Vacanze estive alla Libera Università di Alcatraz

jacopo fo

1 milione di posti di lavoro. Li creiamo io e te

di Jacopo Fo

L'automazione produrrà disoccupazione a man bassa? Questo si chiedono in molti.
Credo di sì ma produrrà anche nuove professioni.
Per decenni miliardi di euro sono stati spesi in pubblicità. Il numero di addetti in questo settore (tv, giornali, ecc) era relativamente basso.
Già oggi grazie a Google e altri sono centuplicate le persone che traggono parte del loro bilancio economico da pubblicità su video e blog. Il numero di lavoratori dei media web è già maggiore di quelli occupati del resto dei media. Ma è esploso anche il numero di persone che guadagnano in proprio producendo contenuti e servizi alla comunicazione. Ma ancora il grosso degli incassi passa da poche mani, i colossi della comunicazione.
Osservo che potenzialmente i piccoli potrebbero offrire servizi e comunicazione molto più efficiente e incisiva (emozionale) dei grandi gruppi; ma dovrebbero connettersi. E questo, lo vediamo da decenni è difficile. Ho scritto alla nausea che se ci si collaborasse faremmo il botto e incasseremo più di Repubblica e il Corriere messi assieme. Comunque la potenzialità c'è. Prima o poi troveremo la strada.
E in effetti mi è pure venuta un'idea, stamattina sotto la doccia.
E se il problema fosse che fino ad oggi abbiamo tentato di connettere gruppi? Forse la soluzione è connettere singoli. Vedi FB ecc. forse funziona l'adesione individuale a una rete, quella di gruppo è più complessa...

Ok. Allora un sistema basic: copiato dalla pubblicità di Google. Ti registri, ricevi un codice, lo pubblichi in una casella del tuo blog e inizi a incassare per ogni click true (cioè ogni volta che uno sulla tua pagina clicca per entrare nello spazio dell'inserzionista). Una cosa semplice. E aggiungiamo però che l'annuncio sul tuo blog non è un testo ma un piccolo televisore che trasmette un palinsesto in diretta , e che se tu che pubblichi il televisorino hai un video lo puoi mandare in onda, hai a disposizione un tuo tempo tv corrispondente al numero di visitatori del tuo sito, esempio: ogni 1000 hai un minuto. Inoltre ottieni che una serie di spazi gestionali della rete ti linkano.
Quindi aumenti il traffico. Infine c'è un'agenzia centrale (o meglio una rete di agenzie) che vende pubblicità su questa tv, puntando sul fatto che essendo una rete particolare, perché SOLO TIPI PARTICOLARI FANNO LA FATICA DI COOPERARE; quindi la pubblicità su questa tv può essere venduta a un prezzo maggiore di quella classica Google. Cioè si possono vendere campagne con un alto valore aggiunto relativo al target e al valore emotivo della rete... non un gelido network commerciale.... ma una rete di creativi che collabora in varie forma alla gestione della compagna. La pubblicazione della tv sul tuo blog è solo l'opzione base. Chi vuole può aderire a livelli crescenti di collaborazione, assumendo particelle di lavoro di comunicazione, creazione contenuti, progettazione creativa, laboratori happening via teleconferenza ecc ecc e chi più ne ha più ne metta.
A questo punto se mi son spiegato e l'idea ti piace resta solo da decidere cosa fare. La prima mossa per me è sapere se ci sono 22 kamikaze disposti a fare la prima mossa. Cioè incontrarsi ad Alcatraz un fine settimana per parlarne. Se interessa la via maestra è maillare (neologismo prodotto qui per qui ora) elena@alcatraz.it specificare quale è il tuo blog o pagina FB (visto che possiamo monitorare e numerizzare (toh ne ho inventata un'altra di parola) anche accessi via FB.


