Ecovillaggio solare

Vuoi risparmiare fino a 48.000 euro di Irpef investendo in un appartamento della Città Verde?

Ecovillaggio Solare

Per tutto il 2014 sarà possibile detrarre dall’Irpef il 50% di quanto speso per la ristrutturazione di un appartamento. L’Irpef è una tassa che pagano sia i dipendenti sia i professionisti.
Questa possibilità di detrarre la metà di quanto investito per migliorare la qualità di un immobile è, una volta tanto, una legge intelligente che mira a rilanciare l’economia restaurando o ammodernando immobili esistenti.
Inoltre, in questo momento i prezzi delle case sono particolarmente bassi ed è quindi ipotizzabile comprare oggi un appartamento, ristrutturarlo e rivenderlo fra qualche anno ottenendo un doppio vantaggio: incassare l’aumento di valore, cioè rivendendo l’appartamento a un prezzo maggiore di quello pagato all’acquisto e contemporaneamente detrarre per 10 anni la metà dei costi di ristrutturazione.
Infine è possibile aumentare la quota di detrazione Irpef in quanto la legge prevede anche una detrazione del 65% per le spese che ottengono un miglioramento dell’efficienza energetica e ci sono anche altre detrazioni sull’acquisto di mobili.
Se la cosa ti interessa ti proponiamo di unire il tuo vantaggio economico personale con un vantaggio più “spirituale”: la possibilità di contribuire allo sviluppo di un grande progetto ecologico ed etico: la costruzione della Città Verde che stiamo realizzando intorno ad Alcatraz e all’Ecovillaggio Solare.

CONTINUA A LEGGERE SUL SITO DI CACAO


Si può guadagnare usando il denaro per salvare il mondo?

Ecovillaggio Solare di Alcatraz

Il movimento progressista italiano ha sempre avuto grossi problemi con i soldi.
La moralità cattolica si è fusa con quella comunista creando un mix micidiale: il cattocomunismo.
Uno degli assunti di questa sub filosofia è che chi ha denaro è sempre cattivo.
Questo perché il cattocomunismo è fermo alla struttura economica di un secolo fa, i ricchi sono unicamente i padroni col cappello a cilindro e le mani sporche del sangue operaio.
Questa visione del mondo non tiene conto che vi sono oggi molti ricchi e ricchissimi che non hanno mai sfruttato il lavoro altrui. Artisti, inventori, sportivi… Dove sta la colpa se sono riusciti a far fruttare il proprio ingegno? A chi hanno nuociuto?
E ci sono anche molti imprenditori che hanno scelto di avere un rapporto di rispetto ed equità verso i lavoratori. Non si può equiparare un Cucinelli, che dà 6 milioni di euro di partecipazione agli utili ai suoi dipendenti, con il padrone delle ferriere ottocentesco.
A causa di questo razzismo culturale in Italia non hanno avuto fortuna giganti come Olivetti, che solo recentemente si comincia a considerare… Uno che è stato sempre isolato da cattolici e comunisti perché aveva la colpa di aver praticato una rivoluzione nella concezione dei prodotti, della comunicazione e del rapporto con i dipendenti riuscendo contemporaneamente a far quadrare i bilanci. Uno che nel 1930 già organizzava e finanziava cooperative di autocostruzione delle case, percorsi di formazione gratuiti, asili nido e vacanze al mare per i bambini…
Una grande utopia concreta che ha trovato intorno a sé un muro.
La dominazione culturale del cattocomunismo ha impedito che il movimento progressista italiano si dotasse di strumenti di progresso che richiedono di stabilire la collaborazione tra chi ha progetti e chi ha denaro e la voglia di investirlo in cause giuste.
La stessa idea che si possa guadagnare praticando una finanza etica risulta incomprensibile. L’idea corrente è che se vuoi guadagnare devi mettere i soldi nella finanza imperialista, se invece vuoi essere etico devi rinunciare a qualunque guadagno. Riprova di questo è che in Italia non esistono fondi di investimento o altri prodotti finanziari che investano in progetti progressisti e al contempo diano dividendi.
Sono dieci anni che faccio tentativi in questa direzione senza trovare interlocutori validi…

Che cosa succederebbe invece se chi ha un po’ di disponibilità economica togliesse i suoi soldi dalla finanza crudele e li spostasse su progetti che funzionano economicamente ma hanno anche ricadute positive sull’umanità e sul pianeta?

