EcoFuturo al Parlamento Europeo di Bruxelles

Da qui è possibile rivedere la diretta streaming del 1 marzo 2017

Da tre anni Ecofuturo Festival propone ecotecnologie per salvare il pianeta, le discute pubblicamente e le inserisce nell’Almanacco che si arricchisce di anno in anno. Ecofuturo presenta idee già divenute prodotti che non suscitano speranza e delusione come troppi annunci sull’innovazione ma che possono essere immediatamente messi in atto e sostenibili anche dal punto di vista etico e finanziario. Le aziende e gli imprenditori che si presentano a Ecofuturo stanno riducendo il gap tra tecnologia, profitto ed equità. Si tratta sempre più di aziende che cercano di far divenire l’etica di impresa non più una concessione del principe ma una scelta condivisa da ogni attore aziendale.
Le ecotecnologie che presentiamo a Bruxelles, in un luogo così importante, dove si cerca di unire e non dividere i popoli, dimostreranno la concreta realizzazione di questi sogni/affermazioni. Le ecotecnologie sono frutto dell’ingegno di innovatori, dell’investimento di imprenditori e del coinvolgimento creativo dei dipendenti delle aziende che, nella nuova etica aziendale non saranno più dipendenti ma collaboratori creativi.

Clicca qui per scaricare il programma dell'evento

 

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Il cervo Gustavo

Gustavo, il cervo, quattro anni fa non si sentiva tanto bene, aveva l’artrosi e una brutta polmonite che faticava a guarire. Allora ha deciso di avvicinarsi alla stalla di Romeo Manna e di farsi adottare. Nella stalla passa tutti gli inverni, poi con il sole di primavera ringrazia e torna tra i boschi di Trasquera, in provincia di Verbania.
Mica scemo, il cervo Gustavo.
(Fonte: Ansa.it)

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Il record di Giuseppe Ottaviani

Nella seconda giornata dei Campionati italiani master di Lanci, ad Ancona, Giuseppe Ottaviani, 100 anni (sì, di età!!!), ha ottenuto il record del mondo nel salto in lungo: 116 cm! Una meraviglia se si pensa che Giuseppe ha iniziato a praticare sport trent’anni fa!

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Inaugurazione del Viale delle Giuste ad Alcatraz

 

Domenica 12 marzo 2017

Il progetto “Viale delle Giuste” ha come obbiettivo quello di realizzare un viale dedicato alle donne che si sono sacrificate per la libertà altrui e che hanno combattuto contro ingiustizie e soprusi.
Il Viale delle Giuste sorgerà all’interno del Parco Museo della Libera Università di Alcatraz in un percorso di circa 1500 metri lungo il quale saranno esposte le sculture di 40 donne meritevoli del titolo di Giuste.

Lungo il viale saranno installati dei totem in onore di ciascuna donna giusta, successivamente saranno sostituiti da opere d’arte create da artisti e studenti di accademie e licei che verranno realizzate appositamente per ciascuna donna, abbellendo e arricchendo questo luogo.
Il progetto è stato messo a punto dalle/gli studenti del Liceo Maffeo Vegio di Lodi, guidati dalla docente di filosofia Danila Baldo, insieme a Jacopo Fo, durante lo stage di alternanza scuola lavoro che si è tenuto alla Libera Università di Alcatraz la scorsa primavera.

Domenica 12 marzo 2017 renderemo noti i primi 20 nomi di donne Giuste selezionati dalla giuria e ci sarà una inaugurazione simbolica del Viale.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI SUL PROGETTO E PER PARTECIPARE CLICCA QUI

E' possibile inviare una email a info@alcatraz.it per proporsi come artisti interessati a realizzare una installazione artistica dedicata a una delle donne scelte.

