Vacanze estive alla Libera Università di Alcatraz

Il potere della creatività – Seconda parte

Domenica scorsa abbiamo concluso la prima parte dove Jacopo, in risposta a una domanda sul potere della creatività, parlava dell’arte come mezzo di evasione, che attraverso l’emozione suscitata, ha la caratteristica di portarci in un'altra dimensione della mente. Riprendiamo da lì…

L’arte è evasione ma anche meditazione… Lo dicono ormai numerosi studi: io posso meditare facendo teatro, ballando, correndo, perché la meditazione attraverso gli esercizi yoga è solo una delle mille possibilità.
In tutte le attività che prevedono passione ho la possibilità di ascoltare le sensazioni che quelle suscitano, e questa è una forma di meditazione. Si entra in un'altra dimensione, e possiamo anche aggiungere che è una forma di evasione che fa bene alla salute, perché lo stato mentale della razionalità (pensare, preoccuparsi ecc..) per il cervello è molto oneroso e faticoso.
E invece abbandono questo stato per entrare in quello stato della mente in cui si agisce in maniera automatica. Spero che questo discorso dell'agire “in maniera automatica”, come se si perdesse il controllo di quello che si fa, sia chiaro… Voi tutti l'avete sperimentato migliaia di volte, anche se purtroppo se ne parla troppo poco se non praticamente per nulla…
Un esempio: quando accade che, mentre ballo, io non riesca a ballare? Quando penso ai movimenti da fare! Quand'è che ballo bene? Quando mi lascio andare, quando non so che cosa faccio, ma il mio corpo capisce la musica e anche se non l'ho mai sentita faccio “tac!” esattamente quando battono i piatti. Ah che bello! E' gratificante! E' straordinario, un viaggio!

Ecco, qualunque cosa io faccia cerco di farla con questo godimento, con le caratteristiche che ho descritto adesso: se gioco come un bambino, se faccio una scatola di legno con il black and decker, se faccio da mangiare… “entro dentro la cosa”, la vivo veramente, entro in contatto con le sensazioni che mi dà...
Ascoltare le sensazioni… se sono belle ovviamente, se sono brutte penso ad altro che è meglio!
Tutti proviamo belle sensazioni, ma non facciamo caso alla potenza di queste belle sensazioni: se ci pensate c'è proprio un enorme buco nella nostra cultura perché tutto questo - che poi è il godimento della vita – rimane nascosto.

Vi faccio un altro esempio: che cosa c'è di bello nel tramonto del sole? Guardate che è la cosa più difficile al mondo da spiegare.  Tu sei davanti, come succede a me con le gite scolastiche, a un adolescente quindicenne incazzato che dice ma sì... il tramonto... che me ne frega... il sole va su, va giù... non c'è nessun evento, è sempre uguale. Oggi un po' più rosa, ieri era un po' più giallo, chi se ne frega... vogliamo occuparci di queste cavolate da vecchi bacucchi?!
Ecco, cosa c'è di bello nel tramonto? Tutti dicono “che bel tramonto!” CLICK e vanno via...
No! Che cosa c'è di bello nel tramonto? Non me lo sai dire?! E' difficilissimo! Nella nostra cultura non c'è questo elemento, ed è pazzesco! Pensate che questo è il centro dell'educazione tra i cosiddetti “selvaggi” dell'Australia. C'è un rito in cui lo zio materno porta il ragazzino a fare un viaggio di dieci giorni e l'obiettivo del viaggio è fermarsi in alcuni punti del percorso, che sono tramandati da zio a nipote da secoli, che sono i punti dove il mondo è bello e dove vale la pena sedersi e guardare. Lo zio guarda, il nipote guarda, i neuroni a specchio... si comunica cosa? Uno stato d'animo di stupore rispetto al fatto che cambia quella colorazione di rosa che diventa sempre più rossa e mi crea una sensazione dentro e ascolto la sensazione di essere vivo. Mi si spegne il cervello e divento contemplativo, entro in uno stato meditativo, se vogliamo dirlo con un termine orientale, ma possiamo dire: “entro in uno stato di presenza mentale”.

Nella nostra vita sperimentiamo di continuo questi molteplici livelli: quante volte tornando a casa in macchina avete detto “ma... come sono arrivato a casa?!” Cosa stiamo affermando? Che abbiamo messo il pilota automatico, e allora vuol dire che per tutti noi è normale e quotidiano avere un'attività fuori dal controllo. In realtà, attenzione, non è fuori dal nostro controllo, è fuori dal controllo di una certa modalità di funzionamento della mente ed è dentro un altro meccanismo. Posso scommettere che nessuno di noi - o molti pochi se è successo a qualcuno - ha avuto un incidente mentre era in questo stato, perché in quella dimensione si hanno le reazioni della scimmia, che sono cinque volte più veloci.
Quando abbiamo un incidente d'auto, questo avviene perché siamo distratti, ma non distratti da questo vuoto meditativo, siamo distratti perché stiamo pensando intensamente a qualcosa che ci preoccupa, oppure che desideriamo ferocemente, oppure di cui abbiamo nostalgia. Cioè, stiamo pensando in senso attivo, razionale, stiamo mettendo energia, stiamo mobilitando la nostra attenzione su qualcosa che non è la guida. Quando io sono in quella posizione e guido e il mio cervello funziona per immagini, il pilota automatico controlla la guida: noi siamo lì... immagini... associazioni, ricordi, suoni, odori... E il bello è che non sappiamo neanche descrivere bene cosa succede nella nostra mente, perché quando ciò accade non siamo presenti a guardare cosa stiamo facendo...
L'arte è una grande evasione!
(Continua)


TELL ME! DIMMI! DIZ-ME! DIS MOI! DIME! SAG MIR! BERÄTTA FÖR MIG! BANA SÖYLE!

