Quanto della tua salute dipende da come fai lavorare il cervello?

(Non voglio parlarti del rapporto tra psiche e malattie ma proprio di come usi la mente)

Quarant’anni fa, vicino a Wuxi, Cina, seduto su una panchina dalla quale si poteva ammirare lo splendido lago e un’assurda piscina con falso colonnato greco, costruita da un inglese con grave turbe psichiche, ascoltavo un amico neurologo, che mi raccontava la storia di un suo strano paziente.

Quest’uomo soffriva di una grave malattia degenerativa della muscolatura. Ma aveva stupito i medici perché, nonostante il malanno, continuava a camminare e a muoversi, vent’anni dopo la manifestazione iniziale del male. Quel che affascinava il medico era che quest’uomo era riuscito a contrastare la malattia allenando muscoli “secondari” in modo da mantenere la mobilità. Camminava in modo un po’ inconsueto, ma camminava.
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Navalny mostra il “palazzo segreto” di Vladimir Putin

Il documentario

Il palazzo di Putin, foto tratte dal documentario realizzato e messo in rete da Navalny, oppositore al regime recentemente avvelenato e animatore di una fondazione contro la corruzione in Russia.

Questo Documentario, visto da più di 20 milioni di persone, mostra una proprietà di più di 7 milioni di metri quadrati con decine di migliaia di metri quadrati di costruzioni che comprendono una villa da più di 7mila mq, al cui interno c’è un teatro, un night, un piccolo casinò, un bar, saloni e camere da letto arredate con sfarzo imperiale e incredibilmente di cattivo gusto.

Roba da petrolieri arricchiti.

Nella proprietà c’è poi di tutto; una casa per il the con ponte lungo 80 metri, un tunnel per raggiungere la spiaggia che può essere usato come bunker, una dacia, impianti sportivi, varie casette probabilmente per la servitù, antenna radio alta decine di metri, capannoni immensi.

Il cancello che dà accesso alla proprietà è la copia di quello del palazzo dello zar di San Pietroburgo. Il tutto costato la modica cifra di 1,1 miliardi di euro.

Qui il documentario

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Ridere fa benissimo!

 

I Lunedì Psicologici: Ridere fa benissimo!

Una puntata esilarante in compagnia di Mally Tagliati, clown comicoterapeuta!
Insieme approfondiamo i benefici fisici e psicologici della risata e del buonumore.

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Scienza: animali cooperativi, altruisti e dotati di senso morale

L’elefantessa che difende una giovane femmina, ferita a una zampa, dall’aggressione di un maschio e poi si avvicina alla giovane femmina accarezzandole con la proboscide la zampa dolorante; i ratti che rinunciano al cibo se schiacciando il pulsante dell’erogatore causano una scossa elettrica a un ratto rinchiuso in una gabbia vicina; i ratti che soffrono se vedono un altro ratto provare dolore; i corvi che nutrono un loro simile cieco; le scimmie bonobo che dividono il cibo; le femmine bonobo che rifiutano il cibo più gustoso se le altre hanno ricevuto bocconi meno ricchi.

Il libro L’intelligenza morale degli animali di Marc Bekoff Jessica Pierce, raccoglie molti esempi di comportamenti solidali in molte specie animali e ipotizza che lupi, scimmie, balene, ratti abbiano addirittura un livello elementare di empatia e senso della giustizia, senso morale quindi. Questo testo offre un panorama di tutte le sperimentazione realizzate per comprendere il ruolo della cooperazione nella selezione naturale.

La concezione corrente, dell’evoluzione della vita, è oggi ancora incentrata sull’idea che la competizione per il cibo e per il sesso sia stata centrale.

Solo negli anni ’80 Lynn Margulis si rese conto che le cellule, e quindi la vita stessa, esistono grazie alla cooperazione tra il nucleo della cellula e i mitocondri, proto organismi capaci di trasformare gli zuccheri in energia.
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Jacopo Fo in collegamento con Non è l'Arena a sostegno del Governo: 'Quando mai un Governo ha lanciato operazioni per aumentare l'efficienza energetica delle case...'

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Puntata del 17/01/2021, intervento a “Non è l’arena”

Perché il governo non va a spiegare per strada come funziona il Bonus casa 110%? Se non si decidono a parlare alla gente finisce che questi soldi, 100/200 mila euro a famiglia, li prende solo chi ha un cugino commercialista, mentre tutti, anche i disoccupati possono fare la cessione del credito fiscale (cioè il Bonus)... Sono soldi sonanti! Fanno buone leggi che possono far risparmiare spese per elettricità e calore pari a uno stipendio all’anno e evitare che la gente finisca sotto le macerie per il terremoto, e poi non lo racontano!!!

Clicca qui per tutte le info sul Bonus casa e il test gratuito e immediato per capire se la tua casa può accedere.

 


A CHI DEVO PRATICARE UN RAPPORTO ORALE PER LAVORARE ALLA RAI?

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Il mio intervento a “Non è l’arena” di Giletti, puntata del 17/01/2021
 

Chi decide chi fa una trasmissione? Chi decide chi interpreta una fiction, chi è un eccellente regista, sceneggiatore, scenografo, costumista? La Rai gestisce un fiume di denaro, centinaia di milioni di euro all’anno. Non è un mistero che fin’ora sono stati i politici a scegliere chi comanda in Rai.

