Ecovillaggio solare

Abbiamo completato il “Piano Strategico dell’Acqua”!

Pietro LaureanoScusate il nome altisonante… Ma è proprio un piano strategico e risolve i problemi idrici non solo dell’Ecovillaggio Solare ma anche di Alcatraz. Visto che c’eravamo abbiamo fatto le cose in grande realizzando un progetto integrato che permetterà di avere una notevole sicurezza idrica e meno costi per la Cooperativa Ecovillaggio Solare.

Si tratta di un sistema composito, non ci affidiamo a una sola fonte d’acqua.
Innanzi tutto, attualmente esiste: una fonte presso Borgo Mulino, con un impianto di potabilizzazione e una potenza, in agosto, superiore ai 10 metri cubi al giorno. Poi ci sono i 4 laghetti lungo il fosso adiacente l’impianto. Un quinto laghetto è l’invaso che riforniva il Mulino (che andrà ripulito dalla vegetazione e impermeabilizzato).
Un sesto laghetto con relativa fonte (della quale dovremo verificare la portata) è vicino a Borgo Laghetto.
Inoltre, abbiamo restaurato l’antica briglia che sbarra il torrente Resina e che forniva acqua all’invaso del Mulino.
La portata in metri cubi dell’insieme di questi 7 invasi non è stata ancora calcolata esattamente ma supera i 400 metri cubi.
C’è poi il pozzo di Galeto, del quale dovremo verificare la portata, dopo averlo liberato dai detriti.
Stesso discorso per la fonte al di sopra dei lavatoi di Capuzzola (c’è un’antica cisterna).
Inoltre, abbiamo individuato tre diversi siti, sempre vicino al Mulino, lungo il Resina, dove scavare un pozzo a un centinaio di metri di profondità. Stiamo predisponendo un test. Difficile dire quale portata potrebbe avere un pozzo così profondo… Ma potrebbe essere un’utile integrazione quotidiana delle riserve di acqua.
Pietro Laureano, consulente Onu per i sistemi idrici, ha poi presentato all’UE un progetto che prevede, tra l’altro, la costruzione nell’Ecovilaggio di una galleria di captazione a scopo dimostrativo che è un tunnel sotterraneo di tipo di tipo orizzontale capace di produrre acqua (in uso nelle oasi del Sahara, ma anche in Sicilia, noto come foggara).

CONTINUA CLICCA QUI


Acquista un pezzo di territorio nell'Ecovillaggio Solare di Alcatraz

Ecovillaggio Solare AlcatrazC'è la possibilità di acquistare 2.000 mq di bosco dentro l'Ecovillaggio e poterci costruire una casa mobile di 40 mq o mettere un camper (o una yurta, una casetta sull'albero, una casetta in paglia).

Decidi tu come vuoi la tua casa e te la costruisci e contemporaneamente hai una quota della proprietà condominiale dell'Ecovillaggio (parco di 230.000 mq, piscina calda e fredda, sala multifunzionale di 165 mq, lavanderia, infrastrutture).