Perché non esiste modo di investire, ad esempio, sulle decine di aziende che in questo momento in Italia hanno in mano brevetti ecotecno strepitosi e impazziscono per riuscire a trovare i mezzi finanziari per farli arrivare sul mercato?
C’è la crisi, c’è la disoccupazione e nessun partito o ente si preoccupa di far rendere invenzioni straordinarie…
Parlo ad esempio delle caldaie a ultrasuoni brevettate dalla Kwant, azienda che ha addirittura chiuso il suo sito internet. Parlo dell’eolico senza pale, dell’idrico a basso impatto, della bioplastica, della pirolisi… Le aziende italiane sono leader mondiali dal punto di vista delle idee, ma devono lavorare senza aver dietro una struttura finanziaria al livello della loro qualità…
Questa è la più grossa partita in corso: riuscire a finanziare l’innovazione…
Ma trovatemi un partito o un movimento italiano che abbia tra le sue azioni portanti quella di costruire un sistema di finanziamento alle ecotecnologie. Trovatemi dove c’è scritta una sola parola su questo argomento!
Zerototale!

Per fortuna l’Italia sta in mezzo al mondo…
E dall’estero ci arrivano potenti sollecitazioni.
Il premio Nobel Mohamad Yunus, dopo lo straordinario “Il banchiere dei poveri” ha scritto un altro libro rivoluzionario: “Un mondo senza povertà” (Feltrinelli).
Yunus teorizza la necessità improrogabile di costruire, a fianco del movimento caritatevole (che offre il primo soccorso) e al movimento per l’economia etica (ad esempio il microcredito che presta a tasso minimo e non riconosce utili agli investitori) anche una terzo tipo di iniziativa.
Yunus parla di Capitalismo Etico.
Ad esempio, il colosso multinazionale Danone ha investito 150 milioni di euro in una società realizzata insieme alla banca dei poveri di Yunus. Obiettivo della società era quello di sviluppare un cibo per neonati a basso costo che potesse evitare la strage che avviene dopo lo svezzamento a causa di un’alimentazione troppo povera. Yunus capì che questo dramma si poteva eliminare veramente non attraverso la carità ma creando un nuovo prodotto, che fosse alla portata delle famiglie povere del Bangladesh.

I punti del progetto erano:
- Produrre un integratore alimentare con un prezzo bassissimo (risultato che richiedeva enormi spese iniziali per studi, sperimentazione e realizzazione degli impianti produttivi).
- Creare un’azienda che producesse utili in quantità sufficiente da poter restituire nel tempo alla Danone i soldi investiti, rivalutati (e quindi desse la possibilità di chiedere alla Danone di reinvestire nella produzione di altri prodotti innovativi capaci di migliorare le condizioni di vita dei più poveri).
La cosa ha funzionato grazie a una soluzione geniale: uno yogurt arricchito distribuito senza il circuito del freddo. Lo yogurt viene consegnato in giornata, quello che avanza viene regalato. Niente frigoriferi per raffreddarlo alla fonte, per trasportarlo, per conservarlo per giorni… Viene distribuito da venditori in bicicletta e costa la metà di quello refrigerato.

E Danone non ha solo prestato i soldi guadagnandoci solo la rivalutazione, ha avuto un vantaggio pubblicitario enorme che si svilupperà nel tempo modificando l’immagine dell’azienda… Perché Danone ha salvato la vita a migliaia di bambini e questo fa piacere ai consumatori e ai dipendenti.

