Nature: la Terra si difende con le eruzioni vulcaniche

Pubblicata su Nature una ricerca di John Church, scienziato del Centro di Ricerca Antartico sul clima, in Tasmania. Church ha scoperto che le eruzioni vulcaniche innescano microcambiamenti climatici che portano a un abbassamento del livello del mare. Si contrasta cosi' il fenomeno opposto dell'innalzamento degli oceani, dovuto al riscaldamento globale.
Ad esempio l'eruzione del '91 del vulcano Pinatubo, nelle Filippine, ha portato a un abbassamento del livello del mare di 6 mm in un solo anno e nell'atmosfera sono state sparate enormi quantita' di particelle che hanno schermato la zona dai raggi solari, raffreddando il clima.
Se ipotizziamo che la Terra sia un essere vivente, magari di nome Gaia, possiamo affermare che i vulcani sono come dei brufoli. La loro eruzione purifica la pelle.

Traffico di sesamo in Versilia

In Versilia, dopo oltre un anno di indagini, i Carabinieri hanno sgominato un ingente traffico di cocaina. Sono state arrestate 19 persone e perquisiti 50 tra locali notturni, ristoranti e saloni di bellezza. Pare che per "ordinare" la droga le parole segrete fossero "Apriti sesamo".
L'organizzazione smerciava fino a 3 kg di sesamo al mese per un fatturato milionario.

LO SAPEVATE CHE?

Nel Circolo Polare Artico vive la rana lignea, o Rana sylvatica. Questo animale, per superare le temperature rigide dell'inverno, che arrivano a congelare fino al 65% del suo sangue, ha messo a punto uno stratagemma incredibile: non fa piu' la pipi'.
Le rane polari innalzano i livelli di acido urico nel sangue e riescono cosi' a sopravvivere.
Non e' pero' ancora chiaro come funzioni l'azione protettiva dell'acido. La scoperta e' di Jon Costanzo e Richard Lee della Miami University di Oxford, Ohio.
Con la fine dell'inverno le rane riprendono le normali funzioni fisiologiche. La prima pipi' dura una ventina di giorni.

(Fonte: Focus)

Il racconto della domenica di Jacopo Fo: Viaggiando fuori dalla mente

Per i tuoi regali di Natale www.commercioetico.itViaggiando fuori dalla mente
di Jacopo Fo