CLICCA QUI PER MAGGIORI INFORMAZIONI


Se vuoi colpire il cuore del Sistema un ecovillaggio è meglio di una pistola

Ecovillaggio Solare AlcatrazRita, una ragazza di Bergamo, mi ha scritto: “Ma con tutti i problemi che abbiamo oggi, la crisi, la disoccupazione e tutto il resto, cosa vi impegnate a fare con questo Ecovillaggio di Alcatraz? Non vi sembra ci siano cose più urgenti?”
Certo di cose urgenti ce ne sono. E cerchiamo di prendere l’iniziativa anche su queste: il sostegno a persone disabili, la formazione per disoccupati, la diffusione del risparmio energetico, i gruppi di acquisto, il sostegno alle imprese etiche e sociali, sono il nostro modo di opporci alla macelleria sociale.
Ma, contemporaneamente, ci sembra altrettanto importante costruire un progetto di grande respiro, fatto di muri, strade, impianti ecotecnologici ad alta efficienza e nuove relazioni tra le persone.
Vogliamo agire sulle condizioni di vita che poi determinano modi di pensare, lavorare e spendere il proprio denaro.
La casa non è solo il posto dove abiti. La forma della tua casa determina in modo notevole la qualità della tua vita. È centrale. E non è soltanto questione di smettere di consumare petrolio e smettere di finanziare l’economia della guerra.
C’è anche il fatto che vivere nel verde, in abitazioni costruite senza veleni è decisamente meglio. E ha un influsso positivo sulla tua mente.
Ma queste sono solo le premesse.
L’aspetto di maggior impatto sulla realtà è un altro. È quel che succederà nell’ecovillaggio. Infatti non abbiamo intenzione di limitarci a creare uno spazio abitativo migliore.
Come?
Ora te lo racconto.
Ti invito a immaginare una bella mattina, all’ecovilaggio. Arrivi nella piazzetta, lastricata di pietre, con il portico e le casette decorate con figure umane, animali fantastici e piante. Al bar, sotto l’ombra di alcuni ombrelloni una decina di persone sta facendo colazione e avvicinandoti senti il profumo dei cornetti appena sfornati. Quattro musicisti stanno mettendosi d’accordo per il concerto che ci sarà appena fa buio. Due ragazze, hanno riempito di fogli il tavolo, sgombrato dalle tazzine e stanno lavorando all’editing di un libro. Ti siedi, un ragazzo viene a chiederti cosa desideri mangiare, e poi ti fornisce il programma della giornata. Nella sala grande adiacente alla piazza ci sarà un convegno di onlus dedicato a “Le nuove tecnologie a basso costo energetico per i paesi in via di sviluppo”. Invece al Mulino si terrà un seminario sulle tecniche agricole che non prevedono di arare il terreno e sul metodo sinergico. Le piante che si stano reciprocamente simpatiche crescono meglio se le pianti vicine. A Casa Capuzzola stanno provando uno spettacolo teatrale sulla storia dei Kalunga, gli schiavi neri che nel 1700, in Brasile fuggirono alla schiavitù rifugiandosi nella foresta Amazzonica. E non si fecero più vedere fino al 1950. Finisci di fare colazione e ti metti a passeggiare, insieme a un ragazzo che hai conosciuto al bar e che sta andando al Campeggio, vive lì in una casa di paglia. Ti spiega che sta dopo la yurta mongola e prima della cupola in adobe (terra cruda). Qui sono state autocostruite molte case con i materiali e le forme più disparate. Fuori dalla piazzetta un gruppo di artigiani e agricoltori bio stanno montando dei banchetti. Oggi è sabato ed è giorno di fiera, arriveranno un sacco di persone da tutt’intorno. Sulla strada verso il campeggio incontri un gruppo di studenti di ingegneria in visita per vedere tutti i sistemi adottati per ottenere l’autosufficienza energetica. Qui invece di consumare energia la si produce in quantità superiore al necessario e la vendita di elettricità copre i costi di gestione del parco condominiale di 230 mila metri quadrati.
Raggiunta la casa di paglia del tuo nuovo amico, continui scendendo verso il torrente, superando una specie di trullo, una tepee, una casa sopra un albero, dotata di ascensore rudimentale tipo altalena con contrappeso. Un gruppo di bambini sta mettendo a dura prova le carrucole divertendosi a schizzare verso l’alto. Poi per far ridiscendere il contrappeso devono salire in due sul seggiolino. Per fortuna qualcuno a pensato bene di mettere un sistema di frenaggio alle corde.
C’è una grande sfinge di sasso, dipinta, la porta e le finestre suggeriscono che anche questa sia un’abitazione. Un cartello indica: “Scivolo per mobilità veloce.” Lo segui e arrivi a uno scivolo, simile a quei mezzi tubi che si trovano nei parchi acquatici. Qui la discesa c’è già quindi lo scivolo è appoggiato direttamente sul terreno. Ti siedi sul mezzo tubo e ti lasci andare. La velocità è notevole e in un minuto percorri 500 metri e arrivi alle Case Mulino. C’è la cascata e una ragazzina sta per tuffarsi dal contrafforte di pietra. Attraversi il ponticello di legno sul Resina, e da una porta aperta vedi l’interno di una stanza adibita a ufficio. Una ragazza seduta su una sdraio con un portatile sulle ginocchia, sta lavorando. Le chiedi se puoi usare un computer. Te ne indica uno acceso con un accento probabilmente germanico. Ti siedi e ti colleghi al sito dell’Ecovillaggio. In alto a sinistra scorrono veloci i numeri che indicano la quantità di chilowatt prodotti dai pannelli solari e dalle pale eoliche. Un altro indicatore segnale il numero di visitatori arrivati quest’anno, sono già 8.456.
Una scheda ti dice che l’Ecovilaggio Solare ha 212 abitanti su un’area di 440.000 mq, 4 associazioni culturali, 14 imprese che si occupano del web, di catering, dell’organizzazione di corsi ed eventi e la realizzazione di progetti europei in collaborazione con fondazioni, onlus e gruppi locali sparsi per i 5 continenti. Ci sono poi molti professionisti e artigiani: falegnami, rilegatori, maestri di Ci Kung, traduttori, video operatori, massaggiatori e terapisti.
E la settimana prossima inizierà un seminario per aspiranti sindaci e assessori. Non serve solo gente onesta per governare le città e cambiare il sistema, serve anche che sappiano fare il loro lavoro.
Saluti la ragazza che sta realizzando un sito web dalla sua postazione sulla sdraio. Riprendi la passeggiata. Un gruppo di studenti di una classe elementare sta visitando il mulino con le pale di legno e le macine di pietra e l’antica fornace per cuocere i mattoni. Risalendo verso la piazzetta del centro dell’Ecovillaggio, passi vicino a un grande rimboschimento, alla piccola diga che accumula acqua per l’estate e a un gruppo di gitanti in sella ad asini e cavalli agricoli, bassi e grassi.
Ti guardi in giro e c’è verde a perdita d’occhio.
E tu ti domandi se quel posto strano sta veramente funzionando come centro di dimostrazione e diffusione di nuove idee sulla vita, le relazioni, il lavoro e tutto il resto.