L’idea centrale di Yunus, che noi sosteniamo da 30 anni, è quella di creare nuovi prodotti capaci di offrire alle persone possibilità migliori. Quello che impedisce alle persone di vivere meglio è innanzi tutto la qualità dell’offerta del mercato. Non riesci a produrre la tua energia elettrica se non ci sono pannelli solari in vendita.
E il semplice meccanismo dell’interesse economico impiega un tempo lunghissimo per mettere in produzione i prodotti di cui abbiamo bisogno per vivere meglio.
Io ho comprato il primo impianto fotovoltaico nel 1982, ma costava uno sproposito e funzionava malissimo. Oggi sono riuscito a installare impianti che producono 28 KW e sono veramente felice di avere una bolletta zero e di incassare ogni mese denaro dalla vendita di energia.
Costruire prodotti che permettano alle persone di migliorare la loro esperienza di vita è stato da sempre il nostro lavoro.
Abbiamo aperto un nuovo tipo di centro culturale residenziale, nel verde, con annesso ristorante biologico… In questi 32 anni decine di migliaia di persone hanno potuto frequentare corsi di formazione basati su una diversa visione della didattica, hanno potuto partecipare a produzione di libri e spettacoli realizzati con una logica collettiva, hanno potuto incontrare persone che non avrebbero mai incontrato…
Oggi stiamo costruendo un prodotto completamente nuovo che risponde a un’esigenza di molti ma che sul mercato non c’è: la possibilità di comprare un appartamento e un terreno all’interno di un ecovillaggio a bolletta zero, che offre ampie possibilità di condivisione attraverso alcuni spazi e servizi condominiali (dalla sala multifunzionale, alla lavanderia, la piscina, il gruppo d’acquisto, le auto elettriche condominiali e un sistema di telefonia e connessione web autonomo e condiviso).
Mai come oggi è possibile creare servizi, prodotti, sistemi di consociazione dei consumi.
Si tratta di un processo che cambierà la quotidianità delle persone, che farà risparmiare molto denaro alle famiglie e che produrrà cambiamenti nel modo di pensare (perché cooperare è meglio!). Ma più cresce l’importanza di quel che vogliamo realizzare più ci rendiamo conto della necessità di trovare i mezzi finanziari per costruire queste nuove opportunità.
Eppure si tratta di iniziative che sono concepite per stare in piedi economicamente, gestite in modo professionale e che offrono una tale convenienza da poter retribuire gli investitori.
Ma oggi in Italia, grazie all’odio cattocomunista verso il denaro in sé, non esiste nessuna struttura dedicata alla raccolta di denaro di investitori che desiderano far fruttare i loro soldi investendoli al contempo in qualche cosa di sensato e positivo per la collettività.
Io credo che questo sia un fronte di iniziativa essenziale perché se trovassimo il modo di finanziare ecovillaggi, ecotecnologie, un sistema di consociazione nazionale per prodotti e servizi (facciamo la nostra compagnia di telefonia cellulare!) potremmo dare un’accelerata meravigliosa al cambiamento, offrire vantaggi alle famiglie, creare nuovi modi di vivere le relazioni.
Fino ad oggi siamo andati avanti (molto avanti) grazie al fatto che un ristrettissimo gruppo di persone ha messo denaro e lavoro.
Con i mezzi a nostra disposizione siamo arrivati a dimostrare cosa vogliamo fare e che è possibile farlo. A questo punto sarebbe bello offrire a chi è interessato a investire in ecovillaggi la possibilità di comprare quote di un fondo di investimento etico. Ma creare un fondo è complesso e molto costoso e non è alla portata di un piccolo gruppo come il nostro. Allora ci siamo messi all’opera per trovare un’alternativa alla nostra portata.
Nell’ultimo anno abbiamo messo a punto, con avvocati e commercialisti, e abbiamo sperimentato con un gruppo di investitori, una sistema artigianale ma efficiente che permette di aderire al progetto di Città Verde, cioè la fase 2 dell’Ecovillaggio Solare. Stiamo creando il sistema di abitazione del futuro, il più grande villaggio europeo della cultura, dell’arte e delle ecotecnologie.
Oltre all’Ecovillaggio Solare, dove i muratori stanno ultimando la terza casa (per un totale di 19 appartamenti) abbiamo individuato e in parte già acquistato una ventina di ruderi di case e di capannoni, che possono essere ristrutturati e diventare appartamenti e spazi di incontro e di attività lavorative. Si tratta ora di finanziare la fase iniziale: completare gli acquisti, realizzare la progettazione e chiedere le autorizzazioni edilizie, per arrivare alla vendita “su carta”, cioè senza affrontare la ristrutturazione degli immobili. Venderemo i ruderi, e i progetti relativi, a famiglie che vogliono ristrutturare e abitare le case.

Cerchiamo quindi persone che vogliano associarsi con noi nell’acquisto dei ruderi, che oggi hanno una quotazione molto bassa a causa della crisi, e che vogliano rivenderli da qui a qualche anno traendo vantaggio economico dalla rivalutazione del mercato. E tanto più si svilupperà il progetto di Città Verde tanto più il valore degli immobili crescerà.
Dal punto di vista tecnico questo si realizza semplicemente con un compromesso di vendita tra me e la persona che vuole investire, perché credo che un rapporto personale con me piuttosto che con una società, dia maggiori garanzie oltre ad avere costi inferiori.
Insieme al compromesso chi decide di associarsi a questa impresa, firma un mandato a me per vendere la proprietà a un prezzo che dia un utile del 5% all’anno. Cioè si vende solo quando il mercato risale.

Non si tratta quindi di acquistare un titolo o un’azione ma direttamente una quota di un rudere e del terreno circostante. Quindi terra e pietre, cose solide che negli ultimi 2000 anni hanno continuato a incrementare il loro valore e che non sono in un posto qualsiasi ma nella valle dove abbiamo costruito Alcatraz e dove già esistono molte offerte turistiche e culturali tanto solide da aver navigato bene anche nel pieno della più grande crisi del capitalismo moderno. Una valle nella quale oltre a noi ci sono una decina di agriturismi, scuole e centri culturali. Cioè un luogo dove spontaneamente si è già creato un notevole concorso di professionalità, sogni e investimenti.
E possiamo ragionevolmente sospettare che il flusso dalle città asfissianti verso luoghi in mezzo alla natura, in aree ad alta vivacità sociale e culturale non solo continui nei prossimi anni ma si intensifichi.

