Ecovillaggio solare

Ultime dalla Città Verde

Alcatraz Rudere Pianelle

A Pianelle resta un solo appartamento disponibile!
(a breve iniziamo i lavori...)

L'Ecovillaggio Solare non è l'unico progetto che stiamo sviluppando nella valle di Alcatraz. Qualche mese fa abbiamo lanciato la proposta di acquistare quote di casali che non fanno parte dell'Ecovillaggio Solare. L'idea delle quote ha avuto poco successo (solo una quota prenotata) in compenso sono stati acquistati 4 appartamenti di Pianelle, casa diroccata vicino ad Alcatraz, con 230 mila mq di terreno.
Ci manca ora di vendere un solo appartamento (o qualche quota di appartamento) per poter iniziare i lavori. Infatti i tempi per l'approvazione del progetto di restauro sono relativamente brevi (tre mesi dovrebbero abbondantemente bastare). In questo modo potremo anche usufruire della detrazione Irpef per la ristrutturazione fino a 48.000 euro per ogni appartamento.
Il che rende la possibilità particolarmente vantaggiosa. Se hai soldi in banca che ti danno preoccupazione trasformali in un sogno.
Un sogno con i piedi per terra (tanta terra).
Per informazioni gabriella@alcatraz.it oppure 0759229913.

 


Progetto Casa delle Diverse Abilità

Ecovillaggio Solare Alcatraz: Progetto Casa delle Diverse AbilitàAll’interno dell’Ecovillaggio Solare di Alcatraz vogliamo costruire una casa che oltre ad essere atossica e ad alta efficienza energetica (bolletta zero per elettricità, riscaldamento e refrigerazione estiva) sia pensata come luogo di sperimentazione delle più avanzate tecnologie che permettono a persone diversamente abili di poterla abitare in modo autonomo.
Vogliamo collaborare con associazioni e cooperative di disabili per arrivare a realizzare un appartamento privo di barriere architettoniche e dotato di tutti gli accorgimenti utili a una fruizione soddisfacente per portatori delle più diffuse disabilità. Ad esempio arredi ergonomici, percorsi leggibili per non vedenti, sistema demotico verbale con comandi vocali per gli impianti (temperatura, areazione ecc). Inoltre vogliamo dotare la casa di mezzi di trasporto innovativi come la carrozzina dotata di sistema Segway, capace di salire le scale e di permettere spostamenti in posizione eretta.

Questo progetto è patrocinato dall’associazione Onlus il Nuovo Comitato un Nobel per i Disabili, fondato da Dario Fo e Franca Rame.
Il costo della costruzione di 100 mq commerciali e delle relative infrastrutture, dotazioni energetiche, 2.000 mq di terreno, e quota di proprietà condominiale (piscina calda e fredda, sala multifunzionale di 165 mq, lavanderia, 230.000 mq di parco) è di euro 250.000, ai quali vanno aggiunti 200.000 euro di dotazioni tecnologiche e arredi.
Su questa iniziativa il Comitato un Nobel per i Disabili sta cercando sponsor pubblici e privati e apre una sottoscrizione con un contributo di 50mila euro.

Lanciamo quindi una sottoscrizione per raccogliere la cifra di 450.000 euro.

CLICCA QUI PER MAGGIORI INFORMAZIONI

 


Green Town per rilanciare l’agricoltura di qualità

Se vogliamo riportare i giovani a lavorare la terra dobbiamo immaginare un nuovo modello sociale.