 

 


43.000 euro risparmiati sul costo degli appartamenti dell'Ecovilaggio Solare di Alcatraz!

Ecovillaggio Solare Alcatraz Casa solareQuesto sconto vale per chi ha capienza Irpef.
In un periodo di crisi questa è proprio una buona notizia. Infatti, grazie alla legge Monti sulla detrazione dell'Irpef per le ristrutturazioni di immobili, chi paga l'Irpef può recuperare il 50% del costo della ristrutturazione su un massimo di 96.000 euro.
Questa cifra può essere recuperata in 10 anni, detraendola via via dai soldi dovuti per l'Irpef. Quindi possiamo da subito offrire 9 appartamenti che a questo punto sono convenienti in modo eccezionale!
Per esempio: Casa Solare Appartamento 5
Superficie commerciale mq 60,97 46,19 di appartamento + serra bioclimatica abitabile di 23,32 mq per un totale di 65,34 mq (3 vani)
2000 mq di boschivo
Costo a corpo: 169.000 euro (Iva e oneri esclusi) se la compri oggi, avendo capienza Iperf il costo dell’appartamento è di 126.000 euro!
Il costo di ogni appartamento comprende anche una quota di sala convegni, lavanderia collettiva, tartufaia, piscina, territorio condominiale (circa 23 ettari, su 47 totali dell’Ecovillaggio).

Un'altra buona notizia è la possibilità di acquistare 2.000 mq di bosco dentro l'Ecovillaggio e poterci costruire una casa di 40 mq o mettere un camper. Decidi tu come vuoi la tua casa e te la costruisci e contemporaneamente hai una quota della proprietà condominiale dell'Ecovillaggio (parco di 230.000 mq, piscina calda e fredda, sala multifunzionale di 165 mq, lavanderia, infrastrutture).
Per saperne di più http://www.ecovillaggiosolare.it/ (in particolare vedi Casa Solare e Case Capuzzola che sono le costruzioni sulle quali è possibile ottenere la detrazione Irpef del 50%).
Per maggiori informazioni info@ecovillaggiosolare.it