Alla scoperta dell’Italia che non c’é

di Jacopo Fo

(Un progetto al quale forse ti interesserà partecipare, standotene a sedere comodamente sulla tua poltrona)
Negli ultimi mesi ho girato l’Italia per realizzare le interviste per il documentario sui miei genitori, per alcuni progetti culturali e per recitare.
Ho incontrato molte persone veramente notevoli. Gente che sta realizzando progetti ambiziosi e difficili. E che ci riesce.
Un nuovo tipo di lievitazione per la pizza, un nuovo sistema per tirar fuori biogas dagli scarti dell’olio d’oliva (assolutamente impossibile fino a ieri), una mensa per chi è in difficoltà, una compagnia teatrale, un film.
Persone straordinarie per la loro passione.
Persone delle quali raramente i media parlano.
E se le tv non parlano di te non esisti.
E anche grazie a questo buco nella comunicazione ho incontrato moltissime persone che ti dicono che l’Italia sta affondando, che non ci sono possibilità, che la gioventù non ha speranze…
Ho pensato che se riuscissimo a far conoscere di più l’Italia che ufficialmente non c’è faremmo qualche cosa di utile per curare questi casi di pessimismo disfattista, effetto collaterale della disinformazione.
E magari se si sapesse di più quel che la gente di buona volontà sta costruendo (ora) qualcuno potrebbe essere catturato dalla passione, che come si sa fa bene al pancreas e riduce l’alitosi.
Questi sono due buoni motivi sociali e solidali e anche culturali. Ma c’è una terza linea di spinta che mi induce a pensare di fare qualche cosa a proposito delle persone positive che ho incontrato e delle migliaia che non ho incontrato: qui siamo di fronte a un patrimonio spaventosamente ricco!!!
Lo facciamo rendere abbastanza?
Mi sembra che ci sia poca comunicazione tra chi sta percorrendo strade irregolari.
Intervistando Cochi e Renato, Dacia Maraini, Giovanna Marini, Ornella Vanoni, mi sono reso conto che il punto di forza della cultura progressista che ha preparato il ’68 è stata una grande disponibilità a incontrarsi.
A Milano come a Roma c’erano bar, ristoranti e cabaret dove i miei si vedevano per fare quattro chiacchiere con Jannacci, Gaber, Moravia, Pasolini, Fontana e tanti altri. Senza un obiettivo, solo per scambiarsi idee, conversare del mondo. A volte nascevano una canzone improvvisata o progetti fantasiosi. Ma l’obiettivo era il dialogo. Un’esperienza analoga l’ho vissuta col Male negli anni ’70 col vortice di disegnatori, scrittori, fotografi, attori che giravano intorno alla redazione e il lavoro collettivo della redazione: 20 pazzi incavolati intorno a un immenso tavolo.
Penso che sia iniziato un periodo di riflusso. Non è più il momento delle proteste in piazza. Tocca rimettersi a lavorare sui fondamentali della nostra cultura, fare formazione, diffondere il gusto per l’arte, ma soprattutto intensificare i rapporti tra chi è sulla strada alla ricerca di quello che ancora non esiste.
A questo soprattutto vorrei dedicare una buona parte delle iniziative di Alcatraz nel 2017… Ad esempio penso a una decina di giorni durante i quali invitare un po’ di persone strane, senza un obiettivo, una festa delle relazioni umane.
Interessa?
Innanzi tutto procediamo a un minimo di mappatura. Conosci gruppi o singoli che stanno realizzando esperienze interessanti?
Scrivi a elena@alcatraz.it
Quattro righe di descrizione, indirizzo e telefono. Poi se ne avrai voglia potrai partecipare alla progettazione di qualche evento. Ovviamente sono benvenute anche proposte.

Grazie


La bellezza è fondamentale, qualunque cosa tu fai è arte

 

Pubblichiamo oggi la seconda parte dell’intervento di Jacopo Fo al Convegno “Le Chiavi Mentali per accendere l’Autoimprenditorialità” organizzato da ScintillaeMattone a Trieste il 16/10/2015