L’unico limite di questo sistema è che il tempo richiesto dalla stipula di un compromesso e le spese di registrazione annullerebbero il vantaggio per piccoli investimenti. Quindi abbiamo fissato la quota minima per aderire al progetto di 2.000 euro.
La quota massima non l’abbiamo fissata, perché se domani arrivasse qualcuno chiedendoci di contribuire con 1 miliardo di euro ci piglierebbe un colpo ma, tecnicamente, non ci sarebbero problemi, ovunque in Italia ci sono costruzioni fatiscenti e abbandonate, in luoghi bellissimi, che potremmo trasformare in ecovillaggi…
Se la proposta ti interessa scrivi a gabriella@alcatraz.it oppure telefona allo 0759229776.

Altre info sul progetto Città Verde clicca qui

 


Noi siamo quelli che amano la libertà

Molti dicono di essere progressisti ma allevano dobermann autoritari dentro la loro mente.

Non si costruisce una società nuova usando vecchi modi di pensare.
Noi vogliamo un mondo di pace, di cooperazione, d’amore.
Un mondo dove il ridere sia sacro e l’arte sia considerata una materia prima. Un mondo che conosca il rispetto, il senso dell’onore, la rettitudine.

Non possiamo costruire un mondo simile con la violenza, la doppiezza, la demagogia, la prevaricazione, l’autoritarismo.
È una banalità che quando inizi a metterla in pratica diventa una questione essenziale.

Quando iniziammo a costruire l’Ecovillaggio Solare ci trovammo a discutere con persone che ci dicevano: dobbiamo vietare le sigarette, non si deve mangiare carne, ci saranno dei turni di lavoro obbligatori, si terrà un’assemblea tutte le settimane.
Altri proponevano rigorosi esami per selezionare gli abitanti in modo di essere certi della loro fede ecologista. Dicemmo a queste persone NO. Noi non vogliamo costruire una comunità omologata, fatta di persone tutte uguali, amiamo la libertà e la biodiversità e non possiamo pensare di vivere in un villaggio fatto di obblighi e di divieti.
Perché mai dovrei vietare a qualcuno di fumare a casa sua o mentre passeggia nel bosco? Al massimo posso chiedergli di spegnere bene le sigarette se passeggia fumando… Ma se uno sceglie di andarsene dalle metropoli per vivere in una valle selvaggia si suppone che ami i boschi quanto me… Quindi suppongo che ci arrivi da solo a capire che è meglio non incendiare le foreste.

Io non voglio vivere in un ecovillaggio dove tutti la pensano come me. Mi annoierei mortalmente. Io adoro discutere. Ma non voglio neanche un ecovillaggio dove sia obbligatorio discutere una volta alla settimana…

Dobbiamo iniziare a dirlo chiaro che questo desiderio di mettere regole è una malattia mentale figlia dell’ideologia stessa che stiamo cercando di superare.
E dobbiamo scrivere sulle nostre pagine Facebook: “Attenzione, il mostro dell’autoritarismo contamina le menti dei rivoluzionari”

La situazione è merdosa perché un numero esagerato di umani non vuole vivere. Hanno fatto la loro scelta: vivere può essere doloroso quindi io riduco al massimo le mie percezioni. Mi congelo l’anima, mi anestetizzo i sentimenti, mi vulcanizzo le percezioni. Guardati in giro: sono migliaia, sono ovunque, sono zombi!
Questa è la forma mentis che permette al Capitalismo del Dolore di prolificare, divorare mercati e diritti naturali, massacrare i dissidenti, invadere nazioni, lasciar morire 10 milioni di persone ogni anno di fame.
Se la loro anima non fosse chiusa alla vita non potrebbero far finta di non vedere, restare passivi quando non direttamente complici.
E quando si ribellano lo fanno per finta, perché non compiono la prima essenziale azione rivoluzionaria: aprirsi alla vita!
Il cemento della loro sordità esistenziale sono le regole, contrappunto al culto della paura.
Vogliono vite ripetitive, dove tutto è inscatolato. Coltivano l’alienazione con lavori ripetitivi, amori ripetitivi, dolori ripetitivi.
Hanno passioni finte, esaltazioni per nuovi leader, nuove mode, vecchi rancori.
E se scelgono la via della crescita interiore anche lì si riempiono di dogmi, regole, sistemi, pratiche purificanti, maestri spirituali.
Autorità, regole, ripetizioni, procedure servono per procurarsi un’anestesia totale permanente dell’anima.