Per favore aiutatemi a capire perché ci considerano pazzi

E' estate ormai e fa caldo e mi è venuta voglia di raccontarvi un po’ di cavolacci miei, e di chiedervi addirittura aiuto … Mi scuso preventivamente con chi non ha voglia di ascoltare chiacchiere esistenziali e confessioni, saltate questo articolo…
Ad Alcatraz arrivano parecchie persone simpatiche, che magari da anni sono abbonate a Cacao, o hanno letto i nostri libri, e dopo un po’ che si chiacchiera mi dicono che erano anni che pensavano di venire a Alcatraz ma c’era qualche cosa che li bloccava … Gli sembrava che Alcatraz fosse un posto “strano” e venirci un po’ troppo impegnativo. E mi dicono che invece arrivando si sono stupiti di trovarsi in un posto “normale” dove ognuno fa quel che desidera e si sente a casa sua.
Altri mi dicono che non avrebbero pensato di trovarsi a chiacchierare con me al bar, perché credevano che io fossi uno che se ne sta in una torre e non parla con nessuno.
E via così.
Mi sono quindi chiesto come mai persone simpatiche, con le quali ci si trova subito in comunicazione, e che quindi sono sulla nostra stessa lunghezza d’onda, si siano trovate a farsi un’idea di Alcatraz o di me, come di qualche cosa di “complicato”.

Come mai Alcatraz, nonostante tutto quel che si è scritto e detto, continua a essere “segnata” da un’”aurea” di “luogo estremo”?
Un luogo estremo visto magari con simpatia, ma comunque estremo.
Ci sono persone che mi dicono: “Da tempo volevo venire ma solo ora mi sono deciso perché sono veramente distrutto.”
Va beh, mi fa piacere che Alcatraz sia sentita come un posto dove puoi andare a tirare su i pezzi quando sei alla frutta… Ma quando uno viene per star meglio quando già sta bene, lo preferisco…
E comunque anche questo fatto avvalora il sospetto che nonostante tutti gli sforzi di comunicazione non siamo riusciti a comunicare un’idea di Alcatraz corrispondente a quel che è realmente. Un posto dove si mangia bene e puoi andare a fare un corso o a far nulla, dove c’è della gente mediamente disposta a chiacchierare e a scherzare…
E questo è un problema, soprattutto per gente come noi che sostanzialmente di mestiere fa comunicazione.
Allora quel che ti chiedo sono due cose:
Perché diamo quest’immagine?
Come potremmo dare un’immagine diversa?

Inizio io cercando di mettere assieme alcune informazioni.

Innanzi tutto c’è da dire che comunicare è un casino.
In 30 anni sono usciti articoli su Alcatraz su tutti i maggiori giornali italiani.
Ho partecipato ad almeno una cinquantina di trasmissioni televisive e radiofoniche, convegni, fiere ecologiche, venduto mezzo milione di libri (dove c’è sempre scritto cos’è Alcatraz) e ogni tanto arriva qualcuno che dice: “Ho saputo che esiste questo posto solo la settimana scorsa, perché non fate un po’ di pubblicità?” E tu ti senti un verme.
Ciò a dire che far arrivare un’informazione non è facile, nel bailamme della società dello spettacolo.

Seconda informazione: io ho avuto molti vantaggi nella mia vita ma anche qualche problemino.
Sono figlio di papà, quindi strutturalmente stronzo. Mi sono occupato di ecologia troppo presto, quindi sono radical chic. Ho parlato di punto G e muscoletti vaginali (quindi sono un feticista gay maniaco sessuale).
Ho scritto un libro sui crimini della Chiesa Cattolica, quindi sono un demonio.
Facevo parte pure dell’estrema sinistra comunista, quindi sono un criminale.

Tutti questi prerequisiti comportano quindi che Alcatraz sia identificata come una comune anche se NON è una comune, nessuno ci abita, ed è sostanzialmente un albergo con annessi ristorante e aule per le lezioni. Postilla del fatto che si crede Alcatraz una comune è la convinzione che sia una comune mistica (per via che si mangia biologico) dedita alla meditazione trascendentale (odio la meditazione trascendentale!) e che io sia certamente un guru che vende l’apertura dei chakra un tanto al chilo (chi mi conosce, dopo 5 minuti capisce subito che come guru sono negato).