Alla fine della prima parte di questo intervento ho parlato di passione, del fatto di godere nel fare ciò che stiamo facendo… Beh, credo che la disciplina venga da sé, se la disciplina è auto-imposta per passione.
Mi rendo conto di avere un grande privilegio: mi alzo la mattina e mi dico: “Cosa faccio oggi? Mah... non lo so, non lo so!” Cosa faccio stamattina? Cosa faccio nel pomeriggio? Non lo so.
Ho iniziato a scrivere un romanzo e poi ho scritto un manuale, poi un altro libro, poi un altro libro ancora, e poi a un certo punto mia madre ha iniziato a dirmi:  “Ma sei davvero un indisciplinato! Devi darti una regolata...” E io sono andato avanti così: quando ho iniziato a scrivere il decimo libro, solo allora sono riuscito a finire il primo. Al momento ho pubblicato quarantacinque libri, ma ne ho altri dieci in cantiere, che non ho ancora pubblicati semplicemente perché ne sto scrivendo troppi! Sì, a mia madre a un certo punto ho dovuto ammettere che ero un po’ fuori di testa… ma non si può dire che io non fossi costante; quindi indisciplinato ma costante! Cioè un altro uomo.

Secondo me dobbiamo capire che siamo tutti “umani”, siamo tutti un po’ “malati di mente”, e se pensate di essere persone ragionevoli fatevi un serio esame di coscienza: forse siete venuti qui pensando di essere persone intelligenti… però sono stronzate: che l’essere umano è l’essere più intelligente degli animali è una balla! L’essere umano è il meno rincoglionito degli animali e voi non siete persone intelligenti che, per esempio, non fanno mai confusione… ma non posso nemmeno pensare abbiate una laurea in psicologia.
Quante volte vi è successo di arrivare a casa e mettere le mani in tasca, cercate le chiavi di casa, non ci sono, mettete le mani in tasca. Non ci sono, mettete le mani in tasca, non ci sono, non ci sono, mettete le mani in tasca, ci sono! Fanculo! Dov’erano?  E guardate che questo può succedere anche a livello Fiat, cioè cercano le chiavi di casa, chiavi che hanno delle proporzioni galattiche e non le vedono… ma dove sono le chiavi di casa? Quando dicono che Marchionne è un grande imprenditore… ma và! Lui si è perso un finanziamento al 100% per i pannelli fotovoltaici con gli interessi passivi, sono venuti dalla Cina per fare gli impianti in Italia, Marchionne non ha fatto nemmeno un impianto fotovoltaico con un pannelllino. C’aveva km di ettari di stabilimenti, cazzone, non trovava le chiavi di casa. C’aveva i miliardi e non c’aveva i soldi per pagare gli operai, povera bestia… Montezemolo ha aperto la Ferrari con i pannelli fotovoltaici che quando Marchionne l’ha capito… com’è avere uno stabilimento tutto pieno di pannelli fotovoltaici gratis?!?