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Alla scoperta dell’Italia che non c’é

di Jacopo Fo

(Un progetto al quale forse ti interesserà partecipare, standotene a sedere comodamente sulla tua poltrona)
Negli ultimi mesi ho girato l’Italia per realizzare le interviste per il documentario sui miei genitori, per alcuni progetti culturali e per recitare.
Ho incontrato molte persone veramente notevoli. Gente che sta realizzando progetti ambiziosi e difficili. E che ci riesce.
Un nuovo tipo di lievitazione per la pizza, un nuovo sistema per tirar fuori biogas dagli scarti dell’olio d’oliva (assolutamente impossibile fino a ieri), una mensa per chi è in difficoltà, una compagnia teatrale, un film.
Persone straordinarie per la loro passione.
Persone delle quali raramente i media parlano.
E se le tv non parlano di te non esisti.
E anche grazie a questo buco nella comunicazione ho incontrato moltissime persone che ti dicono che l’Italia sta affondando, che non ci sono possibilità, che la gioventù non ha speranze…
Ho pensato che se riuscissimo a far conoscere di più l’Italia che ufficialmente non c’è faremmo qualche cosa di utile per curare questi casi di pessimismo disfattista, effetto collaterale della disinformazione.
E magari se si sapesse di più quel che la gente di buona volontà sta costruendo (ora) qualcuno potrebbe essere catturato dalla passione, che come si sa fa bene al pancreas e riduce l’alitosi.
Questi sono due buoni motivi sociali e solidali e anche culturali. Ma c’è una terza linea di spinta che mi induce a pensare di fare qualche cosa a proposito delle persone positive che ho incontrato e delle migliaia che non ho incontrato: qui siamo di fronte a un patrimonio spaventosamente ricco!!!
Lo facciamo rendere abbastanza?
Mi sembra che ci sia poca comunicazione tra chi sta percorrendo strade irregolari.
Intervistando Cochi e Renato, Dacia Maraini, Giovanna Marini, Ornella Vanoni, mi sono reso conto che il punto di forza della cultura progressista che ha preparato il ’68 è stata una grande disponibilità a incontrarsi.
A Milano come a Roma c’erano bar, ristoranti e cabaret dove i miei si vedevano per fare quattro chiacchiere con Jannacci, Gaber, Moravia, Pasolini, Fontana e tanti altri. Senza un obiettivo, solo per scambiarsi idee, conversare del mondo. A volte nascevano una canzone improvvisata o progetti fantasiosi. Ma l’obiettivo era il dialogo. Un’esperienza analoga l’ho vissuta col Male negli anni ’70 col vortice di disegnatori, scrittori, fotografi, attori che giravano intorno alla redazione e il lavoro collettivo della redazione: 20 pazzi incavolati intorno a un immenso tavolo.
Penso che sia iniziato un periodo di riflusso. Non è più il momento delle proteste in piazza. Tocca rimettersi a lavorare sui fondamentali della nostra cultura, fare formazione, diffondere il gusto per l’arte, ma soprattutto intensificare i rapporti tra chi è sulla strada alla ricerca di quello che ancora non esiste.
A questo soprattutto vorrei dedicare una buona parte delle iniziative di Alcatraz nel 2017… Ad esempio penso a una decina di giorni durante i quali invitare un po’ di persone strane, senza un obiettivo, una festa delle relazioni umane.
Interessa?
Innanzi tutto procediamo a un minimo di mappatura. Conosci gruppi o singoli che stanno realizzando esperienze interessanti?
Scrivi a elena@alcatraz.it
Quattro righe di descrizione, indirizzo e telefono. Poi se ne avrai voglia potrai partecipare alla progettazione di qualche evento. Ovviamente sono benvenute anche proposte.

Grazie


La gentilezza: chiacchierata con Renato Palma

E’ sempre una grande gioia incontrare Renato Palma: tra i mille motivi c’è la sua straordinaria capacità di “raccontare” parole trasformandole in modi di essere: così è stato, per esempio, con la “facile felicità” (anche titolo di un libro di successo), con la “democrazia affettiva” (nome dell’associazione di cui è fondatore), e così è oggi per la parola “gentilezza”. L’occasione è data dal Convegno “La gentilezza e le sue declinazioni”, una giornata di studio sugli effetti della gentilezza che si terrà il 31 marzo prossimo a Firenze, alla Limonaia di Villa Strozzi: il titolo dell’intervento di Renato – La gentilezza non si insegna, si impara – è già un bel manifesto… Ne volevamo sapere un po’ di più, gli abbiamo fatto alcune domande e – ci crederete?!? – ci ha gentilmente risposto. (…)

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