Molte associazioni stanno conducendo una grande campagna per il rilancio dell’agricoltura come elemento essenziale della costruzione di un modello sano ed equo di sviluppo.
Crediamo che sia una battaglia fondamentale.
Di fronte alla grande disoccupazione dei giovani, all’inquinamento e all’alienazione urbana, il ritorno alla terra è certamente una via che può dare prospettive a migliaia di giovani disoccupati.
L’agricoltura di qualità è altresì essenziale per liberare i consumatori dai cibi senza sapore e senza sostanza (i cibi coltivati con forzatura chimica hanno la metà degli elementi nutrizionali più preziosi).
La cultura del buon cibo è poi centrale per far crescere il gusto della vita e della convivialità e noi crediamo che questa non sia una questione secondaria. Nello scontro tra cibo di qualità e fast food c’è molto di più di una mera questione culinaria o dietetica. C’è una diversa idea della vita, delle priorità, della scala di valori. È la cultura consumista contro la cultura della qualità, dell’amore verso il pianeta e verso gli esseri viventi.
E non si tratta certo di questioni secondarie, le iniziative intraprese in questo campo da organizzazioni come Slow Food o Sefea (che riunisce le banche etiche europee) hanno mostrato che si possono anche creare decine di migliaia di posti di lavoro interessanti e remunerativi.
Negli Usa sono nate, anche grazie a Slow Food, centinaia di aziende agricole, birrifici artigianali e laboratori che producono formaggi. In Francia le banche etiche hanno finanziato l’acquisto di più di 80 grandi aziende agricole, affidate a cooperative di giovani.
Libera ha fatto altrettanto con la gestione dei terreni confiscati alle mafie.
E possiamo anche ricordare l’enorme lavoro con migliaia di cooperative, realizzato dal Commercio Equo e Solidale che  mette insieme la cultura del buon cibo con il pagamento di prezzi equi ai contadini poveri del terzo mondo.

Ma uno degli aspetti interessanti di questa via agricola al miglioramento del pianeta, è il fatto che essa induce comportamenti sociali diversi, dando vita ai mercatini biologici e ai gruppi d’acquisto, diventa un elemento straordinario di creazione di aggregazioni sociali, fondamentali in una società malata di solitudine e individualismo.

In Italia esiste un’enorme possibilità di sviluppo dell’agricoltura di qualità.
In tutto il mondo adorano i cibi italiani.
In un momento di crisi come questo il mercato dell’alimentare italiano è tra i pochi in crescita, con un 4% di aumento complessivo, e punte che arrivano a un + 35% come nell’esportazione di vini in Francia.

Abbiamo un gran numero di agronomi disoccupati.
E abbiamo anche enormi estensioni di terreno agricolo collinare abbandonato.
Ci sono interi paesini completamente disabitati e un patrimonio di case vuote che sicuramente supera le centomila unità (ed è una stima per difetto).
Abbiamo i lavoratori potenziali, le competenze, le case e i terreni. Cosa ci manca?

Ovviamente manca la determinazione della classe politica nel dare priorità a questa strategia.
Ma bisogna sviluppare anche una progettazione della vita in campagna che sia appetibile.
È inimmaginabile che migliaia di giovani tornino a vivere in mezzo ai boschi, in totale isolamento, tagliati fuori da socialità ed eventi, come succedeva 50 anni fa.
Le colline sono meravigliose ma alla lunga possono essere estremamente noiose e inibire la vivacità mentale che solo una vita sociale intensa ti può dare. Inoltre, vivere in collina di sola agricoltura è veramente difficile.

Per trovare una soluzione a questi problemi in tutto il mondo si sta sviluppando una visione del ripopolamento delle campagne basata sulle Green Town, le città verdi.
L’idea è quella di creare aree nelle quali le attività agricole e quelle culturali siano integrate: agricoltura, cultura, formazione e turismo sono i 4 elementi che agendo in modo sinergico possono creare le basi materiali per lo sviluppo di un nuovo tipo di città.
Città dove il 99,99% del terreno è costituito da boschi e coltivazioni ma dove, al contempo, ci sono attività non esclusivamente agricole.
Oggi ci sono decine di professioni che grazie a internet si possono svolgere a distanza, senza abitare per forza in città.
Ecco quindi che si può unire la migrazione di nuovi agricoltori con lo sviluppo di attività nel settore del terziario domiciliate in mezzo alle colline. E la contiguità tra agricoltori di qualità e professionisti di diversi settori può diventare il fulcro di una forma diversa del vivere nel verde.
Il che vuol dire attirare fuori dalle metropoli tutta una serie di attività come la formazione professionale, momenti di progettazione aziendale e in generale tutte le attività che hanno una forte connotazione creativa; attività che naturalmente trovano vantaggio nello svolgersi in mezzo al verde, con il condimento di cibi e bevande deliziosi.