Ultima storia: come si fa ad avere la motivazione? Perché dovreste fare impresa?
E’ sufficiente che voi siate enormemente interessati ai soldi e a tutto quello che possano comprare i soldi? Sì!
Ci sono poi altre persone che sono riuscite ad avere successo travolti da una stragrande ansia di possesso: l’ansia di possesso, è una cosa semplice adesso ve la spiego…
Il fatto di essere il figlio di Dario Fo mi ha portato talvolta a incontrare gente molto lontana da me: in una strana occasione, una festa, ero assieme ad alcune persone che non conoscevo, e così, a un certo punto mi sono trovato in chiacchiere con uno che aveva fatto soldi a palate. Il tipo era arrivato lì con due top model e per una serie di casualità eravamo ancora lì alle due di notte, io e lui. Questo si vantava della sua vita, dei suoi successi, ecc. Aveva lavorato come un pazzo, schiacciato teste, “accoltellato” amici, si era drogato… e intanto beveva whisky, e mi raccontava questa storia… e beveva whisky… un terzo, un quarto, e ancora… A un certo punto ha abbassato un po’ la voce e dice “Ho sentito che hai scritto dei libri sul sesso…” Ora, siccome si ricorda solo che ho scritto sul sesso, ritiene che le persone possano raccontarmi proprio i lori cazzi privati… vabbè. Comunque mi guarda e dice: “Jacopo, ma sa che io quando mi trovo lì, con queste top model, io benedico l’eiaculazione precoce … è un sollievo…” Capite? Una vita distrutta! Ha fatto di tutto, si è sporcato le mani per arrivare dove voleva… e per cosa? Per non arrivare a “dover” fare sesso e non avere neppure soddisfazione, che è tutt’altra cosa.
Ecco, penso che sia fondamentale guardare la propria vita, guardare le vite degli altri, guardare cosa succede… Su questo mi interrogo sempre: penso alla mia famiglia in cui mi hanno fatto vedere come si può vivere altrimenti da sempre. La mia motivazione è sempre stata l’interesse per gli altri, l’interesse per la società: fin da piccolo sono stato abituato a guardare gli altri, in particolare quelli che vivono in condizioni terribili. E’ una cosa che non ho dovuto imparare, l’idea che vivo in un mondo che devo contribuire a migliorare è una cosa per me ovvia … Poi diciamo pure che io, in particolare, ho interiorizzato cose molto forti, nel senso che il rapimento di mia madre e quello che ha subìto mi ha dato una tale incazzatura che continuo a sublimarla in quello che faccio. Io non posso non fare quello che faccio perché c’ho una cosa dentro che devo sciogliere.
Ovviamente non vi auguro che vi succeda qualcosa di terribile! Quello che vi auguro – ed è questo il motivo per cui sono sceso nel personale – è di scoprire qualche cosa dentro di voi che vi dia fuoco, che vi renda impossibile il non impegnarvi nella vostra vita.
Forse non lo sapete, non ve l’ho detto: dobbiamo morire tutti! Pensate… trovarsi nel momento in cui capisci che stai per morire e scoprire che prima della tua vita hai avuto miliardi di anni in cui non esistevi, e poi ci saranno miliardi di anni in cui non esisterai, c’hai un piccolo tempo in cui sei vivo… e non hai fatto un cazzo! Questo secondo me è inferno. E un sacco di gente di questo inferno se ne accorge soltanto quando gli dicono: ”Sei in fin di vita”, o anche quando dei bastardi passano sulla tua vita col carro armato… Se tutto va bene, la maggior parte delle persone è abituata a non fermarsi un attimo, a non chiedersi “che cazzo sto facendo della mia vita?” Vi auguro di avere quel momento, non che vi capiti una disgrazia ma che vi fermiate a chiedervi che cazzo state facendo della vostra vita. Guardate che il vero piacere è in questo, tanto più se uno poi non ha un dramma.

Si è parlato poi del gruppo: ragazzi, il gruppo è una cosa strepitosa.
Quella dei neuroni a specchio è una scoperta italiana: quando vedo una persona che sorride o che è triste, nel mio cervello si muovono le stesse parti, gli stessi neuroni che si attivano e che io utilizzo quando rido, quando sono felice e quando corro. L’egoismo, il vedere solo sé stessi, è una malattia fisiologica. Lo stupratore è incapace di piacere sessuale, questo sarebbe un lungo discorso da fare. Molti non sanno neppure che il maschio non può essere completamente frigido, si chiama adenia, ci sono i test medici, ma non c’è scritto sui manuali di sessuologia.
Allora una persona che non gode del piacere degli altri, che non soffre del dolore degli altri, è un amputato emotivo. E’ una delle cose più dolorose e tragiche che possano succedere nella vita di una persona. Lavorare in un gruppo è l’allenamento dei neuroni a specchio.
All’inizio degli anni novanta Giacomo Rizzolatti e l’equipe da lui coordinata scoprono che dopo trentun minuti che un gruppo fa qualcosa insieme - cantare, ballare, protestare, anche pregare e andare in chiesa, eccetera eccetera – si verifica una sincronizzazione delle onde celebrali che scatena una sorta di piccola estasi. Questo è il lavoro di gruppo. Come si fa ad avere il lavoro di gruppo? Bisogna divertirsi. Brainstorming, non è come capire una partita a briscola, brainstorming non è un gruppo di persone che dice cose intelligenti, il brainstorming è un gruppo di persone che dicono cose stupide, quello dice una cosa stupida, quell’altro dice una cosa imbecille, quell’altro dice una cretinata pazzesca, però dopo un po’, il giorno dopo - perché a prima vista le idee geniali non si vedono - il giorno dopo viene fuori l’idea geniale. Il giorno dopo, perché ci devi dormire sopra, alla fase creativa, fantastica… Quindi: fase creativa-fantastica, dormire, rielaborazione, setaccio, sintesi.