Vendevo generatori solari nelle campagne tra Siena e Citta' di Castello.
Giravo a bordo del mio furgone giallo alimentato da un micro gassificatore di scarti legnosi. Era un lavoro che mi piaceva. Ogni generatore che riuscivo a piazzare in una fattoria o in un ecovillaggio era un piccolo calcio negli stinchi al sistema delle multinazionali del petrolio e della guerra.
In un tardo pomeriggio mi trovai a risalire una stradina di terra battuta, ripida come il collo di un asino. In cima c'era una casa colonica di pietra dalla forma stranamente ottagonale. "Podere Falco", diceva una scritta dipinta sopra un grande masso di pietra lavica, quasi nera. I miei clienti li trovavo inviando centinaia di mail ad aziende agricole e agriturismi, centri culturali, comunita' ecologiche o religiose. Ex comunisti, buddisti, cristiani risvegliati, protestanti, inarco-hippy. Chiunque fosse fuggito dalle citta' con l'idea di vivere in maniera diversa era un mio potenziale cliente.
Il mio furgone faticava a prendere la salita per il verso giusto. I sassi schizzavano da sotto le ruote facendo perdere la presa dei pneumatici sul terreno. Spingendo lo sguardo in cima all'altura vidi che il cielo si stava guastando e si addensava la tempesta. Lo trovai strano perche' fino a quel momento era stata una giornata serena. Arrancavo su per il pendio tenendomi fisso sulla prima marcia, senza variare la pressione sul pedale del gas. Sulle strade bianche in salita, se non mantieni regolare la velocita', finisci con le ruote che perdono aderenza.
Arrivato alla casa notai che il tramonto era arrivato d'un tratto, senza che me ne accorgessi. Era quasi buio quando mi avvicinai alla porta massiccia. Stavo cercando il campanello in mezzo all'edera che avvolgeva la parete esterna quando la porta si spalanco' inondandomi di luce. Misi a fuoco l'immagine e vidi davanti a me una donna di una bellezza strana e imbarazzante, i capelli neri, gli occhi neri, un viso ovale, naso deliziosamente minuto e labbra piene. Ma c'era qualche cosa di inspiegabilmente asimmetrico nel suo viso. Era vestita con un abito tra il blu, il grigio e il nero, una specie di tunica che poteva fare di lei una giovane figlia dei fiori con la passione per l'oriente o una donna sbucata da qualche meandro medioevale.
Mi presentai: "Buona sera, sono Flavio Santagata, vi ho scritto per proporvi l'acquisto di un generatore solare..."
Lei mi sorrise, provocandomi un fremito di emozione mentre mi faceva accomodare in una grande cucina-soggiorno. Intanto che le descrivevo i vantaggi della tecnologia rivoluzionaria che ero venuto a proporre, non potei non fantasticare sui possibili sviluppi di quell'incontro. In effetti nel mio lavoro a volte capitava di arrivare in case nelle quali le donne si interessavano piu' al venditore che alla merce proposta. Un marito in citta' o lontano nella macchia a lavorare offrivano opportunita' di nuove esperienze, in quei luoghi piuttosto monotoni. Alcune afferravano al volo l'occasione con grande soddisfazione da parte mia. E piu' di una volta ero capitato in comunita' che praticavano una forma non teorica di liberta' sessuale o che avevano un senso sacro e molto aperto dell'ospitalita'. Ma quella donna non mi degno' di nessun segnale che comprendesse qualche forma di invito, di approccio o di promessa.
Mi ascolto' attentamente mentre le spiegavo la differenza tra un generatore solare Stenton e un pannello fotovoltaico tradizionale. Lo Stenton usa il calore dei raggi per dilatare alcune barrette di metallo, poi raffreddate da una reazione chimica indotta anch'essa dal calore del sole. Si produce cosi' un susseguirsi di allungamenti e contrazioni che hanno una potenza molecolare e producono una quantita' di energia notevole.
Lei decise di acquistare 3 generatori grandi, ognuno della potenza di dieci chilowatt. Mi stupi' la richiesta di una tale potenza elettrica. Vendere piu' di un sei chilowatt in un piccolo podere e' raro. Provai a chiederle se ne era sicura. Per tutta risposta mi firmo' un assegno e mi chiese di installare subito i generatori. Ne avevo giusto tre nel furgone. Impiegai un'ora a scaricarli e assemblarli nell'annesso dietro a casa. Poi collegai i cavi elettrici al contatore.
A quel punto era ormai ora di cena. Fuori diluviava. La donna mi disse che a momenti lei e il marito si sarebbero seduti a tavola e mi invito' a mangiare con loro. Mi offrì anche ospitalità per la notte, così che il giorno seguente avrei potuto terminare il mio lavoro. Dopo aver venduto tre generatori da dieci chilowatt e verificato sul mio portatile che l'assegno fosse coperto, mi sembrava scortese rifiutare. E poi mi piaceva l'idea di restare ancora un po' al cospetto di quella bellezza. Se fosse dipeso da me avrei potuto restare la' anche per anni. Ma probabilmente il marito non sarebbe stato d'accordo...