Un esempio di questa visione la stiamo costruendo nell’Ecovillaggio Solare di Alcatraz, che è concepito come un piccolo centro di aggregazione, con la piazzetta, i portici e i negozi. Uno spazio sociale capace di diventare rotore delle attività di molti che hanno ristrutturato case nei dintorni, dando vita alle attività economiche più disparate.
Già ora nella nostra valle vivono 200 persone che hanno creato spontaneamente una serie di collaborazioni incrociate fonte di una grande vivacità di eventi culturali, spettacoli teatrali, concerti, produzioni televisive. L’inaugurazione del nuovo ecovillaggio, che avverrà quest’estate con la consegna dei primi 19 appartamenti, porterà un ulteriore sviluppo di questa vivacità.
In modo sempre spontaneo e senza imposizioni, ovviamente: non siamo una comune o una comunità, non ci sono regole, oltre a quelle ovvie del rispetto degli altri; ma è evidente che l’arrivo di decine di famiglie che si trasferiscono a vivere qui porterà un aumento della ricchezza relazionale e delle possibilità operative: l’unione fa la forza.

Per noi immaginare una Green Town non vuol dire pensare solo a case ecologiche, atossiche, ad alta efficienza energetica (bollette zero) e a opportunità di sinergie lavorative, vuol dire anche immaginare un’economia verde collaborativa, completamente diversa da quella urbana.
Proprio per la natura relativamente isolata della vita in collina, qui è più facile, e viene quasi spontaneo, sperimentare forme spinte di gruppi di acquisto.
Noi non ci limitiamo a comprare insieme i cibi, abbiamo contratti “di gruppo” anche per il telefono, il gas, le biancheria per gli agriturismi, l’energia elettrica da fonti rinnovabili e la realizzazione di impianti fotovoltaici e termici. E periodicamente si svolge un mercatino itinerante di prodotti agricoli, artigianali e del baratto. Ogni mese il mercato si fa in una casa diversa e anche questo diventa un modo di sviluppare relazioni sociali, scambi e collaborazioni.
Il prossimo passo sarà quello di creare un sistema autonomo di allacciamento a internet via etere e dotarci contemporaneamente di cellulari a doppia banda, che permettano di telefonare gratis in tutta la zona e usare le compagnie telefoniche solo quando si esce dall’area della Green Town.
E vorremmo anche che l’Ecovillaggio si dotasse in futuro di un sistema di car-sharing con auto elettriche.
Aggiungi la condivisione di servizi come la lavanderia, la sala feste, la piscina calda e ottieni un sistema che determina diversi modi di consumare, usare il tempo libero, incontrare gli altri e lavorare.

Cosa si potrebbe fare per incrementare lo sviluppo delle Green Town?

Anche qui fortunatamente gli esempi positivi non mancano.
Già negli anni ’70 gli illuminati amministratori della regione trentina capirono che se volevano conservare la ricchezza dei territori dovevano immaginare un diverso modello di sviluppo.
Individuarono l’agriturismo come un mezzo per portare nuova ricchezza e dinamismo culturale nelle campagne e per indurre gli agricoltori a indirizzarsi verso la produzione alimentare di alta qualità.
Investirono quindi denaro ed energie nella creazione di una serie di strutture che dessero maggiore attrattiva turistica ai territori montani. Laddove vi era un sufficiente numero di agricoltori interessati a intraprendere l’attività agrituristica costruirono piscine, maneggi, laghetti per la pesca, e diedero vita a una serie di eventi culturali che avrebbero attirato turisti. Insomma, crearono delle aree omogenee con una serie di servizi condivisi da più agriturismo.
Un esempio geniale di questa politica è stata la creazione del Parco Sella, un grande museo all’aperto dove, lungo un percorso di alcuni chilometri, si susseguono grandi opere d’arte biodegradabili, in mezzo ai boschi.
Questo tipo di iniziative portarono rapidamente il Trentino ad essere una delle regioni italiani con maggior sviluppo turistico.

La nostra idea è che si debba seguire questo approccio, costruendo strutture che offrano, nelle aree di nuova immigrazione, i servizi essenziali per creare ricchezza di opportunità.
Senza lo sforzo di dotare di servizi i territori abbandonati non è credibile pensare a una consistente immigrazione.
Oltretutto così si ovvierebbe al disastroso degrado dei territori abbandonati, per il quale paghiamo ogni anno un odioso tributo di morti e danni economici per frane e alluvioni.
Ma non si può pensare alla cura dei territori senza pensare a come rendere vivibili oggi quelle terre.