Fallire: questo è un bel problema.
Allora: io vengo da una scuola di sconfitta in sconfitta fino alla vittoria finale.
Mio padre mi ha detto pochissime cose, ma veramente pochissime, perché nella mia famiglia si diceva “guarda come si fa”. E a questo proposito un altro grande maestro nella mia vita è stato il mio vicino di casa, un contadino: arriva sul campo, si mette a potar l’olivo, io lo guardo. Dopo un’ora e mezzo che pota - si chiamava Ildebrando Gaggiotti, un supereroe – gli chiedo:” Ilde, mi dici come si fa a potare?” e lui mi risponde in umbro stretto: “N’vedi?!?”… ”Non vedi?!?”, che cazzo ti devo dire, guarda! ... E questa secondo me è una grande scuola di apprendimento!
Bene, parlavo del fallimento: accettare il fallimento è durissimo, ci si mette a piangere, si sta delle ore nel letto, si hanno crisi di panico e poi ci si rende conto che la situazione di merda nella quale si è finiti può girarsi da qualche altra parte, si trova un qualcosa che fa sì che quella situazione abbia la stessa importanza di un cotton fioc… Se poi hai un gruppo, ne parli con loro, con loro ti chiedi “come facciamo?” e magari ritorni a vedere.

Resta una domanda a cui io non ho risposta: ”Perché tanta gente rinuncia a vivere”. La grossa scommessa di questa grandiosa iniziativa è avere disoccupati disposti a fare qualche cosa. Perché io, Paolo Baiocchi e tanta gente ci proviamo da anni. Abbiamo fatto dei corsi per diventare naturopata complementare, una cosa bellissima, oppure per riuscire a imparare a fare le applicazioni per smartphone, che è una cosa che sanno fare in quattro sostanzialmente, gratuiti, compreso di soggiorno a Alcatraz per nove lunghi anni… cazzo! Abbiamo finito con otto allievi, abbiamo iniziato con quaranta e finito con otto; con i migliori insegnanti sul mercato, forse a qualcuno sarà successo qualcosa di grave, avrà avuto dei lutti, ma molti semplicemente hanno mollato. Allora qui c’è un problema per il quale io non ho risposta, se qualcuno di voi trova la risposta, bene, io spero che questa scuola sia un modo per trovare un metodo. Però ragazzi si cambia il mondo, si cambia il mondo perché noi abbiamo milioni di autostrade davanti e dobbiamo solo riuscire a percorrerle … O meglio, chi l’ha capito, l’ha capito, ma sennò è come essere niente, ed essere niente in questo caso è di una tristezza mostruosa

Faccio un esempio finale: “Voi avete i piedi così?” (jacopo mostra l’immagine del piede con tutte le dita uguali e l’indice più lungo), “ Oppure avete i piedi così?” (fa vedere il disegno del piede con le dita a scalare dall’alluce al mignolo). Io trentasei anni fa scopro che ho i piedi così (ripropone il disegno del piede con le dita a scalare), guardo le mie scarpe e dico: “Sono sbagliate”.
Le scarpe sono fatte così (si leva una scarpa e la mostra al pubblico). Allora vado da un’azienda di scarpe e dico: “Cazzo! Avete sbagliato a a fare le scarpe”, questi mi trattano malissimo, a malapena hanno guardato le mie scarpe e mi hanno dato del cretino… Ho occasione di andare in Danimarca e scopro un marchio di scarpe, la Jaco … Jacoform, mio fratello di sangue! (Il pubblico ride). Questa ditta produce scarpe pensate per la forma dei nostri piedi e sono ormai trentacinque anni che acquisto e indosso le scarpe della Jacoform. Di recente anche altre aziende si sono finalmente decise a produrre questo tipo di scarpe. Ma mi spiegate perché il genere umano accetta tutta una serie di malattie, di mal di testa, mal di schiena, calli, piedi deformati, cose orrende… ?!? Perché fa troppa scena la scarpa brutta!