La donna, che aveva firmato l'assegno col nome di Damiana Assati, mi fece accomodare a tavola offrendomi un aperitivo leggermente alcolico che sapeva di frutti sconosciuti. Quando il marito entro' nella stanza mi stupii della sua enorme corporatura. Era piu' alto di due metri e largo come un armadio a due ante. Mi saluto' con cortesia ma senza calore, scrutandomi con due occhi piccoli e ravvicinati sotto a sopracciglia spesse e unite. Non era certo un uomo gradevole e mi chiesi quale qualita' nascondesse per tenere vicino a se' una donna cosi' attraente, in un posto sperduto come quello. Mi venne in mente la storia della bella e della bestia.
In compenso la cena fu deliziosa. Non avevo idea di quando la donna l'avesse cucinata. Si assentava per pochi istanti e tornava dalla cucina con piatti fumanti. Stupito le chiesi se ci fosse una cuoca ai fornelli. Lei rise e disse che in quella casa vivevano solo loro due. Finita la cena il marito si ritiro' scusandosi perche' doveva rispondere ad alcune e-mail.
Restai seduto a finire un bicchiere di grappa mentre Damiana sparecchiava. Osservavo i suoi movimenti aggraziati non riuscendo a non immaginarla nuda. Provai a chiedermi di che colore potessero essere i suoi capezzoli sotto gli strati di indumenti. Per un istante lei si blocco' e mi guardo' come se avesse letto nei miei pensieri. Nel suo sguardo lessi un'angoscia infinita. Subito lei interruppe il contatto con i miei occhi. Appoggio' il vassoio che aveva tra le mani e disse: "L'accompagno alla sua camera."
Si incammino' oltre la porta, prendendo le scale ampie che salivano a destra. Fu un'uscita rapida e dovetti alzarmi alla svelta e affrettarmi a seguirla. Sentivo la sua agitazione. Giunta in cima alle scale percorse il corridoio mentre le luci si accendevano automaticamente al suo passaggio. Il suo modo di camminare somigliava a una danza. Si fermo' di fronte all'ultima porta a destra. La socchiuse indicandomela: "Questa e' la sua stanza." Non aggiunse altro, anche se ebbi la sensazione che avrebbe desiderato farlo. Sentivo in lei forze contrastanti dibattersi. La stanza era ampia, ben illuminata e aveva un odore gradevole di fiori secchi. Una stretta porta immetteva in un bagno rivestito di piastrelle blu scuro fino al soffitto laccato di rosso. Mi tolsi i vestiti, mi sciacquai e mi misi a letto spegnendo la luce. Mi addormentai velocemente.
Stavo sognando qualche cosa di inquietante quando venni svegliato da un tocco leggero sulla mia fronte. "Che succede?" chiesi al buio. Per tutta risposta sentii la voce di lei che mormorava '"Non dire una parola!" Scivolo' nel letto, era nuda. Quello che segui' fu un amplesso nel quale persi ogni coscienza razionale travolto dalle emozioni e dal suo modo di amarmi, selvaggio e quasi disperato, famelico.
Improvvisamente la porta si spalanco', la luce si accese, il marito entro' e io vidi torreggiare su di noi la massa enorme del suo corpo. Fece un movimento rapido come lo scatto di un serpente e mi trovai a sentir bruciare tutti i nervi del mio corpo sotto la pelle. Ero completamente paralizzato. Potevo muovere soltanto gli occhi. Vidi che Damiana si allontanava da me senza guardarmi in viso. Se ne stava, nuda, in fondo alla stanza quasi avesse perso ogni volonta' e interesse. Osservava suo marito mentre si avvicinava a una parete e la spingeva di lato apparentemente senza sforzo. Intravvidi una specie di stanzino dove era posta una poltrona metallica simile a quella di un dentista. L'uomo mi sollevo' come fossi stato un bambino, mi sistemo' sulla seduta e inizio' a legarmi e ad attaccarmi fili e tubi a varie parti del corpo. Degli aghi mi penetrarono le carni mentre condotti flessibili mi entravano nella bocca, nel naso e nell'ano. Quel bestione agiva in modo asettico, professionale, senza emozioni. Ero furente ma non potevo reagire in nessun modo. Quando ebbe finito fece scorrere di nuovo la parete e io mi trovai da solo al buio in quella situazione assurda. Mentre la parete stava per serrarsi intravidi per un istante gli occhi della mia amante cercare i miei per un ultimo contatto. Poi fu il buio.
Non potevo sapere quanto tempo fosse passato. Cercavo di arginare la paura e l'ansia che mi attanagliavano usando le molte tecniche che avevo imparato per gestire le emozioni negative. Ma era difficile e dovevo affrontare crisi di panico che mi agitavano costringendomi a immaginare le possibilita di sviluppo piu' terribili. Ero completamente in balia di forze sconosciute e non avevo la minima idea di cosa intendessero fare di me. E mi sembrava assurdo e incomprensibile l'essere tenuto prigioniero la' dentro. Ma la stessa esistenza, in quella casa, di quella stanza nascosta dietro a una parete scorrevole mi pareva intrinsecamente piena di presagi di orrore. Passarono ore o forse giorni senza che succedesse niente. Poi accadde che la parete si mosse, la luce mi feri' gli occhi e la mia mente venne risvegliata dal torpore animale nel quale si era perduta. Faticai a riconoscere la mia ex amante. Ma poi non potei non notare che era bellissima. Aveva con se' una bacinella di acqua e una pezza di tessuto.