E non c’è dubbio che a volte i politici richiedano di essere ricompensati con adeguati servizietti: un’intervista con la star di turno, un posto al sole per un parente. Vi ricordate quel Berlusconi che telefonava a quel direttore chiedendo che una sua amica venisse ingaggiata come protagonista di una fiction? Vi ricordate delle numerose inchieste su spese pazze e rimborsi gonfiati? E come mai la Rai ha una quantità di dipendenti allucinante?

Il mese scorso ho pensato di mettere una pezza allo sfacelo: proporre un micro cambiamento del sistema che potrebbe creare un effetto valanga e iniziare a modificare i giochi. Sono dell’idea che per ottenere grandi risultati bisogna iniziare portando a casa cambiamenti piccoli, facili da ottenere e veloci.

A volte basta un sassolino per far deragliare gli ingranaggi del delirio. L’idea è talmente banale…. Oggi non esiste nessun percorso che sia possibile seguire per far passare una proposta in Rai. Una via complementare alle scelte dei dirigenti.

Tanto per rendere l’idea dal 2009 al 2014 mio padre restò fuori dalla Rai semplicemente perché non si trovava un dirigente Rai che volesse sostenere la sua candidatura. Vennero persino bocciati alcuni spettacoli che non potevano certo dar fastidio per motivi politici, si parlava di grandi pittori italiani del Rinascimento!!! E parliamo di un Nobel. Fu solo la determinazione di Gianmarco Mazzi, la sua tigna, a riportare mio padre in prima serata televisiva con “Francesco, lu Santo Jullare”, che ebbe peraltro un notevole successo…

Che possibilità hanno oggi un ragazzo o una ragazza con grandi idee e nessun santo in paradiso? ZERO SOTTO ZERO! Allora perché non creiamo una percorso per l’accesso basato sul merito? Diamo al pubblico della Rai il potere di scegliere nuovi volti. Farlo è semplice: si dà modo di pubblicare sul portale della Rai un video. Grazie alle portentose tecnologie moderne possiamo sapere subito, esattamente, quanti lo hanno guardato e per quanti minuti, e se un video ha successo gli autori si guadagnano il diritto a realizzare una serie pagata da Rai, che viene trasmessa sulle reti tematiche. Se qui ha un buon risultato di pubblico gli autori possono produrre una trasmissione più impegnativa che va su Rai 3 in terza serata, e così via fino ad arrivare alla prima serata di Rai 1. Scegliamo così il 20% delle trasmissioni e vedrete l’effetto della concorrenza vera nella tv di Stato.

Un’idea banale, qualunque persona che abbia a cuore il pluralismo, la meritocrazia e il potere al popolo dovrebbe condividerla! Quindi telefono a un direttore di rete per un appuntamento, prendo su la mia valigetta e chiedo proprio a Mazzi di accompagnarmi.

E vorrei chiarire che il fatto che io fossi insieme al grande Gianmarco Mazzi, nella mia testa, era veramente buona cosa. Infatti Mazzi è un signore competente, da tutti conosciuto come un genio della tv, mio padre lo considerava tale. È il direttore artistico a cui si rivolgono spesso Celentano, Zucchero, Vasco Rossi, Boccelli, Mina per grandi eventi ed è grazie a questa sua forza acquisita sul campo, gestendo spettacoli che hanno richiamato decine di migliaia se non centinaia di migliaia di spettatori e ascolti stellari, che si è guadagnato il rispetto in Rai e la possibilità di gestire con successo trasmissioni come Sanremo. Quindi parliamo di un professionista sul quale non si discute. E poi non è neanche uno di sinistra, quindi andavamo a presentare una proposta super partes, fuori dagli schieramenti ideologici, io e lui insieme per dar peso a un’idea di buon senso.

Entriamo nello studio del direttore di rete (del quale non farò il nome perché la polemica personale non mi interessa) gli esponiamo il nostro progetto di creare un canale di accesso che affianchi le vie tradizionali, una versione minimalista dell’idea di fondo, perché a puntare troppo alto ci si fa male, e subitaneamente ci rendiamo conto che dopo due minuti, scoperto l’argomento del quale volevamo discorrere, non ci ascolta proprio, sta pensando ai fatti suoi, a quale linea editoriale imporre, a quali puzzle ispirarsi.

Ci alziamo, salutiamo e ce ne andiamo. Non è la prima volta che incontro dirigenti Rai e che misuro l’immensità del loro disinteresse. Dal 2009 al 2014 ero io a girare per gli uffici Rai con i video degli spettacoli di mio padre sui pittori italiani…

Ma pensavo che stavo sul cazzo perché sono comunista (il che è un dramma se hai di fronte uno di sinistra). E quando mi presentavo con proposte di trasmissioni mie pensavo che in fondo era comprensibile perché televisivamente non sono nessuno.

E quando in passato ho provato a proporre la stessa idea di una via d’accesso alla Rai per non blasonati, pensavo che forse ero io, come proponente, che non ero credibile. Ma ora ho visto che neanche se ti presenti con uno che ha gestito grandi successi ti ascoltano. Allora posso dire con serenità: siete proprio tronfi e pieni del vostro potere e non vi viene neanche in mente che qualche cosa vi possa costringere a cambiare…

Adesso ci sono anche i 5 Stelle al governo… Che cosa succederà? Lo creiamo un sistema meritocratico di accesso alla Rai oppure si continua con gli amici degli amici e con i rapporti orali?
- pubblicato su “Il Fatto Quotidiano on-line” 16 luglio 2018