno la soddisfazione che sia un fascista di merda come te, ma tu hai due disgrazie: una che sei un fascista e l’altra è che sei onesto ed è la combinazione peggiore che ti possa capitare. Quindi leggi ste carte e se devo chiudere me lo dici te e vaff… oppure devi intervenire nell’assemblea regionale e dire che ho ragione io”.
E questo ha letto tutto e mi ha dato ragione. Quando è andato in Regione dicendolo, gli altri se la sono fatta sotto: non si era mai visto che un fascista desse ragione alla famiglia Fo.
E non solo, mio padre ha ringraziato un fascista che lo ha nascosto quando era disertore e mia nonna quando ha dovuto nascondere il figlio da chi è andata? Da un fascista dicendo: “A casa tua certamente non lo cercano”. E lui l’ha nascosto. E il giorno dopo il 25 aprile mio nonno girava per il paese a fermare quelli che fingevano di essere comunisti o partigiani e che sparavano al vicino di casa.

Vi consiglio di vedere A Beautiful Mind, la storia di John Nash, vincitore del Premio Nobel, un matematico che scopre la teoria del caos e che scopre anche di essere fuori di zucca e per guarire inizia a prendere alcune medicine. Ma questi farmaci hanno tremendi effetti collaterali: non riesce più a fare l’amore e a concepire niente di creativo e quindi cosa fa? Mappa la sua follia.
E io chiedo a voi se nella vostra vita vi siete mai messi a mappare la vostra follia. Sapete se avete una qualche follia o il vostro cervello funziona in maniera perfetta?
La scena finale del film mostra Nash reintegrato all’università che esce dall’aula con tutti gli studenti attorno quando arriva l’incaricato dell’Accademia di Svezia. Nash sta parlando con una studentessa quando questo funzionario molto distinto gli si avvicina e gli chiede se può parlare con lui per qualche minuto
Il Professor Nash lo guarda, si gira verso la ragazza e chiede: “Lo vedi anche tu?” e lei risponde: “Certo, professore, lo vedo anche io” e solo allora Nash si rivolge all’incaricato: “Mi dica pure”.
E il giorno della premiazione a Stoccolma davanti a sé vede tutte le allucinazioni.

A un certo punto della mia vita ero in una situazione economica disastrosa e mi sono reso conto che non sono in grado di fare i conti, se ora devo fare un progetto prima faccio un businnes plan perfetto, poi siccome so che è sbagliato moltiplico le spese per quattro, divido per quattro i ricavi e moltiplico per quattro i tempi di realizzazione, dopodichè cerco qualcun altro che lo faccia.
Perché so che non sono capace.
Ho delle allucinazioni, leggo il mio progetto e dico: è geniale, ma non è vero, sono informazioni che ho truccato. E da quando faccio così le cose funzionano meglio perché mi affido a qualcuno che ha un altro tipo di allucinazione ma non ha la mia.
La vita è l’arte dell’incontro, dobbiamo mettere insieme delle equipe sapendo che ognuno è psicoleso.
Lavoro con una rete di 60 persone, tutti professionisti meravigliosi, con un unico problema: non possiamo fare un’assemblea perché si ammazzano tra di loro. Tutti i rapporti sono telefonici a due a due. Ci sono 10 persone che gestiscono i rapporti tra 20 persone che non si vogliono parlare.
Se lo sai, sai che hai il reparto psicotici, quello degli interpreti che comunque hanno un danno grave perché hanno la mission di mettere d’accordo la gente e non ci si riesce.
Il prodotto di queste due follie funziona perfettamente, basta trovare un punto di equilibrio.
Abbiamo fatto delle missioni pazzesche in Mozambico, in mezzo alla giungla; le nostre truppe hanno operato col teatro comico per salvare delle vite. Io non ci sono andato in Mozambico perchè ho paura e tutti a chiedermi come avevo fatto a gestire quel progetto senza andarci. Come? Perché ci sono altri psicotici che ci sono voluti andare e pensano che sia carino fare un’esperienza lì. E’ una forma di malattia mentale che è utilissima a chi come me non vuole uscire dalla cerchia dell’Occidente e comunque non troppo lontano da un ristorante dove si fanno degli spaghetti decenti perché ho gravi problemi alimentari e altrimenti mi deprimo.
(Continua)