Sinceramente ho anche riflettuto a lungo su come sono fatto io…
Evidentemente un po’ strano lo sono. Devo anche ammettere che da ragazzino ero MOLTO strano… Di base… A scuola quando provavo a intervenire in assemblea mi fischiavano tutti, anche quelli del mio collettivo politico… E le ragazze, quanto ci provavo, scoppiavano a ridere.
Ero il tipo sfigato che se uno mi guardava male andavo lì e gli chiedevo: “Perché non mi vuoi bene?” Cioè, stile nerd.
Forse era anche la mia faccia da bambino che non mi rendeva credibile.
E pure nella redazione del Male ero in una posizione strana. Ogni tanto avevo buone idee, ma comunque ero considerato un po’ fuori di testa… E in effetti dopo il rapimento di mia madre ero restato un po’ “agitato”.
Questa fase iniziale della mia vita sociale ha determinato che non sono mai stato sostenuto da un sistema di referenze coltivato nel periodo giovanile. Questo in Italia è particolarmente importante, le referenze sono importanti, per credere che uno è una persona sensata hai bisogno che qualcuno te lo “raccomandi”. Il nostro sistema sociale è basato su questo meccanismo dei consigli degli amici.
Ecco, a me sicuramente è mancato questo. I miei amici di allora generalmente lo sono ancora adesso, abbiamo buoni rapporti, quando ci vediamo, magari mi raccontano di questioni intime… Quindi si fidano di me… Ma non sono il tipo di amico che presenteresti a tua sorella…
Con le persone che non mi hanno conosciuto da ragazzo ho qualche chance in più… Anche perché, onestamente, siamo veramente un gruppo affidabile… Magari il merito, più che mio, è della fortuna che ho avuto a incontrare persone straordinarie e mettermi a lavorare con loro… E al di là del merito, sul lavoro, ho sempre rispettato i contratti col cronometro, ma anche lì, quando ho detto ad alcuni miei amici che avremmo costruito impianti fotovoltaici finanziati al 100%, sono scoppiati a ridere. E il fatto che poi ne abbiamo realmente costruiti 310 (per lo più per merito di Maria Cristina Dalbosco, ma comunque si son fatti e funzionano tutti) non li ha poi fatti muovere di un millimetro dal loro stato d’animo nei miei confronti. Resto un casinaro.
Contrappunto a questa idea che si sia dei confusionari è il fatto che invece per alcuni siamo un gruppo di perfezionisti ossessivi… Recentemente su Aam Terranova, storico mensile dell’ecologia, è uscita una recensione di Alcatraz che diceva: “È un bel posto ma sono troppo organizzati”. Altri sono convinti che siamo un gruppo di tecnocrati bocconiani assatanati per i soldi che guadagnano milioni di euro con la cultura di sinistra…

Un altro aspetto sul quale ho riflettuto a lungo è che ho commesso un grave peccato culturale.
Uno che a 24 anni decide di scrivere l’Enciclopedia Universale in 22 volumi viene considerato un po’ presuntuoso. Se poi come sottotitolo dell’enciclopedia ci scrivi: “Come quella di Diderot, ma più sexy. L’unica enciclopedia rilegata ancora viva!” allora diventi veramente irritante. E a me sembrava così divertente!
Devo ammettere che ero conscio di fare una provocazione. Ma il divertimento era proprio quello…
Poi capisco che qualcuno si possa irritare per il fatto che uno dice: “Scriverò 22 volumi sulle nuove frontiere della cultura alternativa…”. Si incazzano soprattutto le persone che soffrono di creatività stitica e contemporaneamente si sentono più intelligenti di Pitagora.
Se poi di libri dell’Enciclopedia Universale invece di 22 ne pubblichi 28 allora sei proprio un provocatore. E se poi c’è pure qualcuno che se li compra allora diventi odioso.
E dà fastidio pure che si affermi che esiste un’altra cultura (che io mi sono limitato a raccontare) che esprime un modello antagonista del mondo… Ti danno del tuttologo superficiale.
E in realtà fa anche incazzare che ci si permetta di scrivere di GRANDI ARGOMENTI sghignazzando e infilandoci dentro battute sceme che fanno ridere… È lesa maestà. Violazione dell’area di sacralità del Pensiero Superiore…

Cavolo, quando mi sono messo a scrivere questo articolo non avevo chiaro in testa quanti cavoli di motivi ho per essere considerato un cazzone supponente… Merda…

Per completare il discorso aggiungo solo che questo non è un piagnisteo, perché so benissimo che esistono veramente molte persone che ci vogliono bene e ci vedono per quel che siamo… Una roba che ti corrobora… Il fatto stesso che in così tanti si siano fidati a darci da costruire il loro prezioso impianto fotovoltaico vuol dire molto… Ed è un segno di stima enorme. Così come il fatto che quando ci siamo trovati in difficoltà economica, 10 anni fa, siamo riusciti a continuare a galleggiare grazie a una dimostrazione di generosità enorme da parte di 1300 santi ecologisti che si sono abbonati a Cacao pagando una cosa che era gratis (e decidendo con web referendum che doveva continuare a essere gratis per chi non voleva pagare). E anche il fatto di aver trovato un gruppo di famiglie che hanno creduto nell’idea dell’Ecovillaggio Solare è un segno immensamente positivo.  Esistono molte persone fantastiche che hanno un’ottima opinione del nostro lavoro.
Quindi le cose vanno poi alla fin fine bene lo stesso, ma sai com’è… al meglio non c’è mai fine… se riuscissimo ad aggiustare un po’ la nostra immagine “mediatica” ci farebbe anche bene…

