Vacanze estive alla Libera Università di Alcatraz

jacopo fo

Visco e la cultura che si mangia (e perché andiamo a Gela)

Jacopo Fo Gela, le radici del futuro

di Jacopo Fo
Non mi capita spesso di essere d'accordo con un banchiere.
Comunque fa piacere che anche in certi ambienti la cultura sia diventata una questione prioritaria. Visco sostiene giustamente che il nostro paese è in ritardo. Da noi solo il 45% dei lavoratori usa la rete, nei paesi nordici siamo al 70%.
Ma Visco va anche oltre: se le conoscenze si diffondono diminuiscono crimini e corruzione.
Io aggiungo che la cultura migliora la qualità della vita, non solo perché alza il reddito.
La cultura sana (che non è nozionismo, né erudizione) porta con sé la passione. Conoscere, capire, ci porta a rispettare gli esseri umani, ci avvia alla passione per l'arte, le relazioni umane e sentimentali, la buona tavola, la bellezza della natura, la creatività.
Questo è essenziale. (...)

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Voti ogni volta che fai l'amore?

(Ti sei scordato perché siamo progressisti?)

Siamo progressisti perché si scopa di più?
Siamo progressisti perché poi puoi andare in giro spettinato?
Perché puoi ruttare dopo mangiato e non rifarti mai il letto?  
Perché ci diamo da fare oppure per litigare?
Siamo progressisti perché smettiamo di litigare quando c'è da aiutare qualcuno che vede il nero del mondo?

Siamo progressisti strada per strada?
Siamo progressisti perché le chiacchiere di chi sa parlare bene e non conclude mai niente ci hanno stufato?
Siamo progressisti concretamente oppure idealmente?
Siamo progressisti perché diamo ragione perfino ai fascisti se dicono cose giuste?
Siamo progressisti perché diamo torto ai fascisti anche quando dicono cose giuste?

Siamo progressisti perché trattiamo anche col diavolo se c'è da ottenere qualche cosa di buono per tutti?
O perché non scendiamo a patti con nessuno? (...) (...)

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Arte e salute: Franco Berrino e Jacopo Fo insieme per sperimentare sinergie, il 24 novembre a Milano

Questa estate Franco Berrino, epidemiologo e ricercatore del Centro Tumori di Milano, e Jacopo Fo, che da sempre si occupa di teatro, pittura e comicoterapia, si sono incontrati ad Alcatraz e nel corso di una lunga discussione hanno dato forma a un'idea semplice quanto innovativa: cosa succede se proponiamo un approccio veramente globale al benessere?
Da decenni cresce anche in ambienti scientifici la consapevolezza del peso che hanno abitudini salutari: alimentazione, movimento, pratiche di meditazione e rilassamento sono ormai riconosciute a pieno titolo come fondamentali per la nostra salute e il nostro benessere. (...)

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Carlo Petrini e Jacopo Fo per Dario

Prima di tutto vogliamo ringraziarvi, molto, per le migliaia di messaggi che ci avete inviato, grazie!
Riportiamo dalla nota ufficiale che stiamo inviando a chi ci ha scritto: “Siamo certi che la vostra vicinanza avrebbe fatto immenso piacere a Dario, che nella sua vita ha sempre amato essere circondato dagli amici e dalle persone che avevano affetto e stima per lui e per ciò che in questi anni ha rappresentato. Ogni volta che un amico veniva a trovarlo, lo faceva sedere e gli mostrava quello a cui stava lavorando. Un libro, un quadro, un articolo. Lo rendeva partecipe del proprio lavoro, lo accoglieva.
Ciascuno di noi, ora, per portare avanti la storia di Dario e Franca, può mettere in pratica la più grande lezione che ci hanno lasciato, quello che è stato il motore di tutta loro vita: porsi in prima fila a difesa dei più deboli e di chi non ha modo di farsi ascoltare, raccontando e condividendo con gli altri storie di difficoltà e vittorie.”
Di seguito la trascrizione delle parole di Carlo Petrini e Jacopo Fo durante il funerale di Dario Fo davanti al Duomo di Milano, il 15 ottobre.

Carlo Petrini

Dario ha voluto curare questa ultima regia e io per amicizia e per affetto mi trovo a fare questa difficile parte.
Con tutto il rispetto del luogo, sono vittima di un bello “scherzo da prete”!
E chiedo a voi benevolenza e comprensione se mi limiterò a ricordare a tutti due episodi tra i più significativi e importanti della mia lunga amicizia con Dario: uno pubblico e uno privato. (...)

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