Noi viviamo in mezzo alle allucinazioni – Parte seconda

In certi momenti di emozione il nostro cervello formula dei sistemi di associazione di idee terribili e capita a tutti.
Una ragazza mi ha chiesto: “Allora non c’è la certezza della vita, del proprio pensiero, di niente…” Certo, rispondo io, c’è una certezza media: mediamente sono una persona civile e rispettosa, poi ho fatto delle cazzate nella mia vita che mi dispiace moltissimo aver fatto, ma non ho il controllo al 100% di me stesso. Non sono un guru. Non sono perfetto.
Quante volte abbiamo sentito dire: mi sono fatto male come uno stupido. No, SEI uno stupido. Se eri intelligente non lo facevi; si è mai sentito di una persona che si è fatto male in maniera intelligente? Esiste un modo intelligente di farsi male? No, sei un coglione.
E guarda che questa consapevolezza provoca un grande rilassamento nella propria vita, è una formazione basic: io non sono intelligente, ho le allucinazioni.
Ti sei resa conto nella tua vita di vedere cose che non ci sono?
Sbagliamo tutti. Non dico che siccome sei un cretino non puoi neanche uscire di casa e prendere l’autobus perché sei troppo scemo. Non voglio estremizzare. Dico semplicemente che rispetto a quello che fai e rispetto a quello che dicono gli altri di quello che tu fai, se mantieni un atteggiamento possibilista vivi meglio.
Ho raramente scontri con le altre persone ma quando capita e ho una contestazione su una cosa specifica che io non ricordo di aver fatto e l’altra persona ne è convinta, invece di litigare gli dico: forse hai ragione, mi dispiace.
Non sono in grado di giurare che non ho detto quello che lui afferma di aver sentito, però che ne sai, ho il 50% di probabilità, forse ho avuto un’allucinazione io o forse ce l’ha avuta l’altro.
Questo non distrugge la possibilità che tu riesca a prendere il tram tutti i giorni e di arrivare al lavoro in orario. O che tu abbia delle idee giuste sulla guerra, la fame, l’inquinamento, l’amore, l’amicizia, il rispetto degli altri, però ti dà una valvola di sicurezza.
Sulla difficoltà di capirsi, di comunicare vi posso raccontare un episodio molto significativo. Era il primo giorno di lavoro per mio cugino. Lo metto davanti a un computer e gli dico: “scannerizza questi 500 disegni, cancella con la gomma la matita”. Torno dopo due ore e lui aveva scannerizzato il primo disegno e stava cancellando la matita col mouse sul computer con la gomma del programma, tempo di lavoro: 20 ore.
Se avesse cancellato prima, proprio sul disegno, ci avrebbe messo 3 secondi.
Gli dico: “Ma sei scemo? Prima si cancella e poi si scannerizza”. E lui risponde: “Eh no, tu hai detto: scannerizza E cancella. E’ il mio primo giorno di lavoro; se tu mi dici così, io eseguo.”
E’ stato un imprinting violento, da quel giorno ogni volta che dico a una persona di fare qualcosa mi chiedo: “Cosa gli ho detto?” e per non sbagliare glielo chiedo: “Cosa ti ho detto?”
Ho scoperto che nelle trattative di lavoro questa modalità è fondamentale. Uno ti dice una cosa e tu invece di rispondere se puoi o non puoi farla chiedi: “Scusami, io ho capito che mi hai detto questo…” e l’altro di solito risponde: “No, non ti ho detto questo…”
Mi è successo con la HP che aveva un problema drammatico: i suoi dirigenti medi andavano dal cliente che voleva un software particolare, si facevano spiegare dal cliente cosa voleva, tornavano in azienda, incaricavano un paio di programmatori di realizzare una demo per il cliente. I programmatori ci lavoravano un mese e quando portavano il software di prova al cliente, questi diceva che non era quello che aveva chiesto.
Per ovviare al problema hanno frequentato un corso di una settimana qui ad Alcatraz ma in realtà la soluzione gliela potevo già dare il primo giorno: Se dovete firmare un contratto da 200mila euro prima andate due giorni in un agriturismo con il cliente a giocare a ping pong o a tennis o a quello che volete, così stabilite un linguaggio comune. Perché se due persone non si conoscono non riescono a capirsi. Se il contratto è di una cifra inferiore quanto meno portatelo a cena, così c’è un minimo di confidenza umana.
Robert Redford, oltre a essere attore e regista, è un uomo geniale. E vi dico perché. Scoppia negli Usa una battaglia tra ecologisti e petrolieri perché questi ultimi vogliono trivellare in una riserva naturale. Ne seguono scontri pazzeschi.
A un certo punto i 7 capi della più importanti aziende petrolifere e i 7 più importanti esponenti del movimento ecologista ricevono una lettera da Redford che li invita a passare una settimana in crociera sul suo yacht. E se ti invita Robert Redford a passare una settima sul suo yacht di solito ci vai…
Sospetto che Redford abbia scelto la settimana con le peggiori previsioni atmosferiche e questi poveri 14 esseri umani si trovano sballottati dal mare per 7 giorni e 7 notti e quindi devono collaborare perché altrimenti affogano.
Quando finalmente scendono a terra Redford li mette intorno a un tavolo e trovano un accordo che riesce a soddisfare entrambe le parti.
E’ chiaro che è una strategia di fondo, se ammettiamo che la stupidità e il malinteso sono meccanismi trainanti dei problemi umani è un progresso rivoluzionario.
Il fatto di ammettere di avere le allucinazioni, unito al fatto che non ci sentiamo parte di un gruppo di esseri umani che collabora ma ci sentiamo divisi in fronti contrapposti, fa sì che non vediamo un’intelligenza collettiva, non ci fa vedere che le nostre competenze, la nostra biodiversità sono necessarie.