(Parte seconda)

E cosi' vagai per gli spazi infiniti tra i pianeti, nelle terre di confine tra il passato e il futuro. E scoprii che potevo visitare regioni lontane e vedere come vivevano esseri di altre galassie prima che si scoprisse come fondere i metalli e dopo che furono inventate macchine che sapevano tradurre i pensieri in immagini. Ed entrai nei corpi di altre creature e sentii le loro sensazioni spiando le emozioni che sconvolgevano il loro respiro. E fui un guerriero Hang che combatteva enormi insetti senzienti e amava una donna dalla carnagione blu. Fui un giove, che viveva nelle campagne fuori Acerra, la' dove ci sono montagne di rifiuti tossici. E lessi dai suoi occhi un documento ufficiale dove era scritto che la' c'era piu' diossina che a Seveso. E mentre morivo avvelenato mi chiedevo perche' Seveso fosse stata evacuata mentre nelle campagne inquinate di Acerra nessuno era stato sgombrato, nessuno aveva neppure portato via quell'immondizia che uccide.
In quel tempo la mia regione era governata da un uomo famoso per la sua probita', un paladino dei deboli. Ma egli non fece nulla per impedire che la diossina ci uccidesse tutti insieme alle nostre pecore e alle nostre bufale. Morendo non riuscivo proprio a spiegarmi perche' non avessero mandato uomini con tute bianche impenetrabili a sgombrare uomini e animali, a recintare la zona e a cospargere il suolo con schiuma assorbente.
Fui un vecchio Eburone, l'antico popolo celtico, e vidi la mia gente sterminata fino all'ultimo essere dai banditi protetti dai soldati di Giulio Cesare. E poi fui una bimba, che studiava la gloria di Roma e l'augusta esistenza dei cesari. Una bimba che poi scopri' di essere ebrea e venne deportata a Therensiestadt, dove una donna strana, Friedl Dikers-Brandeis, prima di passare attraverso la camera a gas, ottenne dal direttore del campo di sterminio carta, colori e pennelli per poter insegnare ai bambini condannati a morte a dipingere. Ma quella bambina sopravvisse e divento' una grande pittrice e si ricordo' sempre la frase scritta dalla sua insegnante: "In questo momento terribile l'unica cosa che mi sembra veramente importante e' l'arte."
E fui un soldato italiano in Serbia. E mi chiedevo perche' i soldati inglesi venissero li' dove noi eravamo appostati, con l'elmetto e la giacchetta mimetica, mentre loro avanzavano con tute spaziali anti radiazioni. Quando i primi quaranta di noi morirono di una rara forma di tumore, si inizio' a capire cosa preoccupasse gli inglesi: li' dove noi eravamo dislocati, con addosso soltanto la tuta mimetica, avevano sparato con proiettili all'uranio impoverito. Tutti lo sapevano. Anche il capo del nostro governo lo sapeva. Anche lui era conosciuto come un paladino del popolo... Ma nessuno fece niente per impedire che restassimo contaminati. E cosi' anch'io morii ascoltando le mie ossa esplodere lentamente.
E fui un vecchio vietnamita che per combattere i soldati americani si procuro' una divisa statunitense e costrui' un manichino dotato di un braccio che impugnava un bastone. Inizio' a girare per la foresta e a nascondersi in buche per terra e con una corda muoveva il braccio del manichino in modo che colpisse un alveare. Cosi' insegno' a milioni di api ad attaccare chiunque vestisse quella divisa. E le api lo insegnarono alle loro figlie.
E fui una giovane somala, stuprata con tante altre dai soldati italiani ai tempi di internet. Ci tenevano in un capannone e ogni sera venivano a prendere un gruppo di noi e ci violentavano decine di volte. Anche i giornali italiani parlarono di questi stupri. Una giornalista, una notte, era stata testimone di quell'orrore e ne aveva scritto. E non c'erano solo stupri. Anche torture con i cavi elettrici su prigionieri legati per terra con le braccia a croce. Ci fu un piccolo scandalo. Poi la giornalista fu uccisa e tutto fu presto dimenticato.
E vidi altre epoche e altre terre. Fui con gli indiani Seminole, uno di quei nativi americani che non furono mai sconfitti dalle giubbe blu. Ma nessun regista di Hollywood racconto' mai la nostra storia. Neanche quelli piu' di sinistra.
E vagai sui monti di Hillion, dove vivono gli uomini dalla pelle verde come lo smeraldo. E fui un servo della gleba Urriano, tenuto in schiavitu' dai Dalton con quattro braccia che maneggiavano spade di ossidiana.
E vidi le navi della regina di Inghilterra, ai tempi delle locomotive a vapore, cannoneggiare la citta' cinese di Nanchino per conquistare la liberta' di vendere l'oppio ai cinesi.
E navigai sulle astronavi prigione di Surma, immense scatole che vanno alla deriva nello spazio mentre gli umani che trasportano si divorano tra di loro.