Queste persone sono intimamente pessimiste, non pensano che l’Universo ci ama e ama scherzare… Non hanno fiducia nell’improvvisazione, nell’invenzione, nella fantasia, nell’incontro, nel caso nella coincidenza. Non credono che l’impossibile si realizza continuamente. Non sanno che l’Universo adora sfidare i suoi limiti… Non capiscono che le lucertole con un po’ di sforzo e 20 milioni di anni di tempo sono riuscite a procurarsi ali e piume e imparare a volare… Più impossibile di questo!
Queste persone non credono che esista una forza positiva dentro ognuno, non credono che la cooperazione faccia miracoli, non credono che il mondo ci ama e che il progresso è insito nella forma degli atomi. Odiano i loro stessi sogni.
Hanno degli schemi fissi in testa e li applicano in modo meccanico perché il loro obiettivo non è migliorare veramente se stessi e il mondo, il loro obiettivo è alimentare ritualità anestetizzanti.

Ma in questi anni è cresciuto enormemente il numero delle persone che hanno rotto il loro personale loop.
Sta fiorendo la cultura della spinta gentile, dei piccoli passi, del flash mob destabilizzante, della comicoterapia, della riscoperta del gusto infantile del gioco come strumento di lotta sociale e divertimento personale.

Faccio un esempio.
Le persone che arrivano ad Alcatraz assaporano subito un senso di libertà. Gli spazi sono aperti, la natura non è addomesticata e domina prepotentemente il paesaggio, le persone che lavorano ad Alcatraz non sono in divisa e non si riesce a capire chi sono gli ospiti e chi fa parte dello staff. Da subito non hai a che fare con una situazione rigidamente definita, ruolizzata. Quando è ora di pranzo ti siedi dove vuoi, su lunghe tavolate, e ti trovi gomito a gomito con persone che non conosci ma che mediamente hanno voglia di parlare. C’è un grande tavolo pieno di delizie e prendi tutto quello che vuoi, quante volte vuoi. Scegli con gli occhi, non c’è un menù scritto… E se vuoi mangiare qualche altra cosa che non è sul buffet, basta chiedere, non ci sono costi extra da pagare. E le tovaglie sono di carta, puoi macchiarle, non c’è problema. Poi dai una mano a sparecchiare.
Questa situazione priva di costrizioni e inscatolamenti mentali dà alle persone un immediato senso positivo: è rilassante.
Ma ha anche effetti collaterali interessanti. Se le persone scelgono cosa mangiare senza doversi preoccupare del menù, del prezzo o della quantità, non solo si rilassano ma cambiano anche spontaneamente e senza sforzo, il loro modo di mangiare. Ad esempio si riduce dell’80% la quantità di carne consumata. Una cosa che avviene senza che ce ne si accorga semplicemente perché ci sono tanti cibi da assaggiare e tanti colori da mettere nel piatto.
La cosa incredibile è che appena i nostri ospiti sperimentano questa modalità morbida e accogliente reagiscono in assonanza con essa. Le persone ad Alcatraz si salutano quando si incontrano. Sembra una banalità ma è una cosa enorme, è pieno il mondo di posti dove le persone non si salutano neanche quando finiscono chiuse nello stesso ascensore!

Lo stesso discorso lo portiamo avanti da sempre quando si parla di benessere e “crescita personale”.
Nei corsi di Yoga Demenziale e nei seminari per migliorare il benessere psicofisico noi non offriamo percorsi preconfezionati.
Non abbiamo un modello perfetto da inculcare in ogni testa che ci capita a tiro. Non proponiamo quella tecnica o quella disciplina.
Non esiste una via preconfezionata per aprirsi alla vita.
Hai voglia di ascoltare questo evento straordinario che è il fatto che sei qui e sei spettacolarmente vivente?
Fallo. Non c’è niente di difficile, non ti serve il guru illuminato, l’apertura dei chakra, l’iniziazione o il faro della conoscenza del maestro.
Se ascolti le sensazioni e le emozioni piano piano ci prendi gusto. Scopri che puoi accettare la paura che ti fa il dolore se quel che ti viene di buono dalla vita te lo godi tutto. Questo è l’unico modo per risvegliarsi dall’anestesia e accettare i rischi del gioco pur di giocare… Sei tu che devi decidere se il gioco vale la candela e se vuoi puoi farlo istantaneamente.