(Continua nella prossima puntata: Non potremmo vivere senza le persone di destra)

Viviamo in mezzo alle allucinazioni

di Jacopo Fo

Perché riescono a spacciarci tante idee completamente stupide?
Non voglio avvilirvi ma una delle spiegazioni è che ci hanno detto che siamo gli esseri più intelligenti del pianeta, in realtà noi siamo solo i meno stupidi.
Tutti noi abbiamo sempre una quota scioccante di stupidità che cerchiamo di nascondere e senz’altro qualcuno in questo momento sta pensando: “Sì, ma io no, sono venuto bene e sono particolarmente intelligente”.
Mi spiace ma ho le prove del contrario perché ho la certezza matematica che a tutti voi è successo di essere in casa, cercate le chiavi di casa e non le trovate, guardate in tasca e non ci sono, guardate dappertutto e non le trovate e dopo che avete rovesciato la casa guardate in tasca e le trovate.
Questo fenomeno è particolarmente interessante perché non puoi sostenere che le chiavi di casa ogni tanto vanno al bar da sole a prendersi un caffè. A ben riflettere dietro tutto questo c’è dietro un fenomeno straordinario e cioè che la mano non mente: quando mettete la mano in tasca lei sente le chiavi, trasmette il segnale al cervello e in quel momento nella vostra mente succede qualcosa di misterioso collegato a non so cosa, magari a un trauma infantile con la zia Rosina e per motivi imperscrutabili il vostro cervello decide che in quel momento gli stanno sulle palle le chiavi.
Quindi prende il file che voi state vivendo in quell’istante e lo butta via e va a pescare nella memoria la sensazione della mano che fruga nelle tasche vuote.
E’ una vera e propria sostituzione e questo andrebbe proprio insegnato a scuola: il nostro cervello costantemente compie degli errori grossolani. Lui stesso è un sistema grossolano.
Noi discendiamo dalle scimmie della giungla: quando sta bene la scimmia? Quando guardando intorno a sé tutto quello che vede è identificato.
Quando vede qualcosa che non è identificato entra in allarme e il suo cervello entra in sofferenza. Ha un’urgenza pazzesca di identificare che cosa ha davanti.
Quindi noi abbiamo uno straordinario sistema di identificazione. Quando tutto è identificato il cervello ci premia, altrimenti ci sprona con delle sostanze chimiche, sgradevoli che ci mettono in attività.
Se siamo coscienti di questo e sappiamo che abbiamo la capacità di fare degli errori di percezione potremmo arrivare alla conclusione che siamo un po’ stupidi quindi mettere in atto delle contromisure.
Quante volte avete litigato con una persona che vi accusava di aver detto qualcosa di spiacevole su di lei? E voi continuate ad affermare che non è vero e allora l’amico ribadisce che non è sordo, ha sentito benissimo e così via. Ho risolto questo problema, ho evitato di rompere amicizie fondamentali per il mio equilibrio quando mi sono reso conto, dopo varie ricerche, che il cervello non funziona. O meglio: funziona a volte.
Per scrivere i miei libri spesso mi sono informato su vari testi. Leggo, sottolineo quello che mi interessa e poi cucio il mio testo divulgativo.
Mi capita spesso poi di cercare quella citazione che ho sottolineato in blu, con due righe laterali, in quella pagina di sinistra… e non c’è. Eppure me la ricordo perfettamente, ho la fotografia in testa.
Me la sono inventata, ho fatto una sintesi di varie cose e poi ci ho fatto un finto ricordo.
Sui finti ricordi trovate decine di libri che ne parlano, sono stati fatti degli esperimenti pazzeschi. Il più interessante è stato fatto in una classe di agenti della Polizia di Stato Usa dove gli agenti si stanno preparando all’esame per diventare investigatori per l’FBI, quindi parliamo dei migliori, di 30 persone abituate ad assistere a scontri, addestrate e capaci.
Mentre questi agenti sono a lezione, si spalanca la porta dell’aula ed entrano due uomini, uno spara all’altro e scappa. Il “morto” viene coperto con un lenzuolo. A questo punto il docente svela che si tratta di un test: “mi dite di che colore era chi ha sparato e di che colore era la persona colpita?”. Risultato: i bianchi dicono che un bianco è stato colpito da un nero e i neri che un nero è stato colpito da un bianco. E il risultato non cambiava qualsiasi combinazione si provasse.
Questa è un’informazione fondamentale per la nostra vita.
Non vi sto dicendo cosa dovete fare o come vivere, sto solo dicendo: attenzione, se vi trovate nella situazione che vi dicevo prima della rissa con l’amico che vi accusa di aver detto qualcosa su di lui avete la possibilità di rispondere in modo da non rompere amicizie fondamentali: “Non so se ho detto questa cosa, forse l’ho fatto e forse tu hai capito male, comunque mi dispiace che tu abbia capito questo, non lo volevo dire: ogni tanto disparlo”.
Punto. Chiusa la discussione. Che altro può dire l’amico? Se insiste vuole dire che è un po’ testa di cavolo che non vuole ammettere che anche lui può aver capito male.

