People For Planet

Passeggiata ad Alcatraz con Jacopo Fo

Tra tonalità di verde veramente scioccanti…

La seconda passeggiata in mezzo al bosco della Libera Università di Alcatraz (Perugia), una boccata d’aria per chi è chiuso in casa o per chi si trova in una grande città, impossibilitato a raggiungere spazi verdi.

Un momento tra panorami gradevoli e rilassanti e creazioni artistiche che abitano il bosco.

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Coronavirus: ci sono imprenditori generosi e imprenditori ingordi

Le crisi rivelano il vero volto delle persone

Cucinelli ha pagato il 100% dello stipendio ai suoi dipendenti anche in periodo di lockdown.

Rana ha dato un aumento ai lavoratori a casa, la Ferrero e Valli hanno realizzato azioni simili.

Insomma in Italia esistono imprenditori che hanno un’idea corretta dell’importanza di chi lavora con loro e che premiano la qualità del lavoro, investono sul senso di appartenenza considerandolo architrave di un’impresa sana, capace di intercettare idee e contributi innovativi.

Poi ci sono imprenditori che sinceramente ci lasciano a bocca aperta. Ad esempio Giovanni Brasso, personaggio in passato giunto agli onori della cronaca per una serie di inchieste nelle quali è incappato.

Oggi parliamo di lui perché da un giorno all’altro la Sestrieres spa che, come raccontano i media, ha chiuso l’ultimo bilancio con 9,2 milioni di euro di utili, ha licenziato 200 dipendenti.
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Quarantena e convivenza: come ritagliarsi i propri spazi?

Pillole di benessere psicologico ai tempi del coronavirus (5)

Le nostre abitudini, i tempi delle nostre giornate, le occupazioni, le relazioni sono state stravolte da questa pandemia. Improvvisamente ci siamo trovati in un mondo assurdo, inaspettato, spaventoso; viviamo una situazione che avevamo visto solo nei film catastrofici. Tutti per un attimo ci siamo chiesti: stanno per arrivare gli zombi?

Di fronte a un cambiamento improvviso nella nostra mente si attivano processi fisiologici primordiali: i nostri antenati si sentivano al sicuro quando riconoscevano tutto quel che li circondava e sapevano quindi che non c’erano belve nei paraggi. Quando qualche particolare del loro mondo cambiava scattavano le molecole prodotte dal cervello per rendere i sensi più vigili e i muscoli pronti all’azione. È naturale e importante che questo accada ma se questo stato di allarme si prolunga troppo nel tempo diventa sindrome da stress e non fa bene.

Possiamo però agire e crearci una nuova scansione del tempo in modo tale da ritrovare ogni giorno momenti conosciuti che ci tranquillizzino.

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Leggi anche:
– Shock del cambiamento totale: come affrontare l’ansia e l’angoscia
– Rimedi naturali per aumentare le difese immunitarie
– Come arrivare a un vero relax restando in casa?
Come gestire la solitudine in isolamento?

 

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Come gestire la solitudine in isolamento?

Pillole di benessere psicologico ai tempi del coronavirus (4)

Le nostre abitudini, i tempi delle nostre giornate, le occupazioni, le relazioni sono state stravolte da questa pandemia. Improvvisamente ci siamo trovati in un mondo assurdo, inaspettato, spaventoso; viviamo una situazione che avevamo visto solo nei film catastrofici. Tutti per un attimo ci siamo chiesti: stanno per arrivare gli zombi?

Di fronte a un cambiamento improvviso nella nostra mente si attivano processi fisiologici primordiali: i nostri antenati si sentivano al sicuro quando riconoscevano tutto quel che li circondava e sapevano quindi che non c’erano belve nei paraggi. Quando qualche particolare del loro mondo cambiava scattavano le molecole prodotte dal cervello per rendere i sensi più vigili e i muscoli pronti all’azione. È naturale e importante che questo accada ma se questo stato di allarme si prolunga troppo nel tempo diventa sindrome da stress e non fa bene.

Possiamo però agire e crearci una nuova scansione del tempo in modo tale da ritrovare ogni giorno momenti conosciuti che ci tranquillizzino.

Questo video ti propone semplici consigli per rendere sopportabile il carcere domestico.

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– Shock del cambiamento totale: come affrontare l’ansia e l’angoscia
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Ospedale Cotugno di Napoli: igiene e sicurezza hanno azzerato i contagi tra medici

Intervista a Rodolfo Punzi, direttore dell’ospedale Cotugno di Napoli

Nel 2009 Salvini a Pontida, cantava con un coro di leghisti: “Napoletani colerosi, terremotati, con il sapone non vi siete mai lavati”.

Oggi i razzisti settentrionali rosicano perché è sotto gli occhi di tutti il disastro della sanità lombarda mentre i partenopei hanno mostrato di saper rispettare igiene e isolamento e sono quasi usciti dalla pandemia.

E mentre ci si rende conto che forse la sanità lombarda non è la migliore possibile, balza all’onore delle cronache il successo del Cotugno, dovuto non a fortuna ma a grande professionismo.

In questo ospedale, specializzato in malattie infettive e un’eccellenza mondiale ha svolto le sue ricerche il professor Giulio Filippo Tarro, più volte candidato al Premio Nobel per la Medicina.