Un progetto europeo finanziato da Erasmus+ al Nuovo Comitato il Nobel per i Disabili  per l’alfabetizzazione dei migranti.

TELL ME! DIMMI! è un progetto sull’arte del raccontare che abbiamo pensato per creare metodologie utili all’alfabetizzazione degli adulti.
E quando si tratta di adulti migranti, da raccontare ce n’è tantissimo!
Il programma Erasmus+ ha deciso di finanziare una partnership strategica proposta dal Nuovo Comitato il Nobel per i Disabili e che vede coinvolti altri tre enti europei:
- l’Associazione Nuovi Linguaggi di Loreto, provider accreditato per la Formazione Professionale che da oltre vent’anni gestisce al proprio interno una Scuola di Recitazione;
- ASTA, Compagnia Teatrale portoghese che si occupa di produzione teatrale e teatro educativo,
- IFALL, associazione svedese che si occupa di rifugiati.

Sotto l’egida di Erasmus+, il progetto “TELL ME - Theatre for Education and Literacy Learning of Migrants in Europe” ha il compito di costituire linee guida metodologiche che diventino un riferimento europeo sull’utilizzo dello strumento teatrale per l’alfabetizzazione linguistica e matematica dei migranti.
Un’equipe di ricercatori transnazionale produrrà nell’arco di due anni un kit educativo che verrà messo a disposizione gratuitamente di centri per l’apprendimento, scuole e associazioni. Il kit sarà supportato da un’apposita piattaforma di e-learning e, oltre che dalle linee guida, sarà costituito da curricula diversificati per formatori e utenti finali, da materiali didattici ad hoc e da specifici tutorial video.
Tutti i materiali costituiti verranno sperimentati in tre workshop rivolti a 24 operatori europei che si terranno presso la Libera Università di Alcatraz nei prossimi mesi di ottobre e febbraio e in due corsi per migranti che avranno luogo in Portogallo e in Svezia nel 2018.
Vari eventi moltiplicatori nei tre paesi partner di cui daremo conto nei prossimi mesi serviranno a diffondere in tutta Europa le metodologie costituite. La comunicazione verrà affidata anche a un Edu-docufilm che verrà realizzato per documentare l’esperienza in progress e dar voce a ricercatori, formatori e migranti coinvolti nel progetto.

Uno degli obiettivi di TELL ME è anche quello di implementare una rete europea che connetta le esperienze di coloro che operano nell’ambito dell’apprendimento, del sociale e del teatro. È per questo motivo stiamo lavorando a un’apposita piattaforma Social che serva per dare visibilità alle organizzazioni europee impegnate nei tre ambiti e a creare nuove reti, nuove idee, nuovi progetti.

Per il momento puoi seguirci su www.tellmeproject.com, il sito del progetto, e contattarci alla mail europe@comitatonobeldisabili.it.

Il sito in italiano

Aspettiamo il tuo contributo: TELL US!

Jacopo Fo
Nazzareno Vasapollo


Una macchina, un pedale

L’idea è della Nissan che intende sperimentare il nuovo sistema di guida nella prossima auto elettrica. In pratica si tratta di utilizzare un solo pedale per frenare, accelerare o rallentare l’auto.
"Una tecnologia rivoluzionaria che cambierà radicalmente l’esperienza di guida" dicono alla casa giapponese, che prefigura l’auto a guida autonoma.
Tre pedali, due pedali, un pedale, nessun pedale!
(Fonte: Repubblica)

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Piovono pesci

A La Unión, in Honduras, quando piove non scende solo acqua ma anche centinaia di pesci. E così quando il temporale è terminato gli abitanti di questa piccola area urbana poverissima raccolgono i piccoli pesci e ne fanno sontuosi banchetti.
Ci sarà senz’altro una spiegazione scientifica per la “lluvia de peces” ma intanto si ringrazia Manuel de Jesús Subirana, un missionario cattolico spagnolo attivo in Honduras nella metà dell’Ottocento, che notando l’estrema povertà della popolazione chiese a Dio di provvedere: e pochi giorni dopo ecco la prima di molte piogge miracolose.
Dio o la scienza, purché si mangi va bene tutto.
(Fonte: Il Post)

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100 metri per 101 anni

Si chiama Julia Hawkins, e ha iniziato la sua carriera sportiva a 75 anni per arrivare a vincere i 100 metri in 40 secondi a 101 anni. Un tempo record per la categoria over 100.
Ora aspetta che Bolt invecchi per un duello all’ultimo respiro.
(Fonte: Repubblica)

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