Grazie a tutti! Ciao!”


Le Chiavi Mentali per accendere l’Autoimprenditorialità

Prima parte dell’intervento di Jacopo Fo al Convegno “Le Chiavi Mentali per accendere l’Autoimprenditorialità” organizzato da ScintillaeMattone a Trieste il 16/10/2015

Fare i soldi giocando
Credo che stiamo assistendo a una rivoluzione di proporzioni galattiche, di cui ahimè non parla nessuno. Parlo del fatto che alcuni degli uomini più ricchi del mondo hanno fatto soldi regalando:
Google, Facebook, Youtube ecc., nessuno paga per questi servizi.
E’ una rivoluzione che inizia nel dopoguerra.
Oggi c’è una sovrabbondanza di merci e non vince più chi produce merce standard al prezzo più basso ma chi inventa un prodotto che diverte la gente. Grandi aziende sono fallite perché non hanno azzeccato un colore o un taglio, un profumo, una suggestione.
Il consumismo è una grande rivoluzione che dà il potere ai consumatori e lo toglie alle aziende. Non interessa quanto sei grande e potente, interessa che idea hai e questo apre la possibilità al fornitore di un nuovo tipo? Come quando Benetton si è inventato l’intimo colorato e h aspazzato via la concorrenza che continuava a produrre i capi di biancheria solo in bianco e nero. Non importa quanto fossero grossi, quanto fossero cattivi, quanto fossero potenti, vennero spazzati via. Oggi noi abbiamo questa nuova realtà e abbiamo un nuovo tipo di essere umano che diventa multimiliardario con la sua forza…
Mi spiego meglio con un esempio.
Bill Gates ha regalato 25 miliardi di dollari, una cifra che vale quasi l’intera Fiat.  Ha deciso che visto che ha tutto voleva divertirsi e per farlo avrebbe debellato la malattia del sonno provocata dalla puntura della mosca tze-tze.
Ci son quei coglioni che si comprano 35 Ferrari e 25 yacht e poi non c’hanno culi abbastanza per andare in giro con tutti questi mezzi e lui invece ha pensato “Mi sta sui coglioni la mosca tze-tze. Fanculo”.
Gli strumenti della politica oggi sono ancora fermi alla paura del complotto, ci sono i cattivi… sicuramente esistono i complotti però dobbiamo parlare a lungo anche della stupidità: l’essere umano è troppo coglione per fare un complotto che funzioni, tra un complotto e l’altro alla fine non fanno mai un cazzo e stanno sempre lì a litigare.
Da un po’ di anni frequento grosse aziende e rimango basito. Perché si danneggiano così tanto? Le grandi aziende non funzionano e non funzionano neanche le piccole aziende ma poi qualcuno invece ce la fa. Perché capire tutto questo è interessante? Perché apre una possibilità straordinaria all’Italia. Certo, ci sono disoccupati che non hanno accesso agli strumenti della nostra società, ma oggi chi è alfabetizzato non ha un problema di disoccupazione, ha un problema di mancanza di idee
C’è la concreta possibilità di fare delle cose straordinarie. In questa società non si stanno producendo alcuni prodotti fondamentali, oppure li si sta producendo, ma lo fa uno talmente sfigato che non riesce a veicolarli per tanti motivi e cercherò di delinearne qualcuno.
Oggi, l’80% dei quindicenni ha in mano strumenti di comunicazione che sono un milione di volte più potenti di quelli che aveva Giulio Cesare e allora non posso sentire in televisione durane un’intervista che un giovane dice: “Noi siamo una generazione senza speranze..”
Cazzo ma è chi parla che è senza speranze… Mai sentito parlare della Siria?
Ed è la sinistra stessa a incalzare: “Si! Questa è una generazione senza speranze!”
Questi non sono discorsi di sinistra, sono discorsi di gente che non ama l’umanità, che non ha speranze di idee.
E qui c’è tutto un capitolo che potremmo aprire sul fatto che tutto continuano a dire: “Le cose vanno sempre peggio! Renzi è come Hitler!”
Un po’ di senso della misura, per favore! Come si fa a dire che oggi è peggio degli anni Settanta? Ho vissuto negli anni settanta, abbiamo avuto 500 morti fatti dai servizi segreti deviati, oggi l’Italia fa schifo, d’accordo ma non siamo a quei livelli, qualcosa va meglio.
Dire che è peggiorato quello che  è migliorato vuol dire insultare  tutti quelli che si sono fatti ammazzare, tutti quelli che si sono fatti la galera, tutti quelli che hanno dato la vita per il cambiamento.
Se non è cambiato niente allora è stato tutto inutile e c’è un sacco di gente che dice che è stato tutto inutile….
Nel 1960 c’erano due miliardi e mezzo di persone al mondo e 40 milioni morivano di fame. Oggi siamo 6 miliardi, quasi 7, e ne muoiono di fame 10 milioni, sarà un miglioramento o no?
Per chi ha ancora dei dubbio ho scritto un libro: “Non è vero che tutto va peggio” e molto più efficace del mio libro c’è un film che si chiama “Don’t panic”.  Andatelo a vedere, cambiate visione perché migliorerete sicuramente la giornata forse anche qualcosa di più e quando sentirete qualcuno che dice che negli anni Sessanta e Settanta andava meglio lo sputtanate.
E’ una lotta contro il pessimismo, i giornali ci si nutrono. Da quindici anni con Simone Canova facciamo Cacao – Il quotidiano delle buone notizie. E’ un servizio di tipo sanitario perché è chiaro che alzarsi e sentire che tutto va peggio fa male alla salute.

