Ladro sfortunato, mezzo incastrato, tutto arrestato

Mauléon-Licharre, Francia: deruba una gioielleria durante la notte e tenta la fuga ripassando dal buco nella vetrina che aveva fatto per entrare. Non lo avrebbero mai preso se non fosse rimasto incastrato.
E’ stato liberato dai Vigili del Fuoco alle 5 del mattino.

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Grande quiz: se non sai rispondere non meriti un’Italia migliore (mica cavoli)

Grande quiz: se non sai rispondere non meriti un’Italia migliore (mica cavoli)

Se invece sai le risposte, sei una mitica avanguardia degli italiani di domani.

Perché, diciamolo, siamo preda di una casta corrotta, infingarda e incapace, ma è pur vero che c’abbiamo milioni di connazionali che pensano che tutto è loro dovuto senza fare un cazzo: non si informano, non riflettono sui problemi, non verificano le storie, prendono posizione sulla base di luoghi comuni e idee preconcette (e antiche nel senso peggiore del termine). E questi svaporati civili oltre a mugugnare sul Web, e mettere “mi piace” a cazzo dovunque sentano un tiramento pelvico, non fanno un’emerita minchia di concreto, di fattivo. Solo rutti e scoregge sociali.
Quindi cominciamo con le domande. Rullo di tamburi per favore:

L’Italia possiede l’80% del patrimonio artistico mondiale? Oppure c’ha poco più del 10%?

La corruzione in Italia si mangia 6 miliardi all’anno o 60 miliardi?

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Interactive Dancing Socks

Il designer tedesco Pascal Ziegler ha ideato un paio di calzini robotici in grado di insegnare a ballare.
Grazie a due processori Arduino Nano, attuatori e sensori, e un’app che suggerisce i passi gli Interactive Dancing Socks suggeriscono a chi li indossa come muovere i piedi a tempo con la musica: una vibrazione sul tallone indica, ad esempio, che è necessario fare un passo in avanti.
Da avere assolutamente!
Maggiori info su pascalziegler.info/#/interactive-dancing-socks/
VIDEO

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Siate felici!

Oggi è la Giornata mondiale della felicità, istituita dall’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite nel 2012.
L’Onu riconosce che “la ricerca della felicità è uno scopo fondamentale dell’umanità” e incoraggia gli Stati e le organizzazioni a “un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone”.

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Dio è nero (E Gesù è un profugo siriano)

Carissimi,
vi proponiamo in anteprima il testo guida della mostra: Dio è nero (E Gesù è un profugo siriano) di Jacopo Fo, dal 7 al 20 aprile a Roma, presso la galleria Monogramma
Arte Contemporanea
- via Margutta 102 – 00187 - Roma - www.monogramma.it - infomonogramma@gmail.com
Nelle foto un bozzetto originale delle opere in esposizione.
Buona lettura.

Dio è nero (E Gesù è un profugo siriano)
di Jacopo Fo

Questa mostra è un atto di opposizione a quanti erigono muri in nome di Dio.
A quanti non sentono l'imperativo morale di portare aiuto ai profughi e ai diseredati.
Viviamo una fase di revanscismo di sentimenti ignobili.
Sento il bisogno di ribellarmi all'ipocrisia di chi inneggia alla guerra e poi rifiuta di soccorrere i profughi.
Innanzi tutto mettiamo i puntini sulle "i".
Secondo i Vangeli, Gesù era un profugo immigrato in Egitto per sfuggire alla persecuzione.
E non era biondo. Era piuttosto scuro di pelle e di capelli. Anche perché ai tempi gli ebrei non erano ancora arrivati nell'Europa del nord, dove a causa del freddo si sono un po' sbiancati. Lo confermano autorevoli ricerche. Senza contare che una delle 12 tribù di Israele era nera, proprio nera, e lo è ancora! Quindi c'è il rischio che Gesù fosse non solo abbronzato ma proprio nero.
Quindi ne discende che la sua mamma, la Madonna, fosse piuttosto scura di pelle anche lei. Cosa di cui peraltro molti italiani sono convinti da tempo visto il proliferare delle Madonne Nere sul suolo italico.
Inoltre la rivoluzionaria ricerca di Luca Cavalli Sforza sul dna dei mitocondri delle cellule umane, ha dimostrato che discendiamo tutti da alcune donne africane nere di pelle. Quindi Eva era nera, e visto che Dio ci fece a sua immagina e somiglianza, è indiscutibile pure che Dio è nero!
Ed è pure dimostrato che le principali invenzioni dell'umanità primitiva, l'uso del fuoco, l'agricoltura, la ceramica, sono state realizzate da popolazioni nere dell'Africa prima delle migrazioni nel resto del mondo.
Questi sono i fatti, taciuti dalle scuole e dalla maggioranza dei testi divulgativi.
Ho deciso quindi di realizzare una serie di dipinti che facciano giustizia delle falsificazioni cromatiche razziste. Una mostra che parte da Roma e ha come obiettivo quello di girare l'Europa per arrivare infine in Africa.
Vorrei con questa azione pittorica innanzi tutto celebrare la bellezza dei popoli neri e secondariamente raccontare quel che viene taciuto. Ho una sola paura: che mi si accusi di blasfemia per aver dipinto un Dio nero. Temo che la stupidità dei bigotti razzisti sia superiore a qualsiasi logica consequenziale. Vediamo cosa succede.

PS
Questi lavori proseguono la ricerca sulle meravigliose sfumature della pelle nera che ho intrapreso per realizzare i pannelli di informazione sanitaria utilizzati durante il progetto teatrale in Mozambico "Il Teatro Fa Bene".


Un’esilarante querela

Grazie! Grazie! Grazie!
A tutti quelli che hanno seguito su Rai5 le prime cinque puntate di “Dario Fo e Franca Rame: la nostra storia”.
Non è finita qui, stiamo preparando il prossimo blocco che andrà in onda a partire da aprile. Restate connessi!
Per rivedere le prime cinque puntate clicca qui

Carissimi,
nell’ultima puntata della storia di Franca e Dario andata in onda lunedì su Rai 5 la censura è entrata di prepotenza nella vita dei due attori.
Ci sono state anche proteste da parte di alcuni benpensanti che si ritenevano offesi anche dal nulla, come vedete nell’immagine qui sopra, la prosa e il contenuto sono decisamente esilaranti.
Abbandonata la trasmissione, la Rai eliminerà i Fo da tutti i programmi per 15 anni. I nomi di Dario e Franca erano sulla lista nera, vietato nominarli, scomparsi.
Questa censura ha creato non pochi problemi alla coppia ma senz’altro ha dato libero sfogo e ancora maggior vigore al loro lavoro teatrale.
E di censure e denunce ce ne sono state tante altre.
In particolare, oggi vi parliamo di una denuncia nei confronti di Franca Rame fatta nel 2002 dall’onorevole Castelli.
La storia è semplice, citiamo dalla querela (...)

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