Se ci provi magari scopri che alla fin fine il dolore è limitato, banale nella sua assoluta disperazione, è l’esperienza del vuoto, dell’abbandono, dell’assenza. Il dolore è la mancanza. E allora goditi quel che c’è, cura la tua paura, cura la delusione, l’umiliazione, la frustrazione dandoti alla vita. Per miliardi di anni non esistevi, per miliardi di anni non esisterai, adesso sei qui, nell’immensa magnificenza di un corpo e un’anima…
Puoi migliorare la tua dieta scegliendo il cibo con gli occhi; e se quel che mangi te lo godi veramente non inghiotti subito: mastichi. E se mastichi metà dei problemi digestivi e di sovralimentazione se ne vanno. Godersi la vita fa bene.

Da anni insegno una tecnica ginnica rivoluzionaria, molto più efficiente dello Yoga, del Tai Chi e dell’Antiginnastica messe assieme. Si chiama Movimento Spontaneo. Per spiegarlo servono 10 minuti.
Se inizi a muoverti e ascolti la maestosità delle contrazioni muscolari e delle rotazioni giunturali scopri che è piacevole e ti fa un sacco bene.
E se ascolti il movimento spontaneo puoi anche aver voglia di respirare in modo naturale, muovendo il diaframma e lasciando andare fuori l’aria passivamente.
E se fai ciò puoi scoprire che esistono tutta una serie di movimenti spontanei che ti viene voglia di fare se smetti di tenere i tuoi movimenti chiusi dentro i confini del Movimento Corretto.
Puoi scoprire che se muovi le spalle lasciando rilassate le braccia vengono fuori una serie di movimenti spontanei decisamente tonificanti.
E se la cosa ti fa piacere puoi sperimentare i prodigi del Movimento Totale, che consiste nell’esplorare la quantità dei movimenti che non fai più da anni. E se non hai di meglio da fare puoi scoprire che è veramente gradevole muovere tutto quello che riesci a muovere. Se sei in coda alle poste puoi farlo anche molto molto lentamente così nessuno se ne accorge e non ti prendono per matto.. E tu intanto trasformi il tempo perso a far la coda in un’esperienza piacevole e trascendentale.
E magari scopri che ti passano i dolori ai piedi se ti alleni a muover le dita una per una. All’inizio pare impossibile ma dopo un po’ ci riesci… È stupido ma divertente.

Il nostro lavoro si basa su una serie di percorsi di crescita personale che non sono basati su un modello qualsivoglia da fare proprio ma sul dare fiducia ai meccanismi naturali e spontanei, alla conoscenza istintiva di ciò che per noi è buono. Non c’è un maestro esterno che ti dà la linea, il maestro è dentro di te: tu hai dentro di te il modello naturale che è quello corretto, usalo! Milioni di anni di evoluzione naturale saranno ben serviti a qualche cosa…

Lo stesso identico discorso lo possiamo fare a proposito della creatività. C’è in giro ancora gente che è convinta che imparando le 100 regole d’oro del romanzo puoi scrivere un best seller.
Io ho scoperto che per scatenare la creatività devi fare proprio un bel niente. Metti venti persone in una stanza confortevole, dopo che hanno mangiato bene, e si inizia a fantasticare. Una sciocchezza tira l’altra e dopo due ore la creatività è montata a panna e iniziano a scoppiettare colpi di genio che rimbalzano da una testa all’altra. È un fenomeno potente e inarrestabile. È la magia del gruppo, il miracolo cooperativo. Quando hai imparato a farlo con gli altri poi sei capace di farlo pure in solitudine (ma in gruppo ci si diverte di più).

Ecco che cosa intendo per cercare di migliorare la propria vita e il mondo senza allevare mostri autoritari nella propria mente.
Dichiariamo che esiste questo altro modo di pensare e che siamo convinti che questa sia la direzione che può portarci in un posto più gradevole.
Impariamo a riconoscere che esistono mille gruppi creativi che agiscono sul pianeta seguendo la filosofia della spinta gentile, del sorriso, degli abbracci, della creatività, della cooperazione e del gioco. Un fantastico movimento composto da gente che ha compreso che se ti rilassi, se smetti di coltivare la paura di vivere, un nuovo modo di pensare e di sentire emerge spontaneamente dalla tua anima. Ed è pure simpatico!

 


L'Ecovillaggio Solare di Alcatraz su Tiscali Tv

Da Tiscali Tv Tg24: "Jacopo Fo, fondatore della Libera Università di Alcatraz, e l’architetto Sergio Los, ci accompagnano sui monti tra Gubbio e Perugia dove sta nascendo l’Ecovillaggio solare di Alcatraz. Un modo di vivere ecosostenibile che crea “capitale sociale” e mette in contatto l’uomo e la natura."