Va beh… se ti viene un’idea su qualche cosa che potremmo fare per darci un’aria di persone normali dimmelo. Ti sarò eternamente grato.


Ecovillaggio: i lavori alla Casa Solare

Ecovillaggio: lavori alla Casa Solare Ecovillaggio: lavori alla Casa Solare
Ecovillaggio: lavori alla Casa Solare Ecovillaggio: lavori alla Casa Solare

Per qualcuno questi tondini di ferro saranno solo strutture metalliche appoggiate a muri, ma noi siamo profondamente commossi guardandole.
Perché ci vediamo l'Ecovillaggio che inizia a prendere forme, ci vediamo persone che abiteranno questi muri (brutalmente antisismici!!!) ci vediamo storie, ci vediamo un'opportunità di incontri, relazioni, collaborazioni.
E la vita è l'arte dell'incontro. E ci vediamo una nuova idea di come abitare, in mezzo alla natura, rispettando il pianeta e il buon senso, e coltivando la curiosità verso il genere umano e una solida ricerca della serenità.
Il mondo nuovo è qui che avanza tra un tondino e l'altro. Stappa una bottiglia e festeggia insieme a noi!
Baci a tutti, siamo contenti.
Gabriella e Jacopo

Tondini costruzione Casa Solare Ecovillaggio
 


Parlano dell'Ecovillaggio Solare anche in Giappone (日本語版)

アルカトラズのソーラーエコビレッジ. 広大な公園、見渡す限りの緑の中にあるエコロジーハウス.
最小40平方メートルの省エネルギー設計アパートメント。共有部分:ランドリールーム、パーティー
ルーム等. 暖房・発電用ソーラーパネル、断熱・省エネルギー家電・設備.

Ecovillaggio Solare in giapponese

 

Qualche mese fa ad Alcatraz sono venuti dei giornalisti dal Giappone e hanno intervistato Jacopo a proposito dell'Ecovillaggio Solare. Qui le immagini degli articoli. Se avete amici in Giappone segnalate loro questo post per favore, grazie!


Le megalopoli non danno la felicità

Ecovillaggio Solare Alcatraz(Come e perché stiamo costruendo qualche cosa di completamente diverso)

A partire dal 1991 abbiamo iniziato a lavorare su un progetto, piuttosto ambizioso: creare un centro residenziale di nuovo tipo. Una città verde.
Alcatraz è un centro di ospitalità e attività culturali.
Ad Alcatraz vivono solo 3 persone.
Ma a Santa Cristina, Casa del Diavolo e Monturbino si sono trasferite parecchie persone attirate dalla possibilità di lavorare con noi e dall’indotto creato dalle nuove attività che si sono via via sviluppate.
L’idea della Città Verde rappresenta un salto di qualità. La creazione di un’area abitativa, che pur restando a bassissima densità, avesse la possibilità di offrire opportunità esistenziali, di relazione, formazione e lavoro molto maggiori di una grande città. Creando un’economia basata su schemi che non mettono al centro il solo profitto ma lo coniugano con la soddisfazione delle aspirazioni più profonde dei singoli.
Un sistema economico basato sulle reti, le comunità, la condivisione di accessi, strumentazioni e tecnologie e sulla costruzione di sistemi integrati sinergici (dalla permacultura agricola, ai sistemi di banca del tempo e del baratto).
Abitazioni ecologiche autosufficienti energeticamente, spazi individuali ma anche spazi collettivi con la condivisione “condominiale” di lavanderie, piscine, sale multifunzionali, sistemi di produzione di energia, calore, acqua, biogas e di mezzi di trasporto elettrici.
Una Città Futura dotata di tutti i confort e di tutte le più moderne tecnologie (dalla banda larga ai sistemi di gestione automatizzata di luce, calore ecc).