E iniziai a chiedermi perche' l'umanita', in tutte le galassie, fosse cosi' folle. Perche' l'uso della capacita' di pensare non avesse dato a nessuna specie "intelligente" la capacita' di scegliersi governanti onesti, intelligenti e generosi.
E iniziai a chiedermi cosa ci fosse dentro di noi di sbagliato.
E fui un bramino che si interrogava sulle scritture e piangeva contemplando la carenza di pieta'.
E fui un gladiatore mandato a combattere contro i leoni di Baath, nell'arena, per divertire i cittadini del Potentato.
E poi entrai nella mente di Oklan la strega, che meditando sul significato dei 22 simboli comprese intimamente la sacralita' dell'esistenza. Essa vide chiaramente che ogni istante era qualche cosa di travolgente proprio perche' la vita e' cosi' aleatoria, fragile e momentanea. Se lo capisci provi un senso di vertigine. A essere viva.
E diventai un vecchio commerciante di libri di Axxion che studiava tutte le manifestazioni dei demoni. E intuii che qualche cosa scattava in una parte nascosta della mia mente. E restai dentro di lui e lo spinsi a leggere tutto quanto era stato scritto su cio' che questi mostri sono capaci di fare.
Intanto il mio corpo era immobile, nella cella dove non arrivavano ne' luce ne' suoni. Non potevo sapere da quanto tempo fossi imprigionato.
Solo ogni tanto lei, di cui non ricordavo piu' neppure il nome, veniva da me riempiendo quella stanza di luce, mi lavava con una pezza bagnata, risvegliava la mia virilita' e poi prendeva il suo piacere unendosi a me.
E una notte lessi sopra un libro di carta di riso, dell'esistenza di un demone che aiutato da una succube attirava giovani uomini nella sua dimora e li imprigionava per succhiare loro l'energia vitale fino a che, lentamente, morivano. E allora ebbi una grande paura. Perche' anche se la materia e' illusione e solo le emozioni sono reali, non ero pronto a finire di vivere. Cosi' costrinsi il mio ospite a uscire di casa nella notte e a vagare per i sobborghi della citta' alla ricerca di una strega che sapesse come sconfiggere quel tipo di demone. E Ouluck la Nera, mentre esplorava il sub-universo in stato di possessione, mi rivelo' che a causa delle inestricabili leggi che regolano le corrispondenze tra microcosmo e macrocosmo e a causa degli obblighi di gemellizzazione ai quali ogni entita' esistente e' sottomessa, vi era un solo modo per sconfiggere il demone e liberare il prigioniero. Bisognava trovare il suo gemello che viveva esattamente a 1111 anni luce di distanza in direzione di Vega.
Bisognava sfidare questo gemello e batterlo. Fu allora che abbandonai il corpo del vecchio commerciante di libri. E vagai per gli empori di schiavi alla ricerca di un guerriero delle province che fosse abile con tutte le armi e privo di paura. Penetrai la sua mente e lo indussi a cercare il demone gemello. E alla fine lo trovai. Era un gladiatore famoso a Shantoon. Nessuno poteva fronteggiarlo e lui godeva divorando i corpi dei suoi nemici. E lo attaccai fuori dall'arena, cogliendolo alle spalle in un vicolo. Ma la reazione del demone fu spaventosa e il guerriero che mi ospitava fu travolto e fatto a pezzi. Mentre spirava io usai però la sua bocca per ringhiargli in faccia: "Tornero' per avere i tuoi occhi"!
Dovetti armare le mani di dieci guerrieri che furono spazzati via. E di altri dieci che fecero la stessa fine. Capii che nessun uomo avrebbe potuto sconfiggere quel mostro. Cosi' presi il corpo di una giovane donna e la indussi ad avvicinare il demone gemello facendogli credere che potesse diventare sua succube. E dopo che il demone l'ebbe posseduta lei aspetto' che si addormentasse e poi appoggio' sulla sua fronte un cubo di rame nativo. Cosi' il suo cranio esplose.
Istantaneamente mi ritrovai nella mia cella. Ma i lacci d'acciaio che mi immobilizzavano erano aperti. Mi liberai dei tubi e degli aghi, barcollando dopo tanta immobilita', mi appoggiai con tutto il mio peso alla parete scorrevole e riuscii a smuoverla. Ero libero. Scesi le scale con grande difficolta', aprii la porta e mentre uscivo, tremando per lo sforzo, vidi il demone che nel soggiorno si trasformava in una piovra crescendo a dismisura. Mi misi a correre. La casa esplose. Quasi non potevo crederci quando vidi che il mio furgone giallo era ancora la'. La terra si stava aprendo, le fiamme si levarono dalla casa. Misi in moto.
Stavo per partire quando vidi affiancarsi al finestrino la succube del demone. Piangeva. Mi imploro' di portarla via. Ingranai la marcia, lasciai andare la frizione e fuggii. Avrei voluto portarla con me ma non ero abbastanza coraggioso. Nessuno e' capace di essere quello che vorrebbe essere...