Si tratta quindi sostanzialmente di replicare il modello sperimentato in Trentino non limitandolo al turismo ma immaginando le Green Town come dependance teleconnesse del tessuto urbano, retrovie delle città, aree di sosta mentale dedicate al benessere, alla creatività, al riposo, alla crescita culturale e relazionale.

Certamente si tratta di proporre una grande rivoluzione degli stili di vita a migliaia di persone che potrebbero avere grande vantaggio a lasciare il caos delle città. E si tratta ricreare migliaia di nuovi posti di lavoro.
Ma io credo che questo stia già da tempo avvenendo in sordina, in molte zone d’Italia. Già ora centinaia di migliaia di cittadini sono diventati campagnoli.
Si tratta solo di diffondere l’idea di un modo ancor più interconnesso e solidale di vivere in campagna.
Se dimostriamo che funziona esso avrà una forza attrattiva potente.
Anche perché è proprio vero che in mezzo al verde, mangiando cibo delizioso e fresco in buona compagnia, si vive meglio.

 


Partecipa al progetto Green Town

Ecovillaggio Solare AlcatrazCerchiamo investitori astuti e ecologici che vogliono comprare una quota di due ruderi, vicini ad Alcatraz, e guadagnare enormemente rivendendo fra qualche anno.
Oltre all’Ecovillaggio ci sono altre case (ruderi) che per il momento aspettiamo a ristrutturare… Meglio fare una cosa per volta. Questi ruderi fanno parte del grande progetto Green Town, che comprende Alcatraz, l’Ecovillaggio Solare e altre strutture che sono ancora in fase di progetto. Abbiamo fatto un notevole sforzo per acquistare tutte queste case e i boschi circostanti, salvandoli dal taglio intensivo, e ora cerchiamo persone che vogliano unirsi a noi in questo progetto: comprare oggi una quota delle proprietà, tenerla ferma per 3-4 anni e poi vendere gli appartamenti sulla carta, avvantaggiandosi dell’aumento di valore che si otterrà con lo sviluppo del progetto e la ripresa del mercato immobiliare.
Si tratta di un investimento a basso rischio visto che il valore degli immobili in questo momento è ai minimi termini, quindi è difficile che i prezzi diminuiscano. Oltre al vantaggio economico, questo investimento permette di contribuire a sviluppare un progetto ecologico di grande portata che potrà essere un esempio concreto della possibilità di abitare in modo diverso, risparmiando denaro e salvaguardando l’ambiente.
Scrivi a gabriella@alcatraz.it per ricevere ulteriori informazioni oppure leggi qui


Stiamo ultimando la terza casa dell’Ecovillaggio Solare (e fra pochi mesi si trasferirà il primo gruppo di abitanti)

Casa Solare Ecovillaggio AlcatrazOra puoi anche comprare solo 2.000 metri quadrati di terreno e costruirti la tua casa con i materiali che preferisci. E c’è pure una detrazione Irpef fino a 48 mila euro. E per le giovani coppie di precari lo stato fa da garante sui mutui bancari prima casa.

Continuano impetuosamente i lavori per la costruzione dell’Ecovillaggio
Siamo entrati nella fase della costruzione concreta degli appartamenti. Chi compra subito potrà usufruire della detrazione Irpef fino a 48 mila euro per le ristrutturazioni decisa dal governo Monti. Questa novità rende l’acquisto di una casa nell’Ecovilaggio veramente conveniente.
E potrai avere pure un’abitazione a zero bolletta (zero elettricità e zero riscaldamento).  
Inoltre, è ora possibile sia comprare appartamenti ecologici chiavi in mano, sia il terreno dove autocostruire la propria abitazione, con metrature di 48 o 92 mq. Queste case autocostruite avranno anch’esse, compresa nel prezzo, una quota delle proprietà condominiali: piscina calda e fredda, sala feste di 165 mq, 230 mila metri quadrati di parco (oliveti, boschi e tartufaia di 16 mila mq), lavanderia e impianti di produzione di energia elettrica e calore.
Inoltre, sempre grazie agli ultimi provvedimenti varati da Monti, è possibile per coppie di giovani precari, ottenere dallo Stato una garanzia sui mutui prima casa.
Per saperne di più, vedere progetti e planimetrie e tutto il resto

www.ecovillaggiosolare.it

 