Quali sono le chiavi del successo? La prima è la passione.  
Quando volete fare qualcosa con i vostri figli vi suggerisco di fare qualcosa di manuale. Se ho fatto un errore con le mie figlie è stato quello di parlare troppo invece avrei dovuto fare più cose con le mani, perché così si insegna la passione.
La passione è qualcosa di straordinario. Se manca la passione sono cavoli amari.
Ho sentito molto parlare di disciplina. E’ vero in certe discipline serve disciplina, però questa parola disciplina a mi sta un po’…
Quando sento parlare di disciplina… anche perché mio padre diceva: “Fai quel cazzo che vuoi, campi di più!”.
Mio padre non è mai riuscito a farmi fare qualcosa che non avessi voglia di fare.
Sinceramente non credo che una persona possa eccellere da qualche parte se non gode in maniera pazzesca a fare quello che fa. Se non vi capita così cambiate perché state sbagliando!
Nessuna disciplina senza la passione e, oserei dire, il gusto estatico di fare quello che si sta facendo vi porterà da qualche parte. Questo non significa che non c’è la fatica, non vuol dire che non c’è lo sforzo ma siete voi che decidete fortemente di fare quella cosa.
Io vi auguro di fare un mestiere che se non vi pagassero sareste disposti a pagare per farlo. A me se dicessero: “Se vuoi disegnare tutti i giorni devi pagare” io direi:” Pago”. Perché per me è bello!
(continua...)