Jacopo Fo

Collasso - Sopravvivere alle attuali guerre e catastrofi in attesa di un inevitabile ritorno al passato

Libri - www.commercioetico.itPresentiamo oggi un nuovo e, secondo noi, straordinario libro di Nuovi Mondi Media.
Il titolo è "Collasso - Sopravvivere alle attuali guerre e catastrofi in attesa di un inevitabile ritorno al passato". L'autore è James Howard Kunstler.
Al di là del titolo un po' catastrofico il libro è un racconto straordinario.
Kunstler analizza con una scrittura molto efficace e coinvolgente cosa succederà quando finirà il petrolio e ci dice che il tempo in cui questo accadrà non è poi così lontano. Entro pochi anni arriveremo al picco di produzione petrolifera e da lì in poi la questione energetica diventerà oltre che urgente, quello lo è già, ma anche sotto gli occhi di tutti.
Cosa accadrà a un Occidente che da cinquant'anni basa tutta la sua vita sul gas e sul petrolio? Troveremo, come dicono gli ottimisti, un'idea geniale che l'uomo farà uscire dal cappello all'ultimo minuto, come nella migliore filmografia hollywoodiana, che ci risolverà il problema senza il minimo disagio? Avremo una fonte di energia rinnovabile che garantirà acqua calda, luce e riscaldamento a disposizione tutto il giorno come siamo abituati?
Oppure... oppure dovremo cambiare radicalmente il nostro modo di vivere... utilizzando forme di energie locali e alternative (splendidamente analizzate nel libro) in attesa di riorganizzare le nostre case e i luoghi in cui viviamo per tornare a un'economia degna del suo nome.
Quando raggiungere un ipermercato a chilometri di distanza da casa non sarà più conveniente perché non ci sarà più il carburante o costerà veramente troppo saremmo in grado di riconsiderare l'agricoltura sostenibile e locale con altri occhi?
Quando la produzione industriale entrerà in crisi impareremo di nuovo a gestire piccole imprese locali autonome? La globalizzazione è destinata a morire di morte naturale quando mancherà il petrolio?
Molto piacevolmente Kunstler ci racconta tutto questo, senza toni apocalittici, leggere per credere.

Vi ricordate nel film della Disney "Alla ricerca di Nemo" il branco di tartarughe che navigava nella corrente del Golfo (mitico!!)?
In questo brano del libro, che pubblichiamo, c'è la spiegazione di come funziona la corrente del Golfo e quali sono le conseguenze del riscaldamento terrestre.
Buona Lettura.