Una collettività non ideologica e neppure comunitaria, che lascia piena libertà alle persone e rispetta i loro spazi privati e il desiderio della sicurezza che offre la proprietà individuale della propria abitazione. Una collettività che sappia al contempo sfruttare i vantaggi dell’alleanza sul lavoro come nel tempo libero, e rapporti (che stiamo sperimentando da sempre) basati sul rispetto, sulla professionalità, il culto della parola data e la convinzione che alla lunga la fatica di capire gli altri e costruire relazioni durature e paritarie dia frutti straordinari.
Niente obblighi o divieti al di là di quelli imposti dal codice penale dalla buona educazione e dal buon senso.
Non immaginiamo una città verde dove tutti la pensano allo stesso modo ma un luogo che celebri e incentivi la diversità, l’originalità di idee e attività.
La nostra idea è che si possa dimostrare l’efficienza superiore del mettere assieme efficienza energetica, bioarchitettura, rispetto dell’ambiente, lavori innovativi, arte, tecnologia, indipendenza e cooperazione.
Una rete di connessioni esistenziali e collaborazioni che possa produrre una qualità della vita enormemente superiore a quella che offrono le megalopoli.
Questo impegno ci sembra tanto più importante oggi, mentre si verifica la sostanziale impossibilità del sistema consumistico-inquinante e culturalmente asfittico di continuare a esistere. E modestamente, sono anni che dicevamo che non poteva durare…
La crisi che stiamo attualmente vivendo non è un incidente passeggero, è un sistema di valori e metodi che sta mostrando la sua incapacità non solo di offrire una vita serena, ma pure di riuscire semplicemente a stare in piedi.
Nasce da queste riflessioni il primo Ecovillaggio che abbiamo iniziato a costruire nei pressi di Santa Cristina, all’interno del parco di Alcatraz, in località Coltavolino (Perugia).
Un progetto forte di una notevole equipe di architetti e ingegneri  (Sergio Los, Natasha Pulitzer, Pietro Laureano, Maurizio Fauri) ma anche una struttura finanziaria di nuovo tipo, che garantisce la propria correttezza non con gli slogan pubblicitari ma con una certificazione qualitativa e economica, di Banca Etica, che verifica la congruità non speculativa dei prezzi e gli standard di qualità. Si tratta di una delle prime esperienze in Italia di costruzione abitativa certificata da un ente terzo.
Per informazioni vai a http://www.ecovillaggiosolare.it, oppure scrivi a info@ecovillaggiosolare.it o telefona allo 075/9229913.
Il prossimo incontro ad Alcatraz per parlare e vedere l’Ecovillaggio Solare è fissato per il fine settimana dal 2 al 4 marzo 2012 ma puoi vederlo quando vuoi, per prenotare l’incontro o una visita basta telefonare ad Alcatraz allo 075/9229938-39-14.


Ecovillaggio Solare di Alcatraz

Un caldo assassino quel 20 giugno dal notaio, in più Jacopo non sopporta l’aria condizionata e quindi finestre aperte e calura. Arriva il notaio, porta un pacco di carte da firmare, quanti siamo? Dieci, undici, la Cri seduta vicino a me mi guarda tenera. Sì, sono emozionata. Ci siamo, sono settimane che preparo documenti, che chiamo il mondo per avere informazioni, ormai con la segretaria del notaio siamo intime, ha una pazienza infinita con me che mando decine di mail al giorno con aggiunte, postille e quant’altro. Ma ora ci siamo.
Jacopo rilassatissimo già sta da un’altra parte, parla con Gianni e Sara della Danimarca, si immerge con loro in una discussione infinita, fa disegni esplicativi su un quaderno, intanto gli passano sotto i documenti da firmare, lo fa senza neanche guardarli. Bello che si fidi così tanto, d’altra parte lavoriamo insieme da 18 anni, e ne abbiamo fatte così tante insieme, che ormai c’è una sorta di simbiosi. Però un po’ mi scoccia... ma come!? Il momento è solenne! E loro parlano della Danimarca! Ma siamo poi così, un po’ timidi nelle emozioni, poco portati ai momenti solenni, ci viene da ridere.
Solo alla fine, quando il notaio ci fa segno di levarci di torno dico: Ok, la Cooperativa Ecovillaggio Solare è nata...

CONTINUA CLICCA QUI