Vantaggi economici per le famiglie che entrano nella Cooperativa Ecovillaggio Solare Spa

Ecovillaggio Solare AlcatrazIn primo luogo tutti gli appartamenti di Casa Solare e Case Capuzzola hanno diritto alla detrazione Irpef del 50% sui costi di ristrutturazione, fino a 48.000 euro.
Stiamo poi valutando la possibilità di accedere anche alla detrazione Irpef del 55% per la parte dei costi relativa alle tecnologie per l’efficienza energetica (pompe di calore, pannelli solari termici ecc).
Potremmo quindi offrire alle famiglie con capienza Irpef, una detrazione complessiva di circa 55.000 euro.
Inoltre il progetto per quanto riguarda l’istallazione di pannelli solari fotovoltaici, pale eoliche e generatori di energia elettrica alimentati a scarti di legna triturati, ha diritto di accedere al premio per ogni kw prodotto del Conto Energia. Quindi questi investimenti sono una voce esterna al piano finanziario in quanto finanziati in modo autonomo con un apposito mutuo facente parte del pacchetto comunemente offerto dalle ditte installatrici.

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La casa ecologica conviene

Un modo diverso di abitare sta avanzando tra autocostruzione e case a zero energia

Generalmente le case del centro nord Italia consumano più del doppio di quelle costruite in Germania.
E in buona parte sono piene di sostanze tossiche.
Sovente, poi, hanno prezzi sproporzionati rispetto al costo di costruzione.
Ma è il sistema abitazione nel suo complesso che non funziona. La fattoria tradizionale e le case “a ringhiera”, avevano spazi sociali che erano il prolungamento dell’abitazione: i porticati, il cortile… Altrettanto collettivo era il modo di costruire la propria casa: si ricorreva spesso al lavoro volontario di tutti i vicini. Sapevi che se aiutavi gli altri poi gli altri avrebbero aiutato te.
Queste tradizioni si stanno risvegliando e rinnovando. Ovunque ci sono gruppi che si uniscono per comprare appartamenti individuali dotati di spazi in comune: una sala per le feste, la lavanderia, un’area verde. Si risparmia, si hanno case migliori e si condividono alcuni costi.

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La rivolta fa bene al fisico

(Proclama ribelle)

Sento un pizzicorio…
Una voglia, un non so che… Non è proprio fame… È piuttosto… Desiderio.
E nessuna cazzo di merendina me lo potrà soddisfare.
Niente di tutto il supermercato, nessuna meraviglia tecnologica. E neppure il più bell’abito o la vacanza sulla nave da crociera che non affonderà, mai!

Ho voglia di gente che canta in mezzo alla strada.
Ho voglia di gente che fa piani durante la notte, progetti impossibili che poi, a spallate, riesce a realizzare e poi si ferma e dice: cazzo, ce l’abbiamo fatta!

Lo so che siamo tanti, ogni giorno, a tracciare la linea di confine con il nulla dei corrotti. Siamo in tanti a scegliere di fare la differenza, per una persona, per un quartiere, per un paese, a fermare i progetti di morte dei folli, a lanciare il salvagente a quelli buttati a mare di notte, dal transatlantico illuminato a giorno.
Siamo tanti, ma ci si vede poco.
Non siamo abbastanza.
Nei blog i rivoluzionari sono milioni.
Ma restano nei blog.
Troppi sono bloccati dal loro dramma personale, sono malati, feriti, contusi nell’anima.
E molti di più non si sa dove siano finiti.
Quante erano le bandiere della pace alle finestre quando Bush stava per invadere l’Iraq? Quante? Si diceva 7 milioni.
Ma fossero anche state solo 3 milioni…
I conti non mi tornano.
All’appello mancano 9 bandiere su 10.
E non va bene, no…