L'"interruttore" della corrente del Golfo

La corrente del Golfo è una caratteristica particolare della topografia del nostro emisfero che consente il trasferimento di enormi quantità di calore tropicale dal Golfo del Messico all'Europa settentrionale, rendendo questa regione magnificamente ospitale per gli insediamenti umani. Senza la corrente del Golfo, la Gran Bretagna, la Francia, i Paesi Bassi e la Scandinavia avrebbero un clima simile a quello del Labrador, con una media annuale di 11°C di meno. La corrente del Golfo è stata paragonata a un nastro trasportatore oceanico. La forza dell'acqua calda che fluisce verso nord è stata descritta come pari a settantacinque volte il volume del Rio delle Amazzoni. Si pensa che questa possente zangola influenzi il comportamento delle correnti fino agli oceani Pacifico e Indiano.
Il nastro trasportatore funziona perché le proprietà chimiche e fisiche dell'acqua variano leggermente da un'estremità all'altra. Le acque calde della corrente del Golfo muovono verso nord, spinte dalla rotazione terrestre. Queste acque sono già insolitamente salate perché alle latitudini più calde l'acqua superficiale evapora più in fretta. Quando la corrente del Golfo, scorrendo verso nord, va a sbattere contro la Groenlandia e l'Islanda, le sue acque hanno distribuito molto del calore iniziale. L'acqua più fresca è ora più salata, più densa e più pesante e s'inabissa con una velocità sufficiente a darle la spinta per tornare di nuovo a sud sotto forma di corrente profonda. Intanto, di nuovo nel Golfo del Messico, altra acqua superficiale calda inizia il suo viaggio a nord sul nastro trasportatore. Il processo è continuo.
È dimostrato che l'attuale riscaldamento globale sta provocando lo scioglimento dei ghiacci continentali all'estremo nord, con conseguente immissione di grandi quantità di acqua dolce nell'Atlantico settentrionale, dove le acque raffreddate, dense e pesanti di sale si tuffano per tornare a sud. L'acqua dolce del disgelo diluisce l'acqua salata fredda, rendendola meno densa e meno pesante. Si teme che ciò possa impedirle di inabissarsi, rallentando così l'intero nastro trasportatore della corrente del Golfo. Ci sono infatti le prove che il flusso dell'acqua fredda si sia indebolito del 20% negli ultimi anni.
Un aspetto cruciale del problema è che un differenziale di salinità apparentemente minimo tra le correnti calda e fredda - una parte per mille - è tutto ciò che ci vuole per azionare questa gigantesca megamacchina naturale della corrente del Golfo. Potrebbe bastare molto poco perché il cambiamento di temperatura alteri il contenuto salino di entrambe o lo spinga oltre una soglia che arresterebbe del tutto la circolazione.
Una teoria accreditata sostiene che l'episodio dello Younger Dryas sia stato provocato da un precedente blocco della corrente del Golfo come reazione a un improvviso afflusso di acqua dolce proveniente dal disgelo del Nord America... forse per lo straripamento improvviso e catastrofico di un sistema di laghi interni d'acqua dolce formatisi durante il ritiro dei ghiacciai. Il raffreddamento del periodo dello Younger Dryas potrebbe aver arrestato l'ulteriore scioglimento dei ghiacci per un millennio, permettendo alla salinità di ricostituirsi nel flusso verso nord della corrente del Golfo, facendo infine ripartire il nastro trasportatore che ha permesso la ripresa dell'Olocene.
Il meccanismo di questo paradossale processo altalenante può ora essere evidente. Il riscaldamento si verifica finché l'"interruttore" della fusione del ghiaccio artico non disattiva la corrente del Golfo, il che induce un raffreddamento intorno alla regione artica che alla fine ripristina la salinità delle acque settentrionali riavviando il ciclo.
Può non avere molta importanza se il riscaldamento iniziale sia provocato da gas rilasciati naturalmente da paludi e animali o dai pendolari americani al volante di Ford Explorer. Una conclusione che si può trarre da questa teoria, comunque, è che non sappiamo veramente se l'attuale episodio di riscaldamento globale possa, in effetti, preludere semplicemente a un altro importante periodo di raffreddamento. Ciò che abbiamo di fronte, in realtà, potrebbe essere un doppio problema: un episodio indipendente di riscaldamento radicale seguito dall'inizio di un'era glaciale.
Se gli andamenti storici possono fungere da criterio di valutazione, l'Olocene dovrebbe stare per concludersi dopo diecimila anni. La cosa più sorprendente di tutte, forse, come sottolinea Kolbert è che "l'unico periodo nella storia dal clima stabile quanto il nostro è il nostro. E sembra ancora più improbabile che i climatologi debbano scoprire che stiamo vivendo in questo periodo di eccezionale stabilità proprio nel momento in cui, secondo i loro stessi calcoli, si sta verosimilmente avviando alla fine".
I cambiamenti che si stanno verificando sono talvolta sorprendenti. Per esempio, l'attuale tendenza al riscaldamento si manifesta molto più nell'aumento delle temperature notturne che nelle temperature medie diurne. Analogamente, l'U.S. National Climatic Data Center ha determinato che le minime - cioè le temperature più basse del giorno - sono salite più delle massime. Uno dei risultati di questa variazione è un posticipo delle gelate nell'emisfero settentrionale. Negli Stati Uniti nord-orientali, per esempio, il gelo finisce in media undici giorni prima rispetto agli anni '50. Ciò potrebbe sembrare un vantaggio per le colture ma presenta aspetti problematici perché il repentino cambiamento destabilizza le ecologie esistenti, nuocendo alle specie locali e creando le condizioni favorevoli per l'invasione di nuovi venuti che, a loro volta, provocano ulteriori cambiamenti ecologici, molti dei quali dannosi.
In un altro paradosso, sebbene la temperatura media globale sia salita, gli inverni sono diventati più nevosi alle latitudini elevate dell'emisfero settentrionale, perché il maggiore calore a latitudini inferiori causa una maggiore evaporazione dell'umidità. È un'altra prova che suggerisce che l'attuale riscaldamento potrebbe in realtà preludere a un'altra era glaciale. Alle latitudini medie degli Stati Uniti settentrionali e del Canada il rapporto tra neve e pioggia in inverno è diminuito, mentre le precipitazioni invernali totali sono aumentate. Nonostante la maggiore umidità invernale, si prevede un inaridimento dei terreni nel Nord America nei prossimi decenni perché le temperature più calde favoriranno i livelli di evaporazione e traspirazione. Tuttavia, per fare un esempio, la copertura nuvolosa può alterare i calcoli alla base di questi effetti, come in Russia, dove è evidente un aumento dei livelli di umidità del terreno.