Arrivati al Cotugno si vede innanzi tutto un lenzuolo ornato da un arcobaleno di pon pon, dipinto con una scritta: “Grazie!” la firma è quella di Ivan, 12 anni.
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Italiani depressi e neri coraggiosi

Contro lo sconforto e la paura una storia di libertà e coraggio – Seconda parte

Vedi la prima parte qui

Scartammo l’idea di incollare i peli della barba di William sul mio viso. L’idea ci fece ridere ma non era attuabile: viaggiando seduti vicini ad altri viaggiatori il trucco sarebbe stato visibile. Dovevamo escogitare qualche cosa d’altro.

Poi fummo sopraffatti da tutte le difficoltà che avremmo incontrato e che parevano insormontabili: non sapevamo nulla della strada che avremmo dovuto percorrere per arrivare al nord. Una volta arrivati a Savannah forse saremmo potuti salire su un piroscafo… Ma quanto sarebbe costato il biglietto? Quanti giorni sarebbe durato il viaggio? Quanto avremmo speso per mangiare? Sarebbe stato necessario fermarsi in un albergo per dormire? Come potevamo procurarci gli abiti adatti ad un padrone bianco?
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Gli anziani morti per coronavirus non sono 2.724. Probabilmente sono ben oltre gli 8mila

 

E di questi più di 4mila solo in Lombardia!

Diamo i numeri (e non sono confortanti)

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I medici morti in Lombardia sono 75* su 131* (v. nota in fondo)

decessi per coronavirus accertati al 17 aprile sono stati il 52% del totale dei morti in Italia.

Terapia intensiva: Italia 2.812, Lombardia 971, cioè il 30,9% del totale. 

Casi totali contagi 172,434 in tutta Italia, 64.135 in Lombardia, il 33%.

Cioè la Lombardia è messa veramente male!

Ma a quanto pare la reazione delle autorità regionali, di alcuni sindaci, autorità varie e di una parte notevole dei media è quella di nascondere la gravità della situazione in Italia e in particolare in Lombardia. Forse c’è una lobby interessata a riaprire tutto il prima possibile (e chi se ne frega se ci sarà un’altra carneficina).

Pare che in Lombardia la situazione sia più grave che dalle altre parti perché non si sono fermati tutti, anzi molti hanno continuato a lavorare e questo spiegherebbe il maggior numero di contagi…

Perché…???
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Italiani depressi e neri coraggiosi

Contro lo sconforto e la paura una storia di libertà e coraggio

In questo periodo in Italia domina lo sconforto e la paura e molti pensano di non avere speranze. Credo allora che sia utile raccontare la storia di chi vivendo una situazione disperata e inumana ha avuto il coraggio di tentare l’impossibile per conquistare il diritto a una vita degna.
Eccoti quindi la storia vera di una delle più spettacolari fughe di schiavi negli Stati Uniti. Un viaggio impossibile verso la libertà. Questo testo è la fedele trascrizione del loro racconto.

Il mio nome è Ellen Smith. Ma in realtà neppure questo nome è veramente mio. L’uomo bianco che aveva in proprietà mia madre si chiamava Smith e mi impose il suo cognome.
Sono figlia del Maggiore Smith che violentò mia madre. Poteva farlo perché mia madre era una schiava e anch’io nacqui nella condizione di schiava.
Mia madre, Maria, era figlia del padrone che violentò mia nonna.
Così mia madre nacque mulatta, perché figlia di una nera e di un bianco. E io, figlia di una mulatta e di un bianco sono nata con la pelle bianca, più chiara addirittura di quella di molte donne di origine inglese. Ero bianca come le figlie che Smith aveva generato con sua bianca moglie.
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Come arrivare a un vero relax restando in casa?

Pillole di benessere psicologico ai tempi del coronavirus (3)

Le nostre abitudini, i tempi delle nostre giornate, le occupazioni, le relazioni sono state stravolte da questa pandemia. Improvvisamente ci siamo trovati in un mondo assurdo, inaspettato, spaventoso; viviamo una situazione che avevamo visto solo nei film catastrofici. Tutti per un attimo ci siamo chiesti: stanno per arrivare gli zombi?

Di fronte a un cambiamento improvviso nella nostra mente si attivano processi fisiologici primordiali: i nostri antenati si sentivano al sicuro quando riconoscevano tutto quel che li circondava e sapevano quindi che non c’erano belve nei paraggi. Quando qualche particolare del loro mondo cambiava scattavano le molecole prodotte dal cervello per rendere i sensi più vigili e i muscoli pronti all’azione. È naturale e importante che questo accada ma se questo stato di allarme si prolunga troppo nel tempo diventa sindrome da stress e non fa bene.

Possiamo però agire e crearci una nuova scansione del tempo in modo tale da ritrovare ogni giorno momenti conosciuti che ci tranquillizzino.

Questo video ti propone semplici consigli per rendere sopportabile il carcere domestico.

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1) Shock del cambiamento totale: come affrontare l’ansia e l’angoscia
2) Angoscia, ansia, paura… Come far fronte a questi sentimenti negativi?

 

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