Dico a te che te ne stai alla finestra,
non c’hai più voglia,
e t’ha catturato la depressione,
la tua generazione non ha speranze,
ti hanno deluso, ti hanno tradito…
Le motivazioni per lasciar perdere sono tante…
Molte anche giuste, del resto.
E tu probabilmente hai tutte le ragioni.
Ma qui è in ballo la madre di tutte le battaglie,
c’è la crisi, il pessimismo distribuito a secchiate in faccia
la paura del futuro, il complotto della solitudine.
È un martellamento che sfascerebbe il cemento.
Cazzo! Tocca reagire. L’ottimismo non te lo regala nessuno.
Te lo devi fare da te.
Hai bisogno di lottare, perché fa bene alla salute.
Ribellarsi è meglio che subire un torto.
Essere vivo è meglio che sentirsi morto.
Sollevarsi dalla melma quotidiana e vedere che sei capace di rompere le scatole galvanizza il sistema immunitario.
Segui il tuo sogno, alza il livello della dopamina.
E ti svegli più riposato la mattina.
Ribellarsi rende più belli.
Costruire il futuro migliore, pezzo per pezzo rende più elastica la mente e previene l’arteriosclerosi più di una durissima dieta macrobiotica.
Lavorare con gli altri rende la muscolatura più elastica e aumenta l’empatia.
Avere un progetto difficile da realizzare allunga la vita, perché non hai tempo per morire.
Quindi, fatti un regalo, inizia a lavorare nella rete degli oppositori irriducibili, i costruttori di sogni, gli zappatori di fantasie.
Immagina che stiamo riuscendo per davvero a costruire qualche cosa di migliore per i nostri figli.
E divertiti a fare pratica.
Ti farà stare meglio; il che di per sé è rivoluzionario.
La felicità non è un fine, è il mezzo.

PS
Se hai voglia di darti da fare potresti dare una mano a noi. Il tuo aiuto sarebbe prezioso.
Noi lavoriamo in un settore piuttosto sguarnito: molti altri si occupano di organizzare cortei, portare in Parlamento gente onesta e capace, organizzare mobilitazioni e referendum. Sono tutte azioni importanti e noi le sosteniamo decisamente. Ma contemporaneamente abbiamo scelto di concentrare le nostre energie in un settore dell’iniziativa progressista che reputiamo essenziale e al momento “coperto” da troppe poche persone.
Noi ci occupiamo di fare da incubatore a nuove imprese nel settore dell’ecologia e della cultura. La nostra attività si basa su una serie di laboratori che portano a termine progetti concreti: comunicazione sulle ecotecnologie, e produzioni culturali.
Noi lavoriamo per far girare nuove idee perché pensiamo che oggi sia indispensabile cambiare punto di vista.
E siccome le idee le facciamo girare realizzandole e facendole funzionare (siamo un po’ tedeschi dentro) questo comporta innanzi tutto di formare professionisti e creare nuove imprese e nuovi posti di lavoro. E se le imprese che aiutiamo a nascere producono qualche cosa che è ecologico, fa risparmiare denaro, incoraggia la cooperazione e fa stare meglio le persone, allora siamo anche più contenti.
Noi non siamo un partito, siamo un movimento di professionisti, una rete di persone che amano fare bene quello che fanno. Non ci sono capi, tutti lavorano alla pari e se si guadagna si divide.
La nostra è una rete elastica e flessibile; puoi offrirci un aiuto essenziale anche lavorando con noi una sola ora alla settimana.
Scegli un compito minimo e lo porti avanti. Grazie a questa modalità di parcellizzazione del lavoro riusciamo a far crescere progetti di notevole misura.
Non è indispensabile che tu ci dedichi molto tempo, quello che importa è che la tua collaborazione sia affidabile.
Se invece non puoi garantire un apporto costante potresti comunque aiutarci enormemente raccontando ai tuoi amici cosa stiamo facendo. Un link sul tuo profilo Facebook o Twitter può essere molto utile, ma se guardi un po’ quel che facciamo e lo racconti tu è ancora meglio.
Infine potresti scegliere di appoggiarci utilizzando i nostri servizi.
Puoi semplicemente scegliere i tuoi regali di Natale su www.commercioetico.it, oppure trascorrere un fine settimana ad Alcatraz. Puoi aderire alla nostra associazione, Cacao Alcatraz oppure organizzare un tuo corso nella nostra struttura.
E puoi anche mettere i tuoi soldi nella costruzione della più grande Green Town del mondo, una città verde delle ecotecnologie, della cultura e dell’arte.
Insomma, hai solo l’imbarazzo della scelta.
Ecco la lista dei progetti che stiamo realizzando (e siamo solo una trentina… Pensa cosa faremmo se fossimo 50).