Noi viviamo in mezzo alle allucinazioni e di questo parliamo la settimana prossima.

Qual è la soluzione migliore? – Parte terza

Come dicevamo nel Cacao della Domenica del 29 ottobre molti miei problemi li ho risolti per una botta di fortuna.
C’è una schiera di persone che definisco “deficienti” perché manca loro l’umanità e il rispetto per gli altri. Queste persone vanno in giro a dire cose del tipo “Se vuoi, puoi”, ecco, io ritengo che sia proprio importante fare muro rispetto a questa affermazione: Se vuoi puoi, un cavolo!
Perché ci sono milioni di donne che ogni mattina si alzano all’alba, lavorano 14 ore e vogliono enormemente comperare cibo e medicine ai loro figli e non possono.
Allora forse bisogna dire: Se vuoi e hai un culo mostruoso, puoi.
Ma se dicessero così non riuscirebbero più a vendere le loro ricette per risolvere i problemi con il pensiero positivo, con la nuova fede che viene da Oriente, da Occidente, dall’Africa, dalla Papuasia, con il nuovo mantra, i chakra, l’imposizione delle mani… tutte queste cavolate disumane. Siamo circondati da una banda di venditori di stupidaggini.
Se vi interessa ho scritto un libro: Come fare il buddista senza farsi male raccontando un minimo pacchetto di truffe.
Se devo citare un grande che ha avuto una vita che lo autorizza a dire quello che ha detto penso a Krishnamurti. Lui e suo fratello gemello quando sono ancora bambini scoprono una religione che era un mix tra induismo e misticismo europeo, i cui seguaci sono persone con molti soldi: principi, industriali, maraja, ecc. I due decidono che uno sarà il Messia.
Il fratello muore e quindi Krishnamurti è sicuro di essere il Messia. E’ di famiglia agiata e quindi riceve la migliore educazione: sono suoi maestri grandissimi intellettuali occidentali con impostazione scientifica e da grandi mistici orientali. E’ forse il primo esempio di qualcuno che, agli inizi del 1900, ha un grandissimo livello di formazione sia occidentale che orientale.
Quando compie 18 anni e ormai sa tutto, raduna i suoi fedeli e dice: “Signori, grazie per questi doni che mi avete fatto, grazie per avermi fatto vivere questa formazione straordinaria, ma vi devo dire la verità: vi siete sbagliati, non sono il Messia, ciao”.
Distribuisce tutte le sue ricchezze e gira per tutto il mondo dicendo sempre la stessa cosa: “non c’è niente che ti possa far fare un solo passo verso la crescita personale, non esiste nessun metodo, l’unica cosa che puoi fare è quel che ti piace e mentre lo fai ascolta la sensazione”.
Tutto qui, ed ecco perché non esiste una religione basata su Krishnamurti, tutto il messaggio è trasmissibile in 30 secondi.  :)
Poi le sue conferenze sono state tradotte in libri e affronta questo tema da 500 punti di vista.