Fine prima parte

SECONDA PARTE


Mandiamo in pensione la New Age

Benvenuta la rivoluzione semplice dell'ascolto
di Jacopo Fo

La New Age ha fallito, con le sue promesse di miracoli, guarigioni impossibili, guru carismatici, il narcisismo verso il tuo ombelico, le iniziazioni, le truffe dei praticoni e i maestri di naturopatia laureati in un mese.
Che cosa resta? Che cosa abbiamo imparato esplorando a nostre spese i meandri della mente e le tecniche orientali di meditazione zen?
Resta che se mentre vivi ogni tanto ascolti l'effetto che fa, vivi con maggiore intensità.
Niente super poteri, niente miracoli, niente fine del dolore e serenità totale h24.
Il che non vuol dire che l'ascolto valga poco. Ascoltare le sensazioni che provi mentre fai qualunque cosa cambia l'intensità della vita. Vivi contemplando uno schermo che ha 10 volte più pixel.
In questi 35 anni ad Alcatraz ci siamo dedicati in particolare all'esplorazione delle potenzialità collaterali di questo ascolto. Infatti, fare caso alle sensazioni apre a una serie di semplici comportamenti. Tanto semplici che bastano queste poche righe per descriverli.
Non siamo riusciti ancora a dare il giusto risalto alle nostre scoperte probabilmente proprio perché si tratta di tecniche talmente semplici che sembrano sciocchezzuole prive del fascino mistico e dell'illusione che solo complessi percorsi sapienziali possano migliorare profondamente la nostra vita.
Dovremo impegnarci di più a suonare le trombe della "Rivelazione epocale" e io inizio con questo articolo e chiedo il sostegno di quanti si sono accorti dell'inaudito potere dell'ascolto pigro.
In effetti non c'è gran che da fare. Il movimento che proponiamo è minimalista. Prova a muovere al rallentatore le dita di una mano, prova a contrarre per tre secondi un muscolo che non muovi mai. Ad esempio riesci a comandare il movimento del dito mignolo del piede? Prova ad agitare un braccio velocemente lasciando che il movimento vada da sé, diventi spontaneo. Sdraiati e prova ad allungare lentamente tutto il tuo corpo. Oppure prova a grattarti, stiracchiarti, sbadigliare e sentire l'effetto che fa. Prova a respirare ascoltando il movimento che si trasmette a tutto il corpo. Prova a immaginare l'energia che corre e agita impercettibilmente tutte le tue cellule. Prova a immaginare un tremore diffuso, una sensazione di pieno che sale dai piedi alle mani, alla testa. Una sensazione di caldo. Una sensazione di luminosità. Prova a camminare nel modo più morbido, riducendo al minimo l'impatto del piede sul terreno. Prova a lasciare che le anche e le spalle e le braccia accompagnino spontaneamente il movimento dei tuoi passi. Prova a camminare con lo sguardo verso l'orizzonte invece che per terra. Inventati altri movimenti, altre possibilità di muoverti in modo diverso dal solito. Questa disciplina non ha regole, si tratta di provare le più diverse possibilità di movimenti lentissimi, veloci, medi. Sopratutto di movimenti che generalmente non fai.
L'importante è che ascolti il continuo evolversi delle sensazioni che il movimento ti dà.
Questa pratica cambia il tuo modo di muoverti. Poi cammini in modo diverso, parli diversamente. Senza perseguire un obiettivo, senza sforzarti, perché ascoltarti mentre ti muovi diversamente è piacevole, diventa rapidamente una droga benefica oltre che naturale.
E dopo un po' ti accorgi che senti di più. E se hai la fortuna del dono della passione per l'arte ti accorgi che inventare ti viene meglio se aumenti il livello dell'ascolto.
E se ascolti le sensazioni che ti dà stare vicino a una persona scopri poi anche che il contatto con gli altri, fare qualche cosa con gli altri, è veramente entusiasmante.
Più ascolti le sensazioni, più ti rendi conto di quanta ricchezza ti danno i rapporti umani. Ricchezza di intensità della vita. E diminuzione della paura. Quando un gruppo di persone si mette poi a realizzare un sogno comune le sensazioni che provi sono super potenti!!! E la sensazione di vivere si galvanizza.

Buon ascolto a tutti.


L'amore è essenziale. Ma l'amicizia?

di Jacopo Fo

Si parla tanto di passione amorosa. Meno dell'amicizia.
Le difficoltà nel coltivare le amicizie fanno meno notizia dei drammi sentimentali.
E sembra quasi che l'amicizia sia meno importante dell'amore.
E se è vero che i drammi di coppia fanno stragi mentali e fisiche è un peccato non accorgersi che gran parte del nostro benessere dipende dall'amicizia.
Si tratta di una forma di amore meno dirompente di quello sessuale ma non meno fondamentale.
L'amore per gli amici, uno per uno ma anche in gruppo: il senso di appartenenza a una comunità che ti sostiene, ti protegge, si prende cura di te e che ti induce a qualunque sforzo solidale, non per costrizione morale ma perché tu ami quella persona, è parte della tua vita.
Quando un amore sensuale finisce fa un gran rumore, quando si rompe un'amicizia meno. Esistono consulenti matrimoniali, non consulenti amicali. (...)

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