1- Ecotecno, rivista digitale (qui la presentazione). Vogliamo raccogliere informazioni dettagliate e verificate sulle novità nel campo delle tecnologie pulite. Ci servono cacciatori di notizie, giornalisti, persone con formazione scientifica per valutare le singole innovazioni. Il progetto è quello di collegare la rivista a una rete di promozione e commercializzazione di ecotecnologie attualmente non disponibili in Italia allo scopo di trovare aziende che le commercializzino anche nel nostro Bel Paese. Ci si trova il lunedì alle 21,30 su www.alcatraz.it via web tv-chat-skype. Puoi vedere il video della presentazione del laboratorio qui. La partecipazione al laboratorio è gratuita. Eventuali utili saranno suddivisi in ragione del lavoro svolto.

2- Laboratorio di ricerca sulla vera storia della più grande rivolta nera in Brasile (qui la presentazione). Il laboratorio produrrà un libro, un documentario e uno spettacolo teatrale. Non è una fantasia malata, lo abbiamo già fatto col progetto Seminole. Ci si trova il martedì alle 21,30 su www.alcatraz.it via web tv-chat-skype. La partecipazione al laboratorio è gratuita. Eventuali utili saranno suddivisi in ragione del lavoro svolto.

3- Diventa facilitatore del benessere!
Scuola di Naturopatia Complementare di Alcatraz
Aiutare le persone a stare meglio diffondendo la conoscenza elementare del corpo.
Respirare, muoversi, usare la voce e ascoltare le sensazioni in modo naturale fa bene. E a volte recuperando il movimento di una parte del corpo, rilassando la muscolatura, regolando la respirazione si può sbloccare stati di malessere od ottenere l’aumento della capacità di autocura del corpo. In 1.200 ore di corso non formiamo terapisti ma facilitatori del benessere, una figura professionale che rafforza gli effetti delle cure mediche aiutando a ristabilire il funzionamento del metabolismo attraverso il miglioramento dell'efficienza naturale delle funzionalità elementari. Infatti, ci sembra una vera follia che la maggior parte dei medici curi i diversi organi in modo separato e senza tenere in considerazione l’importanza delle funzioni primarie come il respiro nello sviluppo dei malanni. Molti disturbi inoltre potrebbero essere definiti malattie comportamentali. Se respiri male poi stai male, ma non hai nessuna malattia, se inizi a respirare bene stai subito meglio. Gli strumenti utilizzati dai facilitatori del benessere sono il potenziamento dell’autoascolto, set di movimento eubiotico e il massaggio. Si tratta di metodologie di base selezionate per la loro estrema efficacia che possono dare agli allievi una reale padronanza della tecnica all’interno di un corso di 1.200 ore. Il corso offre quindi una concreta possibilità di lavoro, in un settore dove gli operatori con una preparazione approfondita sono ancora veramente pochi. Vogliamo preparare una forza d’urto terapeutica che sappia proporre nei fatti, città per città, un diverso approccio alla salute.
Qui trovi la presentazione del corso e dell'incontro del 30 novembre ad Alcatraz, sarà trasmesso anche via web tv. Venerdì ore 21,30. Sabato ore 10-13 e 17-20. Domenica ore 10-13. Per sintonizzarsi www.alcatraz.it. Il corso di formazione è gratuito per le fasce economiche disagiate.

4- Laboratori art making: pittura, scultura e arti applicate. Coloriamo il mondo. Collabora con lo sviluppo del Museo Parco di Alcatraz. Periodicamente si tengono laboratori creativi, con Eleonora Albanese. L’obiettivo è di creare anche una rete di vendita di manufatti artistici e invadere il mondo.

5- Laboratorio di cartoni animati e applicazioni per smartphone. Inizieremo con un corso base. Abbiamo presentato una domanda all’UE per ottenere il finanziamento della realizzazione di 3 cartoni animati che dovrebbero dare lavoro a una cinquantina di persone per due anni. L’inizio dei corsi è previsto per l’estate 2013. I corsi, per un totale di 700 ore, sono gratuiti per le fasce economiche disagiate.