Non c’è alcun metodo; quando vi dicono: “serve meditare” vi stanno mentendo. La meditazione si può fare se hai voglia di fare la meditazione e a te per una serie di ragioni piace la meditazione.
Preferisci il giardinaggio? Stare davanti al televisore a guardare la partita? Fare sesso? Qualunque cosa, qualunque attività gradevole se la ascolti ti può dare aiuto e se sei in una brutta situazione è l’unica cosa che ti può alleviare la sofferenza.
Chi vi dice: se fai questo o quell’altro non soffrirai più è un bastardo, cane rognoso, fetente.
Punto.

Allora, vi invito a prendere in considerazione questa possibilità: che non ci sia nessuno che vi possa insegnare qualcosa; potete ricevere delle informazioni ma questo è un altro paio di maniche. La figura del Maestro, di una persona che ti è superiore per qualche motivo e che è in grado di risolvere anche una parte del tuo problema, è una falsa illusione.
C’è qualcuno che vi può aggiustare un meccanismo: hai mal di fegato e qualcuno ti può aiutare a curarlo. Hai subito un trauma e uno psicologo ti può aiutare ad affrontarlo, ma è un’altra cosa.
Nella mia famiglia mi hanno insegnato un grande principio: “Fai quel che vuoi che cambi di più”. E devo dire che i miei lo hanno applicato nel bene e nel male.
Compreso il fatto che quando mia madre si è rotta le palle è morta. Ha detto: Mi sono rotta i coglioni, non ho più voglia di vivere, saranno fatti miei?  

Poniamo ad esempio che tu abbi il desiderio di fare l’attore: Come si fa? Puoi andare in una scuola di teatro. Va benissimo, noi le abbiamo fatte per tantissimi anni.
Ma se vuoi veramente fare l’attore: recita! Vai per strada e conti le persone che riesci a fermare raccontando una storia.
Quando riesci a fermare cento persone vuol dire che sei diventato bravo.
Non ti piace andare in mezzo alla strada? Gite scolastiche? Ho imparato a fare l’attore cercando di risolvere un problema all’apparenza irrisolvibile: come faccio ad avere l’attenzione di 50 ragazzini con tempeste ormonali di proporzioni tsunamiche che non gliene frega niente di NIENTE e tenerli interessati parlando di boschi?
Ho iniziato delle lezioni parlando solo di merda: la merda dei cavalli, andiamo a cercare quella degli animali nei boschi, quella delle formiche, guardate che mondo di merda, tutto funziona con la merda che viene mangiata dagli alberi che la digeriscono, ma anche gli alberi cagano anche se non fanno rumore… e alla fine i ragazzi mi ascoltavano. Oddio, andavano via pensando che ero completamente fuori di testa ma avevo ottenuto il mio risultato.
Allora, vuoi fare l’attore? Fallo. Serve aver visto degli spettacoli, aver guardato come fanno gli altri e magari cercare di non fare le stesse cose. Serve avere qualcosa da cui partire: un pubblico.
Non volete avere a che fare con gli adolescenti perché vi fanno impressione e vi ricordano momenti tragici della vostra esistenza?
Andate dove volete, dove c’è un assembramento, e lo fate.
Sento già qualcuno che pensa: è difficile. Vi posso assicurare che l’altra strada è più difficile: ci vogliono anni di corsi, trovare il modo di entrare in una compagnia teatrale – cosa impossibile in Italia perché a 70 anni c’è quello che fa ancora l’attor giovane e lo devi uccidere prima che la compagnia cerchi un altro attor giovane.
Le compagnie teatrali sono una lobby: tutto legale e chi entra non ne esce più. Ci si scambiano gli attori, determinano i loro pagamenti, eccetera e i nostri teatri italiani perdono più di 10 milioni di euro all’anno. Parlo dei teatri Stabili, quello di Torino, di Napoli, ecc.  
Quindi se è così complicato perché non trovare un altro modo per fare l’attore?

Alla prossima settimana!