Per maggiori informazioni sul progetto dell'Ecovillaggio Solare clicca qui


Abitare il futuro

Ecovillaggio Solare di AlcatrazIl colore è verde
La tecnologia è pulita
Le case sono costruite con materiali naturali e sono a bolletta zero
Le auto sono elettriche
La spesa si fa con i gruppi di acquisto.
Il lavoro te lo inventi tra arte, comunicazione, ecologia e benessere.

Stiamo costruendo l’Ecovillaggio Solare di Alcatraz in una valle dove da 30 anni si creano spettacoli e sculture, si svolgono corsi, ricerche storiche e sperimentazioni ecotecnologiche, si scrivono libri e si dipinge tutto quel che capita a tiro. Una valle dove già decine di persone vivono sperimentando i vantaggi della cooperazione, dell’auto impresa e dell’economia alternativa.
Non è una comunità, è un posto dove coltiviamo la libertà e la biodiversità mentale.

E abbiamo un modo diverso di intendere il lusso.
Ogni appartamento ha 2 mila metri quadrati di terreno privato. E ci sono 230 mila metri quadrati di parco condominiale (boschi, oliveti e tartufaie). I sistemi energetici, la lavanderia, le piscine e la sala per le feste e gli spettacoli sono collettive.

C’è la possibilità di avere case in autocostruzione oppure consegnate chiavi in mano.

Un gruppo d’acquisto per la casa che ha sottoposto prezzi e contratti al controllo di Banca Etica per dare più garanzie ai soci della cooperativa di costruzione.

Per informazioni: www.ecovillaggiosolare.it
Scrivi a info@ecovillaggiosolare.it
Tel 0759229776


L'Ecovillaggio Solare di Alcatraz nella EU Sustainable Energy Week

EU Sustainable Energy Week (EUSEW)

Il nostro progetto dell'Ecovillaggio Solare di Alcatraz è stato inserito tra gli eventi accreditati dalla Commissione Europea all'interno della settimana dedicata alle energie sostenibili (EU Sustainable Energy Week).
Dal 22 al 29 giugno sarà possibile visitare l'Ecovillaggio e ricevere informazioni sul progetto e sulle strutture disponibili.

Per maggiori informazioni clicca sul sito dell'Ecovillaggio.
Per maggiori informazioni sulla EU Sustainable Energy Week clicca qui


Scusa, hai duemila euro? Vuoi entrare in società con me?

Stiamo costruendo la prima Città Verde italiana.

Credo sia possibile immaginare un posto dove vivere diversamente, in mezzo al verde e a gente mediamente interessata alla collaborazione e all’ecologia.
Un luogo dove sperimentare nuovi modi di lavorare, consumare, avere relazioni.
Ci interessa vivere vicino a persone interessate a condividere alcuni spazi, servizi e opportunità, cose tipo gruppi d’acquisto, banche del tempo, sistemi di baratto circolare e di lavoro in rete…
Noi abbiamo iniziato a costruire questa Green Town da tempo. La valle di Alcatraz, con un parco di 4,5 milioni di metri quadrati, 200 abitanti, diverse associazioni culturali, agriturismi, scuole, è già un luogo particolare da più di 30 anni. Ora siamo arrivati a costruire le prime 2 case dell’Ecovillaggio Solare e stiamo ultimando la terza. Per un totale di 17 appartamenti che ospiteranno entro qualche mese il primo gruppo di abitanti.
Ma in questo momento ci scontriamo con il blocco del credito e i conseguenti alti tassi di interesse.
Mentre le banche prestano a tassi superiori all’8% poi a chi deposita il proprio denaro non danno quasi nulla di interesse.
Con commercialista e avvocato abbiamo quindi studiato una soluzione che potrebbe essere vantaggiosa: coinvolgere altre persone nella proprietà dei terreni e delle case diroccate all’interno della valle di Alcatraz, offrire cioè la possibilità di firmare un compromesso di acquisto per quote di immobili che oggi sono di mia proprietà, ed entrare così di fatto e di diritto in comproprietà per poi avvantaggiarsi insieme dello sviluppo del progetto nel suo complesso.
Abbiamo scelto questa soluzione perché ci sembra più lineare, semplice e trasparente di altre e anche perché in questo modo chi diventa comproprietario, ha un rapporto diretto con me e non con entità astratte, il che spero possa dare una maggiore garanzia.
In questi mesi ho sperimentato e rodato questa soluzione con alcuni soci che hanno deciso di partecipare con quote di investimento consistenti e visto che il sistema funziona vogliamo ora dare la possibilità di partecipare anche a chi dispone di cifre più piccole, a partire da 2.000 euro.
Se la proposta ti interessa puoi contattare Gabriella Canova: e-mail - tel: 0759229776.

