Le buone notizie di CaCaO

tratte dalla newsletter Cacao Il quotidiano delle buone notizie comiche

Napercise, andare in palestra e dormire!

Nella palestra londinese di David Lloyd ci si può iscrivere al Napercise, l’esercizio del pisolino. 45 minuti, comodamente distesi su un lettino a dormire. Nella stanza fa molto caldo e la cosa farebbe bruciare anche calorie durante il sonno.
L’idea è nata dopo che Lloyd ha scoperto che l'86% dei genitori che accompagnavano i figli nella sua palestra entravano nella struttura stanchi e assonnati.
Chi russa viene terminato.
(Fonte: Huffingtonpost.it)

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Un matrimonio single

Con tanto di festa nel castello del “Boss delle cerimonie” Nello Ruggiero, parrucchiere quarantenne di Sant’Antonio Abate, si è sposato con se stesso.
 “Non amerò mai nessuno più di me stesso” ha dichiarato Ruggiero. “Viviamo in una società che tende ad emarginarti se sei single a quarant’anni. Volevo lanciare un messaggio, che è stato evidentemente recepito: mi hanno chiamato in tanti, sono fioccate le richieste di amicizia, molti mi hanno rivelato di volersi sposare da soli, come me. Anche persone sposate, sapete?”.
Chissà se può considerarsi bigamia.
(Fonte: Repubblica)

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Mamma Togni

Ero una ragazza quando ho sentito per la prima volta questo testo di Franca e Dario che raccontava di Mamma Togni, medaglia d’oro della Resistenza.
Il 25 aprile abbiamo ricordato la Liberazione (e non la Libertà… porc...) e allora vi proponiamo questo racconto.
Quel giorno in piazza doveva parlare un deputato missino ma non sapeva che tra il pubblico c’era Mamma Togni col suo bastone.
Recita Franca Rame.

“Mamma Togni… mamma Togni, i fascisti sono in piazza su a Monte Beccaria, vogliono parlare in piazza!”
Due ragazzini da in fondo alle scale i sont venud a ciamamm
“Chi l’è che parla? Chi è ‘sto fascista?”
“Servello”. (...)

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Il rugby mi ha salvato la vita

Con una lunga lettera pubblicata sul sito del Mogliano Rugby, Aristide Barraud, francese, classe 1989, mediano d’apertura, in forze al Mogliano, annuncia il suo ritiro dal rugby giocato.
Pazzesca la sua storia: la sera del 13 novembre 2015, durante gli attentati che hanno sconvolto la città di Parigi, Aristide si trova in mezzo alla sparatoria, protegge la sorella minore ma un terrorista gli spara in pieno petto e su un piede.
Polmone perforato, la sorella riporta invece la frattura scomposta di un braccio.
Aristide viene sottoposto a diverse operazioni chirurgiche, riesce anche a tornare in campo, allenarsi, giocare una partita.
Ora l’annuncio del ritiro.
Da un’intervista di aprile 2016: “I medici non hanno ancora capito come non sia morto nei primi dieci minuti.
E quando ho detto loro che non ero nemmeno svenuto, non ci credevano. Da un punto di visto fisiologico, ciò non era quasi possibile. Avevo perso quasi tutto il mio sangue. Il rischio era il polmone. Volevano asportarmelo. Ci hanno messo del tempo prima di operare, potevo non sopravvivere a un intervento. Un medico ha deciso di farmi un’ecografia al cuore. Ha messo l’apparecchio e ha gridato ai colleghi: “Oh, putain! Venite a vedere! Ha il cuore di un bue“. Ho girato la testa e ho visto il mio cuore che pompava. Boum, boum. Mi hanno domandato: “Sei uno sportivo?” Ho detto di sì. A Mogliano, nello stile del nostro gioco, il numero 10 deve correre molto… Vedendo questo, i medici si sono detti che ce l’avrei fatta. Due giovani chirurghi dell’ospedale di Bichat si sono presi la responsabilità di operarmi conservando il polmone”.
Dalla sua lettera del ritiro: “Adesso ho bisogno di continuare a curarmi, nel corpo e nella testa. Sono stato in “battaglia” dal primo giorno, da quando mi sono svegliato più morto che vivo. Ho bisogno di tempo, e ho voluto scrivere queste righe perché in questo momento non voglio rilasciare altre interviste e parlare ancora di queste cose. Voglio staccare con tutto, anche con il Rugby. Tornerò, sicuramente tornerò, perché questo sport è la mia vita, ma lo farò quando starò davvero bene e potrò dare il meglio di me stesso per gli altri.”
In bocca al lupo, Aristide!

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L’insetto mangia-plastica

La scoperta è di alcuni ricercatori italiani. Ed è dovuta al caso. I ricercatori stavano studiando la camola del miele o tarma della cera (Galleria mellonella), un insetto responsabile della peste delle arnie e che si ciba della cera degli alveari.
Bene, anzi male, malissimo se non fosse che ci si è accorti che la camola digerisce anche il polietilene, usato per le buste, le pellicole alimentari, i tappi delle bottiglie.
Non è il primo insetto con queste caratteristiche ma è molto più vorace.
Buon appetito!

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Un lancio a 96 anni

“Avrei voluto aspettare i 100 anni, ma dopo l’operazione all’anca ho qualche problema alle gambe. Meglio non rischiare”. Lo ha dichiarato Giuseppe Degrada, sottotenente della Divisione Folgore, che ha pensato di festeggiare i 96 anni, con un lancio con il paracadute.
Beata gioventù.
(Fonte: Corriere.it)

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