6- Progetto ecovillaggio: un posto completamente diverso dove vivere. Non solo case ecologiche, efficienti e atossiche ma anche spazi privati a fianco di una quota di proprietà condivisa. Ma non si tratta solo di questo, vogliamo creare un grande centro di progettazione e produzione di ecotecnologie, invenzioni sociali, economia etica, agricoltura biologica, arte e artigianato. Inoltre il progetto offre la possibilità di trasferirsi in campagna e possedere una casa anche a persone che non hanno grandi mezzi economici. Cioè, si possono comprare case chiavi in mano, autocostruirle oppure entrare in una cooperativa per l’autocostruzione assistita dal comune di Perugia (solo per famiglie a basso reddito). Per maggiori informazioni www.ecovillagiosolare.it

7- Progetto di sostegno reciproco tra siti e blog etici, artistici, culturali, ecologici, sportivi. Oggi aderiscono a www.stradaalternativa.it più di 400 siti web che si sono scambiati in 3 anni più di 20 milioni di banner. Aumenta la tua visibilità sul web. Bastano 10 minuti.

8- Gruppi di acquisto per olio, telefonia fissa e Adsl, elettricità prodotta da fonti rinnovabili, casa ecologica, fotovoltaico (320 impianti già realizzati in tutta Italia) ed eolico. Grazie alla collaborazione con www.commercioetico.it ed www.energiaarcobaleno.com, offriamo la possibilità di ottenere prezzi ribassati e particolari garanzie e assistenza, a chi aderisce ai gruppi di acquisto. Commercioetico propone anche prodotti particolari per qualità e prezzo, nel settore libri, dvd, abbigliamento, borse, materassi bio, opere d’arte, artigianato ed ecotecnologie.

9- Con Dario e Franca abbiamo iniziato un percorso formativo per attori. A dicembre ci sarà il prossimo laboratorio nel quale inizieremo a lavorare sulla messa a punto di spettacoli ideati dagli allievi. Per saperne di più leggi qui.

Non hai che l’imbarazzo della scelta.

 


Vuoi acquistare una quota di case e terreni nella più creativa Città Verde italiana?

Vuoi acquistare una quota di case e terreni nella più creativa Città Verde italiana?Siamo giunti alla fase cruciale della costruzione della nostra Eco Town che è già un centro di produzione culturale e di formazione, una fucina di idee e di possibilità per un modo diverso di vivere e di creare nuove relazioni.
Una città con il 99,99% di alberi e lo 0,01% di costruzioni. Una valle verdissima dove ci sono, oltre alla Libera Università di Alcatraz e al nascente Ecovillaggio Solare, una decina di altri centri, agriturismi, scuole, luoghi di produzione teatrale e artistica. Un progetto che è il frutto di 30 anni di esperienza e ha una storia di eventi di successo nel settore della comunicazione, della diffusione delle ecotecnologie, dei gruppi d’acquisto e dell’economia etica. Una scommessa generazionale dove tentare soluzioni alternative e concrete.
Ora la costruzione dell’Ecovillaggio è avviata, con una casa restaurata, arredata e già utilizzata, e due case quasi ultimate.
È arrivato il momento di completare il progetto iniziando il recupero degli altri poderi che abbiamo acquistato.
Quindi abbiamo deciso di cedere queste proprietà, e, per facilitare la partecipazione al nostro progetto siamo disponibili a una cessione del diritto di proprietà anche in forma percentuale limitata, e così cerchiamo persone che vogliano partecipare con il loro denaro a questo progetto di sviluppo, ottenendone un equo vantaggio.
Quindi per queste proprietà che mettiamo in vendita si può creare un’azione di sviluppo immobiliare per reimmeterle sul mercato.
Proponiamo l’acquisto di quote di 2 ruderi, posti in una splendida posizione, con 20.000 metri quadrati di boschi, oliveti, prati pascolo e seminativi. Questi due poderi sono limitrofi ad Alcatraz e all’Ecovillaggio Solare.
La partecipazione all’investimento avverrà tramite la cessione di quote di proprietà a chi intenda partecipare con noi a questa iniziativa, con tutti i crismi di legalità e quindi anche procedendo all’intestazione formale dei diritti che si acquistano.
La quota minima di partecipazione è di 30.000 euro.
Questo per motivi tecnici. Ci piacerebbe in futuro creare un sistema più flessibile, che permetta di partecipare anche con quote più piccole, ma questo sarà possibile solo in una fase più avanzata di sviluppo del progetto nel suo insieme. Solo allora si potrà pensare a formule più flessibili di investimento etico.
Chi fosse interessato all’iniziativa può contattare via e-mail gabriella@alcatraz.it.