 


Viaggio nell'Ecovillaggio Solare di Alcatraz: Contrada Capuzzola

Viaggio nell'Ecovillaggio Solare di Alcatraz: Contrada Capuzzola

Un'antica casa in pietra risalente a 1000 anni fa, una torre e una vista che definire “panoramica” è riduttivo. Questa è la zona “Contrada Capuzzola” che comprende due abitazioni monofamiliari di nuova costruzione e la casa in pietra con torre. Una torre di avvistamento che seguiva la via franchigena, serviva a mandare messaggi, segnali dall’allarme. Un pezzo di storia all’interno dell’Ecovillaggio.
La casa grande di Capuzzola, una volta ristrutturata, sarà divisa in 6 appartamenti, tutti ad alta efficienza energetica (classe A), con riscaldamento a pavimento, tripli vetri alle finestre e una quota di spazi comuni (sala convegni, lavanderia collettiva, piscina calda e piscina fredda, parco condominiale di oltre 20 ettari, impianti tecnologici: idrico e per la produzione di energia elettrica, fitodepurazione per gli scarichi, vani tecnici).
Le metrature degli appartamenti vanno da 40 mq (superficie commerciale) a 121 mq ma la vera chicca della struttura è l'appartamento n. 6: si divide tra terzo e quarto piano della torre da cui si gode di un paesaggio mozzafiato.
Insieme a Casa Solare, che invece sovrasta la valle, è sicuramente fra gli angoli più suggestivi dell'Ecovillaggio.
Completano Contrada Capuzzola due abitazioni monofamiliari che abbiamo chiamato Rustici. Uno è stato già venduto, l'altro è ancora disponibile e comprende 2 camere da letto (matrimoniale più singola), un bagno, cucina, sala da pranzo e salotto, e una serra bioclimatica abitabile di 15,40 mq. Fanno comodo 161 mq di giardino privato?

Per maggiori informazioni sulle strutture di Capuzzola clicca qui


C’hai mica 30 mila euro? Cioè… Può capitare…

Progetto Green Town AlcatrazPuta caso che nonostante il dissesto economico nazionale e nonostante il pessimismo dilagante c’hai ancora un bel po’ di soldi e credi ancora che stiamo cambiando il mondo (lentamente) …
Se sei in tale meravigliosa condizione abbiamo una proposta da farti: entra in società con noi e contribuisci allo sviluppo del più grande progetto del mondo di Città Verde… Quel che gli inglesi chiamano Green Town.
Dopo 30 anni di lavoro stiamo finalmente sviluppando questo sogno: un modo diverso di collaborare, di vivere in mezzo alla natura e alla cultura.
E visto che abbiamo visto molte primavere siamo anche realisti, quindi a chi vuole partecipare a questo progetto non diamo solo una pacca sulla spalla e tante grazie. Abbiamo studiato il modo di rendere redditizia economicamente la partecipazione a questa impresa.
Perché è giusto che chi rende possibile una cosa importante per tutti, tragga dal suo impegno un equo vantaggio.
Quindi se credi che sia importante sperimentare e diffondere l’ecologia, sperimentare nuove forme di cooperazione, creare un posto dove sia possibile incontrarsi, studiare e lavorare in modo creativo, se credi che i cambiamenti si costruiscono realizzando esempi concreti, che funzionano veramente anche fuori dal mondo delle idee, e se hai dei soldi che ti dà fastidio tenere bloccati in banca, allora forse ti potrà interessare saperne di più su quel che stiamo costruendo in questa valle meravigliosa.  
Per ora la quota minima di partecipazione è di 30.000 euro, per motivi tecnici, ma stiamo studiando anche quote di partecipazione più basse.
Se vuoi maggiori informazioni scrivi a gabriella@alcatraz.it.

Per leggere tutti gli articoli sul progetto Green Town clicca qui

 


Un vero affare alla Casa Solare!

Casa Solare Ecovillaggio Solare Alcatraz

Grazie alla detrazione Irpef sulle ristrutturazioni puoi acquistare uno degli appartamenti di Casa Solare, nell'Ecovillaggio di Alcatraz, risparmiando fino a 48mila euro!
E hai un'abitazione di Classe energetica A dotata di pannelli solari termici e fotovoltaici, riscaldamento a pavimento, pompa di calore, coibentazione dei muri e tripli vetri alle finestre. Nonché 2.000 mq di territorio, una quota degli spazi comuni dell'Ecovillaggio che comprenderanno la lavanderia collettiva, le piscine calda e fredda, due ettari di tartufaia, l'area barbecue e i vani tecnici (per gli attrezzi da giardinaggio ad esempio).
A Casa Solare sono ancora disponibili 4 appartamenti, due al piano terra e due al primo piano.

CONTINUA A LEGGERE CLICCA QUI