Il più bel Nobel

Almeno per noi che siamo decisamente di parte. Il 9 ottobre 1997 veniva assegnato il Premio Nobel per la letteratura a Dario Fo con la motivazione "Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi."
Proprio così.

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La rivoluzione zapatista

di Jacopo Fo

Vi racconto un’altra piccola storia. E’ una leggenda, non so se sia una storia vera ma la trovo molto bella.
Quando i nativi americani videro le prime navi spagnole ancorate vicino alla spiaggia dalle quali scendevano le barche piene di marinai, erano in grado di vedere le barche ma non riuscivano a vedere le navi, perché il loro cervello non era in grado di concepirle: guardavano le vele bianche e pensavano che le navi fossero delle strane nuvole.
In pratica, se non si è registrata nella mente l’esistenza di una qualche cosa si rischia di non vederla.
Questo è quello che è successo a tantissimi bravi comunisti, ahimè, che sono andati in Chiapas e sono ritornati facendoci resoconti eroici dell’eroica rivoluzione dei compagni zapatisti.
Sul fatto che gli zapatisti siano compagni non ci sono dubbi, salutano con il pugno chiuso come i comunisti, hanno tutti il passamontagna come avevamo noi negli scontri degli anni ’70 e questa è un’altra solida similitudine.
E invece non è vero. Loro salutavano con il pugno chiuso prima di Cristoforo Colombo, che non c’entra un cavolo con Carlo Marx e l’Internazionale Comunista. E lo stesso vale per il passamontagna, l’avevano già nel 1000 a.C. perché l’eroe non si deve vedere in viso, l’eroe è il popolo.
E si scopre che gli zapatisti stanno da un’altra parte, per esempio sono dei patiti di numerologia: un giorno dovevano andare a Città del Messico per una grandissima manifestazione ed è sorto un grande problema: dovevano partire in 1111 e invece erano molti di più e questo secondo i presagi Maya avrebbe portato sfortuna.
Un altro episodio è relativo alla loro rivoluzione. Decidono di fare la guerra ma non in modo convenzionale. E’ l’unica guerra nella storia del mondo che è stata dichiarata, combattuta per soli sette giorni e in cui muoiono 12 persone per sbaglio e poi basta. Anche se l’esercito messicano continua a sparare loro non reagiscono più.
In realtà non si è trattato nemmeno di una vera guerra: semplicemente sono passati da una situazione di totale pacificità – nessuno in Chiapas aveva lanciato nemmeno un sasso contro la polizia – al conflitto più simbolico. Hanno inventato la prima guerra simbolica della storia del mondo. La prima guerra che nega la guerra. La prima guerra che è durata un giorno. La prima guerra che non ha dato il potere a generali imbecilli e criminali.

Il dibattito per decidere del conflitto coinvolge tutti i villaggi e dura un anno fino ad arrivare a un voto unanime. Se c’era qualcuno che aveva dei dubbi stavano a discutere per mesi fino a che non si convinceva, roba da psicopatici.
Poi iniziano a cucire delle divise perché volevano fare una guerra all’europea, quindi i soldati dovevano avere la divisa. Trovano una partita di cotone verde pisello e tutti a cucire queste divise allucinanti.
E, siccome non avevano armi decidono di fare i fucili di legno così che nelle fotografie sembrasse che tutti avevano i fucili.
E quando un esercito di ventimila uomini e donne con i fucili di legno può sconfiggere un esercito regolare armato fino ai denti?  
Il primo gennaio alle cinque del mattino! Quando tutti i militari sono ubriachi nelle caserme.
Gli zapatisti attaccano contemporaneamente in quattromila per volta cinque città, disarmano le guarnigioni e buttano i fucili di legno perché si sono rubati quelli veri.
Dopodiché trovano un gruppo di soldati ancora svegli e lì c’è l’unica sparatoria dove 12 zapatisti vengono uccisi.
Questa storia sarebbe già abbastanza singolare se non fosse che la rivoluzione doveva essere dichiarata un anno prima ma la mattina, quando attraverso i walkie talkie fecero l’appello dei villaggi, ne mancava uno. Era un bel problema, non si poteva certo lasciare fuori un villaggio: vi immaginate la vergogna degli abitanti e delle generazioni future? No, no, bisognava rimandare di un anno esatto.
E per un anno tutti mantennero il segreto, per un anno intero quattromila persone non fecero parola di quello che sarebbe avvenuto. Impossibile da credere, ma è andata proprio così.


Il Teatro di Camelot

Carissimi, oggi vi parlo dal Nuovo Comitato Nobel per i disabili per raccontarvi di uno nuovo spettacolo del Teatro di Camelot di Bologna, che si intitola NO DRAMA: YOGA! Ridere è un fatto molto serio.
Teatro di Camelot onlus è una compagnia teatrale integrata. Attori e disabili professionisti per un teatro sociale, di interesse collettivo, dai linguaggi artistici e poetici che parlano a tutti. (…)
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Chimica Verde e le api ringraziano

Vi avanzano scarti di malvasia, lana e olio d'oliva? Fate come il team di Daniela Ducato e create un Eco-diserbante!
La ricetta del Natural Weed Control nasce in Sardegna dall'esigenza di salvare le api che morivano per colpa di agenti chimici e diserbanti tradizionali. Dopo anni di ricerche e sperimentazioni il diserbante bio è finalmente realtà e potrà essere sfruttato per orti, vigneti e frutteti, senza creare problemi al terreno e senza inquinare l'ambiente.
Di Daniela Ducato abbiamo parlato anche in questa occasione, scopri perché.
(Fonte: ilfattoquotidiano.it)

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Londra e il supermercato zero-waste

Lo scorso settembre è stato inaugurato a est di Londra il primo Bulk Market, un negozio a rifiuti zero, privo di imballaggi e con beni alimentari senza marca.
Il progetto nasce da un'idea di Ingrid Caldironi, ragazza brasiliana con origini emiliane, con l'obiettivo di ridurre gli sprechi, azzerare gli scarti come materiale plastico e confezioni, e vivere in maniera sostenibile.
In questo negozio si entra con il proprio contenitore, ci si serve, si pesa la quantità dei prodotti scelti - provenienti rigorosamente da imprese locali - e si paga.
Il progetto sociale di Ingrid sarà temporaneo fino a fine ottobre ma chissà che non diventi una bottega permanente.
(Fonte: lifegate.it)

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Eroi a Roma

Il ladro si è presentato alle casse del Carrefour in piazza delle Conifere a Roma armato di mannaia. E’ riuscito a farsi dare 400 euro dalle cassiere ma poi fuori ha trovato un ragazzo africano che chiedeva l’elemosina e che lo ha disarmato e ridotto a un pizzico.
Arrestato, pare che il ladro abbia dichiarato: “Aiutiamoli a casa loro, cazzo!”
(Fonte: Repubblica.it)

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