 

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Bonus Bebè

In Ungheria la finanziaria 2006 conterra' un bonus bebe' sul modello inglese: per ogni bambino nato lo Stato aprira' un conto corrente a nome del piccolo, dove versera' circa 200 euro.
Dovra' farsi la prima dichiarazione dei redditi entro i 3 mesi di vita.
In Italia invece sembra sia saltato dalla finanziaria il bonus di 1000 euro per i secondogeniti nati nel 2006. Il contentino sara'  un bonus di 160 euro, 40 euro in meno dei bambini ungheresi, a tutti i nati tra il 2003 e la fine del 2005. Affrettatevi!

(Fonte: Vita)

Le storie vere di Internazionale

Anders Mjelle, 22 anni, norvegese, stava per laurearsi in medicina, quando ha deciso che il suo nome non era abbastanza accattivante come quello degli altri medici. Cosi' e' andato all'anagrafe del suo comune e si e' fatto aggiungere "Batman" come secondo nome.
"Ora va molto meglio!" ha poi dichiarato Anders Batman Mjelle.

(Fonte: Internazionale n. 615)

Crea una compagnia aerea con i soldi dell'eredità

Sentiremo spesso parlare di Martin Halstead, un ragazzo di 19 anni inglese. Nonostante la sua giovane eta' ha uno spiccatissimo senso degli affari.
A 15 anni ha creato una societa' di software per le simulazioni aeree e ora, a 19 anni, sta per fondare una compagnia aerea. A partire dal 21 novembre la "Alpha One" colleghera' l'isola di Man alle due citta' inglesi di Southampton e Blackpool, rotte aeree finora ignorate dalle grandi compagnie.
Il giovane ha finanziato la compagnia con i soldi avuti in eredita' dalla nonna. Sentiremo ancora parlare di lei...

(Fonte: Repubblica)

Il fedele non va in chiesa?


Un sacerdote di San Giorgio a Pellio Intelvi (CO) ha deciso di risolvere il problema celebrando la messa a domicilio. Basta prenotarsi sul telefonino del prevosto e il giovedi' alle 20,30 il sacerdote arriva a casa per celebrare una liturgia eucaristica privata. Come a un concerto di Elton John si possono invitare al massimo 500 amici.

Fonte: Lapagina.it
Luigi Bettazzi